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LE COLONNE D’ERCOLE, A SUBIACO (RM)

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Gennaio 2019 08:33 Scritto da Sandro Mercoledì 16 Gennaio 2019 08:30

SERVIZIO SOCIO EDUCATIVO GRUPPI APPARTAMENTI  LE COLONNE D’ERCOLE, A SUBIACO (RM)

APPALTO VIRTUS ITALIA IN ATI, AGGIORNAMENTO SITUAZIONE

a cura della Rsa Usi Virtus Italia -  gennaio 2019


Con il presente comunicato si rappresenta la gravissima e difficile situazione che vede coinvolto il personale socio-educativo e ausiliario operante presso i due Gruppi Appartamenti per Minori, “Le Colonne d’Ercole 1 e 2”, siti in Subiaco (Rm), in regime di convenzione con Roma Capitale, Dipartimento Politiche Sociali e della Salute, gestiti dall’ATI Associazione Virtus Italia (capofila), C.E.A.S. e Bambini+Diritti Onlus.

 

L’Associazione Virtus Italia, mandataria dell’ATI, vive dal novembre 2017 una precarissima condizione economica e finanziaria che ha costretto tutti i suoi dipendenti a vedersi riconoscere la retribuzione in due tranches mensili (a circa 40 e 50 giorni).


La situazione attuale si è aggravata ulteriormente  negli ultimi mesi: noi lavoratrici dipendenti Virtus Italia, come tutti i dipendenti dell’Associazione, non stiamo più percependo la retribuzione e abbiamo un arretrato di quasi 3 mesi (con precedenti diffide e messa in mora, eravamo riusciti a farci pagare altri arretrati, anche alle lavoratrici in maternità), senza contare la mancata corresponsione della tredicesima mensilità. E la situazione sembra si aggraverà sempre di più.


Nell’Assemblea dell’ 08/01/2019 il Consiglio Direttivo di Virtus Italia si è dimesso e ha annunciato la preparazione dell’istanza di Concordato Preventivo da presentare in Tribunale.

Tale situazione sta fortemente compromettendo le condizioni di lavoro e di vita del personale e mette a repentaglio tanti posti di lavoro, senza contare lo stato emotivo dei minori, ospiti dei 2 Gruppi Appartamento che inevitabilmente risentono di questa situazione in bilico.

 

Il personale Virtus Italia che opera all’interno dei Servizi di Subiaco è composto dal 90% da donne lavoratrici, da educatrici preparate professionalmente che si sono spese per questo Servizio sin dall’apertura nel 2015.

Alcune di noi hanno figli piccolissimi a carico e da questo mese le lavoratrici in maternità non hanno ancora percepito l’assegno di maternità.

Sappiamo che la situazione è fortemente critica e noi lavoriamo con grande tensione e con la paura, spesso paralizzante, di perdere il nostro lavoro da un momento all’altro, oltre alla forte precarietà di non percepire la retribuzione.


Lavoriamo con 19 minori stranieri adolescenti e ci occupiamo di costruire un percorso di autonomia e inserimento socio-lavorativo.

Ma quanto è difficile lavorare in questo tempo, in cui non sappiamo neanche se i Servizi sopravviveranno nelle prossime settimane!? Lavoriamo nell’incertezza, nella precarietà, nell’attesa. Lavoriamo senza percepire regolarmente lo stipendio e senza sapere quando e se lo percepiremo! I nostri colleghi, dipendenti delle altre 2 Associazioni, CEAS e Bambini+Diritti, rischiano da un momento all’altro il licenziamento!

La Virtus Italia, essendo mandataria dell’Ati, incassa le fatture di Roma Capitale, anche se con un ritardo notevolissimo ma l’80% dell’importo viene trattenuto interamente dalle Banche, avendo la Virtus Italia fatto l’anticipo.


Pertanto, le altre 2 Associazioni percepiscono esclusivamente il restante 20% con il quale non stanno riuscendo a far fronte alle numerose spese nonché al regolare pagamento delle retribuzioni dei loro dipendenti.

Combattiamo ogni giorno per il nostro posto di lavoro ma siamo stanchi/e di vivere nell’incertezza e nella precarietà, pur essendo a tempo indeterminato. Anche per questo, come donne e come lavoratrici, ci siamo autorganizzate con il sindacato Usi, per avere uno strumento utile, un sindacato indipendente, per poter resistere a tutta questa situazione.

