Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

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Gli articoli, i comunicati, le lotte, le iniziative, hanno un permanenza limitata per fare posto a nuove pubblicazioni. Pertanto in automatico tutto viene archiviata. I/Le compagni/e interessati a documentazione non più presente nel sito, possono nell'eventualità fare richiesta alla sede di Milano.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293x545, Milano, Museo del Novecento, Palazzo dell'Arengario. « Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...  »

L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARÁ OPERA DEI LAVORATORI STESSI

L'Unione Sindacale Italiana, fedele ai principi dell'A.I.T. (Association Internacional de los Trabajadores) fondata nel 1912, disciolta dal fascismo nel 1922, si è faticosamente ricostituita alla fine degli anni settanta. 

L'USI è l'organizzazione nazionale di tutti i salariati, i precari e disoccupati, di ogni sesso e nazionalità residenti in Italia che si propongono di raggiungere con le proprie forze l'emancipazione dell'uomo liberandosi da qualsiasi dominio economico, politico, morale. (Art. 2 Principi dell'USI) 

Coerentemente con gli scopi che si prefigge, l'USI tende all'autorganizzazione dei lavoratori; pratica la democrazia diretta; si fonda sui principi dell'autogestione; non è dipendente nè tributaria di alcun partito politico,di alcun movimento specifico, di alcun dogma religioso o laico.

L'Autogestione delle Lotte per l'Autogestione del Lavoro.

Collrgamento con l'altro sito dell'USI Ufficiale e Nazionale:

www.usiait.com; www.usiait.it.

Lotta di Classe

www.lottadiclasse.org

 

Espulsioni e Storiografia. Oggi e vent'anni addientro.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Dicembre 2017 12:35 Scritto da Sandro Mercoledì 13 Dicembre 2017 11:42

ESPULSIONE USI AIT 4 dicembre 2016

(cioè della sezione scissionista rappresentante per vent’anni l’AIT in Italia)

 

Riportiamo in portoghese la decisione di espulsione dall’AIT della CNT-E, FAU e della sezione italiana dell’AIT che ha sempre impropriamente utilizzato la sigla USI AIT, per un tentativo scissionista come sempre è stato nelle abitudini di chi si definiva USI AIT.

Reportage, per ricordo ai compagni/e e per maggior comprensione di quanto successe 20 anni fa, il documento fatto girare dai compagni di BARI (all’epoca nell’USI oggi UNICOBAS), di cui daremo diffusione anche in altre lingue.

Il  Segretario Organizzativo eletto nel congresso di  UDINE 8-10 dicembre 2017.

Giuseppe Martelli  (della federazione intercategoriale di ROMA e presente ai fatti di 20 anni fa)

Declaração do XXVI Congresso da AIT

De dia 2 a 4 de Dezembro de 2016 realizou-se um congresso da AIT com grande participação, em Varsóvia, Polónia, onde se decidiu continuar a reafirmar os objetivos, táticas e princípios da AIT e o empenho de fortalecer e expandir a internacional.

O congresso aprovou a criação de grupos para formação de organizadores nos locais de trabalho e actividades sobre estratégia para o local de trabalho. Também foi decidido organizar eventos promocionais pelo mundo fora, para facilitar a disseminação das nossas ideias e encorajar os trabalhadores e as trabalhadoras a juntarem-se às nossas fileiras.

O congresso também desfrutou de um número de novas afiliações e, infelizmente, desafiliações.

A CNT, FAU e USI foram desafiliadas como resultado do seu desprezo consciente pelos processos, estatutos e quotas da AIT. Os atentados divisivos e destrutivos do Comité Confederal da CNT em cumplicidade com a FAU e USI não são nada mais que um ataque aos princípios, às táticas e aos objetivos centrais da IWA-AIT e do anarco-sindicalismo.

Denunciamos duramente as suas tentativas de se apropriar do nome da AIT e de criar uma organização paralela à AIT.

Reconhecemos o conflito interno dentro da CNT. Temos recebido declarações de apoio dirigidas ao congresso de cerca de 40 sindicados locais de Espanha (tanto de atualmente filiados como antigos membros da CNT), e também atenderam ao congresso um número de observadores destes e outros sindicatos que estão preocupados com os desenvolvimentos dentro das suas organizações.

