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Comunicati Roma

RSU USI ZETEMA. AL SINDACO GUALTIERI

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LETTERA AL SINDACO GUALTIERI

DELLA RSU USI ZETEMA

Inviata il 13/12/2021 alle h. 11.03

Oggetto: Richiesta intervento immediato verifica corrette relazioni industriali ed applicazione istituti contrattuali CCNL Federculture presso Zètema Progetto Cultura srl. Verifica stanziamento fondi 2020 per Premio Produzione 2020, Richiesta URGENTE di incontro.

Spett. Sindaco,

mi chiamo Serenetta Monti e sono RSU USI Unione Sindacale Italiana presso Zètema Progetto Cultura srl. Con le sigle FP CGIL e UIL PA, nel mese di novembre, ho promosso il referendum aziendale avente per oggetto l’accettazione o meno della Proposta aziendale riguardante il Premio Produzione 2020. Proposta ritenuta “INACCETTABILE”. Inaccettabile perché prevedeva una somma in denaro contante che, dopo alcune trattative, si aggirava sui 500 euro. Mentre chi avesse voluto usufruire di benefit previsti dal welfare, avrebbe beneficiato di una somma estremamente superiore.

Le vorrei evidenziare, poiché Lei all’epoca non era il nostro Sindaco, che, lavoratori e lavoratrici Zètema non si sono mai fermati durante il periodo più critico della pandemia da SARS COV2: il lockdown. L’Italia si fermava e lavoratori e lavoratrici dell’accoglienza museale continuavano a garantire la vigilanza all’interno di ogni, singolo, museo civico, esponendosi a tutti i rischi del caso, visto che molti di essi si spostavano con i mezzi pubblici.

La manutenzione dei siti museali è stata operativa tutto il tempo, sia da remoto che in presenza. Gli impiegati, in smart working, sono gli unici della galassia delle Partecipate a non avere percepito (e, ad oggi continuano) i buoni pasto per una scelta UNILATERALE dell’attuale A.U. dr. R. Tagliacozzo.

Il bilancio 2020 è stato chiuso in attivo, con un intervento della precedente Giunta che, allacciandosi alla formula “sinallagmatica” dell’attuale contratto, ne modificava i termini, integrando le risorse con un finanziamento di più di un milione di euro per bilanciare gli ammanchi dovuti ai lunghi periodi di chiusura.

Tutto questo doveva essere preludio di un DIGNITOSO riconoscimento di quanto fatto nel 2020 da lavoratori e lavoratrici Zètema. Invece … non solo la cifra proposta per il Premio Produzione è assai lontana dall’ultimo premio erogato (che, con 664 EURO di media risulta essere il più basso tra chi applica il CCNL Federculture) ma, ad oggi, non si è riaperta la discussione sul Premio Produzione che avrebbe dovuto susseguirsi proprio all’esito referendario dello scorso 11 novembre che aveva, appunto, bocciato la proposta aziendale (ha votato circa l’80% dei dipendenti aventi diritto al voto ed il “NO” è stato netto). Lavoratori e lavoratrici Zètema hanno avuto modo di visionare la cifra che l’Azienda ha investito in Consulenze esterne proprio nel 2020… anche per questo la somma proposta è stata ritenuta INACCETTABILE

Il 22/11 u.s., durante l’ultimo tavolo RSU (tenutosi su sollecito del Prefetto) il dr. Tagliacozzo aveva affermato di avere un’ulteriore opzione ma che non ne avrebbe messo a conoscenza il Tavolo stesso sino a che non l’avesse presentata, come gesto di “garbo istituzionale”, all’attuale Giunta. Cosa che sarebbe dovuta avvenire di lì a breve.

Lo scorso Primo dicembre, non avendo aggiornamenti, scrivevo all’A.U. ed all’attuale Responsabile Relazioni Industriali (consulente esterno ingaggiato nel 2021) per ottenere ragguagli sul gesto di “garbo istituzionale”. La risposta ricevuta mi lasciava basita.

Per la dr.ssa Taliani (attuale responsabile relazioni industriali), infatti, il ritardo nel riprendere la trattativa è dovuto all’aver voluto “rimettere a valutazione referendaria”. Colpa dei dipendenti quindi? Il quale ritardo, sempre per la dr.ssa Taliani, ha “portato al coinvolgimento di Roma Capitale in concomitanza delle fasi di approvazione del Piano Industriale e del contributo per assestamento di bilancio 2021, assestamento fatto già nel 2020…elementi, questi, imprescindibili ai fini della chiusura in utile del 2021 e quindi determinanti per il premio di produzione 2022, come più volte evidenziato ai tavoli”. Ritengo ci sia parecchia confusione "nell’Universo" Zètema se, dei fondi accantonati nel 2020 per l’erogazione di un Premio (del 2020!) debbano essere usati nel 2021 per un Premio da discutere nel 2022.