Chiediamo di diffondere la nostra situazione affinché non restiamo isolati/e e schiacciati/e da una cattiva gestione economica di un’Associazione romana e da un meccanismo degli appalti dove le modalità di pagamento dei servizi erogati alla cittadinanza ha troppi punti in comune con una gestione di tipo “commerciale”, che con i servizi socio educativi e sociali, crea disagi e problemi, sia dal punto di vista occupazionale e salariale, che per la stessa qualità del servizio.

 

 

Accordo Coopservice.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Gennaio 2019 08:51 Scritto da Sandro Mercoledì 02 Gennaio 2019 08:46

Roma. 28 DICEMBRE 2018:

ISPETTORATO DEL LAVORO DI ROMA (ITL), UNA GIORNATA DI PROTAGONISMO OPERAIO NEL CAMBIO DI GESTIONE/APPALTO SERVIZI UNIVERSITA’ DI ROMA 3.

FIRMATO ACCORDO CON COOPSERVICE Scpa, RIPRISTINATI DIRITTI E MANTENUTE CONDIZIONI SALARIALI.

 

Si è svolto l’incontro e attivazione presso la ITL di Roma, il 28 dicembre 2018, della procedura di cambio di gestione e appalto, dei servizi dell’Università di Roma 3, presenti le organizzazioni sindacali CGIL F.P. Roma e Lazio e Rsa interna dell’appalto, la UIL con la Rsa interna, la Usi con la segreteria intercategoriale e la Rsa interna.

Per la controparte datoriale, la Coopservice aderente a CNS scpa, di Reggio Emilia, che è la struttura subentrante, assenti la coop sociale Formula Sociale (in parte uscente) e la Cns nazionale, che è l’effettiva aggiudicataria dell’appalto, in proroga fino al 30 settembre 2021.

IL FATTO NUOVO, al quale nemmeno alla Itl di Roma erano più tanto abituati, è stata la presenza di 50-60 operai e operaie interessati-e al cambio di gestione, che hanno raccolto in massa fin dalla mattina, l’appello di delegato e iscritti Usi, lanciato al presidio assemblea svoltosi il 21 dicembre scorso al Rettorato dell’Università di Roma 3, presidiando e dando il giusto sostegno, alle strutture sindacali e ai delegati interni.

Dopo le formalità di rito, si è svolta una animata discussione sulle varie situazioni di criticità che si sono riscontrate, gli interventi delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze sindacali hanno precisato, a partire dal primo intervento svolto dall’Usi, le condizioni e le modalità che avrebbero dovuto essere utilizzate e che, come ha riconosciuto la controparte di Coopservice, come soggetto subentrante in una parte rilevante dei servizi di questo appalto pubblico, per vari motivi non si stavano concretizzando, nel testo base del contratto di assorbimento e assunzione da far firmare a tutto il personale. Nel corso del dibattito sul cambio di gestione e sulle modalità, si è raggiunta la condivisione che NON SI APPLICANO GLI EFFETTI DEI DECRETI ATTUATIVI DEL JOBS ACT (D. Lgs. 23 2015, attuativo del D. Lgs. 183/2014), quindi rimane in piedi la tutela di cui all’articolo 18 della Legge 300 1970, il livello e inquadramento rimane INVARIATO per tutto il personale rispetto a quello già in godimento, così come la base retributiva, COMPRESI GLI ACCORDI AZIENDALI DI MIGLIOR FAVORE (buoni pasto, mensilità aggiuntiva pari a una sorta di di 14° mensilità, in un CCNL delle Cooperative Sociali che ne prevede 13…) e il mantenimento del CCNL di settore, Cooperative Sociali, assorbimento e assunzione relativa senza la previsione del periodo di prova, come dipendenti a tempo indeterminato, full time e part time. Il tutto nel rispetto dell’articolo 22 del Capitolato Speciale Descrittivo e Prestazionale, ricordato e letto nel corso dell’intervento fatto dall’Unione Sindacale Italiana e condiviso dagli altri sindacati, nei loro  interventi.