Continuamos em solidariedade e incentivamos aqueles e aquelas que estão a lutar e a organizar-se contra a exploração para se juntarem a nós.

Adotado pelo Congresso, 4 de Dezembro, 2016

Publicado por AIT-SP Núcleo de Lisboa https://resources.blogblog.com/img/icon18_email.gif Secção AITcongressoIWAppasxxvi

 

(nota traduzione in italiano): Dichiarazione del XXVI Congresso AIT

Dal 2 al 4 dicembre 2016 si è tenuto un congresso di AIT con grande partecipazione, a Varsavia, in Polonia, dove si è deciso di continuare a ribadire le finalità, le tattiche e dei principi della AIT e l'impegno a rafforzare ed espandersi a livello internazionale.

Il congresso ha approvato la creazione di workshop per gli organizzatori di posti di lavoro e attività sulla strategia del posto di lavoro. È stato inoltre deciso di organizzare eventi promozionali in tutto il mondo per facilitare la diffusione delle nostre idee e incoraggiare i lavoratori ad unirsi ai nostri ranghi.

Il congresso ha anche goduto di una serie di nuove affiliazioni e, sfortunatamente, di disaffiliazioni.

Il CNT, FAU e USI sono stati disaffiliati a causa del loro consapevole disinteresse per le procedure, statuti e azioni di AIT. attacchi di divisione e distruttivi della Confederazione del Comitato CNT in complicità con la FAU e USI non sono altro che un attacco ai principi, le tattiche e gli obiettivi principali della IWA-AIT e anarco-sindacalismo.

Condanniamo fermamente i loro tentativi di appropriarsi del nome dell'AIT e di creare un'organizzazione parallela all'AIT.

Riconosciamo il conflitto interno all'interno del CNT. Abbiamo ricevuto dichiarazioni di sostegno rivolte al Congresso circa 40 sindacati locali in Spagna (entrambi attualmente membri come ex membri della CNT), e anche partecipato al congresso un certo numero di osservatori di questi e di altri sindacati che si occupano di sviluppi all'interno del loro organizzazioni.

Continuiamo in solidarietà e incoraggiamo quelli e coloro che stanno lottando e organizzando contro lo sfruttamento per unirsi a noi.

Adottato dal Congresso, 4 dicembre 2016

 

Critica dei compagni di Bari oggi Unicobas ma vent’anni fa aderenti all’USI

Una nuova Associazione Internazionale dei Lavoratori?

Proposta da C.N.T.-E, F.A.U. e U.S.I. Prato Carnico!?

 

Nella premessa del suo documento “Gli anarchici e l'azione sindacale nel secondo dopoguerra” (Genova, Settembre 2007), Guido Barroero scriveva: “C'è mai stata tra gli anarchici una sostanziale unità strategica e organizzativa nell'azione sindacale per periodi significativi? La risposta è no, non c'è mai stata, nemmeno ai mitici "tempi d'oro" della prima Unione Sindacale. Tanto meno c'è oggi, né, probabilmente si realizzerà in un futuro prossimo.”

A 9 anni da quell’amara constatazione, noi pensiamo che qualsiasi rinnovato tentativo di ricomposizione dell’anarco-sindacalismo e del sindacalismo rivoluzionario sia giusto e meritevole di attenzione, purché si faccia tesoro dei fallimenti del passato e si ritrovi finalmente l’onestà di riconoscere pubblicamente gli errori commessi. Pena un nuovo inevitabile e imperdonabile fallimento in una fase storica, come quella attuale, dove è stridente l’assenza di una forte influenza delle idee e delle proposte libertarie alternative e antagoniste a un mondo sempre più segnato dalle conseguenze catastrofiche della decadenza da fine impero del capitalismo famelico.