Per questo reputo opportuno un SUO, immediato intervento di verifica a tutela dei dipendenti, tutti.

Le chiedo, inoltre, un incontro urgente per poter rappresentare nel dettaglio quanto appena espresso.

Le auguro un buon lavoro.

Attendo fiduciosa riscontro.

Distinti saluti.

Serenetta Monti (RSU/USI Zètema Progetto Cultura srl).”

http://www.serenettamonti.it

 

No! Alla proposta dell'Azienda.

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CHE FINE HA FATTO L’URGENZA

DEL PREMIO PRODUZIONE!

 

Care/i colleghe/i, come ricorderete, l’11/11 u.s., 600 dipendenti Zètema su 774 (aventi diritto al voto) hanno detto la loro in merito la proposta di accordo sul Premio Produzione, presentata dall’Azienda al Tavolo RSU.

E la loro voce ha visto la maggioranza del NO.

La Commissione Elettorale ha trasmesso subito l’esito referendario all’azienda ed io, in qualità di RSU USI, il 12/11 chiedevo la convocazione urgente del Tavolo RSU per tornare a discutere il tema.

Venerdi 19/11, l’Azienda ha inviato la convocazione del Tavolo RSU per domani, 22/11/2021.

Peccato che nell’OdG non abbia trovato spazio la voce dei 600 dipendenti che hanno espresso il “si” e il “no”.

Su mio sollecito, la dr.ssa ............. (ricordiamo essere la consulente esterna scelta per le relazioni industriali) ha risposto che “… in particolare, vi è un’urgenza di risposta al Prefetto. Pertanto, sarà cura dell’azienda prevedere a stretto giro un tavolo dedicato al premio di produzione.”.

E’ evidente che le tematiche poste all’OdG (“Status Piano assunzionale” e “Adempimenti normative di salute e sicurezza”) siano di estrema importanza per tutti.

Trovo però INQUALIFICABILE non avere inserito nel medesimo OdG (del PRIMO TAVOLO POST REFERENDUM) la discussione tanto attesa da tutti sul Premio Produzione.

In qualità di RSU/USI ho inviato una risposta che condivido con tutte/i voi.

Sarà mia cura aggiornarvi sull’esito del Tavolo RSU.

Serenetta Monti (RSU/USI)

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Mail inviata alla dr.ssa .............. alle ore 19.55 del 21/11/2021

“Gentile dr.ssa ................., La ringrazio per il cortese e sollecito riscontro. Come avevo già evidenziato nella mia richiesta, sono perfettamente conscia dell'esigenza aziendale di dare riscontro al Prefetto di quanto richiesto dallo stesso. Non vedo però questa netta "separazione" che evidenzia Lei tra i due argomenti... Anche perchè, già gli argomenti di partenza sono due, "separati e distinti", semplicemente sarebbero diventati tre:

  • Piano assunzionale;
  • Salute e sicurezza;
  • Premio Produzione.

Le comunico sin da ora la mia disponibilità a discutere domani stesso il tema del Premio Produzione, a costo di fare notte. Ritengo che l'Azienda debba dare risposta a TUTTI i 600 dipendenti che hanno fatto sentire la propria voce attraverso il referendum.

Reputo, infatti, indispensabile che tutte le RSU che hanno inteso promuovere insieme il referendum, siano messe in condizione di rappresentare la voce dei colleghi SUBITO. Certa comprenderà ANCHE questa URGENZA (non solo quella, doverosa, di rispondere al Prefetto), attendo fiduciosa ulteriore riscontro.

Cordiali saluti.

Serenetta Monti

 

RESPINTO L'ENNESIMO ATTACCO A FARMACAP

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RESPINTO L'ENNESIMO ATTACCO A FARMACAP IN ASSEMBLEA CAPITOLINA, SCONFITTA LA RAGGI E I SUOI ASSESSORI, CONTINUEREMO A DIFENDERE L'AZIENDA SPECIALE COMUNALE PUBBLICA, PER IL SUO RILANCIO E FUNZIONAMENTO OTTIMALE.

