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Per Lotta di Classe:
Rinnovato il CCNL. Settore Socio Sanitario Coop Sociali
E' stato rinnovato il CCNL per le COOPERATIVE SOCIALI SETTORE SOCIO-SANITARIO.
Il contratto è terribilmente peggiorativo, sia in senso economico che sotto il profilo normativo:
-70 euro d'aumento in 3 tranche entro aprile 2013
-Rafforzamento del contratto di secondo livello a cui è demandata la determinazione di un "una-tantum" per coprire un minimo gli arretrati attraverso l'elemento retributivo territoriale (per ora
indeterminabile) in mancanza del quale entro marzo 2013 viene sostituito dall'elemento di garanzia retributiva di 110 euro lordi;
-L'apprendistato modificato secondo le direttive del ministro Sacconi;
-Introduzione dell'assistenza sanitaria integrativa con un costo per la cooperativa di 5 euro mensili a socio;
-Valore del scatto di anzianità portato a 19,63€
-La triennalità del CCNL;
inoltre sembra che i tre porcellini stiano valutando se indire una sorta di referendum, una consultazione con cui far passare per "acclamazione" questa ennesima condanna alla precarietà e alla miseria.
Oggi sarà affrontato il rinnovo contrattuale in Assemblea sindacale.
USI C.T. & S. Udine
Matteo
Arrestato mentre riceve una 'mazzetta'
Arrestato mentre riceve una 'mazzetta'
Giovanni Bossini sindacalista fit cisl arrestato aTrento.
Trento, 26 novembre 2011 - A finire in carcere è stato Giovanni Bossini, 46 anni, membro della direzione della categoria trasporti ed ex segretario responsabile della Fit Cisl del Trentino, attualmente membro della segreteria. I militari l'hanno bloccato mentre riceveva una mazzetta da 1.500 dal capo del personale di un'azienda del posto, che aveva denunciato le richieste di denaro.
La trappola. Il suo arresto è stato effettuato dai carabinieri in flagranza di reato. Subito dopo aver raccolto la denuncia, i militari del Nucleo investigativo di Trento hanno suggerito al titolare della ditta di incontrare il sindacalista per consegnargli 1.500 euro da lui richiesti. Avvenuta la consegna, i carabinieri hanno bloccato Bossini trovandogli addosso le banconote, che in precedenza erano state fotocopiate. L'ammissione. In un primo tempo l’uomo avrebbe detto che la somma era destinata a operai in cassa integrazione, poi avrebbe ammesso che i soldi erano per sè. Bossini è stato sospeso, in attesa che la magistratura chiarisca la sua posizione. Grave per il sindacato. Il fatto è comunque estremamente grave perché addebitato ad un sindacalista professionista di una delle organizzazini che 'pesano' di più nel mondo del lavoro, nelle scelte politiche e nella vita concreta di milioni di lavoratori. Nel riconoscere comunque il principio dell'innocenza fino alla condanna definitiva, ci auguriamo che la giustizia possa fare velocemente il suo corso. Il segretario locale della Cisl, Lorenzo Pomini, intanto non riesce a capacitarsi. La caccia delle tessere. «Si è sempre impegnato moltissimo - dice - e in un settore difficile, in cui in pochi anni aveva portato gli iscritti da 50 a 600. Non oso immaginare - prosegue preoccupato - che faccia potranno fare ora i rappresentanti delle aziende e dei lavoratori quando andremo a presentarci, soprattutto quelli che avevano a che fare con lui. Eppure anche alcuni lavoratori che lo conoscono ieri hanno chiamato subito, dicendosi stupiti». La vittima, che ha denunciato le richieste di 'pizzò da parte del sindacalista, è un imprenditore di 40 anni ed ai giornali ha dichiarato: «una soluzione dovevo trovarla: o andava in galera lui o io, non ne potevo più, così ho deciso di andare dai carabinieri a chiedere cosa fare. Parliamoci chiaro se si fosse accontentato dei primi 500 euro, non avrei fatto nulla, ma se uno insiste, una soluzione bisogna trovarla. Mi tempestava di sms e mi chiamava anche alle 8 del mattino. Paura non ne ho mai avuta, nè intendo averne». spiega così che è stata l'insistenza di Bossini a convincerlo a rivolgersi ai carabinieri. «Bossini - prosegue la vittima - mi aveva detto 'qua funziona così, se non paghi, avrai vertenze e proteste dai lavoratorì. Le tariffe. E aveva calcolato la cifra dividendo per due il numero di dipendenti, moltiplicato per dieci. Coi primi 500 euro che mi aveva chiesto però speravo di zittirlo, invece no. Una faccenda strana qui in Trentino, dove lavoro bene da sei anni e ho preso casa. Problemi del genere non ne ho mai avuti. Ma se altri hanno subito le stesse cose, denuncino. Fa rabbia che a comportarsi così sia proprio chi, per ruolo, dovrebbe aiutare gli altri».