Pertanto, alla luce della convocazione di un “congresso di rifondazione della A.I.T.” proposta dalla C.N.T.-E, dalla F.A.U.-Germania e dell'U.S.I.- Prato Carnico, ci siamo sentiti in dovere di esprimere alcune considerazioni in merito e di riproporre la nostra testimonianza risalente al 20° Congresso dell'A.I.T. tenutosi a Madrid nel Dicembre 1996. Le ragioni per cui ci esprimiamo e riproponiamo questo documento si riallacciano alle motivazioni con le quali le tre sigle sindacali propongono questo congresso. La lettera aperta della C.N.T.-E afferma che la nuova A.I.T. dovrà esprimere un carattere “attivo ed inclusivo” ed essere coinvolta attivamente nelle lotte di lavoratori e lavoratrici al fine di “ottenere conquiste sociali”. Si afferma che questa nuova internazionale “dovrà limitarsi a riconoscere i principi generali espressi dagli aspetti comuni delle sezioni partecipanti, indipendentemente dalle proprie storie, tradizioni e situazioni socio-economiche particolari”. Le caratteristiche principali, ad ogni modo, dovranno essere che tale organizzazione sia “anarco-sindacalista o sindacalista rivoluzionaria” e in ogni caso “non verticistica”. Ciò che salta all'occhio è l'ammissione, da parte della C.N.T.-E., del fatto che “dobbiamo ammettere che, a dispetto dei nostri sforzi, oggi la A.I.T. si è allontanata dalle sue pratiche e dai suoi principi, e piuttosto che concentrarsi sull'attività sindacale, è diventata un'organizzazione burocratica, dogmatica e settaria”.

Ammesso e non concesso che oggi l’A.I.T. sia diventata tutto questo, ci chiediamo chi sarebbero i responsabili di questa degenerazione?

(nota attuale di G.M).: faccio presente che all’epoca dei fatti l’USI congresso di ROMA non venne espulsa, perché ritirò al 20 congresso AIT di Madrid tutta la sua delegazione per protesta contro l’esclusione votata illegalmente della CNT francese ….

La sua esclusione avvenne successivamente con la conferma degli scissionisti di Prato Carnico come unica sezione dell’AIT in Italia!)

Alla luce di questo, riprendiamo i contenuti dell'intervento della delegazione dell'U.S.I.- congresso di Roma al 20° Congresso di Madrid (riportato integralmente alla fine di questo documento e pubblicato nel 1996 su A-Infos). In quell'occasione, la C.N.T.-Parigi e l'U.S.I.- congresso di Roma furono escluse dall'organizzazione. Nell'intervento, oltre a denunciare le motivazioni e il metodo di quell'esclusione dei due sindacati, l'U.S.I.- congresso di Roma affermava proprio le cose che i 'rifondatori' affermano oggi. Sembra che però C.N.T.-E (Spagna), F.A.U. (Germania) e U.S.I. Prato Carnico (Italia) non abbiano memoria di quello che è successo e si è detto all'epoca.

Nel 1996, l'U.S.I.- congresso di Roma già ricordava e rivendicava l'identità ‘ampia’ dell'A.I.T., e che l'A.I.T. “è la storia del Sindacalismo Rivoluzionario, non solo dell'Anarco-Sindacalismo”. “I fondatori dell'A.I.T..”, prosegue l'intervento, “usarono il termine Sindacalismo Rivoluzionario perché si riferivano a tutti i lavoratori sulla base della loro comune condizione: lo sfruttamento.
Cosa affermano oggi i 'rifondatori'? Che la nuova internazionale dovrà essere “anarco-sindacalista o sindacalista rivoluzionaria”.

L'U.S.I. - congresso di Roma denunciava che l’A.I.T. stava prendendo una piega “integralista anarchica” e che era “necessario ricominciare a costruire un nuovo movimento dei lavoratori internazionale e anticapitalistico, fra i lavoratori sfruttati, fra i bambini sfruttati, fra la gente che non ha da mangiare, fra le persone senza diritti. Non solo fra gli anarchici”. Per l'U.S.I.- Roma, “la propaganda sindacalista rivoluzionaria e le lotte per i diritti di base degli sfruttati” erano “entrambe necessarie” e non “in contrasto fra di loro”. Oggi si parla della necessità di un'A.I.T. “attiva ed inclusiva”, impegnata anche nell' “ottenere conquiste sociali” di base e si denuncia la deriva “dogmatica e settaria” che oggi, per ammissione della C.N.T.-E., ha allontanato la A.I.T. “dalle sue pratiche e dai suoi principi (...) piuttosto che concentrarsi sull'attività sindacale”.

