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Lo Stato agisce in Catalogna come una dittatura

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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Ottobre 2017 13:25 Scritto da Sandro Lunedì 02 Ottobre 2017 09:17

El Estado actúa en Catalunya como una Dictadura

La presencia de las "fuerzas de seguridad del estado" en Catalunya por el único hecho de querer ejercer su derecho a votar demuestra, con claridad, la actitud dictatorial de este (mal)gobierno.
Las agresiones totalmente desproporcionadas que esas policías han efectuado contra la población demuestra con claridad su eterno papel represor al servicio de cualquier estado y pone gravemente en peligro la convivencia, la seguridad de las personas y las libertades básicas de todos y todas.
La Confederación General del Trabajo manifiesta su absoluto rechazo a estas actuaciones y expresa su apoyo y solidaridad con el pueblo de Catalunya.
Nada justifica agredir a una población pacífica que se defiende con urnas y papeletas, independientemente de la posición que se tenga sobre el derecho a decidir o sobre la independencia de Catalunya.
La CGT defenderá en Catalunya y en cualquier parte los derechos y las libertades de todos y todas, con los medios que tenga.

L’Estat actua a Catalunya com una Dictadura

La presència de les “forces de seguretat de l’estat” a Catalunya per l’únic fet de voler exercir el seu dret a votar demostra, amb claredat, l’actitud dictatorial d’aquest (mal) govern. Les agressions totalment desproporcionades que aquestes policies han efectuat contra la població demostra amb claredat el seu etern paper repressor al servei de qualsevol estat i posa greument en perill la convivència, la seguretat de les persones i les llibertats bàsiques de totes i tots.

La Confederación General del Trabajo manifesta el seu absolut rebuig a aquestes actuacions i expressa el seu suport i solidaritat amb el poble de Catalunya.

Res no justifica agredir la població pacífica que es defensa amb urnes i paperetes, independentment de la posició que es tingui sobre el dret a decidir o sobre la independència de Catalunya.

La CGT defensarà a Catalunya i a qualsevol lloc, els drets i les llibertats amb els mitjans que tingui.

The State acts in Catalonia as a Dictatorship


The presence of the "state security forces" in Catalonia for the sole purpose of exercising their right to vote clearly demonstrates the dictatorial attitude of this
(“mal-gobierno”) government.
The totally disproportionate assaults that these police have made against the population clearly demonstrate their eternal repressive role in the service of any state and seriously endanger the coexistence, the security of the people and the basic freedoms of all.
The General Confederation of Labor expresses its absolute rejection of these actions and expresses its support and solidarity with the people of Catalonia.
Nothing justifies attacking a peaceful population that defends itself with ballot papers and ballots, regardless of the position that has on the right to decide or on the independence of Catalonia.
The CGT will defend in Catalonia and elsewhere the rights and freedoms of all, with the means it has....

L'Etat se conduit en Catalogne comme une Dictature

La présence des "forces de sécurité de l'Etat" en Catalogne dans le seul but d'exercer leur droit de vote démontre clairement l'attitude dictatoriale de ce gouvernement (“mal-gobierno”).
Les agressions totalement disproportionnées que ces policiers ont faites contre la population démontrent clairement leur rôle répressif éternel au service de tout état et mettent gravement en péril la coexistence, la sécurité des personnes et les libertés basiques de tous.

La Confédération Générale du Travail manifeste son rejet absolu de ces actions et exprime son soutien et sa solidarité avec les peuples de Catalogne.

Rien ne justifie d'attaquer une population pacifique qui se défend avec les urnes et les bulletins de vote, quelle que soit la position qu'il a sur le droit de décider ou sur l'indépendance de la Catalogne.

La CGT défendra en Catalogne et dans n'importe quelle partie du monde les droits et libertés de tous, avec les moyens qu'elle a.

Lo Stato agisce in Catalogna come una dittatura


La presenza delle "forze di sicurezza dello Stato" in Catalogna per il solo scopo di esercitare il loro diritto di voto, dimostra chiaramente l'atteggiamento dittatoriale di questo («mal-gobierno») governo.
Gli attacchi totalmente sproporzionati che la polizia ha fatto contro la popolazione dimostra chiaramente il loro eterno ruolo repressivo al servizio di qualunque Stato che mette seriamente in pericolo la coesistenza, la sicurezza del popolo e le libertà fondamentali di tutti.
La Confederazione Generale del Lavoro esprime il suo assoluto rigetto di queste azioni ed esprime il suo sostegno e la sua solidarietà con gli abitanti della Catalogna.
Nulla giustifica l'attacco a una popolazione pacifica che si difende con le schede elettorali , indipendentemente dalla posizione che abbia il governo sul diritto di decidere o sull'indipendenza della Catalogna.
Il CGT difenderà in Catalogna e altrove i diritti e le libertà di tutti, con tutti i mezzi che ha.

 

IL 3 OTTOBRE 2017

SCIOPERO GENERALE

 

Àngel Bosqued.
        Secretaría de Relaciones Internacionales de CGT.
        correo: 
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        telf: +34 669114920

Welcome to
THE INTERNATIONAL
Workers of the World
The anarchosyndicalist trade union, workers' confederation and section of the Anarchist International

01.10.2017. Referendum and general strike in Catalonia. Catalan leader Carles Puigdemont says the Spanish region has won the right to statehood following a contentious referendum that was marred by violence. He said the door had been opened to a unilateral declaration of independence. Catalan officials later said 90% of those who voted backed independence in Sunday's (01.10.2017) vote. The turnout was 42.3%. Spain's constitutional court had declared the poll illegal and hundreds of people were injured as police used force to try to block voting. In another development, more than 40 trade unions (included CGT and CNT-AIT) and Catalan associations called a region-wide general strike on Tuesday 03.10.2017 due to "the grave violation of rights and freedoms". The IWW supports the general strike.