25/11/2011 11:54Romano Mancino. Per lui soltanto la gente del Friuli.
Romano Mancino.
Nato a San Giorgio di Nogaro (Udine) il 7 ottobre 1913, deceduto a Pisino (Croazia) il 7 aprile 1976, contadino.
Era nato a Zellina, frazione di San Giorgio, in una famiglia di contadini. Sesto di nove fratelli, Gelindo aveva perduto l’uso del braccio sinistro, ma ciò non gli impedì dopo l’8 settembre 1943, di entrare a far parte della Resistenza. Prima viene impiegato come trasportatore, poi, su sua richiesta, nell’estate del 1944, Gelindo entra nei reparti combattenti e in breve diventa il capo del leggendario gruppo dei “Diavoli Rossi”.
Così venivano chiamati una ventina di gappisti che operavano nella Bassa Friulana sotto la guida, appunto, di Citossi, che aveva assunto il nome di battaglia di “Romano il Mancino”.
I “Diavoli Rossi” erano quasi tutti giovanissimi e, del resto, “Romano il Mancino” che li guidava – in imboscate, sabotaggi, eliminazione di spie e di finti partigiani, in requisizioni e trasporto di armi e viveri in montagna – aveva appena superato i trent’anni.
L’azione più clamorosa (tanto che ne parlarono Radio Londra e Radio Mosca e tanto da indurre il maggiore Nicholson, della Missione Alleata, a procurare almeno un “lancio” di armi, munizioni e vestiario agli ardimentosi che avevano la loro base a Spessa di Cividale), fu quella dell’assalto al carcere di Udine. È la sera del 7 febbraio 1945.Leggi tutto: Romano Mancino. Per lui soltanto la gente del Friuli.
UDINE "Romano il mancino". Il 27 maggio 2011.
A cura dell’Unione Sindacale Italiana - AIT e del Progetto Biblioteca Popolare "Romano il mancino".
Il 27 maggio 2011 si terrà in Sala Ajace a Udine (Piazza Libertà) una conferenza dal Titolo "Gens Italica: l'inesorabile rappresaglia dei Palicuc'a" nella quale verranno presentati documenti inediti, italiani e jugoslavi, in merito ai crimini di guerra perpetrati dagli italiani nella ex Jugoslavia nel periodo tra il 1941 ed il 1945.
La ricerca evidenzierà inoltre alcune "verità nascoste" come l'uso di gas vescicante "iprite" da parte del Regio Esercito contro le formazioni partigiane jugoslave, fatto sino ad ora sempre negato.
Inoltre, dalla documentazione che sarà presentata, non potranno che essere evidenti le grandi responsabilità di personaggi che, mescolandosi tra le "vittime delle foibe", sono entrati nella contemporanea agiografia revisionista, permettendo ai carnefici e ai loro sostenitori di recitare il ruolo delle vittime, operando una vera e propria falsificazione storica.
Interverranno come relatori Alessandra Kersevan, coordinatrice di Resistenza storica, già nota per i suoi studi sulle vicende del confine orientale e Milovan Pisarri, storico italiano residente a Belgrado.
La conferenza avrà luogo alle ore 17.30 e la popolazione tutta è invitata a partecipare.
La Federazione Intercategoriale FVG USI-AIT ed il Progetto Biblioteca Popolare
"Romano il Mancino"
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L'Informazione che non c'è!
Da: Giovanna Marini
L'Informazione che non c'è!
Oggetto: sta succedendo un altro odioso scandalo che se non parliamo tutti non lo saprà nessuno.
Hanno pregato una mia amica Maria Grazia Polidore giornalista di non andare in Rai a fare una trasmissione che doveva fare, se prima non firmava un foglio impegnandosi a non dire una parola sui referendum che si terranno per l'acqua, il nucleare, il legittimo impedimento.
Lei non firma e le hanno ritirato la richiesta di andare in Rai quindi non ci va, ma certo questo non basta, ora bisogna dirlo.
So che anche allo spettacolone del primo maggio è stato fatto firmare un foglio a tutti i partecipanti che, se volevano cantare e parlare si impegnavano a non dire una parola sui referendum...
spicciamoci a dirla noi finché non ci tolgono internet e face book
Questa mi pare una cosa su cui finalmente possiamo agire, ho già scritto su Face book non so con che successo, ma potete farlo anche voi?
Non possiamo sempre rassegnarci a tutto !
Giovanna.
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