La C.N.T.-E parla di una deriva “burocratica”, che è il predominio delle strutture di potere 'ufficiale' a scapito della base vivente e agente di un'organizzazione, delle sue regole. E cos'è successo, 20 anni fa? Che durante il 20° Congresso, senza alcuna discussione tenutasi nei termini del Capitolo 5 dello Statuto dell'A.I.T., furono condannate ed espulse le due sezioni di sopra. Cosa diceva lo Statuto? Che per risolvere le controversie interne all'organizzazione si convocassero organi paritari e che deliberassero all'unanimità delle conclusioni. Pare che invece gli uffici abbiamo scavalcato le regole stesse del loro funzionamento. L'U.S.I.- congresso di Roma chiedeva alla Segreteria che essa rispettasse “i principi e lo Statuto dell'A.I.T.”. Cosa che non fu fatta. Se non è “deriva burocratica” questa, già allora. E per opera di chi? Chi sostenne quell'esclusione, e quelle pratiche? La C.N.T.-E., tra gli altri. Appoggiata apertamente dalla Federazione Anarchica Italiana (quella stessa FAI che già dalla sua ricostituzione nel 1945, aveva sempre contrastato la rinascita dell’USI!), presente a quel congresso con suoi militanti, chiamati ad aderire in fretta e furia alle file dell’USI-Prato Carnico, e col suo rappresentante nel I.F.A..

Tuttavia, perfino le ragioni dell'esclusione della sezione francese e italiana si riallacciano alle ragioni sposate oggi dai rifondatori dell'A.I.T. Essi, nella lettera aperta della C.N.T.-E.. sottolineano che la nuova A.I.T. “dovrà limitarsi a riconoscere i principi generali espressi dagli aspetti comuni delle sezioni partecipanti, indipendentemente dalle proprie storie, tradizioni e situazioni socio-economiche particolari”. Questo fa presupporre che, al di là dei principi fondamentali da essi espressi, le singole organizzazioni aderenti all’A.I.T. godano o debbano godere di una larga autonomia nei loro contesti d'azione, fintanto che rispettino i principi di non verticalità e di tenersi fuori “da progetti elettorali, che siano di partiti politici o di candidati individuali”. La C.N.T.-Parigi fu espulsa perché accusata di partecipare alle elezioni delle rappresentanze aziendali (così come faceva e fa ancora oggi l’USI Sanità), l'U.S.I.- congresso di Roma per essersi presuntamene alleata con un sindacato definito fascista dai calunniatori dell'U.S.I.- Prato Carnico. Accuse pretestuose, infondate o mai provate secondo le procedure stabilite.

Su quale base furono ‘anarchicamente processate’ quelle sezioni? Per il tipo di lavoro che svolgevano in piena autonomia aderendo ai principi dell'A.I.T.? Ma anche nel caso in cui ci fossero dubbi o 'colpe' nel loro operato, rimane il problema del metodo che ha portato alla loro esclusione e che si riallaccia alla questione del 'burocratismo', al dominio degli uffici, che per una presunta 'buona ragione’ ritennero di dover scavalcare qualsiasi prassi libertaria. Non una prassi libertaria 'astratta', ma quella definita dallo stesso Statuto dell'A.I.T., che la Segreteria di allora era chiamata a sorvegliare e far rispettare. In realtà, che tutti gli aderenti erano chiamati a far rispettare. Quanto sono 'vere', quindi, le conclusioni odierne di C.N.T.-E, F.A.U. e U.S.I. Prato Carnico. Col piccolo particolare che negli ultimi vent'anni, l’A.I.T. è rimasta anche nelle loro mani, e che quel burocratismo da loro fu esercitato. Alla luce di queste conclusioni, però, gli esclusi di allora dovrebbero per lo meno essere riabilitati, se non addirittura considerati 'profetici' relativi a quanto è poi accaduto nell'A.I.T..

Sono passati 20 anni. Può essere, anzi è quasi certo, che molti di quelli che erano nell’A.I.T. nel 1996 oggi non ci siano più, o non ne facciano più parte. È giusto rinfacciare a chi oggi fa parte della C.N.T.-E., della F.A.U., dell'U.S.I. Prato Carnico le scelte di 20 anni fa?

