Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

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Gli articoli, i comunicati, le lotte, le iniziative, hanno un permanenza limitata per fare posto a nuove pubblicazioni. Pertanto in automatico tutto viene archiviata. I/Le compagni/e interessati a documentazione non più presente nel sito, possono nell'eventualità fare richiesta alla sede di Milano.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293x545, Milano, Museo del Novecento, Palazzo dell'Arengario. « Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...  »

L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARÁ OPERA DEI LAVORATORI STESSI

L'Unione Sindacale Italiana, fedele ai principi dell'A.I.T. (Association Internacional de los Trabajadores) fondata nel 1912, disciolta dal fascismo nel 1922, si è faticosamente ricostituita alla fine degli anni settanta. 

L'USI è l'organizzazione nazionale di tutti i salariati, i precari e disoccupati, di ogni sesso e nazionalità residenti in Italia che si propongono di raggiungere con le proprie forze l'emancipazione dell'uomo liberandosi da qualsiasi dominio economico, politico, morale. (Art. 2 Principi dell'USI) 

Coerentemente con gli scopi che si prefigge, l'USI tende all'autorganizzazione dei lavoratori; pratica la democrazia diretta; si fonda sui principi dell'autogestione; non è dipendente nè tributaria di alcun partito politico,di alcun movimento specifico, di alcun dogma religioso o laico.

L'Autogestione delle Lotte per l'Autogestione del Lavoro.

Collrgamento con l'altro sito dell'USI Ufficiale e Nazionale:

www.usiait.com; www.usiait.it.

Lotta di Classe

www.lottadiclasse.org

 

Il Salento nella repressione. Ambiente & Veleni. TAP

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Marzo 2017 09:11 Scritto da Sandro Mercoledì 29 Marzo 2017 08:58

DAL FATTO QUOTIDIANO

Tap, via libera alla rimozione degli ulivi in Puglia.

Scontri tra polizia e manifestanti

Tap, via libera alla rimozione degli ulivi in Puglia. Scontri tra polizia e manifestanti

Ambiente & Veleni

Il Ministero dell'Ambiente ha acconsentito all'espianto di 200 piante sul tracciato del microtunnel del gasdotto. Decine di attivisti e studenti protestano davanti al cantiere: cariche degli agenti

Scontri e tra polizia e manifestanti davanti al cantiere Tap in località San Basilio, in provincia di Lecce, dopo il via libera del ministero dell’Ambiente alla rimozione di oltre 200 ulivi sul tracciato del gasdotto. Una cinquantina di attivisti, studenti, docenti e Comitati NoTap, dopo essere stati caricati per due volte dagli agenti, sono stati colti da malore e circondati da un cordone di polizia.

Le cariche hanno provocato alcuni contusi: due persone si trovano per terra e vengono soccorse da altri manifestanti. Un uomo di 65 anni, Ippazio Luceri, è stato colto da malore e soccorso dai sanitari giunti con un’ambulanza. L’uomo, in sciopero della fame da una settimana, è uno degli attivisti in prima linea nella protesta contro l’eradicazione degli ulivi.

I manifestanti in totale sono circa 300 e hanno creato un “corridoio” che va dai cancelli del cantiere presidiati dalle forze dell’ordine fino alla strada. In mattinata hanno bloccato l’ingresso che è stato successivamente forzato dalla polizia. Gli agenti hanno chiuso ogni accesso, impedendo anche il transito a piedi e più tardi i manifestanti, seduti davanti ai cancelli, sono stati spostati con la forza.

   

Taranto. Repressione. Riceviamo e pubblichiamo.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Marzo 2017 09:13 Scritto da Sandro Lunedì 27 Marzo 2017 08:04

La solidarietà di tutta L'UNIONE SINDACALE ITALIANA ALLA COMPAGNA

E COMPAGNI DELLO SLAICOBAS SC CHE VENGONO GIUDICATE/I E

CONDANNATE/I PER AVER LOTTATO E DIFESO IL DIRITTO

ALLA SALUTE E AL LAVORO.