PER LA FARMACAP PUBBLICA E INDIVISIBILE  - Roma, 21 agosto 2021

Il Consiglio Comunale previsto per il 17 agosto 2021, nel quale frettolosamente si volevano approvare scelte molto importanti sul futuro di diverse realtà cittadine, da Roma Metropolitane a Farmacap, si è concluso molto rapidamente, con la bocciatura dell'ordine dei lavori, nel rispetto delle regole di cui si è fatto garante il Presidente dell’Assemblea Capitolina, con il voto contrario delle Opposizioni (26 voti contrari e 18 favorevoli). Le discussioni su Farmacap con l’attuale Giunta si chiudono qui, visto che il giorno successivo, il 18 agosto, è stato l'ultimo giorno di Consiglio Comunale. In seguito potranno essere convocate ulteriori sedute del Consiglio solo per questioni di comprovata urgenza per la città.

Pertanto, l'ultimo tentativo della Giunta Raggi di condizionare "fuori tempo massimo" il destino di Farmacap è fallito, non avendo più i numeri in Aula.

La storia recente, in particolare dell’ultimo anno, ci dimostra che le responsabilità politiche e gestionali dell'aver portato l’Azienda sull'orlo del fallimento, sono chiare.

Si voleva smembrare e privatizzare la FARMACAP, con la complicità di dirigenti scelti appositamente. Ma la nostra resistenza, come Rsa interne e sostenute dalle rispettive strutture sindacali e quella praticata dall'Assemblea Capitolina sono state più forti. Ricordiamo, a futura memoria, che nel febbraio 2021, il Commissario Straordinario (all’epoca Marco Vinicio Susanna; ex collaboratore dell’Assessore al Bilancio e Partecipate, Gianni Lemmetti), il Direttore Generale (all’epoca, Emiliano Mancini) e il Presidente del Collegio dei Revisori, annunciarono alle OO.SS. la sopraggiunta insolvenza dell’Azienda, a partire dall’incapacità di pagare gli stipendi successivi e le forniture. Una situazione drastica che avrebbe richiesto evidentemente interventi shock. Infatti, come da copione, venne fuori un piano economico-finanziario, a firma del Commissario Straordinario, tenuto fino a quel momento riservato, nel quale si prospettava una via d’uscita dalla crisi, attraverso lo scorporo dei settori sociale e farmacie, in aziende differenti, come antipasto alla privatizzazione, nella logica del non ci sono alternative (T.I.N.A.). Le alternative c’erano, le abbiamo proposte, e ci siamo mobilitati a più riprese (10 marzo, 22 aprile e 5 maggio) sostenuti dall'utenza (ndr, anche con partecipate e combattive assemblee presidi congiunte dipendenti-utenti in vari quartieri della città, presso farmacie comunali e sportelli sociali di Farmacap) e dalle/i Consigliere/i, per rivendicare un futuro per l’Azienda Pubblica Speciale Farma-socio-sanitaria. Dopo la presa di distanze tattica della Giunta dai dirigenti dimissionari, responsabili del disastro conclamato, è arrivata la nomina dell’ennesimo Commissario Straordinario, il terzo consecutivo a nomina Raggi, dopo 7 anni consecutivi di assenza di un Consiglio di Amministrazione, come invece previsto dallo Statuto. Il mantra del nuovo Commissario è stato purtroppo uno solo: l’ineluttabilità della liquidazione. In seguito anche il Parlamento, con un voto a larga maggioranza ci è venuto incontro, con un emendamento al Decreto Sostegni-bis, approvato lo scorso luglio 2021, che teneva conto dell’andamento dei bilanci aziendali, nell’eccezionalità della pandemia.

A questo punto ci saremmo aspettati dalla Giunta (senza più maggioranza in Assemblea Capitolina), il buon senso di NON fare ulteriori azioni, alla fine di una Consiliatura già in proroga, dopo l’acquisizione di immobili inutilizzati, di proprietà aziendale, da parte di Roma Capitale. E invece no: hanno voluto sorprenderci e deluderci fino alla fine.

Come lavoratrici e lavoratori, cittadine/i romane/i, ci prepariamo a rivendicare un futuro migliore, un reale rilancio di Farmacap, a partire dalla nomina di un Consiglio di Amministrazione, con la fine dei commissariamenti, rispetto dei diritti, tutela della salute (ndr, in un Azienda che non riconosce ancora, malgrado i  vari impegni presi di fronte all’Osservatorio comunale sul lavoro, poi disattesi, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza RLS e rifiuta di fare la loro dovuta formazione retribuita e in orario di lavoro, fatto che non ha impedito di intervenire a più riprese su salute e sicurezza), condizioni di lavoro adeguate ed una buona gestione, partecipata e “trasparente”.

Ovviamente ci rivolgiamo "alla prossima Giunta".

