Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

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Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293x545, Milano, Museo del Novecento, Palazzo dell'Arengario. « Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...  »

L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARÁ OPERA DEI LAVORATORI STESSI

L'Unione Sindacale Italiana, sezione italiana dell'A.I.T. (Association Internacional de los Trabajadores) fondata nel 1912, disciolta dal fascismo nel 1922, si è faticosamente ricostituita alla fine degli anni settanta. 

L'USI è l'organizzazione nazionale di tutti i salariati, i precari e disoccupati, di ogni sesso e nazionalità residenti in Italia che si propongono di raggiungere con le proprie forze l'emancipazione dell'uomo liberandosi da qualsiasi dominio economico, politico, morale. (Art. 2 Principi dell'USI) 

Coerentemente con gli scopi che si prefigge, l'USI tende all'autorganizzazione dei lavoratori; pratica la democrazia diretta; si fonda sui principi dell'autogestione; non è dipendente nè tributaria di alcun partito politico,di alcun movimento specifico, di alcun dogma religioso o laico.

L'Autogestione delle Lotte per l'Autogestione del Lavoro

 

Convocazione Esecutivo Nazionale

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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Maggio 2012 13:37 Scritto da Sandro Venerdì 18 Maggio 2012 13:30

CONVOCAZIONE Esecutivo Nazionale

Per le federazioni locali intercategoriali, sezioni locali,

sindacati di categoria e comparto, strutture aziendali,

singoli iscritti-e all’Unione Sindacale Italiana.

OGGETTO: Comunicazione di convocazione dell’Esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale Italiana (come definito al XIII Congresso di Febbraio 2011), aperto a partecipazione di delegati e delegate sindacali Usi e a iscritti-e, per il giorno 10 GIUGNO 2012, DALLE 10 ALLE 14, PRESSO LA SEDE DI LARGO GIUSEPPE VERATTI 25 ROMA.

Avviso di iniziativa pubblica il 9 giugno 2012 dalle 11 alle 23 presso la sala teatro dello spazio sociale “IL CANTIERE” a Roma Via Gustavo Modena 92, con dibattiti, mostre, banchetti di riviste e libri, musica, pranzo e cena sociale, in serata musica dal vivo con repertorio canzoni di De Andrè (a cura di Carlo Ghirardato), in occasione dei 100 anni dalla fondazione dell’Unione Sindacale Italiana (promossa dalla federazione romana dell’Usi, con invitati internazionali)

Si avvisa, dopo aver sentito e aver avuto l’assenso di compagni e compagne delle strutture di esecutivo nazionale e di segreteria nazionale, che è convocato per il giorno 10 GIUGNO 2012, A ROMA PRESSO LA SEDE DI LARGO GIUSEPPE VERATTI 25, DALLE 10 ALLE 14, L’ESECUTIVO NAZIONALE DELL’UNIONE SINDACALE ITALIANA.

Come è prassi consolidata, la riunione di esecutivo è aperta alla partecipazione  di delegati e delegate sindacali Usi e a iscritti-e, a livello nazionale che intendano essere presenti, dando cortesemente loro preavviso di partecipazione per e mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ,  a mezzo fax al numero 06 77201444 o con messaggio in segreteria telefonica al numero 06 70451981.

Ordine del giorno:

  • INIZIATIVE DA FARE IN ALTRE PARTI D’ITALIA, durante l’anno 2012, in occasione dei 100 anni dalla fondazione dell’Usi (1912 – 2012) e coordinamento delle stesse.
  • Aggiornamenti sulle iniziative e collegamenti internazionali, dopo le riunioni di marzo 2012 a Madrid e dei contatti con le varie strutture europee e non e percorsi da sviluppare, secondo indicazioni congressuali e orientamenti delle riunioni precedenti.
  • Verifica situazione iniziative di resistenza alla crisi e condizioni di lavoro, salariali, percorsi di mobilitazione anche con altre forze sindacali e sociali sul disegno di legge ddl su riforma mercato del lavoro, modifica art. 18 S.L., ammortizzatori sociali e campagne nazionali ed europee su salario, salute e sicurezza sul lavoro, tutela e difesa “beni comuni”, condizioni di lavoro e di vita.

