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Comunicati Roma

No! Alla proposta dell'Azienda.

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CHE FINE HA FATTO L’URGENZA

DEL PREMIO PRODUZIONE!

 

Care/i colleghe/i, come ricorderete, l’11/11 u.s., 600 dipendenti Zètema su 774 (aventi diritto al voto) hanno detto la loro in merito la proposta di accordo sul Premio Produzione, presentata dall’Azienda al Tavolo RSU.

E la loro voce ha visto la maggioranza del NO.

La Commissione Elettorale ha trasmesso subito l’esito referendario all’azienda ed io, in qualità di RSU USI, il 12/11 chiedevo la convocazione urgente del Tavolo RSU per tornare a discutere il tema.

Venerdi 19/11, l’Azienda ha inviato la convocazione del Tavolo RSU per domani, 22/11/2021.

Peccato che nell’OdG non abbia trovato spazio la voce dei 600 dipendenti che hanno espresso il “si” e il “no”.

Su mio sollecito, la dr.ssa ............. (ricordiamo essere la consulente esterna scelta per le relazioni industriali) ha risposto che “… in particolare, vi è un’urgenza di risposta al Prefetto. Pertanto, sarà cura dell’azienda prevedere a stretto giro un tavolo dedicato al premio di produzione.”.

E’ evidente che le tematiche poste all’OdG (“Status Piano assunzionale” e “Adempimenti normative di salute e sicurezza”) siano di estrema importanza per tutti.

Trovo però INQUALIFICABILE non avere inserito nel medesimo OdG (del PRIMO TAVOLO POST REFERENDUM) la discussione tanto attesa da tutti sul Premio Produzione.

In qualità di RSU/USI ho inviato una risposta che condivido con tutte/i voi.

Sarà mia cura aggiornarvi sull’esito del Tavolo RSU.

Serenetta Monti (RSU/USI)

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Mail inviata alla dr.ssa .............. alle ore 19.55 del 21/11/2021

“Gentile dr.ssa ................., La ringrazio per il cortese e sollecito riscontro. Come avevo già evidenziato nella mia richiesta, sono perfettamente conscia dell'esigenza aziendale di dare riscontro al Prefetto di quanto richiesto dallo stesso. Non vedo però questa netta "separazione" che evidenzia Lei tra i due argomenti... Anche perchè, già gli argomenti di partenza sono due, "separati e distinti", semplicemente sarebbero diventati tre:

  • Piano assunzionale;
  • Salute e sicurezza;
  • Premio Produzione.

Le comunico sin da ora la mia disponibilità a discutere domani stesso il tema del Premio Produzione, a costo di fare notte. Ritengo che l'Azienda debba dare risposta a TUTTI i 600 dipendenti che hanno fatto sentire la propria voce attraverso il referendum.

Reputo, infatti, indispensabile che tutte le RSU che hanno inteso promuovere insieme il referendum, siano messe in condizione di rappresentare la voce dei colleghi SUBITO. Certa comprenderà ANCHE questa URGENZA (non solo quella, doverosa, di rispondere al Prefetto), attendo fiduciosa ulteriore riscontro.

Cordiali saluti.

Serenetta Monti

 

RILIEVI CRITICI

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Roma, 21 Settembre 2021

All’Amministrazione dell’ENTE LOCALE  Roma Capitale - Assessora con delega alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Dott.ssa Veronica Mammì fax 06 77207587  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici Direzione - Dott.ssa Luisa Massimiani  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Direzione Servizi di Supporto al Sistema Educativo e Scolastico

Dott.ssa Ivana Bigari Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Direzione Generale c.a. Direttore Generale – Dott.ssa Gabriella Acerbi

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Vice Direttore Generale - Area Tematica Servizi alla Persona

c.a Giovanni Serra Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Direzioni dei Municipi di Roma Capitale da 1 a 15 e ai Direttori delle Dir. Socio Educative Municipali Loro sedi via e mail

Società Roma Multiservizi Spa c.a. Direzione Generale/organizzazione Dott. Pio Velardo fax 06 41205854 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. c.a. Dott.ssa Filomena Semeraro Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

OGGETTO: INTERVENTO E RILIEVI CRITICI DA SINDACATO USI, su nota prot. QM20210059142 del 16/9/2021 e applicazione di mansione non conforme e non legittima, a carico di operai e operai di Roma Multiservizi SpA, di “controllo e verifica possesso certificazione verde Covid 19 o green pass” per accesso al lavoro altro personale, dipendente comunale di asili nido e scuole infanzia, dipendente pubblico di scuole, personale servizi esternalizzati, cittadinanza. Carenza normativa e contrasto con disposizioni imperative di legge di fonte costituzionale e di rango internazionale con improprio utilizzo e richiesta prestazioni lavorative e professionali non delegabili a dipendenti di Roma Multiservizi Spa già addetti all’appalto “in global service”, rispetto a quanto indicato nella disposizione comunale citata

( D.L. 122 del 10/9/2021, modifica L. 87 17/6/2021 art. 9 ter.1, art. 1 c. 4 D.L. 122/2021).