Al momento rimangono molte macerie e molte ferite da sanare, a partire dallo sfregio del mancato rinnovo dei contratti in scadenza a tempo determinato, a colleghe/i farmaciste/i indispensabili, da parte di una dirigenza che era già entusiasticamente proiettata verso la liquidazione.

In ogni caso manterremo viva l’attenzione, anche nelle prossime settimane, sulla gestione aziendale e su eventuali atti amministrativi che possano interessare Farmacap.

RSA interne di USI, FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS-UIL.

   

Zètema, Roma, 29 luglio 2021:

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Zètema, Roma, 29 luglio 2021:

LE CONSULENZE ESTERNE PAGATE IN  CONTANTI.

I DIPENDENTI  IN WELFARE.

LA RSU USI SERENETTA MONTI RIGETTA LA PROPOSTA.

“Il 2020 è stato un anno difficile per tutti. Il mondo del lavoro è stato stravolto e potrebbe risultare fuori dal mondo parlare di “premi produzione”. Ma una cosa non l’ha potuta fare il SARS COV2: cancellare definitivamente tutti i CCNL. “. Queste le prime parole di Serenetta Monti, RSU USI Unione Sindacale Italiana e vice segretario romano USI. Zètema è la società in House di Roma Capitale che si occupa dei servizi culturali (eventi, musei, etc...). “Ricorderete tutti”, prosegue Monti, “che, mentre il Governo chiedeva a tutti gli Italiani di non uscire, lavoratori e lavoratrici Zètema, impegnati nella vigilanza delle opere all’interno dei musei, continuavano a lavorare in presenza, con tutti i rischi che ne derivavano, visto che, all’inizio, neanche le mascherine certificate venivano fornite”. Durante il primo Tavolo RSU tenuto lo scorso 28 luglio dalla neo delegata alle relazioni industriali, dr.ssa Anna Taliani (recente consulenza esterna, iniziata il 5/7/2021 e che terminerà il 4/7/2022, la cui ragione dell’incarico si legge nell’area dell’amministrazione trasparente del sito di Zètema è “indisponibilità di risorse interne”) è emersa l’intenzione da parte aziendale di erogare un Premio Produzione, evitando un esborso economico con corrispettivi in contanti e la volontà di utilizzare la piattaforma welfare, introdotta lo scorso anno, per l’intero ammontare di tale Premio   che   deve   essere   ancora   quantificato.   Le   motivazioni   di   tale   scelta,   addotte   da   parte aziendale,   sarebbero   ricollegabili   alla   delibera   di   Giunta   Capitolina   n.   347   del 30/12/2020:”Revisione del vigente Contratto di affidamento di servizi stipulato tra Roma Capitale e Zètema Progetto Cultura s.r.l. per il triennio 2020-2022” che, mediante lo stanziamento di circa un milione di euro, ha consentito il raggiungimento dell'equilibrio del bilancio Zètema (con una somma di utile) che deve essere ancora approvato da Roma Capitale." "Questa delibera, però," prosegue   Monti,   "come   recita   il   titolo,   è   una   “revisione”   VOLUTA  da   Roma   Capitale   per incrementare il proprio contributo, alla luce delle difficoltà attraversate con la pandemia. Non impone paletti di sorta. Pertanto, non è comprensibile la dicotomia con cui Zètema continua ad attivare consulenze esterne, giustamente retribuite, mentre i dipendenti che hanno consentito che l’Azienda attraversasse le acque agitate del primo anno di pandemia non si vedrebbero riconosciuto in contanti lo strumento contrattuale conosciuto come Premio Produzione. Sono sicura che non fosse intenzione della nostra sindaca appesantire ulteriormente le tasche di quei lavoratori che, stando in smart working, non percepiscono (da più di un anno) buoni pasto senza che ci sia un accordo sindacale in tal senso. I dipendenti di Zètema, come per gli anni pregressi, hanno (e rivendicano!) la legittima aspettativa di vedere corrisposto il premio produzione in euro, non in altre forme, specie se non hanno sottoscritto in FORMA ESPLICITA e INDIVIDUALE alcun patto."

"Sono consapevole dei tempi difficili per tutti", ribadisce Monti. "Proprio per questo, se è lecita prerogativa dell'Azienda ricorrere esclusivamente al welfare, per evitare esborsi economici (così facendo,   introiterebbe   la   somma   stanziata   da   Roma   Capitale   che   sta   anche prevedendo nell'assestamento di Bilancio altri 500.000 euro per Zètema), è DOVERE del sindacato ricordare le   esigenze   dei   lavoratori   (bollette,   affitto   e   mutui)   e   difenderne   il   diritto   a   percepire un'erogazione in denaro o, al più, a concordare un doppio binario che veda anche il welfare.