Varie ed eventuali.

Si ricorda anche e si avvisa che il giorno prima 9 giugno 2012, è prevista l’iniziativa a Roma per i 100 anni dalla fondazione dell’Unione Sindacale Italiana, dalle 11 alle 23 presso la sala teatro dello spazio sociale “IL CANTIERE” a Roma Via Gustavo Modena 92, con dibattiti, mostre, banchetti di riviste e libri, musica, pranzo e cena sociale, in serata musica dal vivo con repertorio canzoni di De Andrè (a cura di Carlo Ghirardato), in occasione dei 100 anni dalla fondazione dell’Unione Sindacale Italiana (promossa dalla federazione romana dell’Usi, con invitati internazionali)

Per chi  volesse partecipare (anche per il pranzo e/o la cena a prezzo popolare), è invitato a prenotarsi ai recapiti indicati sopra anche per il 9 giugno, se si è di altre città, gli “indigeni” anche con famiglie e amici.

Saluti a tutti-e ORA E SEMPRE RESISTENZA

Il segretario generale nazionale p.t. confederazione Unione Sindacale Italiana – fedele ai principi dell’Ait
Roberto Martelli

 

LIBERTÀ LAURA GOMEZ

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Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Aprile 2012 15:53 Scritto da Sandro Lunedì 30 Aprile 2012 15:46

LIBERTÀ LAURA GOMEZ

Il 24 aprile, il compagno di Laura Gomez, Segretario di Organizzazione della Federazione locale di Barcellona è stato arrestato in una strada pubblica Mossos d'Esquadra del '.

Il 25 aprile, è stato messo a disposizione del Tribunale di Istruzione n ° 23 come il presunto autore di un reato di coercizione, disordine pubblico, incendio doloso e danni controllata, contro i diritti fondamentali.

L'accusa ha chiesto la custodia cautelare, comunicata e senza cauzione, e il tribunale ha ordinato la sua prigionia data la "gravità dei fatti" ed evitare il rischio di fuga, nascondere le prove, impedisce di commettere altri reati di ...

I "reati gravi" che si accusano, stanno prendendo parte il giorno 29M dello sciopero generale, in una messa in scena alla porta della Borsa di Barcellona in cui simbolicamente bruciato scatole con documenti all'interno.

L'unica vera realtà in cui il partner è Laura viene arrestato per essere l'unione, essendo un combattente contro il sistema capitalista che sfrutta, per essere un attivista sociale che non si rassegna a vivere in ginocchio. Il sistema deve fornire castighi pubblici per sentirsi al sicuro e si passa sopra il diritto alla libertà delle persone. Caso di Laura è il paradigma della oltraggio del potere, dello Stato repressivo.

Laura viene arrestato nelle peggiori condizioni stabilite dalla normativa vigente (libertà senza cauzione), perché ci sono alcuni politici che stanno creando uno stato autoritario, dittatoriale, fascista, per distruggere i diritti e le libertà della popolazione, e di lavoratori, di criminalizzare, intimidire, intimidire la popolazione, di attaccare direttamente le organizzazioni CGT, sociale e del lavoro che abbiamo scelto di combattere, resistere, difendere.

Con Laura molte persone sono state arrestate in questi giorni, a Barcellona, ??Valencia, Madrid, Tarragona, etc etc, il tutto per partecipare alla HG di 29M, in ciò che rappresenta un vero stato di polizia, repressore.

