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Draghi. Più soldati italiani e più armi a Kiev

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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Maggio 2022 14:14 Scritto da Sandro Martedì 10 Maggio 2022 14:10

Washington, vertice Biden-Draghi: il premier porta “in dote”

più soldati italiani e più armi a Kiev

10.05.2022 TG com 24.

Più soldati italiani da schierare sul fianco est dei Paesi Nato, più armi a Kiev, un'accelerata per sganciare l'Italia dalla dipendenza dal gas russo. Saranno queste tre le priorità in agenda nel colloquio in programma a Washington tra Mario Draghi e Joe Biden. Da parte sua, il premier italiano ribadirà la linea già chiarita una settimana fa al Parlamento europeo: sì a sanzioni e armi a Kiev, con un impegno a schierare altri soldati a est della Nato, no all'escalation della guerra in vista di un cessate il fuoco e dell'apertura di negoziati credibili.

Finanziamenti militari - Secondo il "Corriere della Sera", che ha sentito senatori vicini a Biden come Christopher Coons e l'ex ambasciatore in Ucraina William Taylor, oltre a funzionari del Dipartimento di Stato e della Casa Bianca, il presidente Usa si aspetta dagli alleati europei un impegno proporzionale a quello americano (33 miliardi di dollari stanziati dal Congresso) nel finanziamento militare in favore dell'Ucraina. I tre miliardi che toccherebbero a Roma sono però fuori misura per noi: Biden si concentrerà quindi su misure compensative.

L'impegno di Draghi - Mentre Draghi da una parte porterà il suo impegno ad aumentare da 500 a 800 milioni di euro i fondi per i profughi ucraini, Biden esplorerà la possibilità dell'Italia di consegnare più mezzi militari a Zelensky, preferibilmente i missili anti-aereo e anti-carro. A tal proposito, Draghi descriverà i contenuti del terzo decreto sulle armi.

Biden: più mezzi sul fianco est - E' probabile che Biden chieda più mezzi e soldati da schierare sul fianco orientale della Nato. Su questo fronte a Roma si sta già valutando l'invio di 500-mille uomini tra Bulgaria e Ungheria: tale ipotesi pare quindi la più praticabile per il governo italiano. E Draghi porterà "in dote" al leader della Casa Bianca tale disponibilità, secondo il "Messaggero".

L'Italia sarebbe inoltre pronta anche a cedere a Kiev "dispositivi in grado di neutralizzare, a solo scopo difensivo, le postazioni da cui la Russia bombarda indiscriminatamente le città e la popolazione civile", scrive ancora il "Messaggero". E Draghi sta valutando di inviare all'Ucraina armi più sofisticate prodotte da nostre aziende: sistemi anti-drone, missili terra-aria, sistemi di guerra elettronica. Sembra però che di quest'ultimo punto il nostro premier non parlerà oggi alla Casa Bianca.

Nodo gas - E poi c'è il nodo gas: Biden spingerà perché Draghi si sganci dalla dipendenza energetica russa impegnandosi in cambio a deviare verso i nostri porti, navi americane di gas destinate a Corea del Sud e Giappone. Ma pare che il gas statunitense non basti alle nostre esigenze energetiche. Il governo ha già preso importanti provvedimenti per accelerare sulle rinnovabili e lavorato per proteggere le famiglie più esposte ai rincari del costo delle bollette, oltre a stanziare 430 milioni per l'idrogeno verde.

Il programma della giornata - Biden e Draghi si incontreranno alle 14 (ora locale, le 20 in Italia) nello Studio Ovale e si prevede che il colloquio durerà almeno un'ora. Oltre ai nodi guerra ed energia, si riaffermeranno i rapporti di alleanza tra i due Paesi (il capo della Casa Bianca riconosce al premier le doti necessarie per garantire l'appoggio nonostante una coalizione eterogenea) e si discuterà di sicurezza digitale, alimentare e cambiamento climatico. Pare che il presidente americano preferisca non rilasciare dichiarazioni congiunte. Sicuramente al termine dell'incontro Draghi parlerà alla stampa prima di incontrare, alla Camera dei rappresentanti, la speaker Nancy Pelosi e i leader del Congresso. All'Atlantic Council il premier italiano sarà premiato con il distinguished leadership Award 2022.