RICHIESTA DI REVOCA IN AUTOTUTELA, della disposizione citata e ripristino condizioni di legalità, correttezza amministrativa, rispetto leggi e gerarchia fonti del diritto ordinamento giuridico italiano, violazione L. 300/1970 artt. 8, 15, L. 367/1958 ratifica Convenzione OIL 87, disposizioni D. Lgs. 81/2008 (tra cui obbligo datoriale verifica e integrazione del D.V.R. e per stazione appaltante – Ente committente del DUVRI, per impatto su fattori di rischio e pericolo derivanti da tale disposizione a dipendenti soc. Roma Multiservizi SpA, anche se con imposizione su mansioni improprie e non conformi), art. 2087 codice civile, rischio di applicazione disposizioni penali a carico dirigenti Amm.ne Capitolina e in solido con datore di lavoro, per “interposizione di manodopera”. Invito e diffida ad adempiere.

La Usi Unione Sindacale Italiana, segreteria intercategoriale e con sezione sindacale costituita e operante presso la società Roma Multiservizi SpA, interviene per quanto indicato nell’oggetto del presente atto, da intendersi quale invito ad adempiere rispettando la ”gerarchia delle fonti del diritto” del ns. ordinamento giuridico e diffida dal proseguire nella pretesa di voler imporre, ai dipendenti con qualifica operai della società Roma Multiservizi Spa, già addetti all’appalto “in global service” presso nidi e scuole comunali e scuole di pertinenza di Roma Capitale, mansioni e attività improprie e non previste, relative alle attività di “verifica e controllo della certificazione verde covid 19 o green pass” nelle sedi di lavoro, nei confronti di altri lavoratori e lavoratrici, dipendenti pubblici o di aziende, cooperative, associazioni, della cittadinanza, tramite le disposizioni la cui legittimità e correttezza di impostazione  si contesta in fatto e in diritto, come la citata nota  prot. QM20210059142 del 16 settembre 2021, con applicazione definitiva a partire dal 22 settembre 2021, rivolta a Direttori dei Municipi di Roma Capitale e ai Direttori di Direzione socio educative dei 15 Municipi di Roma Capitale.

In primo luogo, si opera da parte dell’Amministrazione Capitolina, una illegittima e non conforme opera di “interpretazione” delle norme del D.L. 122/2021 e delle altre disposizioni citate nell’oggetto, con la finalità di voler scaricare le responsabilità e la delega di funzioni e competenze, attribuite dalla stessa disposizione normativa in attesa di conversione in legge, ai “dirigenti scolastici” per il comparto scuola statale e per l’Ente Locale Roma Capitale ai “Direttori dei Municipi” (che al massimo, potevano conferire incarico alle Direzioni socio educative dei 15 Municipi e alle P.O. già con incarico di specifiche responsabilità, con potere di firma su processi e procedimenti amministrativi o parte di essi, pur con le dovute limitazioni di attribuzioni di competenze e ferma restando la responsabilità civile, penale amministrativa e contabile in solido), agli operai e operaie della società Roma Multiservizi SpA, che tali attribuzioni di poteri, competenze e funzioni non potrebbero avere delegate per espresso richiamo delle disposizioni del D.L. 122/2021 ad altri soggetti, con funzioni e responsabilità di natura dirigenziale.