La CGT e mette in guardia il governo dello Stato spagnolo e il governo della Catalogna, che continuerà ad esercitare i loro diritti fondamentali per proteggersi da attacchi diretti, le sue politiche economiche, anti-sociali, razzista, xenofobo e repressivo (modifiche al codice penale, vicino confini arbitrari, aprendo le pagine web per informare gli altri, di fomentare conflitti tra ideologie e le classi sociali, la repressione politica del diritto delle persone di dimostrare, con picchetto, di esercitare il diritto di sciopero).

La CGT non astenersi dal compiere la propria responsabilità ai lavoratori e il loro impegno di promozione della giustizia sociale. I lavoratori non sono criminali. La CGT continuerà a difendersi contro lo stato di polizia che il governo è in programma e ha annunciato pubblicamente che egli si riunirà nuovamente dimostrazioni e scioperi generali, quanti sono necessari per i lavoratori sono rispettati e riconquistare i loro diritti.

L'USI, ha espresso solidarietà all'arresto di Laura Gomez e solidarietà alla CGT

   

Firenze. Iniziative Unitarie.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Aprile 2012 10:32 Scritto da Sandro Venerdì 27 Aprile 2012 10:22

Incontro sindacale del 19 aprile 2012 a Firenze

Il 19 aprile 2012 si è svolto a Firenze un incontro sulla situazione politico-sindacale generale fra CUB, USB, CIB Unicobas, ORSA, Si Cobas, Snater e USI. Lo SlaiCobas, seppur assente, condivide quanto deciso.

Dalla discussione è emersa la comune valutazione dell'esigenza di una risposta alla politica economica e sociale dell'attuale governo e delle manovre che si abbattono sui lavoratori salariati e sulle classi subalterne nel loro assieme. Una risposta che assieme ai sindacati di base coinvolga in modo aperto le forze sociali e territoriali che intendono opporsi alla politica del governo.

È apparsa evidente a tutti i partecipanti la necessità di una forte critica teorica e pratica alla pretesa del governo dei tecnocrati e dei banchieri di rappresentare un “interesse comune” fra padroni e lavoratori, fra ceti dominanti e classi popolari e di proseguire le mobilitazioni contro l'intero impianto delle politiche del governo Monti accentuando l'intensità e la radicalità dell'iniziativa sindacale in primo contro la “controriforma del lavoro”, l'attacco alle pensioni, alla sanità, al diritto alla casa (Imu ecc.), le liberalizzazioni senza regole dei servizi essenziali per i cittadini, il peggioramento della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, la negazione delle attività gravose ed usuranti per molte categorie di lavoratori e la questione degli “esodati”.

Si è, di conseguenza, stabilito di aprire un confronto per verificare la possibilità di:

  • una campagna di informazione critica sulle manovre del governo con iniziative comuni e condivise a livello locale e nazionale, proponendo una giornata nazionale di mobilitazione con manifestazioni e presidi in tutte le regioni per il 9 maggio prossimo - (a Roma si svolgerà una sit-in presso il Senato in concomitanza con la discussione parlamentare del provvedimento di legge “contro il lavoro”);
  • iniziative di contrasto all'azione del governo e del padronato con una campagna comune nei posti di lavoro e sul territorio e con iniziative comuni a partire dai posti di lavoro e/o del territorio che in questo momento esprimono momenti di resistenza agli effetti della crisi;
  • un confronto fra le diverse organizzazioni del sindacalismo conflittuale, di base, di classe, autonomo e indipendente per dar vita, assieme alle forze sociali e territoriali disponibili, a forme di mobilitazione che consentano di verificare le condizioni nel Paese per uno sciopero generale comune e condiviso, che rappresenti un effettivo momento di contrasto e opposizione alle politiche del governo Monti-Marchionne-Napolitano e all'attacco padronale ai diritti ed alle tutele dei lavoratori.