Alla faccia della neutralità e della costituzione che ripudia la guerra.

 

XIX Congresso della CGT Spagna

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Ultimo aggiornamento Martedì 10 Maggio 2022 13:18 Scritto da Sandro Martedì 10 Maggio 2022 12:43

Informazione.

XIX Congresso della CGT Spagna

La scrivente segreteria internazionale dell' Unione Sindacale Italiana, nomianta dal XVI° congresso tenutosi a Palermo il 29-30 maggo 2022, è stata invitata al XIX° Congresso Nazionale della CGT a Saragozza.

La Segreteria dell'internazionale dell'USI ha già dato la disponibilità ad essere presente in tutte le realtà in capo alla Cordinazione Rosso/Nera.

Il Congreso Nazionale della CGT, Organizzazione Sindacale maggiormente rappresentativo nello scacchiere della Cordinazione Rosso/Nera, si terrà a Saragozza dal 9 giugno al 12 giugno 2022.

Dall'USI Nazionale vengono anticipati i saluti Libertari a tutte/i gli associati della CGT.

La Segreteria dell'Internazionle

Unione Sindacale Italiana

Guida Rosy

Bruzzese Sandro

Italia 10.05.2022

   

XVI° Congresso USI a Palermo. Mozione contro la Guerra

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2022 09:01 Scritto da Sandro Giovedì 05 Maggio 2022 08:55

Mozione contro la guerra (tutte le guerre) ed il militarismo Votata al XVI° Congresso dell'USI Unione Sindacale Italiana a Palermo.

Al momento sono in corso circa 60 conflitti nei diversi Paesi del Mondo.

Quello, però, su cui si sono concentrate le attenzioni (e la stampa mondiale!) è il conflitto avviato dalla Russia verso l’Ucraina. Questo perché il conflitto è in Europa e perché si paventa il rischio di un’evoluzione in un Guerra mondiale.

Il XVI° Congresso USI, svoltosi a Palermo nei giorni 29 e 30 aprile 2022, CONDANNA ogni forma di propaganda militarista e guerrafondaia del governo Draghi e dei partiti che hanno votato la risoluzione dell’armamento del Governo dell'Ucraina.

La Guerra va condannata sempre, non vi sono conflitti buoni o cattivi!

Per questo, oltre a condannare l’invasione russa dell’Ucraina, condanniamo e ci opponiamo al ruolo che USA, NATO e UE hanno giocato nel creare le condizioni che hanno portato all’azione bellica della Russia.

Non vogliamo dimenticare, inoltre, le migliaia di morti del Conflitto nel Donbass per cui il Governo Zelensky (ed il suo predecessore Poroshenko) hanno le responsabilità.

Prendiamo le distanze dal Governo Zelensky e dalle sue politiche reazionarie che hanno prodotto scelte che stanno sacrificando il popolo ucraino sull’altare del Nazionalismo più sfrenato!

Il prezzo più alto di questa follia dettata dal Potere e del profitto sta ricadendo pesantemente e in modo irreversibile sulla pelle dei lavoratori di tutto il mondo.

Ci opponiamo al capitalismo globale e alla competizione tra potenze per l’accaparramento delle risorse e dei profitti mascherati dal nazionalismo causa come sempre della guerra che impoverisce i salari, il loro potere d’acquisto e la stessa libertà dei popoli.

La crisi economica globale non escluderà nessuno dalle difficoltà economiche che ogni proletario sarà costretto a subire. Esultano, invece, i produttori e venditori di armi, per i profitti che la guerra si appresta a regalargli.

Mentre l'unico regalo che ci lasciano le guerre, oltre alle morti, è la devastazione ambientale e la distruzione della salute dei popoli coinvolti, come ci hanno insegnato gli esiti dei 78 giorni consecutivi di bombardamenti nella  ex Jugoslavia, guerra  che ha fatto della Serbia una Nazione ad altissimo tasso tumorale.

Lottiamo contro la guerra; Lottiamo contro i confini; Lottiamo per un salario dignitoso per tutte/i i proletari del mondo; Lottiamo contro il militarismo.

Sosteniamo la solidarietà e la cooperazione internazionale

XVI° Congresso USI Unione Sindacale Italiana

   

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