In secondo luogo, perché tale operazione di delega impropria di mansioni e di competenze, contrasta con altre disposizioni imperative di legge, di rango costituzionale o di fonte normativa internazionale (che come si sa, in quest’ultimo caso entra a far parte del complesso del ns. ordinamento giuridico in posizione di supremazia rispetto a norme nazionali, specie se di natura controversa e la cui legittimità di metodo e di merito lascia seri dubbi di corretta applicazione, nei luoghi di lavoro e nello svolgimento delle obbligazioni, ma anche delle garanzie e tutele previste d leggi per i dipendenti, oltre che dal rapporto di lavoro subordinato contrattualizzato e codificato con contratti di lavoro individuali), che costituiscono disposizioni speciali tipiche della disciplina e codificazione di tutele e garanzie per i cittadini-e lavoratori e lavoratrici, prevalenti quindi rispetto alle disposizioni “emergenziali” e transitorie poste a fondamento di tale pretesa dell’Ente committente e stazione appaltante, relative a tali mansioni improprie e non previste come competenza e come responsabilità, a carico degli operai e operaie della Roma Multiservizi Spa. Ci si riferisce agli articoli 8 e 15 della Legge 300 1970 sia in combinato disposto tra loro che autonomamente invocate, legge di portata costituzionale che, specie per l’articolo 15, costituisce applicazione della Convenzione OIL 87, ratificata da legge ordinaria italiana 367/1958, con il divieto esplicito di ogni patto o atto che “rechi altrimenti pregiudizio” nell’attribuzione di mansioni, nelle (minacciate) sanzioni disciplinari, nel mancato rispetto di convincimenti e opinioni personali (in questo ulteriormente confortata dalle modifiche migliorative ed estensive della Legge, a seguito di quanto disciplinato in applicazione di Direttiva Ue, con l’art. 4 comma 1 D. Lgs. 216/2003). Ci si riferisce poi all’applicazione delle Direttive UE, ratificate con il D. Lgs. 81/2008 in materia di salute e si sicurezza sul lavoro e dei luoghi di lavoro, nella parte degli obblighi datoriali in materia di PREVENZIONE, INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO del proprio personale, in caso di introduzione di innovazione con strumenti telematici, informatici, tecnologici rispetto alle mansioni attribuite che tali strumenti non prevedevano, nonché all’obbligo datoriale di ELIMINAZIONE DI OGNI FATTORE DI RISCHIO E PERICOLO diretto o derivante da modificazioni nello svolgimento di prestazioni lavorative, al quale corrisponde sia l’obbligo di valutazione, integrazione o modifica del D.V.R. (Documento di Valutazione del Rischio) e per stazioni appaltanti ed enti committenti, dall’adeguamento correlato del D.U.V.R.I. Attività previste da disposizione imperativa di legge, applicativa di disposizioni internazionali, che non risulta in questo strettissimo lasso di tempo, essere stata positivamente svolta ed effettuata anche apposita verifica con tutte le figure a vario titolo competenti e interessate (medico competente aziendale, RSPP, RLS…)  del datore di lavoro e per quanto riguarda Roma Capitale, dalle Direzioni dei 15 Municipi,  Si richiede di avere prova che tali operazioni siano state correttamente ed effettivamente svolte, in data certa e scevra da qualsiasi operazioni di “aggiustamento” a posteriori, di attività e funzioni codificate dal D. Lgs. 81/2008, unitamente alla verifica delle altre misure a tutela della salute e della sicurezza di chi lavora ed opera a vario titolo nei nidi e nelle scuole di pertinenza di Roma Capitale, con personale comunale o in regime di appalto, affidamento o convenzione con fondi e soldi pubblici, con personale esternalizzato di aziende, cooperative, associazioni accreditate (rispetto idonea fornitura e utilizzo corretti D.P.I., verifica distanza sanitaria tra le persone, verifica corretta cubatura aule e spazi per attività didattiche, di mensa o ludico ricreative dei locali adibiti a tali attività nella giornata scolastica, specie in presenza di alunni-e con disabilità, idonea informazione e formazione del personale, regolare e periodica attività di SANIFICAZIONE DEI LOCALI, IGIENIZZAZIONE DEGLI STESSI, PULIZIE APPROFONDITE, uso di materiali e prodotti conformi alle indicazioni Ue …) e a tutela dei beneficiari dei servizi educativi e scolastici, bambini-e utenti, in questi giorni di inizio dell’Anno Educativo e Scolastico 2021/2022.

TUTTE DISPOSIZIONI IMPERATIVE DI LEGGE, CHE NON POSSONO ESSERE DEROGATE E CHE NESSUNA DISPOSIZIONE DEI D.L. citati, avrebbe la forza normativa di sospendere, abrogare, limitare nella loro piena efficacia e validità sostanziale, circoscrivere, perché creerebbe una concreta e attuale violazione di garanzie di legge a favore di lavoratori e lavoratrici anche per l’accesso al luogo di lavoro, quindi un “…recare altrimenti pregiudizio…” espressamente vietato all’articolo 15 della Legge 300 1970, non solo per le mansioni improprie e illegittime pretese da Roma Capitale, ai dipendenti di Roma Multiservizi SpA, ma anche nei confronti di tutti gli altri dipendenti che, a vario titolo, lavorano nelle scuole e nei servizi educativi di pertinenza di Roma Capitale stessa, sul trattamento dei dati personali e del generale rispetto della “dignità umana”, come citano altre disposizioni di legge anche internazionali.