Nel testo dell’ACCORDO allegato, siglato dalle parti all’ITL come verbale di accordo di cambio di gestione-appalto, è stato inoltre accettato e ratificato, l’accordo e preintesa sottoscritta dalla sola Cgil, con una specificazione messa come dichiarazione a verbale di Usi e poi in forma separata, dalla Uil, su un punto interpretativo della pre- intesa e tenuto fermo da Coopservice, sul quale si rimanderà come indicato da Usi, al confronto periodico sindacale tra le parti, previsto dal CCNL Cooperative Sociali, relativo all’impatto sull’organizzazione del lavoro, del piano di ristrutturazione concordato tra Università di Roma 3 e CNS (aggiudicataria). Un punto che fa presagire, la prosecuzione della fase di mobilitazione dei dipendenti, sostenuto dalle 3 OO.SS. e dalle rispettive Rsa. Una giornata positiva non solo per lavoratrici e lavoratori che hanno ottenuto le garanzie e le tutele già in godimento da anni, ma per il ripristino di corrette relazioni sindacali industriali, il mantenimento dei diritti sindacali e delle agibilità (anche per Usi, che non è firmatario del CCNL di settore né ha sottoscritto l’accordo del 10gennaio 2014 sulla rappresentanza, l’accordo “della vergogna” e della sottomissione, ma che è presente, con una combattiva Rsa da circa 17 anni in quell’appalto…) e la possibilità di proseguire, in ambito negoziale e di intervento concreto, la fase di vigilanza e controllo da futuri scenari, su presunti “esuberi” e ristrutturazione dei servizi pubblici erogati. Si ringrazia anche Claudio che ha fotografato alcune fasi di questa mattinata all’ITL, lasciandone una testimonianza visiva, di come si fa sindacato seriamente.

Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912

Largo Giuseppe Veratti 25

00146 Roma

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Iniziativa del 21 .12.18. Cambio appalto c/o Università con forte criticità.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Dicembre 2018 08:29 Scritto da Sandro Giovedì 27 Dicembre 2018 08:23

UNIONE SINDACALE ITALIANA - USI  - fondata nel 1912

Segreteria prov. Intercategoriale, Usi C.T.&S. prov. e servizio legale/controversie di lavoro

Sezione sindacale Usi rappresentanza sindacale interna Soc Coop Sociale Formula Sociale Univ. Roma 3

Largo Giuseppe Veratti 25 fax 06 77201444  E mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Usi C.T. & S. sede nazionale Milano  Via Ricciarelli 37 tel. 02/54107087 fax 02/54107095

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RESOCONTO INIZIATIVA DI MOBILITAZIONE LAVORATORI E LAVORATRICI APPALTO

SERVIZI UNIVERSITA’ DI ROMA 3 DEL 21 DICEMBRE 2018 (Soc coop sociale Formula Sociale CNS).

USI IN STATO DI AGITAZIONE SINDACALE…VALUTAZIONI E OSSERVAZIONI SUI CAMBI DI APPALTO IN QUESTO MILLENNIO,

VERSO LA CONVOCAZIONE DEL CAMBIO DI APPALTO DEL 28 DICEMBRE MATTINA,

ALL’ISPETTORATO DEL LAVORO (ITL) DI ROMA.

Una giornata di mobilitazione, nelle portinerie e negli uffici gestiti dal personale della Società Cooperativa Sociale Formula Sociale, aderente al Consorzio Nazionale Servizi CNS, appalto dell’Università degli Studi di Roma 3.

In ballo, l’imminente cambio di gestione e appalto, sempre all’interno della CNS tra Formula Sociale e la Coopservice s.c.p.a., a partire dal 1° gennaio 2019, all’interno di una procedura di ristrutturazione cogestita tra Università Roma 3 e CNS che, agli attivisti e ai responsabili del sindacato aut organizzato e autogestito Usi, aveva le caratteristiche più d una operazione da cessione di ramo di azienda (articolo 2112 del codice civile italiano), che di un cambio di appalto “classico”.