 

Violenza della sicurezza di Madrid in Catalogna

864 feriti e uno grave.

Madrid tratta la Catalogna come una colognia dell'Impero!

L'Alto commissario Onu per i diritti umani Zeid Ràad Al-Hussein si è detto oggi «molto turbato» dalle violenze in Catalogna domenica ed ha esortato «le autorità spagnole a garantire indagini complete, indipendenti e imparziali su tutti gli atti di violenza». «Le risposte di polizia devono essere sempre proporzionate e necessarie», ha aggiunto Zeid in una beve dichiarazione resa nota a Ginevra. «L'attuale situazione dovrebbe essere risolta attraverso il dialogo politico, con il pieno rispetto delle libertà democratiche», ha osservato.

 

SISECAM Sciopero e Picchetto.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Ottobre 2017 09:20 Scritto da Sandro Mercoledì 27 Settembre 2017 11:48

SISECAM Sciopero e Picchetto.

Una volta si diceva "...mamma li turchi..." con un senso di panico e di paura...

 

Ai lavoratori della SISECAM, la cosa però non sembra spaventare gli operai della SISECAM (ex Vetreria Sangalli) di San Giorgio di Nogaro, Udine, che nei giorni scorsi hanno fatto sciopero di 4 ore per turno e picchetto esterno all'azienda, facente parte della multinazionale turca SIsecam Flat Glass,colosso mondiale del settore del vetro e derivati, che stanno conducendo la vertenza su turni e la distribuzione nella settimana lavorativa, in azienda a ciclo continuo.

La protesta, indettadall'Usi e dalla Rsa interna (che organizza la maggioranza del personale), ha avuto l'effetto di far scomodare i manager aziendali dalla Turchia, per verificare la situazione e, come auspicato dal sindacato autorganizzato e autogestito, arrivare ad un accordo che definisca in modo equilibrato i turni di lavoro. In allegato foto del picchetto e articolo di giornale locale (da il Messaggero Veneto) che spiegala situazione.

Si ricorda che recentemente, l'accordo sindacale sottoscritto da Usi e Rsa Usi interna, aveva legittimato la stabilizzazione degli operai a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, eliminando la precarietà interna e ponendo le basi per l'apertura della contrattazione integrativa aziendale.

Annotiamo che al picchetto promosso da Usi, non ci sono stati episodi ..."incresciosi", né attacchi squadristici...i gattacci neri della Sisecam, avrebbero tirato fuori le ...unghie...

Inoltra segreteria nazionale Usi

Udine/Milano/Roma/Caserta

UDINE 226 settembre 2017

   

Nuessun diritto alle Donne .....................

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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Ottobre 2017 13:34 Scritto da Sandro Lunedì 25 Settembre 2017 10:13

NESSUN DIRITTO ALLE DONNE…

QUANDO STANNO ZITTE E QUANDO PARLANO

 

Come Donne in lotta e come intero Fronte di lotta No Austerity iniziamo coll’esprimere ovviamente la massima, totale e incondizionata solidarietà a tutte le vittime della vicenda che stiamo per illustrare, e coll’affermare la nostra volontà di non abbandonare la lotta per il riconoscimento dei nostri diritti.

Qualche mese fa il processo per un caso di stupro, quello di Laura, ripetutamente violentata e minacciata sul posto di lavoro da parte di un collega, si è chiuso con una sentenza assurda: l’assoluzione del molestatore poiché Laura che ha denunciato le violenze e minacce subite per anni sul posto di lavoro, non ha urlato e in questo modo avrebbe manifestato il suo consenso. Il fatto che un’aggressione possa paralizzarti e impedirti di chiedere aiuto, per la paura di conseguenze fisiche peggiori o per il ricatto di perdere il posto di lavoro, non sono motivazioni sufficienti per giustificare il silenzio.

Qualche giorno fa una compagna della rete torinese di Non Una di Meno ha subìto una perquisizione della propria abitazione da parte di agenti della Questura, a partire dalle indagini in corso sul presidio svoltosi lo scorso 12 aprile sotto il tribunale di Torino dopo la sentenza: l’aggressore, forte dell'assoluzione, ha infatti sporto denuncia per diffamazione. Si è quindi aperta una nuova indagine contro chi ha avuto il coraggio di sostenere che se una donna dice "basta" è stupro.

Due fatti clamorosi e paradossali: le donne vengono punite sia quando stanno zitte sia quando hanno il coraggio di parlare.

Due fatti che ci spingono a riflettere su cosa davvero questa società ci chiede di essere: comparse sullo sfondo che possono essere chiamate ad apparire solo a comando e secondo i bisogni altrui.

Non siamo disposte a piegarci, né ad arretrare: saremo in piazza a protestare in ogni occasione in cui si profili un attacco ai nostri diritti.

Chi colpisce una, colpisce tutte.

Solidarietà a tutte le donne vittime di stupro, di repressione ed oppressione!

Donne in Lotta - No Austerity

Aderisce e si riconosce nei contenuti del comunicato, l'Unione Sindacale Italiana Usi nazionale

   

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