Nibirumail Cookie banner

Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

16/11/2021 - PIÙ CONTAGI TRA MEDICI E INFERMIERI:

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento Martedì 16 Novembre 2021 14:43 Scritto da Sandro Martedì 16 Novembre 2021 14:41

  • 16/11/2021 - PIÙ CONTAGI TRA MEDICI E INFERMIERI:
  • SOLO UNO SU DUE HA FATTO LA TERZA DOSE. IN SETTIMANA L’OBBLIGO DEL RICHIAMO PER IL PERSONALE SANITARIO. MA TRA CHI LAVORA IN OSPEDALE APPENA IL 50% SI È GIÀ MESSO IN REGOLA

Più contagi tra medici e infermieri: solo uno su due ha fatto la terza dose.

In settimana l’obbligo del richiamo per il personale sanitario.

Ma tra chi lavora in ospedale appena il 50% si è già messo in regola

Michele Bocci, Repubblica.

Lavorano a contatto con i pazienti, quindi rischiano di essere contagiati e di contagiare, ma non si stanno precipitando a fare la terza dose. Anzi. Per questo il governo nel giro di qualche giorno, forse già questa settimana, introdurrà l’obbligo di terza dose per gli operatori sanitari. A dimostrare quanto possa essere utile la misura ci sono i dati diffusi dalla Federazione degli ordini degli infermieri: tra quei professionisti, i medici e gli altri operatori contagiati a ieri sono circa il triplo rispetto a due mesi prima.

La copertura ancora bassa

I lavoratori della sanità sono stati i primi a ricevere il vaccino già nel dicembre dell’anno scorso. Per buona parte di loro i sei mesi che devono passare prima di fare il “booster” sono trascorsi, eppure la percentuale di chi ha fatto la terza dose è compresa tra il 45 e il 50%, cioè è del tutto simile a quella degli over 60 e dei fragili, le altre categorie che possono già fare il richiamo, ieri, infatti, il “booster” lo avevano ricevuto il 48% di coloro che hanno terminato la prima parte del ciclo vaccinale da almeno sei mesi. Ci si aspettava che chi lavora in sanità fosse più sensibile alla necessità di rinforzare le difese immunitarie, rispetto a persone che magari non hanno problemi di salute e sono ancora abbastanza giovani come i sessantenni. E invece così non è.

Il ministero e la struttura commissariale valutano appunto nel 50% la quota di sanitari che hanno ricevuto la seconda dose. Il calcolo si può fare anche osservando in quanti sotto i 60 anni hanno fatto il richiamo, cioè prevalentemente lavoratori di Asl e ospedali visto che la loro è l’unica categoria per la quale non sono stati messi limiti di età. A ieri gli under 60 erano 620mila. I sanitari sono 1 milione e 400mila e quindi, considerando che ci sono anche operatori sessantenni, il dato della copertura al 50% dovrebbe essere abbastanza corretto. Va detto che nell’ultimo periodo c’è stata un’accelerazione delle richieste di terze dosi, come ha fatto notare anche il presidente della Fiaso, la Federazione che raccoglie le aziende ospedaliere e sanitarie, Giovanni Migliore.

I casi triplicati

I casi tra chi lavora nella sanità stanno aumentando più di quelli della popolazione generale e questo potrebbe essere un dato connesso proprio alla copertura con le terze dosi, che non è ancora soddisfacente. L’Istituto superiore di sanità alla fine della scorsa settimana ha detto che dopo sei mesi la protezione del vaccino inizi a calare e medici e infermieri sono stati tra i primi ad essere vaccinati. In due mesi i casi sono triplicati, passando dai 936 contagiati totali al 14 settembre ai 2.736 che si contavano ieri. I numeri sono diffusi dalla Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi): «Circa l’82% dei nuovi contagiati, cioè 1.476 sono infermieri. Dopo un calo registrato nella prima metà di settembre, legato alla minore circolazione del virus nel periodo estivo, i casi sono tornati a crescere in modo significativo». Il sindacato Nursing Up aggiunge che sono oltre 90 al giorno i professionisti della sanità che si ammalano. Per Fnopi bisogna correre con le terze dosi. «Ma io ho il Green Pass per un anno, quindi aspetto a fare il richiamo», commenta un operatore sanitario di un grande ospedale romano, forse esprimendo un parere simile a quello di molti suoi colleghi.

Arriva l’obbligo

Di tutti i provvedimenti di cui si parla in questi giorni, quello ormai deciso prevede l’introduzione dell’obbligo di fare la terza dose per il personale sanitario e per i lavoratori delle Rsa. Cioè alle categorie alle quali il primo ciclo è stato già imposto. A breve arriverà la nuova legge. In questi giorni si discute su quale limite temporale imporre per mettersi in regola. Probabilmente verranno concessi al massimo 9 mesi per fare il booster. Poi scatterà la sospensione per chi non si mette in regola. Ma il termine potrebbe essere anche di 8 mesi o addirittura di 7.