Anche sui dispositivi che si dichiara essere “di proprietà di Roma Capitale”, nonché su indicazioni specifiche in materia di organizzazione del lavoro interna (che si ricorda, è di competenza del datore di lavoro Roma Multiservizi SpA, casomai con il confronto costruttivo per l’impatto sulle condizioni di lavoro, ritmi, orari, mansioni, condizioni salariali e normative su salute e sicurezza, con le OO.SS. e le varie rappresentanze sindacali interne), sulle mansioni e sulle modalità di utilizzo di tale strumentazione tecnica, che vanno molto oltre i limiti imposti dalle leggi italiane e dalle norme internazionali non solo in regime di appalti pubblici ma in generale di utilizzo legittimo e corretto della forza lavoro, agli Enti committenti e alle c.d. “stazioni appaltanti”, con una intromissione e una ingerenza che configura l’ipotesi di rilevanza penale del lavoro, della c.d. “interposizione di manodopera”, ancora illegittima in Italia. Ciò, in un servizio e appalto come quello del “global service”, caratterizzato da un notevole impiego di forza lavoro, prevalentemente femminile, in regime di part time, con salari bassi, orari di lavoro non corrispondenti ai carichi effettivi di lavoro e al monte ore attualmente codificato nei contratti individuali, inferiore a quanto sarebbe legittimo corrispondere, senza effettive verifiche tra monte ore complessivo attribuito, quello erogato materialmente con criteri di equità e parità di trattamento, corrispondente per le pulizie alla superficie in metri quadri da pulire rispetto al tempo di lavoro formalmente contrattualizzato; con il distoglimento di tempo di lavoro per mansioni tipiche dell’appalto, con le integrazioni dovute alle ulteriori misure di contrasto al covid 19 applicative dell’art. 2087 codice civile e del D. LGS. 81 2008 in vigore dall’anno scorso, di parte del personale per tale attribuzione, impropria e illegittima, di certificazione e controllo, di operai della Roma Multiservizi, nei confronti di altri lavoratori e lavoratrici e di settori della cittadinanza, del possesso della c.d. “green pass”, la cui effettiva utilità pratica è ancora tutta da dimostrare in concreto  come strumento se quello di controllo sull’accesso al lavoro aggirando garanzie e tutele di legge,  che è mansione ben diversa dal mero accertamento della temperatura corporea, (mansione legittima come esigenza di contrasto  e di verifica di sintomi da covid 19).

Pertanto, proprio per le valutazioni sopra descritte e le implicazioni sotto vari profili, che danno un tasso elevato di responsabilità civile, amministrativa penale e contabile nei confronti dei dirigenti dell’Amministrazione capitolina, nel caso di reiterazione di pretese e attribuzioni non consentite, delegando la funzione, come mansione impropria e illegittima ai danni e carico dei dipendenti operai e operaie di Roma Multiservizi SpA, per le criticità che comprimono fino quasi ad annullarle, di interessi collettivi e di quelli delle persone (questi si interessi meritevoli di tutela), alle quali si intende scaricare la responsabilità che le stesse norme poste a fondamento delle pretese di Roma Capitale sono attribuite ai dirigenti capitolini, in violazione di disposizioni imperative e prevalenti di legge rispetto alle “interpretazioni” delle norme transitorie dei D.L. citati, si RICHIEDE LA REVOCA DELLA DISPOSIZIONE E DELLE PRETESE  DI DELEGA DI FUNZIONI E DI ATTRIBUZIONE DI COMPETENTE IMPROPRIE, posta con la nota prot. QM20210059142 del 16/9/2021, con la contestuale SOSPENSIONE DELL’EFFICACIA A PARTIRE DAL 22 SETTEMBRE 2021, CON LA PROCEDURA DI INTERVENTO “IN AUTOTUTELA”, per l’alea e il rischio che si determinerebbe, sia per la violazione delle leggi citate, che per la violazione del divieto di interposizione di manodopera nell’esecuzione del contratto di appalto. La presente vale quale invito e diffida ad adempiere, sia per l’ENTE COMMITTENTE E STAZIONI APPALTANTI DI ROMA CAPITALE, che per quanto di competenza, per la società Roma Multiservizi SpA. Si auspica un’attenta valutazione e riflessione su quanto rappresentato dalla scrivente O.S., nell’ambito dell’intervento e attività sindacale garantita per legge, a tutela degli interessi collettivi e di quelli delle persone coinvolte da eventuali provvedimenti discriminatori o sanzionatori, da minacce o da pressioni indebite abusando della superiorità gerarchico funzionale nei confronti di operai e operaie, con rilievi che anche altre OO.SS. hanno sollevato in queste ore, in relazione alla mansione impropria e illegittima richiesta.

Distinti saluti. La O.S. USI e il servizio legale - controversie di lavoro, rimane sempre disponibile al confronto, pur nel rigoroso rispetto delle disposizioni di garanzia, di tutela a favore di lavoratori e lavoratrici e per il benessere reale, per la soddisfazione di bisogni ed esigenze di utenza e cittadinanza.

Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 –

il segr. intercategoriale p.t. Roberto Martelli

 

RESPINTO L'ENNESIMO ATTACCO A FARMACAP

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RESPINTO L'ENNESIMO ATTACCO A FARMACAP IN ASSEMBLEA CAPITOLINA, SCONFITTA LA RAGGI E I SUOI ASSESSORI, CONTINUEREMO A DIFENDERE L'AZIENDA SPECIALE COMUNALE PUBBLICA, PER IL SUO RILANCIO E FUNZIONAMENTO OTTIMALE.