Quando si è (o ci si ritiene) continuatori di una storia, ci si fa portatori della memoria. Una memoria che deve essere completa, imparziale. Non troviamo da nessuna parte, nella lettera aperta della C.N.T.-E. memoria di ciò che è successo ed è stato detto dagli altri protagonisti di quel momento. Guarda caso, alcune delle conclusioni espresse 20 anni fa dall'U.S.I.- congresso di Roma le ritroviamo nelle conclusioni di C.N.T.-E, F.A.U. e U.S.I. Prato Carnico. Ci sarebbe solo da stringersi la mano. Ma non è così. Nel momento in cui la memoria resta seppellita, nel momento in cui queste nuove (nuove?) considerazioni e indicazioni non portano ad una revisione di quanto è accaduto, non può esserci condivisione.

Non è politicamente e storicamente credibile chi oggi dice le stesse cose che sono state dette 20 anni fa da chi da loro fu espulso, autoritariamente espulso per gli stessi motivi che si denunciavano ieri come oggi.

La C.N.T.-E, la F.A.U., l'U.S.I. Prato Carnico sono stati nell'A.I.T. dal Dicembre 1996 fino ad oggi. Magari non è solo colpa loro se oggi la A.I.T. è diventata qualcosa di diverso. Ma chi sono loro per fare una proposta, senza illustrare a tutto il movimento anarchico tutti i fatti? Sono mai stati pubblicati gli atti di quel congresso? Chi sono loro per rilanciare un'organizzazione che si è evoluta (e a loro dire anche decomposta) in realtà anche sotto la loro gestione, sotto la direzione che anche loro gli hanno dato negli anni? Forse, alcuni degli attori di questo declino pretendono di essere i rinnovatori. Tra l'altro, lo fanno nuovamente violando lo Statuto dell'A.I.T., convocando un congresso scissionista senza provare a risolvere divergenze e controversie in seno agli organi preposti. Evidentemente, oggi come allora, si ha paura del confronto e conviene crearsi una platea totalmente nuova: la loro 'nuova' A.I.T. assomiglia a quella del 1996. Dentro ci sta solo chi vogliono loro.

Oggi, da anarchici e da libertari, ci si sarebbe aspettati un gesto di buona fede di fronte a questa presa di coscienza di cos'è diventata l'A.I.T. Non ci si aspetta tanto delle 'scuse', che non cambiano nulla, ma la presa d'atto che quanto detto allora dall'U.S.I.- congresso di Roma e da quanti le erano accanto si è dimostrato fondato. Perché, se le conclusioni sono le stesse, significa che abbiamo perso 20 anni di tempo, che gli esclusi sono stati esclusi inutilmente, le loro idee ignorate con grande danno per l'organizzazione e l'azione libertaria e anarco-sindacalista. È forse questo, il problema? Ammettere di aver sbagliato? Che allora si agì autoritariamente, in mala fede?

Di certo in mala fede, visto che non se ne parla, si cancella, si tiene nascosto ciò che è stato.

Ci rimettiamo quindi a ciò che dice la lettera aperta della C.N.T.-E. La prendiamo, avendo dimostrato le numerose coincidenze o convergenze di pensiero, come una prova che parla da sé: chi quelle cose le ha fatte, le ha incarnate 20 anni fa, oggi le denuncia, come se nulla fosse. Su questo, compagni e compagne, non c'è altro da aggiungere.

In ricordo di Cettina, Marcello e Marco

Compagne e Compagni dell’USI-Roma

Che non ci sono più

Giuseppe Gerardo Carbonara

Robin Libero Carbonara

 

(it) USI-IWA (ROMA) - SUL XX CONGRESSO AIT DI MADRID

snd ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )
Mon, 16 Dec 1996 14:11:55 +0100 (MET)


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Subject: USI-IWA (ROMA) - SUL XX CONGRESSO AIT DI MADRID
Date: Sat, 14 Dec 1996 15:44:32 +0100

 

(nota: da molti anni la nostra confederazione sociale, rivoluzionaria e autogestionaria ha assunto la denominazione USI – Unione Sindacale Italiana - fondata nel 1912 – fedele ai principi dell’AIT)

A TUTTE LE SEZIONI DELL'AIT

Per conoscenza a tutto il movimento anticapitalista mondiale di opposizione politica e sindacale.