Anche dallo scarno comunicato con il quale il 14 dicembre scorso, la cooperativa Formula sociale avvisava di tale operazione di cambio di gestione e di spostamento, di una parte del personale a Coopservice (circa 90 persone interessate), anch’essa aderente a Cnsma che di solito si occupa di servizi fiduciari e vigilanza non armata, mentre il rimanente organico (circa 80 persone) rimaneva a Formula Sociale, a svolgere alcune funzioni di facchinaggio, servizi ausiliari, oltre a mantenere la gestione di due sedi di Roma Centro e la “nuova” del Lido di Ostia, del terzo Ateneo di Roma. Poche informazioni fornite ai dipendenti dell’appalto, quasi nessuna alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze sindacali, una preintesa firmata dalla sola CGIL F.P., che sulla tutela sindacale di chi avrebbero dovuto transitare a Coopservice, diceva poco e non dava sufficienti garanzie. Un percorso annunciato a parole da settembre 2018, ma veniva sempre rimandato, fino ad arrivare a pochi giorni dalla chiusura per le festività natalizie delle lezioni e dei corsi universitari, per renderla esecutiva a giochi…fatti, secondo gli ideatori di tale operazione di spartizione del personale e della ristrutturazione avviata da Cns, senza un chiaro e partecipato percorso di confronto sindacale con le rappresentanze sindacali interne presenti da anni in questo appalto. Usi aveva proclamato e fatto le procedure, senza esito, di raffreddamento del conflitto e di stato di agitazione sindacale, attivando il 19 dicembre la procedura innanzi alla ITL di ROMA (Ispettorato Territoriale del Lavoro, competente anche per i cambi di appalto), che convocava le parti uscenti, subentranti, la Cns la stazione appaltante e Usi per il 28 dicembre mattina. Stato di agitazione che il 21 dicembre scorso, è sfociato in volantinaggio, informazione a studenti/studentesse, ai docenti e al personale tecnico dell’Ateneo, con adesione all’assemblea convocata dalla Cgil F.P. la mattina al Rettorato (adesione data per evitare inutili e controproducenti divisioni tra lavoratori e lavoratrici e aumentare la dis-informazione, si ricorda che tutti erano ex della coop sociale 29 giugno/CNS) e presenza attiva al presidio.

Sono state praticate le funzioni e attività di servizio essenziali (ma non una serie di attività collaterali, non servizi pubblici essenziali anche ai sensi della famigerata legge sullo sciopero…), come da capitolato di appalto e secondo l’esperienza sindacale praticata in occasioni precedenti, di altri cambi di appalto succedutisi negli ultimi 15 anni. Volantini e manifestini avvisavano di tale situazione di mobilitazione, tappezzando diverse facoltà, era fornita l’informazione sui motivi della protesta, ricevendo la solidarietà di molti docenti e del personale tecnico e anche di diversi studenti, un primo appuntamento vedeva la presenza di associati e simpatizzanti Usi presso la Facoltà di Lettere, per poi spostarsi e confluire verso le 13 al presidio assemblea convocato dalla Cgil F.P., i cui rappresentanti sindacali, erano stati subito ricevuti dalla Direzione Generale di Roma 3, prima che arrivasse la delegazione Usi. Al presidio - assemblea hanno partecipato circa 60 tra dipendenti e soci dell’appalto, con distribuzione di volantini e comunicati, il tutto in modo pacifico ma combattivo.

Una volta scesi i rappresentanti Cgil, che hanno detto che…vi era stata qualche “incomprensione” su tutta la vicenda e che per il momento la questione non era ancora chiusa…FINO ALLA CONVOCAZIONE DEL 28 DICEMBRE, SU ATTIVAZIONE DI USI ALL’ISPETTORATO, dove anche la Cgil, come la Uil erano stati successivamente convocati, proprio la mattina del 21, assieme all’Unione Sindacale Italiana, per confrontarsi su tutti gli aspetti rimasti oscuri, di garanzia salariale, occupazionale, di mantenimento di livello e inquadramenti (operaie impiegati oppure…operai comuni e mobilità a livello regionale?), del CCNL di riferimento (Coop sociali quello attuale, oppure quello utilizzato da Coopservice, servizi fiduciari?) e delle condizioni acquisite dagli appalti precedenti, che erano richiamati anche dal testo del capitolato di appalto come condizioni necessari e già in godimento dal personale fin dal 2015, appalto che vedeva sempre la CNS aggiudicataria, ma al posto della cooperativa 29 giugno di Buzzi, coinvolto negli scandali e inchieste sugli appalti del “sistema di mafia capitale”, alla meno compromessa Formula Sociale, da pochi mesi con il ripristino di un Presidente e degli organi societari normali, dopo un periodo di commissariamento che definire “turbolento e scarso di garanzie di chi lavora” è fin troppo diplomatico. Durante gli interventi, è stata ribadita dagli associati a Usi, la necessità di un maggiore protagonismo operaio e del personale dell’appalto, senza delegare a ristretti tavoli, il futuro lavorativo, occupazionale e di condizioni salariali e normative di chi in questi servizi e appalto ci lavora da molti anni. E’ stato lanciato in assemblea, quindi e su iniziativa di iscritti Usi, la presenza la mattina del 28 dicembre all’Ispettorato del Lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici, per far sentire anche fisicamente oltre alla delegazione sindacale, che non si decide automaticamente e senza il rispetto delle regole che disciplinano gli appalti pubblici e con soldi pubblici, sulla testa e sul futuro di chi quei servizi li eroga.