CUB – USB - CIB Unicobas – ORSA - Si Cobas – Snater – USI - SlaiCobas

 

Morti da Lavoro. Marlane Marzotto

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Aprile 2012 08:05 Scritto da Sandro Martedì 24 Aprile 2012 07:52

Il processo alla Marlane Marzotto rimane a Paola

Ci hanno provato, le parti difensive dei responsabili del massacro dei lavoratori dell'azienda tessile, ad allungare ulteriormente i tempi del processo cercando di spostarlo a Vicenza e a estromettere, dal dibattimento, quel sindacato, lo Slai cobas, che dal primo momento è stato vicino ai lavoratori e alle loro famiglie.

Non sembra essere interesse degli avvocati difensori avere una sentenza, una sentenza su un fatto talmente grave che dovrebbe smuovere le coscienze di ogni cittadino, a prescindere dal ruolo che svolge.

Più che giusto che gli imputati abbiano dei difensori, meno giusto, meno morale, che gli studi di questi grandi oratori del foro italiano, Ghedini e Pisapia in testa, utilizzino escamotage per fare in modo che il processo non venga proprio fatto e arrivi alla prescrizione.

E' interesse anche degli imputati che il processo si svolga, la giustizia non è una variabile dipendente dal potere o ingabbiata in mille artifizi che le impediscano di procedere e affermare questo, tentare di svilirne il significato, va contro gli stessi imputati e i loro avvocati.

Ricordiamo la vicenda, per chi ancora non ne fosse a conoscenza:

L'azienda fu fondata negli anni '50 dal conte Rivetti e produceva tessuti.

Poi nel 1969 passa nelle mani dell'Eni, Lanerossi e, successivamente, nel 1987, al gruppo Marzotto per 173 miliardi di lire.

Per ognuno dei 200 lavoratori espulsi la finanziaria dell'Eni mise a disposizione 44 milioni per una riallocazione occupazionale mai avvenuta.

La fabbrica, gestita dalla Lanerossi, tolse le mura divisorie e così nell'open space, creato convergevano i fumi provenienti dalle sostanze chimiche della coloritura espandendosi ovunque.

Non c'erano aspiratori funzionanti e gli operai gettavano i coloranti in vasche aperte senza alcuna protezione.

Nella fabbrica c'era anche l'amianto presente nelle pastiglie dei freni dei telai, che, consumandosi, emetteva polveri respirate da tutti.

A fine giornata veniva "donata" una busta di latte ad ogni lavoratore, unico rimedio ai veleni respirati durante tutto il turno di lavoro.

Nel 1996 la tintoria veniva chiusa.

Ai tentativi della difesa di prolungare i tempi del processo risponde l'avv. Senatore, che rappresenta decine di lavoratori ammalati, famiglie di defunti e lo Slai cobas:

  • La competenza deve rimanere sul posto. I veri danneggiati, gli unici danneggiati, sono loro ed hanno il diritto di veder giudicate le malefatte di questi 20 anni di follia dove decisioni, senza nessun rispetto per la salute dei lavoratori, venivano prese in loco e non altrove.
  • Gli autori, i responsabili della morte di oltre 160 persone, per patologie tumorali derivanti dai danni ambientali per l'uso di sostanze cancerogene, devono essere giudicati dove hanno commesso il fatto.
  • La richiesta delle difese di estromettere il sindacato Slai cobas non può essere accolta, lo Slai cobas è stato il protagonista, assieme ai lavoratori, di tutta la vicenda. Senza le loro denunce oggi il processo non ci sarebbe.
  • E' chiara la tattica dilatoria delle difese, è chiaro, altrettanto, che la giustizia non può essere negata a chi sta soffrendo, a chi è morto.

Un processo senza nessuna eco mediatica si sta svolgendo in quel profondo Sud abbandonato da uno Stato capace solo di imporre gabelle.

La giustizia, la verità, reclamano che il processo vada al suo giusto e naturale compimento, che i responsabili di una strage senza nessuna giustificazione vengano giudicati se questa è ancora una democrazia non potrà esserci una diversa conclusione.

Stefano Federici

   

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