COMUNICATO DI PROTESTA E DI CONTESTAZIONE DELLE DECISIONI DEL

XX CONGRESSO DELL'AIT  TENUTOSI A MADRID IL 6-7-8 DICEMBRE 1996.

Con questa comunicazione trasmessa a tutte le sezioni AIT del mondo via internet e via fax impugniamo le decisioni adottate dal XX Congresso di Madrid per i metodi stalinisti adoperati per dividere l'AIT ed espellere le sezioni più numerose, oltreché' attive nelle lotte, decisioni prese in contrasto con lo Statuto dell'AIT, in modo specifico per la violazione del Capitolo V di detto Statuto - Condizioni di adesione, comma a) – secondo paragrafo, comma c) - secondo paragrafo e comma e).

Impugniamo il metodo di votazione impiegato che ha consentito l'"espulsione" della sezione di Parigi della CNT, dopo l'abbandono per protesta del Congresso da parte della delegazione dell'USI, col solo voto favorevole di due sezioni, NSF Norvegia e CNT Spagna (non potendosi considerare valido il voto dell'USI Prato Carnico che non rappresenta una sezione) e con l'astensione o la non partecipazione al voto della WSA-USA, FAU-Germania, SF-Inghilterra, FORA-Argentina.

La decisione minoritaria, in quanto gli astenuti devono essere considerati voti contrari sia al merito che al metodo, è stata imposta dalla segreteria dell'AIT e dalla CNT-E e non rispecchia un accordo unanime, secondo la metodologia libertaria, preso da tutte le sezioni presenti.

Protestiamo contro questa decisione autoritaria, preventivamente concordata con minoranze integraliste, in violazione del Capitolo V dello Statuto che al comma a) - secondo paragrafo, che prevede una commissione formata da due membri di ogni organizzazione interessata e dal segretariato dell'AIT, e del comma c) - secondo paragrafo, che prevede l'accordo unanime di una conferenza composta di due rappresentanti di ognuna delle organizzazioni, sia di quella scissionista o esclusa che di quella aderente, e della segreteria dell'AIT.

Nessuna Commissione o Conferenza è stata mai convocata dalla Segreteria dell'AIT che per tale atto deve essere considerata anti statutaria, anti libertaria e autoritaria.

Dopo la diffusione di questo comunicato chiederemo la ripetizione del XX Congresso e la sospensione di tutte le sue decisioni a partire dal punto 8, riservandoci una più ampia tutela di difesa con azioni successive.

Il Segretario Generale USI/AIT (dell’epoca) Marcello Cardone

per la Commissione Relazioni Internazionali Alessandra Sapunzachi

La delegazione USI/AIT al XX Congresso di Madrid (oggi come da nota sopra)

Riportata: USI fondata nel 1912 – fedele ai principi dell’AIT)      
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Intervento dell'USI-IWA (Roma) sul punto 8 al XX Congresso dell'IWA tenuto a Madrid, dal 6 all'8 Dicembre 1996, fatto da G. Carbonara.

Compagni, non farò uno show anarchico, perché' lo spettacolo è finito.    
Niente più bandiere rosso-nere al vento, inni anarchici e rock'n'roll.