PER LA FARMACAP PUBBLICA E INDIVISIBILE  - Roma, 21 agosto 2021

Il Consiglio Comunale previsto per il 17 agosto 2021, nel quale frettolosamente si volevano approvare scelte molto importanti sul futuro di diverse realtà cittadine, da Roma Metropolitane a Farmacap, si è concluso molto rapidamente, con la bocciatura dell'ordine dei lavori, nel rispetto delle regole di cui si è fatto garante il Presidente dell’Assemblea Capitolina, con il voto contrario delle Opposizioni (26 voti contrari e 18 favorevoli). Le discussioni su Farmacap con l’attuale Giunta si chiudono qui, visto che il giorno successivo, il 18 agosto, è stato l'ultimo giorno di Consiglio Comunale. In seguito potranno essere convocate ulteriori sedute del Consiglio solo per questioni di comprovata urgenza per la città.

Pertanto, l'ultimo tentativo della Giunta Raggi di condizionare "fuori tempo massimo" il destino di Farmacap è fallito, non avendo più i numeri in Aula.

La storia recente, in particolare dell’ultimo anno, ci dimostra che le responsabilità politiche e gestionali dell'aver portato l’Azienda sull'orlo del fallimento, sono chiare.

Si voleva smembrare e privatizzare la FARMACAP, con la complicità di dirigenti scelti appositamente. Ma la nostra resistenza, come Rsa interne e sostenute dalle rispettive strutture sindacali e quella praticata dall'Assemblea Capitolina sono state più forti. Ricordiamo, a futura memoria, che nel febbraio 2021, il Commissario Straordinario (all’epoca Marco Vinicio Susanna; ex collaboratore dell’Assessore al Bilancio e Partecipate, Gianni Lemmetti), il Direttore Generale (all’epoca, Emiliano Mancini) e il Presidente del Collegio dei Revisori, annunciarono alle OO.SS. la sopraggiunta insolvenza dell’Azienda, a partire dall’incapacità di pagare gli stipendi successivi e le forniture. Una situazione drastica che avrebbe richiesto evidentemente interventi shock. Infatti, come da copione, venne fuori un piano economico-finanziario, a firma del Commissario Straordinario, tenuto fino a quel momento riservato, nel quale si prospettava una via d’uscita dalla crisi, attraverso lo scorporo dei settori sociale e farmacie, in aziende differenti, come antipasto alla privatizzazione, nella logica del non ci sono alternative (T.I.N.A.). Le alternative c’erano, le abbiamo proposte, e ci siamo mobilitati a più riprese (10 marzo, 22 aprile e 5 maggio) sostenuti dall'utenza (ndr, anche con partecipate e combattive assemblee presidi congiunte dipendenti-utenti in vari quartieri della città, presso farmacie comunali e sportelli sociali di Farmacap) e dalle/i Consigliere/i, per rivendicare un futuro per l’Azienda Pubblica Speciale Farma-socio-sanitaria. Dopo la presa di distanze tattica della Giunta dai dirigenti dimissionari, responsabili del disastro conclamato, è arrivata la nomina dell’ennesimo Commissario Straordinario, il terzo consecutivo a nomina Raggi, dopo 7 anni consecutivi di assenza di un Consiglio di Amministrazione, come invece previsto dallo Statuto. Il mantra del nuovo Commissario è stato purtroppo uno solo: l’ineluttabilità della liquidazione. In seguito anche il Parlamento, con un voto a larga maggioranza ci è venuto incontro, con un emendamento al Decreto Sostegni-bis, approvato lo scorso luglio 2021, che teneva conto dell’andamento dei bilanci aziendali, nell’eccezionalità della pandemia.

A questo punto ci saremmo aspettati dalla Giunta (senza più maggioranza in Assemblea Capitolina), il buon senso di NON fare ulteriori azioni, alla fine di una Consiliatura già in proroga, dopo l’acquisizione di immobili inutilizzati, di proprietà aziendale, da parte di Roma Capitale. E invece no: hanno voluto sorprenderci e deluderci fino alla fine.

Come lavoratrici e lavoratori, cittadine/i romane/i, ci prepariamo a rivendicare un futuro migliore, un reale rilancio di Farmacap, a partire dalla nomina di un Consiglio di Amministrazione, con la fine dei commissariamenti, rispetto dei diritti, tutela della salute (ndr, in un Azienda che non riconosce ancora, malgrado i  vari impegni presi di fronte all’Osservatorio comunale sul lavoro, poi disattesi, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza RLS e rifiuta di fare la loro dovuta formazione retribuita e in orario di lavoro, fatto che non ha impedito di intervenire a più riprese su salute e sicurezza), condizioni di lavoro adeguate ed una buona gestione, partecipata e “trasparente”.

