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XVI° Congresso USI a Palermo. Mozione contro la Guerra

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2022 09:01 Scritto da Sandro Giovedì 05 Maggio 2022 08:55

Mozione contro la guerra (tutte le guerre) ed il militarismo Votata al XVI° Congresso dell'USI Unione Sindacale Italiana a Palermo.

Al momento sono in corso circa 60 conflitti nei diversi Paesi del Mondo.

Quello, però, su cui si sono concentrate le attenzioni (e la stampa mondiale!) è il conflitto avviato dalla Russia verso l’Ucraina. Questo perché il conflitto è in Europa e perché si paventa il rischio di un’evoluzione in un Guerra mondiale.

Il XVI° Congresso USI, svoltosi a Palermo nei giorni 29 e 30 aprile 2022, CONDANNA ogni forma di propaganda militarista e guerrafondaia del governo Draghi e dei partiti che hanno votato la risoluzione dell’armamento del Governo dell'Ucraina.

La Guerra va condannata sempre, non vi sono conflitti buoni o cattivi!

Per questo, oltre a condannare l’invasione russa dell’Ucraina, condanniamo e ci opponiamo al ruolo che USA, NATO e UE hanno giocato nel creare le condizioni che hanno portato all’azione bellica della Russia.

Non vogliamo dimenticare, inoltre, le migliaia di morti del Conflitto nel Donbass per cui il Governo Zelensky (ed il suo predecessore Poroshenko) hanno le responsabilità.

Prendiamo le distanze dal Governo Zelensky e dalle sue politiche reazionarie che hanno prodotto scelte che stanno sacrificando il popolo ucraino sull’altare del Nazionalismo più sfrenato!

Il prezzo più alto di questa follia dettata dal Potere e del profitto sta ricadendo pesantemente e in modo irreversibile sulla pelle dei lavoratori di tutto il mondo.

Ci opponiamo al capitalismo globale e alla competizione tra potenze per l’accaparramento delle risorse e dei profitti mascherati dal nazionalismo causa come sempre della guerra che impoverisce i salari, il loro potere d’acquisto e la stessa libertà dei popoli.

La crisi economica globale non escluderà nessuno dalle difficoltà economiche che ogni proletario sarà costretto a subire. Esultano, invece, i produttori e venditori di armi, per i profitti che la guerra si appresta a regalargli.

Mentre l'unico regalo che ci lasciano le guerre, oltre alle morti, è la devastazione ambientale e la distruzione della salute dei popoli coinvolti, come ci hanno insegnato gli esiti dei 78 giorni consecutivi di bombardamenti nella  ex Jugoslavia, guerra  che ha fatto della Serbia una Nazione ad altissimo tasso tumorale.

Lottiamo contro la guerra; Lottiamo contro i confini; Lottiamo per un salario dignitoso per tutte/i i proletari del mondo; Lottiamo contro il militarismo.

Sosteniamo la solidarietà e la cooperazione internazionale

XVI° Congresso USI Unione Sindacale Italiana

 

PER UN MONDO SENZA FRONTIERE

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Maggio 2022 15:57 Scritto da Sandro Mercoledì 04 Maggio 2022 15:51

Unione Sindacale Italiana

Segreteria Nazionale Collegiale


PER UN MONDO SENZA FRONTIERE

L’attacco insensato della Russia all’Ucraina imprime una svolta profonda nelle guerre che investono il Paese, allargando il numero dei conflitti già presenti nel pianeta ben oltre le regioni dell’Ucraina.

È necessario per noi tutte/i prendere le distanze dalla guerra e dalla propaganda militarista gridando no alla guerra.

Prendiamo le distanze del governo Draghi e da coloro che vedono nel riarmo la soluzione del problema.

La via diplomatica alla fine del conflitto e alla pace non può essere delegata a chi vede nel riarmo la soluzione ai conflitti in atto nel nostro pianeta.

Sono i proletari che vanno in guerra e muoiono, uomini donne e bambini che vengono feriti, mutilati e uccisi.

La Guerra va condannata ovunque e sempre, non vi sono guerre buone o cattive.

Oggi come ieri, si combatte e si muore a difesa dei confini; gli uomini e le donne vengono mandati a morire per difendere una terra un confine e gli interessi del dominante di turno.

Alla fine del conflitto le nostre condizioni di vita non saranno migliori rimarremo maggiormente sfruttati e più mercificati.

L’Occidente che inneggia ai diritti nazionali dell’Ucraina, esponendo vessilli e bandiere degli ucraini si scorda degli oltre cinquanta conflitti nel mondo; dall’Irlanda alla Palestina, al Kurdistan, ai popoli oppressi dell’Africa e del Sud America popoli tutti sacrificati all’altare del profitto.

Il prezzo più alto di questa follia umana incarnata dal potere e dal profitto ricadrà pesantemente e in modo irreversibile sulla pelle di noi lavoratori sia in Russia che in Ucraina.

La corsa forsennata al riarmo impoverirà ulteriormente i nostri salari e i margini di libertà, che è il bene più prezioso, si ridurranno.