No, lo spettacolo adesso  davvero finito!     
Vorrei sapere se qualcuno ha mai letto i principi e gli scopi dell'IWA.       
Vorrei sapere se qualcuno conosce la storia della I Internazionale o dell'IWA, a partire dalla sua fondazione a Berlino, nel 1922.      
E' la stessa storia: la storia dei lavoratori antiautoritari in lotta contro ogni forma di fascismo, anche contro il marxismo. Ma non é solo questo.     
E' la storia delle bugie e delle calunnie che i marxisti hanno usato contro gli Anarchici, la prima vera forma di stalinismo, pur di raggiungere il potere.       
Ma è, prima di tutto, la storia di tutti i lavoratori, senza aggettivi. 
Non solo dei lavoratori anarchici.     
E' la storia del Sindacalismo Rivoluzionario, non solo dell'Anarco-sindacalismo. 
I fondatori dell'IWA usarono il termine "Sindacalismo Rivoluzionario" perché si riferivano a tutti i lavoratori sulla base della loro comune condizione: lo sfruttamento.           
State facendo la stessa cosa, oggi?   
Oggi, contro quelle sezioni che cercano di ripristinare la vera peculiarità dell'IWA, qualcuno sta facendo un processo stalinista, o un processo autoritario e basta, fatto di menzogne e calunnie.
Abbiamo letto le relazioni di NSF, ASF e USI Prato Carnico, oltre agli articoli "neutri" sul giornale della CNT spagnola. Tutti condannano l'USI Roma e la CNT Parigi. Ma su quali basi? In base ad affermazioni ideologiche, costruite su bugie e calunnie.

La stessa prassi usata da sempre dai Marxisti.         
Care NSF o ASF (la ASF esiste?), dov’è il metodo libertario di ascoltare le ragioni di entrambe le parti in causa? Cara NSF, dov’è l'articolo 5 dello Statuto dell'IWA? CNT-Spagnola, dov’è la verità? Forse la verità è fatta solo da quello che preferite sentire? Dove sono i compagni con un mondo diverso nei loro cuori?

Io, ufficialmente, in questo Congresso, chiedo che venga applicato l'articolo 5.

Chi non vuole?  Chi è contro lo Statuto dell'IWA?

Il Segretariato dell'IWA deve rispettare i principi e lo Statuto dell'IWA, cosa che non ha fatto prima per quel che riguarda questo punto.          
Oggi qualcuno sta cercando di cancellare un pezzo di lotta di classe, quella lotta di classe che la CNT Parigi e l'USI Roma fanno ogni giorno, fra i lavoratori. Semplicemente lavoratori quali essi sono, in quanto persone umane.  
I lavoratori non sono una cassetta vergine su cui registrare, non hanno bisogno di lavaggi del cervello.
Oggi, dopo la caduta del falso comunismo, davanti all'espansione a livello mondiale del capitalismo e alla sua vittoria, è necessario ricominciare a costruire un nuovo movimento dei lavoratori internazionale e anticapitalistico, fra i lavoratori sfruttati, fra i bambini sfruttati, fra la gente che non ha da mangiare, fra le persone senza diritti. Non solo fra gli anarchici. Suppongo che essi sappiano quello che devono fare. O no?        
La storia ci ha insegnato che la via per la rivoluzione è lunga e difficile. I compagni spagnoli lo sanno bene. E noi dobbiamo affrontare un percorso nuovo e lungo, fatto soprattutto di consapevolezza politica della gente, una consapevolezza, una coscienza, che certe volte cresce
rapidamente, ma che altre volte è lenta. Noi pensiamo che la propaganda sindacalista rivoluzionaria e le lotte per i diritti di base degli sfruttati siano entrambe necessarie e non siano in contrasto fra di loro.
Oggi qualcuno sta tentando di cancellare un piccolo pezzo della storia dei lavoratori, della nostra storia. Ma non ci riuscirà, perché' non si è anarchici per quello che si appare, ma per quello che si ha in testa e nel cuore, e soprattutto per quello che si fa.   
Non abbiamo paura di stare fuori dall'IWA, perché un processo anarchico non riuscirà a cancellare la nostra condizione di sfruttati e noi, lavoratori, siamo sfruttati non perché' siamo anarchici, ma solo perché siamo lavoratori.           
Non abbiamo paura di stare fuori dall'IWA, perché' abbiamo molto lavoro da fare fuori di qui, fra gli sfruttati, e siamo capaci di farlo.
Se l'IWA sta diventando un'organizzazione integralista, allora noi, da soli, ne staremo fuori. Ma tutti sapranno che l'IWA è diventata un'organizzazione integralista anarchica. Questo deve essere chiaro!
Abbiamo fatto un lungo viaggio, oltre 2500 km, per poter stare con tutti i compagni dell'IWA in questi giorni, e' una splendida opportunità per stare insieme, per accrescere la nostra forza, non per dividerci. Noi crediamo fermamente in questo.       
Qualcuno cerca di distruggere la caratteristica libertaria dell'IWA.
Attenti, compagni, qualcuno sta uccidendo l'IWA. Lunga vita all'IWA!