Ovviamente ci rivolgiamo "alla prossima Giunta".

Al momento rimangono molte macerie e molte ferite da sanare, a partire dallo sfregio del mancato rinnovo dei contratti in scadenza a tempo determinato, a colleghe/i farmaciste/i indispensabili, da parte di una dirigenza che era già entusiasticamente proiettata verso la liquidazione.

In ogni caso manterremo viva l’attenzione, anche nelle prossime settimane, sulla gestione aziendale e su eventuali atti amministrativi che possano interessare Farmacap.

RSA interne di USI, FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS-UIL.

   

Zètema, Roma, 29 luglio 2021:

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Zètema, Roma, 29 luglio 2021:

LE CONSULENZE ESTERNE PAGATE IN  CONTANTI.

I DIPENDENTI  IN WELFARE.

LA RSU USI SERENETTA MONTI RIGETTA LA PROPOSTA.

“Il 2020 è stato un anno difficile per tutti. Il mondo del lavoro è stato stravolto e potrebbe risultare fuori dal mondo parlare di “premi produzione”. Ma una cosa non l’ha potuta fare il SARS COV2: cancellare definitivamente tutti i CCNL. “. Queste le prime parole di Serenetta Monti, RSU USI Unione Sindacale Italiana e vice segretario romano USI. Zètema è la società in House di Roma Capitale che si occupa dei servizi culturali (eventi, musei, etc...). “Ricorderete tutti”, prosegue Monti, “che, mentre il Governo chiedeva a tutti gli Italiani di non uscire, lavoratori e lavoratrici Zètema, impegnati nella vigilanza delle opere all’interno dei musei, continuavano a lavorare in presenza, con tutti i rischi che ne derivavano, visto che, all’inizio, neanche le mascherine certificate venivano fornite”. Durante il primo Tavolo RSU tenuto lo scorso 28 luglio dalla neo delegata alle relazioni industriali, dr.ssa Anna Taliani (recente consulenza esterna, iniziata il 5/7/2021 e che terminerà il 4/7/2022, la cui ragione dell’incarico si legge nell’area dell’amministrazione trasparente del sito di Zètema è “indisponibilità di risorse interne”) è emersa l’intenzione da parte aziendale di erogare un Premio Produzione, evitando un esborso economico con corrispettivi in contanti e la volontà di utilizzare la piattaforma welfare, introdotta lo scorso anno, per l’intero ammontare di tale Premio   che   deve   essere   ancora   quantificato.   Le   motivazioni   di   tale   scelta,   addotte   da   parte aziendale,   sarebbero   ricollegabili   alla   delibera   di   Giunta   Capitolina   n.   347   del 30/12/2020:”Revisione del vigente Contratto di affidamento di servizi stipulato tra Roma Capitale e Zètema Progetto Cultura s.r.l. per il triennio 2020-2022” che, mediante lo stanziamento di circa un milione di euro, ha consentito il raggiungimento dell'equilibrio del bilancio Zètema (con una somma di utile) che deve essere ancora approvato da Roma Capitale." "Questa delibera, però," prosegue   Monti,   "come   recita   il   titolo,   è   una   “revisione”   VOLUTA  da   Roma   Capitale   per incrementare il proprio contributo, alla luce delle difficoltà attraversate con la pandemia. Non impone paletti di sorta. Pertanto, non è comprensibile la dicotomia con cui Zètema continua ad attivare consulenze esterne, giustamente retribuite, mentre i dipendenti che hanno consentito che l’Azienda attraversasse le acque agitate del primo anno di pandemia non si vedrebbero riconosciuto in contanti lo strumento contrattuale conosciuto come Premio Produzione. Sono sicura che non fosse intenzione della nostra sindaca appesantire ulteriormente le tasche di quei lavoratori che, stando in smart working, non percepiscono (da più di un anno) buoni pasto senza che ci sia un accordo sindacale in tal senso. I dipendenti di Zètema, come per gli anni pregressi, hanno (e rivendicano!) la legittima aspettativa di vedere corrisposto il premio produzione in euro, non in altre forme, specie se non hanno sottoscritto in FORMA ESPLICITA e INDIVIDUALE alcun patto."

"Sono consapevole dei tempi difficili per tutti", ribadisce Monti. "Proprio per questo, se è lecita prerogativa dell'Azienda ricorrere esclusivamente al welfare, per evitare esborsi economici (così facendo,   introiterebbe   la   somma   stanziata   da   Roma   Capitale   che   sta   anche prevedendo nell'assestamento di Bilancio altri 500.000 euro per Zètema), è DOVERE del sindacato ricordare le   esigenze   dei   lavoratori   (bollette,   affitto   e   mutui)   e   difenderne   il   diritto   a   percepire un'erogazione in denaro o, al più, a concordare un doppio binario che veda anche il welfare.