W LA LOTTA DEI LAVORATORI.

SOLIDARIETA'

SOLIDARIETA'

TARANTO:


ANCORA CONDANNE PER CHI LOTTA VERAMENTE!

La coordinatrice dello Slai cobas sc di Taranto e vari lavoratori e lavoratrici della Pasquinelli, e disoccupati, sono stati condannati a più di 2 mesi (senza pena sospesa).

Nel dicembre 2011 erano in lotta contro il Comune, l'Amiu (come, peraltro negli anni precedenti e successivi) che invece di fare la raccolta differenziata, in violazione delle stesse leggi di questo Stato borghese, usavano fondi pubblici per distribuire manciate di appalti, ultra precari per i lavoratori, alle ditte.


 

Oggi il Tribunale invece di criminalizzare chi ha ampiamente contribuito alla situazione di Taranto - neanche pochi giorni fa è uscito il rapporto di ispettori del Ministeri di Economia  e finanze che ha rilevato una serie di irregolarità del Comune e partecipate, tra cui: non governo delle finanze comunali, errate contabilizzazioni di Bilancio, errato calcolo della tariffa rifiuti, errata costituzione del fondo crediti di dubbia esigibilità, affidamenti diretti da parte delle partecipate in assenza di controllo, incarichi dirigenziali a termine e del personale flessibile, con nomine ritenute dagli ispettori fuori dai limiti previsti dalla legge ed in assenza di procedure selettive, utilizzo di collaborazioni autonome al di fuori delle regole previste dalla legge, senza nessuna preventiva selezione, ecc. - condanna chi lottava e lotta contro tutto questo e molto di più.

Ma c'è da dire che grazie a quelle lotte, e solo per quelle lotte una parte dei Disoccupati Organizzati si sono conquistati allora il lavoro.

Questo sistema giudiziario, intrecciando politica e visione di parte - contro i diritti dei lavoratori, per cui una lotta sacrosanta è considerata peggio di una truffa, della rapina continua ai danni delle popolazioni, degli attacchi al lavoro, alla salute - ad un burocratismo facile che non vuole vedere le ragioni della protesta, scarica condanne e sanzioni pecuniare.

Questo è ancora più inaccettabile e osceno in una realtà in cui la stessa Magistratura, nella persona del suo massimo rappresentante, il Procuratore, verso chi per i profitti ha fatto morire tanti operai e gente dei quartieri, dopo tre anni dall'inizio del processo Ilva, fa accordi con gli assassini, perchè escano dal processo.

QUESTA (IN)GIUSTIZIA E' DI CLASSE! PERCHE' QUESTO SISTEMA E' DI CLASSE, DIFENDE I PADRONI, I LORO PROFITTI, LE ISTITUZIONI DEL MALAFFARE.

MA POTETE CONDANNARCI QUANTO VOLETE, I LAVORATORI, LE LAVORATRICI ORGANIZZATI NON SOLO CONTINUERANNO LE LORO LOTTE, MA LAVORANO PER METTERE FINE A QUESTO SISTEMA DI PERENNE INGIUSTIZIA.

29.03.2017 Ultime notizie.

a Taranto - renzi non si contesta - nuova operazione repressiva nei confronti dello slai cobas sc e altre realtà

la digos sta notificando in queste ore a 15 compagni l'avviso di conclusione delle indagini per la contestazione a Renzi del 29 luglio scorso tra i 15 come sempre Margherita calderazzi più altri 4 compagni di proletari comunisti e il responsabile rsa slai cobas dei lavoratori cimiteriali, - 6 complensivamente tra attivisti e dirigenti dello slai cobas per il sindacto di classe, altri militanti del movimento ambientalista cittadino compreso uno dei principali esponenti dei liberi e pensanti operaio Ilva - le accuse sono pesanti svilupperemo la campagna, nei prossimi giorni, di concerto con gli altri imputati se possibil.

Ogni informazioni sugli sviluppi della situazione tarantina sarà da noi pubblicata.

   

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