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UNIONE SINDACALE ITALIANA
Per una società senza classi - Per l'Autogestione sociale commissione rapporti internazionali/international secretariship: c/o USI-Udine, via G. Baldissera 42, 33100 Udine

sede nazionale/national address: c/o USI-Lazio, via Apulia 22, 00183 Roma
C.P. 354, 00164 Roma Bravetta
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http://www.geocities.com/CapitolHill/4737

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...PER RICORDARE SEMPRE .

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Ultimo aggiornamento Martedì 12 Dicembre 2017 13:29 Scritto da Sandro Martedì 12 Dicembre 2017 13:23

12 DICEMBRE 1969 - 12 DICEMBRE 2017

PER NON DIMENTICARE MAI

LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA, LA PRIMA STRAGE DI STATO...
NOTTE TRA IL 15  E IL 16 DICEMBRE 1969

...PER RICORDARE SEMPRE

GIUSEPPE “PINO” PINELLI, uno di noi, come sempre nelle LOTTE.



Sono passati 48 anni, da quel 12 dicembre del 1969, eppure la verità non esce fuori, molte-i di noi sanno chi furono i mandanti di quella che fu la prima strage di stato, hanno molti sospetti sugli esecutori, ma non ne abbiamo le prove. Anche la stessa verità processuale lascia ancora quella strage impunita e la giustizia incompiuta, una delle tante pagine oscure della Repubblica italiana, della strategia della tensione, della risposta ai movimenti di lotta operai, studenteschi e per il riconoscimento di pieni diritti civili e sociali… diritti, rimessi in gran parte in discussione, OGGI.

Ancora OGGI, come IERI, il filo della nostra memoria storica non si è interrotto, ancora OGGI come allora, siamo in mobilitazione quasi permanente, dai posti di lavoro, nelle scuole e  nelle università, nei quartieri e nei territori dove viviamo o lavoriamo, devastati da speculazioni edilizie e finanziarie, inquinamento e dissesti ambientali, sempre in nome del profitto e dell’accumulazione di ricchezza per pochi “potenti”, a danno di tanti-e che sono ancora sottomessi, come classi lavoratrici e settori sfruttati, da un modello economico e da rapporti sociali che nega l’emancipazione reale, la libertà, la solidarietà.

ANCORA OGGI, COME ALLORA NEL 1969, CONTINUIAMO IL NOSTRO INTERVENTO TENACE E PAZIENTE, L’INFORMAZIONE E LA PROSECUZIONE DELLA MEMORIA STORICA, anche SULLE STRAGI DI STATO per smascherare coloro che, magari con facce e volti e nomi cambiati, prosegue con altri mezzi…nella rinnovata “STRATEGIA DELLA TENSIONE”, agitando spettri del passato e cercando di deviare la nostra attenzione, verso il “nemico esterno”, per non farci focalizzare in termini di massa , verso le reali cause del progressivo impoverimento economico e dell’imbarbarimento dei rapporti sociali e della cultura, del sapere critico e collettivo, come strumento di conoscenza e fulcro per la resistenza adesso, per la costruzione di rapporti di forza e verso UN ALTRO futuro, migliore per tutti e tutte.

NON SMETTEREMO DI CERCARE LA VERITA’, PER LA GIUSTIZIA SOCIALE

Ricordiamo il nostro compagno GIUSEPPE PINELLI, staffetta partigiana, anarchico, militante dell'USI, strappato dallo Stato alla vita, all'amore e alle lotte.
L’unica lotta che si perde, rimane sempre…quella che non si fa.

Udine/Milano/Roma/Caserta segreteria nazionale collegiale Confederazione Usi 12/12/2017

USI fondata nel 1912 (e da noi lavoratori e lavoratrici riattivata, come organizzazione autorganizzata, autogestita, autofinanziata e indipendente)

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sito nazionale ufficiale

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Fotinproplargogveratti25roma12dic2017

   

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