L'USI ha ribadito l'esigenza di erogazione economica e disponibilità a discutere un piano welfare, a latere.

O il principio di "difficoltà" è uguale per tutti ... e non si ricorre a consulenze esterne (così si risparmia) ... O si riconosce il dovuto a tutti. È per questo che io, come RSU USI non avallerò un altro scippo dalle tasche dei dipendenti Zètema!". Questa la dura conclusione di Serenetta Monti.

Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

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Sito nazionale ufficiale

www.usiait.it

 

Biblioteche comunali di Roma Capitale.

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COMUNICATO STAMPA CGIL CISL UIL CSA USI BIBLIOTECHE DI ROMA 27 luglio 2021

 

Biblioteche comunali di Roma Capitale, qualcosa non va: senza personale e con poche risorse a settembre servizi ridotti e rischio chiusura.

I cittadini e le cittadine romani debbono sapere che a Biblioteche di Roma qualcosa non va, nonostante il grandissimo impegno dei bibliotecari e di tutti i dipendenti di questo servizio.

Abbiamo   chiesto   più   volte   un   appuntamento   con   l’Assessorato   alla   Promozione   Culturale,   la richiesta è anche stata avanzata a quanto ne sappiamo tramite il Commissario dell’Istituzione Vittorio Bo, ma non abbiamo avuto nessuna risposta.

Entro settembre sarebbe molto utile che l’Assessore prendesse nota di tutto ciò che è necessario fare per far sì che il servizio possa essere rilanciato e siamo disponibili ad un incontro.

In caso contrario, a settembre il servizio si troverà in gravissime difficoltà per gestire in modo efficiente   le   richieste   dei   cittadini   e   come   sindacato   saremo   costretti   ad   una   forte   iniziativa sindacale, non escludendo la chiusura delle Biblioteche.

Questi gli aspetti particolarmente preoccupanti:

  1. Personale in gravissima carenza organica

Si pensi che questi sono i dati a partire dal 2006:

2006 personale pari a 367 unità di ruolo    (circa 35 sedi aperte)

2016 personale pari a 280 unità di ruolo (circa 39 sedi)

2021 personale pari a 239 unità di ruolo con 40 sedi e ampliamento nel numero dei servizi centrali e periferici, i Bibliopoint ad esempio sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi tre anni e sono circa 40 rispetto ai circa 15 precedenti.

Risulta inoltre una necessità di personale dovuta a carenze gravi anche per altri profili professionali: economico/amministrativo,   comunicazione,   informatico-telematica   e   tecnica,   necessari   per assicurare l’efficienza del servizio da rendere ai territori ed ai cittadini.

Cosa si sta facendo per questa situazione vista anche la riapertura del servizio al pubblico che si amplierà progressivamente sino alla normalità (Covid permettendo)?

Ma in particolare: che fine hanno fatto i Funzionari di Biblioteca neo assunti?

Hanno vinto un concorso al Comune di Roma per fare i bibliotecari ed essere dunque assunti nelle biblioteche pubbliche della Capitale che da anni come abbiamo visto, fanno i conti con una pesante (e crescente) assenza di personale. Eppure i vincitori e gli idonei di quel concorso sono stati impiegati negli uffici dei Municipi e dei Dipartimenti con mansioni diverse rispetto

a quelle previste. C'è chi è finito ad esempio al dipartimento Trasformazione digitale o a quello delle Politiche abitative, chi al Dipartimento Sport e chi nei tanti uffici dei Municipi I, II, XII, XIV, XV, dall'anagrafe all'economato, dall'ufficio tecnico cavi e passi carrabili a chi si occupa delle graduatorie per le assegnazioni degli alloggi Erp, di residenza popolare.

Insomma, fanno tutto fuorché le mansioni previste, come la catalogazione di volumi, libri, la gestione degli archivi, la cura delle biblioteche.

La situazione è la seguente: «La previsione assunzionale di 50 funzionari entro la fine del 2020 aveva fatto sperare in una boccata d’ossigeno che avrebbe permesso di garantire, pur con la fatica  legata a un  numero  ugualmente  basso di risorse umane, gli  standard  dei servizi bibliotecari e il lavoro di tutti gli uffici, insomma Roma Capitale ci stupisce sempre per le sue scelte e così vengono assegnati solo 10-14 funzionari bibliotecari (su 27-40) all’Istituzione

Biblioteche, di cui 4 già provenienti dall’Istituzione Biblioteche come istruttori culturali, mentre gli altri 17 vanno a Municipi o altri Dipartimenti dove di Biblioteche non ce ne sono».

Perché? Può   un   bibliotecario   figurare   come   impiegato   nell'ufficio   anagrafe   o   in   quello   del Dipartimento   delle   politiche   abitative?  Tecnicamente   no,   dal   momento   che   ha   vinto   un concorso per ricoprire un'altra posizione. Sono persone e risorse impiegate malissimo e ne chiediamo l’immediata riassegnazione a Biblioteche di Roma.