Green Pass a durata ridotta

La vicenda degli operatori della sanità dimostra che la validità di un anno del certificato verde forse è troppo lunga. Il ministro alla Salute Roberto Speranza mercoledì scorso ha detto durante un question time alla Camera che si sta valutando una riduzione del termine, probabilmente a 9 mesi. I tecnici stanno studiando la situazione e anche il Cts riflette sulla problematica. Probabilmente si arriverà davvero a una modifica della validità. Prima però partirà l’obbligo di fare la terza dose per i lavoratori della sanità.

 

Convocazione CND

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2021 12:16 Scritto da Sandro Mercoledì 03 Novembre 2021 12:11

Unione Sindacale Italiana

dal 1912

fedele alla Associazione Internazionale dei Lavoratori

°°°°°°°°°°°

 

Udine, 30 Settembre 2021

 

Alle federazioni locali intercategoriali;

Alle sezioni locali;

Alle RSA/RSU aziendali;

Ai singoli iscritti.

 

OGGETTO: Comunicazione di contestuale convocazione dell’Esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale Italiana per il 4 Dicembre 2021, ORE 15 c/o la sede dell’U.S.I. della Federazione di Milano (Via A. Ricciarelli 37) e contestuale Convocazione del Comitato Nazionale Delegate-i (CND) USI per il giorno 5 Dicembre 2021, dalle ore 10 alle ore 14.

a. Si convoca, la riunione dell’Esecutivo Nazionale USI, come definito al XIII Congresso Nazionale nel Dicembre 2017, per il giorno 4 Dicembre 2021 c/o la sede della Federazione di Milano, ora d’inizio alle ore 15.

b. Le sedi provinciali sono tenute ad inviare codesta comunicazione alle proprie RSA, RSU e ai singoli associati.

c. Si convoca per il giorno 5 Dicembre 2021 il Comitato Nazionale delegate-i dell’U.S.I. presso la stessa sede dell’USI dalle ore 10 alle ore 14.

Le due iniziative sono convocate contestualmente c/o la sede di Via Ricciarelli 37 in Milano per abbreviare tempi e contenere costi economici aggiuntivi e spese di spostamenti.

Nota: Si ricordi nella stesura dei verbali le diversità delle due riunioni quella dell’Esecutivo Nazionale USI e quella della convocazione del C.N.D.

Ordine del giorno (di massima) sia per Esecutivo che per il CND:

· Analisi situazione territoriali e nazionale dall’USI dell’ultimo periodo;

· Mancando la cassa nazionale, le sezioni territoriali si faranno carico di ogni spesa;

· Iniziative, Partecipazione e Contatti con situazioni locali, nazionale e internazionale;

· Preparazione atti congressuali e linee guide sindacale in preveggenza al nuovo assetto della segreteria Nazionale per il prossimo Congresso nazionale confederale USI prevista inizio 2022 da definire congiuntamente giorni e località.

 

Varie ed eventuali.

Si invita a dare conferma di partecipazione, alle riunioni del 4 Dicembre per i componenti dell’Esecutivo Nazionale e soprattutto per il 5 Dicembre 2021, alla riunione del Comitato Nazionale Delegate-i USI (aperto come da prassi ai singoli iscritti-e USI)

Comunicare a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , per chi avesse necessità di ospitalità o pernottamento nella notte del 4/5 gennaio (specie per chi dovrà seguire tutte e due le riunioni) è invitato a prendere contatto con la Federazione USI di Milano e con Sandro/Emanuele Bruzzese per indicazioni.

Il segretario generale nazionale

Grego Renato


Segreteria Generale Collegiale

33100 Udine. Via G. Marchetti, n° 46 - T/Fax 0432 150 3360

e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

00146 Roma. Largo G. Veratti, n° 25 – Tel. Seg. 06 70 45 19 81 – Fax 06 77 20 14 44

e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

20148 Milano. Via Ricciarelli, n° 37 – T./Fax 02 54 10 70 87 – T./Fax 02 54 10 70 95.

e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Sito nazionale: www.usiait.it; www.usiait.com

   

Green pass nel 2022. Chiarimenti Ministero.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Ottobre 2021 14:38 Scritto da Sandro Giovedì 28 Ottobre 2021 14:35

Green pass: per chi non ce l'ha niente Cig né maternità.

Cosa succede nel 2022

Green pass obbligatorio fino a dicembre 2021, e questo ormai è ben chiaro a tutti. Specialmente ai lavoratori 'no pass': sia ai più reticenti che hanno optato per ferie o malattia, sia a quelli che si sono prenotati i tamponi  in farmacia per due mesi.

Ma che accadrà tra due mesi?

Quando insieme alla fine dello stato di emergenza, è prevista anche la scadenza delle norme sul green pass e quindi dell’obbligo di esibirlo lì dove oggi è richiesto? Per ora nulla è ancora deciso, ma i ragionamenti tra i tecnici e nel Governo vanno verso una direzione: allungare la durata del green pass anche al 2022, forse fino all’estate, almeno fino alla primavera. Anche visti l’aumento dei contagi e il calo delle vaccinazioni. anche

Sul lavoro poi, non bisogna sottovalutare i vari aspetti legati all'attività contributiva e pensionistica, che la mancanza di green pass comporta.