L'USI ha ribadito l'esigenza di erogazione economica e disponibilità a discutere un piano welfare, a latere.

O il principio di "difficoltà" è uguale per tutti ... e non si ricorre a consulenze esterne (così si risparmia) ... O si riconosce il dovuto a tutti. È per questo che io, come RSU USI non avallerò un altro scippo dalle tasche dei dipendenti Zètema!". Questa la dura conclusione di Serenetta Monti.

Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

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FARMACAP: MA QUALE LIQUIDAZIONE!!

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FARMACAP: MA QUALE LIQUIDAZIONE!!

SI AL CONTRATTO DI SERVIZIO E AI RINNOVI CONTRATTUALI.

Un resoconto commentato dell’ultimo incontro del 30 giugno 2021, a cura di Usi

Il 30 Giugno il Commissario Marzetti, al cosiddetto “tavolo permanente”, ha annunciato di non voler rinnovare o prorogare i contratti di lavoro a tempo determinato in scadenza il 30 Giugno, e i successivi 3. in scadenza a fine Luglio, sebbene l’ Usi avesse già mandato, il 26 Giugno, una nota di invito e diffida in cui si evidenzia che la Farmacap sta disobbedendo alla Direttiva UE 70, del 1999, E ALLE LEGGI ITALIANE CHE DAL 2015 DISCIPLINANO IN MATERIA DI TEMPI DETERMINATI, SPECIE PER UNA FIGURA COME I COLLABORATORI DI FARMACIA, CHE STANNO SOPPERENDO A GRAVI E STRUTTURALI  CARENZE DI ORGANICO. IL MANCATO RINNOVO E PROROGA DEI 6 CONTRATTI, METTE A REPENTAGLIO IN ALCUNE FARMACIE IL BUON ANDAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE.

È una grave scelta aziendale non solo per per i 6 lavoratori e lavoratrici che in piena estate e in una situazione di crisi si ritroveranno senza stipendio e certezze. È grave anche per la motivazione di questa scelta che è, per l’Avvocato Marzetti, la liquidazione ordinaria dell’Azienda, cioè una prospettiva di estinzione della Farmacap, reversibile, certo, ma che prevede comunque la cessazione dell’attività. Motivazione-pretesto che dall’Usi non è ritenuta valida e che ci vede in radicale dissenso.

In ogni caso il Commissario NON HA IL POTERE DI DECIDERE LA LIQUIDAZIONE, SENZA NESSUN MANDATO DALL’ORGANO DELIBERATIVO CONSILIARE DI ROMA CAPITALE, L’ASSEMBLEA CAPITOLINA, organo di controllo e di indirizzo, che si è già espressa in numerose occasioni in senso contrario, compresa l’ultima il 5 Maggio.

La soluzione alternativa c’è e l’Usi l’ha espressa in sede di Commissione congiunta politiche sociali e di bilancio, OLTRECHE’ NEL CONFRONTO con l’Avvocato Marzetti: la STIPULA di un CONTRATTO DI SERVIZIO, anche per gli anni passati e per quelli futuri, come previsto dalle norme vigenti (art.14, comma 5, Tussp).

Insistere sulla LIQUIDAZIONE significa proseguire in una gestione precaria, sul filo del rasoio per quanto riguarda il pagamento degli stipendi e dei fornitori, quando serve invece un immediato rifinanziamento, tramite appunto un CONTRATTO DI SERVIZIO, che modificherebbe anche la situazione dei bilanci 2020 e 2021 e permetterebbe una politica di ripresa e d’investimenti con un implementazione dei servizi aziendali.

Nonostante ci siano stati i recuperi dei fondi HCP e per i servizi sociali di prossimità allo stato attuale queste azioni non bastano.

Il tavolo permanente HA UNA sua utilità SOLO se c’è salvaguardia occupazionale, investimenti sul futuro della Farmacap come Azienda Speciale e implementazione dei servizi, a partire dalla tutela dei LIVELLI OCCUPAZIONALI CON L’IMMEDIATO RINNOVO O PROROGA DEI CONTRATTI DI LAVORO SCADUTI O IN SCADENZA.

In ogni caso diamo indicazione di prosieguo della  mobilitazione, necessaria e con il coinvolgimento degli utenti e della cittadinanza per il futuro dell'azienda Speciale, per la salvaguardia occupazionale e per la tutela dei servizi erogati.

Roma, 5 luglio 2021

Segreteria intercategoriale Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

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