Appello che è stato raccolto la mattina del 21 dai partecipanti all’assemblea presidio, senza alcun commento negativo da parte della stessa Cgil, che in modo affrettato e inopportuno, aveva subito firmato una preintesa sindacale, che più che tutelare il personale oggetto del passaggio a Coopservice, faceva venire il …”maligno sospetto”, che volesse dare copertura all’università di Roma 3, che non ha vigilato né controllato tramite i suoi organi nominati per l’appalto in questione (come è compito e dovere per rispetto al codice degli appalti decreto legislativo 50 2016) la corretta salvaguardia lavorativa, salariale e occupazionale del personale, oltre che con la firma sulla preintesa da parte della sola Cgil (escludendo pure la Uil, presente nell’appalto e pure firmataria del CCNL…), tenere sotto controllo la forza lavoro e tutelare il passaggio tra le due cooperative anch’esse aderenti alla CNS, senza interferenze scomode.

Per questa volta, per l’intervento preciso e determinato dell’Usi, tale operazione è almeno rimessa in discussione, con l’attivazione della procedura del cambio di gestione-appalto e con la richiesta di verifica se non vi siano invece i presupposti di applicazione, per analogia e per quanto si legge nelle stesse comunicazioni datoriali (del 14 dicembre di Formula sociale e degli effetti di tale spartizione di personale, forza lavoro, servizi e sedi tra le due cooperative), di quanto è previsto dal codice civile all’articolo 2112. Un articolo del codice civile, che di solito è usato per cessioni di ramo d’azienda, affitto di ramo d’azienda, trasferimento di ramo d’azienda e altri ipotesi giuridiche similari…condizione e fattispecie giuridica, che avrebbe maggiori garanzie di tutela, anche rispetto ad uno strano “cambio di gestione” con le caratteristiche sopra esposte, i dubbi e le incertezze riconosciute il 21 mattina, tra due cooperative aderenti allo stesso Consorzio, aggiudicatario effettivo dell’appalto dei servizi a Roma 3.

DIAMO APPUNTAMENTO NON SOLO ALLA PRESENZA DI LAVORATORI E LAVORATRICI DELL’APPALTO presso l’Ispettorato il 28 mattina (appuntamento dopo le 9, convocazione alle 9.30), per dare il giusto sostegno alla delegazione Usi, che sarà affiancata da quella di Cgil e della stessa Uil, MA CON INVITO ALLA PROSSIMA…PUNTATA, per tutti-e coloro che sono interessati a far si, che i cambi di gestione e di appalto, siano svolti in modo rispettoso delle regole e dei diritti/tutele di chi lavora, non sempre sostenuti e legittimati da frettolosi accordi e preintese di qualche sindacato con tendenza “egemonica” e in questo caso, ancora una volta, si dimostra che se si è autorganizzati sul posto di lavoro e non silenziosi o complici, non serve essere firmatari del CCNL. o di accordi interconfederali di legittimazione omologante al peggio sulla rappresentanza sindacale (10 gennaio 2014…do you remember?), per potersi difendere collettivamente e organizzare la RESISTENZA ATTIVA sui posti di lavoro.

“Basta poco, che ce vò?” diceva uno slogan di una campagna di sensibilizzazione sociale…E’ VERO, BASTA POCO, UN PIZZICO DI FIDUCIA DI LAVORATORI E LAVORATRICI, NELL’AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE E NEI SINDACATI AUTOGESTITI E INDIPENDENTI, come l’antica USI, ancora non sottomessa od omologata. Basta poco, per iniziare una nuova stagione di riscossa dal basso e l’anno che sta per iniziare, il 2019, è a 50 ANNI DALLA STAGIONE DELLE LOTTE OPERAIE DEL 1969…

BASTA POCO, MA CE VO’…

Segreteria intercategoriale Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912;

Usi C.T.&S. – sezione sindacale e rappresentanza sindacale Usi interna all’appalto a Univ. Roma 3

 

   

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