Vaccinazioni in calo mentre il Governo spinge per la terza dose

Lo scopo è di spingere la campagna per le terze dosi del vaccino ora aperto a sanitari, over 80 e da poco anche agli over 60 e portare infine il totale degli immunizzati con due dosi al nuovo target di sicurezza indicato dal commissario Figliuolo: il 90% di vaccinati. Invece nell'ultima settimana sono calate le somministrazioni di vaccino anti Covid: dal 20 al 26 ottobre sono state in media poco più di 152.000 al giorno. E a diminuire, nonostante l'estensione del Green pass a tutti i luoghi di lavoro, sono anche le prime dosi: in sette giorni si contano il 53% nuovi vaccinati. Mentre 11 milioni di dosi rimangono stipate in frigo. È quanto rileva il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe aggiornato alle 6 di mattina del 27 ottobre.

Cosa rischia chi è senza Green pass al lavoro

Ricordiamo che chi è senza Green pass fino al 31 dicembre non può accedere al proprio posto di lavoro e, dopo cinque giorni di assenza, verrà considerato assente ingiustificato e non sospeso, ma lasciato senza stipendio. Questo significa che continueranno a decorrere termini per la maturazione delle ferie e dei permessi, del Tfr e tutti i diritti connessi con il regolare svolgimento della mansione lavorativa, ma che il lavoratore verrà considerato in permesso non retribuito, fermo restando il divieto di licenziamento. Le sanzioni per chi accede in azienda senza Green pass vanno dai 600 a 1.500 euro, mentre per il datore di lavoro che non controlla si va da 400 a 1.000 euro.

Cosa rischia chi è senza Green pass da gennaio 2022

Da gennaio 2022 tuttavia ciò che si rischia, stando alle faq del governo e del ministero per la pubblica amministrazione, è molto di più. I lavoratori che non hanno il green pass al lavoro sono considerati assenti ingiustificati il che equivale automaticamente alla sospensione dello stipendio. L’assenza ingiustificata (come le linee guida per la pubblica amministrazione) non corrisponde solo alla sospensione dello stipendio, ma anche alla mancata maturazione delle ferie e dell’anzianità di servizio.

Green pass lavoro: da gennaio 2022 a rischio la progressione economica orizzontale.

Per chi non ha il green pass al lavoro e viene considerato assente ingiustificato è a rischio da gennaio 2022 anche la progressione economica orizzontale, come chiariscono le faq ministeriali. Le linee guida infatti chiariscono come i giorni di assenza ingiustificata per mancato possesso ed esibizione del green pass sul lavoro non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la perdita dell’anzianità di servizio corrispondente.

La Faq fa riferimento in particolare all’articolo 16, comma 6 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del comparto funzioni locali che stabilisce che “ai fini della progressione economica orizzontale il lavoratore deve essere in possesso del requisito di un periodo minimo di permanenza nella posizione economica in godimento pari a ventiquattro mesi”.

Da gennaio non si maturano ferie né anzianità di servizio

Ci si chiede come l’eventuale assenza ingiustificata per mancato possesso del green pass al lavoro possa influire sulla progressione economica orizzontale, una crescita dello stipendio stesso quindi.

La domanda nel dettaglio è:

“Se un dipendente ha ottenuto l’ultima progressione con decorrenza dal 1° gennaio 2020 ed effettua delle assenze ingiustificate per mancanza di certificazione verde dal 1° novembre 2021 al 31 dicembre 2021 può partecipare alla selezione per il riconoscimento della progressione economica con decorrenza 1° gennaio 2022?”.

La risposta del ministero è molto chiara:

“I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio, a qualunque fine.”

Questo significa che chi fa un’assenza ingiustificata per mancato possesso di green pass non matura l’anzianità di servizio e di conseguenza rischia di non maturare le mensilità necessarie per la progressione economica da gennaio 2022.

Green pass gennaio 2022: a rischio anche assegni familiari, maternità e Cig

Come chiariscono le linee guida con l’assenza ingiustificata viene meno qualsiasi componente della retribuzione di carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario previsto per la giornata di lavoro non prestata, in questo caso per il mancato possesso del green pass al lavoro.

Per essere chiari:

“in relazione alle giornate di assenza ingiustificata, al lavoratore non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati, intendendosi qualsiasi componente della retribuzione (anche di natura previdenziale) avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario comunque denominato, previsto per la giornata di lavoro non prestata.”

Il che significa che non solo non si matura l’indennità di servizio che fa perdere la progressione economica, ma anche che non si ha diritto, con la sospensione dello stipendio per mancato possesso del green pass al lavoro, per i giorni di assenza ingiustificata: alle quote degli assegni familiari, all’indennità di cassa integrazione per sospensione dell’attività aziendale alla malattia, alla maternità.

   

Pagina 1 di 112