L’economia globale non escluderà nessuno dalle difficoltà economiche che ogni proletario sarà costretto ineluttabilmente a subire.

Esultano invece i produttori di farmaci e tutto ciò che è legato all’economia del dolore e della morte.

Esultano i venditori di armi, di cemento e ferro, i produttori di merci di prima necessità, i petrolieri e gli speculatori nazionali e internazionali della finanza quando avverrà la ricostruzione del paese e sarà dimenticata la guerra e i tanti morti ammassati in fosse comuni.

I lavoratori i proletari di tutto il mondo non hanno nazioni e confini!!

Vogliono e credono nella la cooperazione tra popoli.

E sono in piazza per gridare

NO AL MILITARISMO!

NO ALLA GUERRA!

NO AL RIARMO!

CONTRO OGNI IMPERIALISMO!

USI Unione Sindacale Italiana

20.05.2022.cicloinpropio

 

Segreteria Generale Collegiale

20148 Milano. Via Ricciarelli, n° 37 – T./Fax 02 54 10 70 87 – T./Fax 02 54 10 70 95.

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Sito nazionale: www.usiait.it; www.usiait.com

33100 Udine. Sede Legale Via G. Marchetti, n° 46 - T/Fax 0432 150 3360

   

Adesione sciopero 20.05.2022

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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Maggio 2022 14:59 Scritto da Sandro Martedì 03 Maggio 2022 14:43

 

 

Unione Sindacale Italiana

Milano 03.05.2022

 

Spett.le

Commissione di Garanzia

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Spett.le

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

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Spett.le

Ministro del lavoro e delle politiche sociali

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Spett.le

Presidente del Consiglio dei Ministri

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Adesione dell’Unione Sindacale Italiana allo Sciopero Generale 20 Maggio 2022 indetto dal Sindacalismo di base

Vengono accettate le limitazioni di Legge e dei CCNL sullo sciopero nei servizi minimi essenziali, esentate le zone colpite da calamità naturali e le zone oggetto di consultazioni elettorali.

L’attacco insensato della Russia all’Ucraina imprime una svolta profonda nelle guerre che investono il Paese, allargando il numero dei conflitti già presenti nel pianeta ben oltre le regioni dell’Ucraina.

È necessario per noi tutte/i prendere le distanze dalla guerra e dalla propaganda militarista gridando no alla guerra.

Prendiamo le distanze del governo Draghi e da coloro che vedono nel riarmo la soluzione del problema.

La via diplomatica alla fine del conflitto e alla pace non può essere delegata a chi vede nel riarmo la soluzione ai conflitti in atto nel nostro pianeta.

Sono i proletari che vanno in guerra e muoiono, uomini donne e bambini che vengono feriti, mutilati e uccisi.

La Guerra va condannata ovunque e sempre, non vi sono guerre buone o cattive.

Oggi come ieri, si combatte e si muore a difesa dei confini; gli uomini e le donne vengono mandati a morire per difendere una terra un confine e gli interessi del dominante di turno.

Alla fine del conflitto le nostre condizioni di vita non saranno migliori rimarremo maggiormente sfruttati e più mercificati.

L’Occidente che inneggia ai diritti nazionali dell’Ucraina, esponendo vessilli e bandiere degli ucraini si scorda degli oltre cinquanta conflitti nel mondo; dall’Irlanda alla Palestina, al Kurdistan, ai popoli oppressi dell’Africa e del Sud America popoli tutti sacrificati all’altare del profitto.

Il prezzo più alto di questa follia umana incarnata dal potere e dal profitto ricadrà pesantemente e in modo irreversibile sulla pelle di noi lavoratori sia in Russia che in Ucraina.

La corsa forsennata al riarmo impoverirà ulteriormente i nostri salari e i margini di libertà, che è il bene più prezioso, si ridurranno.

L’economia globale non escluderà nessuno dalle difficoltà economiche che ogni proletario sarà costretto ineluttabilmente a subire.

Esultano invece i produttori di farmaci e tutto ciò che è legato all’economia del dolore e della morte.

Esultano i venditori di armi, di cemento e ferro, i produttori di merci di prima necessità, i petrolieri e gli speculatori nazionali e internazionali della finanza quando avverrà la ricostruzione del paese e sarà dimenticata la guerra e i tanti morti ammassati in fosse comuni.

 

I lavoratori i proletari di tutto il mondo non hanno nazioni e confini!!

Vogliono e credono nella la cooperazione tra popoli.

 

E sono in piazza per gridare

NO AL MILITARISMO!

NO ALLA GUERRA!

NO AL RIARMO!

CONTRO OGNI IMPERIALISMO!

USI Unione Sindacale Italiana

Distinti Saluti.

Segretario Nazionale

Bruzzese Sandro

Segreteria Generale Collegiale

20148 Milano. Via Ricciarelli, n° 37 – T./Fax 02 54 10 70 87 – T./Fax 02 54 10 70 95.

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Sito nazionale: www.usiait.it; www.usiait.com

33100 Udine. Sede Legale Via G. Marchetti, n° 46 - T/Fax 0432 150 3360

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