Si tenga conto anche del fatto che improvvidamente Roma Capitale non ha previsto posizioni per Bibliotecari nei nuovi concorsi in essere in queste settimane, ma questo sarà un tema sul quale dovrà probabilmente intervenire la nuova Giunta eletta salvo che l’Assessora Fruci non intervenga, ma sinora non si è occupata di questi aspetti, almeno a quanto ne sappiamo.

  1. Conoscenza del servizio, bilancio e attività

- Il servizio non è conosciuto dal 67 per cento dei cittadini romani

- Il bilancio 2019 è minore del bilancio 2013  20.502.000 / 2013, 20.351.000 / 2019

(fonte https://www.agenzia.roma.it/)

- Inoltre le previsioni di bilancio sembrerebbero assestarsi a meno di 20 milioni di euro, su questo vorremmo conoscere quanto si sta predisponendo in termini di risorse economiche nelle Previsioni triennali di bilancio e Piano Programma 2021.

- Si tenga conto che la spesa per abitante di Roma è di 6,5 euro circa, quella di Milano 10,1, quella di Torino 12,3, quella di Parigi 25,1

- Inoltre anche le risorse per entrate dirette dell’Istituzione sono in calo del 36% tra 2018 e 2019.

(Escludiamo il 2020 e 2021 causa COVID)

- Sempre al 2019 le attività culturali sono in calo dell’11% rispetto al 2018 e anche i partecipanti sono in calo dell’11 % sempre confrontandole con l’anno precedente.

- Anche i prestiti che nel 2014 avevano un indice 1014 nel 2019, scendono a 736.

- I libri e i documenti in genere, sono stati acquistati negli ultimi due anni con risorse esterne, Ministero Beni Culturali e Regione Lazio.

Le risorse proprie destinate a questa spesa risultano bassissime, a quanto è dato conoscere, intorno ai 50mila euro o poco più, incredibile e fuori scala per il sistema bibliotecario della Capitale d’Italia; altre città italiane spendono molto di più.

- La maggior parte delle attività decentrate, più del 90%, sono a costo zero grazie all’inventiva del personale. Quelle con finanziamento, circa il 90%, riguardano le attività di una sola sede la Casa delle Letterature ed in prevalenza il Festival delle Letterature.

(I dati sono Fonte ASPL per studi chiesti da ISBCC e ACOS su dati ISBCC, quasi tutti presenti su https://www.agenzia.roma.it/)

?- Risulta inoltre una accentuata centralizzazione decisionale delle strategie e dei programmi e risulterebbe anche che non è possibile leggere sul sito istituzionale tutte le delibere di CdA o Commissario e tutte le D.D. della Direzione, si chiede su questo una verifica immediata.

- Ci chiediamo infine quale piano d’investimenti o di finanziamenti è allo studio per le sedi, la comunicazione, le attività culturali non solo centrali, l’acquisto di documenti (libri, eBook, ecc),   l’innovazione   tecnologica,   la   formazione   e   l’aggiornamento   del   personale   e   anche, repetita iuvant, come s’intende reperire il personale necessario vista la carenza d’organico evidente.

Infine segnaliamo che grazie ad una accorta gestione di bilancio Biblioteche di Roma potrebbe, dopo attenta verifica, avere dei sostanziosi risparmi di gestione. Per questo ripetiamo la necessità che nel corso dell’incontro richiesto si possa verificare anche questo aspetto.

Vogliamo sperare che l’Assessora Fruci nell’interesse comune riguardo la città si faccia viva per risponderci e convochi un incontro che possa definire se non un rilancio, almeno qualche intervento immediato come ad esempio riportare a Biblioteche di Roma tutti i Funzionari di Biblioteca assegnati altrove.

Per questo motivo facciamo appello anche alla disponibilità all’Assessore al Personale De Santis, per un confronto che consenta di valutare l’opportunità di definire, già ora, una programmazione della destinazione di coloro che saranno assunti dai concorsi che si stanno completando, sia per garantire il personale dei profili tecnico-amministrativi necessari al funzionamento dell’Istituzione Biblioteche,   sia   per   consentire   di   “liberare”   dipendenti   dei   profili   culturali   (istruttori   servizi culturali, funzionari biblioteche, funzionari attività e manifestazioni culturali) ora utilizzati, per lo più, in attività di carattere amministrativo nei Municipi e nei Dipartimenti, che avessero intenzione di essere destinati presso le strutture delle Biblioteche di Roma.

Sempre per questi motivi ripetiamo la richiesta d’incontro a questi Assessori se così non sarà a settembre, la protesta sindacale sarà inevitabile, le Biblioteche di Roma non merita questa situazione di mancanza di attenzione e soprattutto non la meritano le cittadine e i cittadini romani.

   

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