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Dpcm del 7 settembre 2020.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2020 07:53 Scritto da Sandro Mercoledì 09 Settembre 2020 07:48
Proroga delle misure di contenimento Covid-19, in Gazzetta il Dpcm del 7 settembre 2020.
Restano obbligo di mascherine e i controlli per i viaggiatori da alcuni Paesi. Ancora stop a discoteche, concerti e eventi sportivi
ll Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm che proroga al 7 ottobre le misure precauzionali per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19 contenute nel Dpcm 7 agosto 2020.
Queste le misure principali del nuovo provvedimento:
Obbligo mascherine
Resterà obbligatorio indossarle (esclusi i bambini sotto i 6 anni e i disabili) nei luoghi chiusi aperti al pubblico, e comunque quando non si può garantire il distanziamento. Confermato anche l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto, nei luoghi della movida, dalle ore 18 fino alle 6.
Discoteche
Restano sospese tutte le attivitàall’aperto o al chiuso, le attività del ballo che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico.
Anche in questo caso resta in vigore il limite di capienza fissata all’80% dei posti (anche per chi viaggia in piedi). Discorso diverso invece per gli scuolabus che potranno viaggiare a piena capienza purché i ragazzi non restino a bordo più di 15 minuti.
Concerti ed eventi sportivi
Resta in vigore il divieto di presenza di pubblico agli eventi sportivi ed ai concerti.
Tamponi per chi arriva dall’estero
Si conferma anche l’obbligo – introdotto lo scorso 12 agosto – di sottoporsi a tampone per chi nei 14 giorni precedenti è stato in Croazia, Grecia, Spagna e Malta: si può entrare in Italia solo con un test negativo che abbia meno di 72 ore. Oppure bisogna fare, entro 48 ore dall’arrivo, un tampone in aeroporto, in porto o alla frontiera; la terza possibilità è andare a farlo alla Asl o nei drive-in disponibili sul territorio restando, fino a quel momento, in isolamento fiduciario.
Ricongiungimento coppie
Si registra però anche una novità: la possibilità per chi si trova all’estero di tornare in Italia per raggiungere la persona con cui ha una “stabile relazione affettiva, anche se non convivente“.
Scuola
Viene formalmente adottato il documento messo a punto dal Gruppo di Lavoro ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna, Regione Veneto contenente “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia“.
Questo in dettaglio il contenuto del provvedimento:
– all’art. 1, comma 6, lettera r), del dPCM 7/8/2020,il primo periodo, è sostituito dal seguente: « r) ferma restando la ripresa delle attività dei servizi educativi e dell’attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado secondo i rispettivi calendari, le istituzioni scolastiche continuano a predisporre ogni misura utile all’avvio nonché al regolare svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021, anche sulla base delle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-COV-2, elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità di cui all’allegato 21»; al secondo periodo le parole «sono consentiti» sono sostituite dalle seguenti «sono altresì consentiti»; al terzo periodo la parola «altresì» è sostituita dalla seguente «parimenti»;
– all’art. 1, comma 6, la lettera s), del dPCM 7/8/2020, è sostituita dalla seguente: «s) nelle Università le attività didattiche e curriculari sono svolte nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, di cui all’allegato 18, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19, di cui all’allegato 22. Le linee guida ed il protocollo di cui al precedente periodo si applicano, in quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica»;
– all’art. 4, comma 1, dopo la lettera i), del dPCM 7/8/2020, è aggiunta la seguente: «i-bis) ingresso nel territorio nazionale per raggiungere il domicilio/abitazione/residenza di una persona di cui alle lettere f) e h), anche non convivente, con la quale vi sia una comprovata e stabile relazione affettiva»;
– all’art. 6, comma 6, dopo la lettera d), del dPCM 7/8/2020, è aggiunta la seguente: «d -bis) agli ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, l’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.»;
all’art. 6, comma 7, alla lettera g), del dPCM 7/8/2020, dopo le parole «personale militare» sono inserite le seguenti «e personale della polizia di Stato»;
– l’allegato 15 (Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del COVID-19 in materia di trasporto pubblico) è sostituito dall’allegato 15 di cui all’allegato A;
l’allegato 16 (Linee guida per il trasporto scolastico dedicato) è sostituito dall’allegato 16 di cui all’allegato B;
– l’allegato 20 (Spostamenti da e per l’estero) è sostituito dall’allegato 20 di cui all’allegato C.
Oltre a queste modifiche il nuovo Dpcm integra gli allegati al precedente Dpcm del 7 agosto con i seguenti:
– allegato 21 recante “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”, vedi allegato D;
– allegato 22 recante “Protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di covid-19 nelle aule universitarie”
INAIL - I contagi sul lavoro.
Scritto da Sandro Lunedì 17 Agosto 2020 09:58
07/08/2020
Coronavirus, oltre 51.300 i contagi sul lavoro denunciati all’Inail
Pubblicato il settimo report nazionale elaborato dall’Istituto, con i dati aggiornati al 31 luglio.
Rispetto al monitoraggio precedente, le infezioni segnalate sono 1.377 in più.
Le più colpite sono le donne, con il 71,4% dei casi, mentre i decessi sono 276 (+24) e riguardano soprattutto gli uomini (83,3%) con un’età media di 59 anni
ROMA – Sono 51.363 i casi di contagio sul lavoro da Covid-19 segnalati all’Inail alla data del 31 luglio, 1.377 in più rispetto al monitoraggio del 30 giugno e pari al 18% del totale delle denunce di infortunio registrate dall’inizio dell’anno, mentre i casi mortali sono 276 (+24), circa un terzo del totale dei decessi denunciati.
Sono questi alcuni dei dati contenuti nel settimo report nazionale realizzato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto e disponibile a partire da oggi sul sito istituzionale.
Ma se i decessi si concentrano soprattutto tra gli uomini (83,3%) e nelle fasce d’età tra i 50 e i 64 anni (69,9%) e oltre i 64 anni (20,0%), con un’età media di 59 anni, il rapporto tra i generi si inverte per i contagiati sul lavoro complessivi, che, nel 71,4% dei casi, riguardano le donne, con un’età media di 47 anni.
In Lombardia oltre un terzo dei contagi e quasi la metà dei decessi.
L’analisi territoriale evidenzia che oltre l’80% delle denunce arrivano dalle regioni settentrionali del Paese: il 56,3% dal Nord-Ovest e il 24,2% dal Nord-Est, seguiti da Centro (11,8%), Sud (5,7%) e Isole (2,0%).
Per quanto riguarda, invece, i contagi con esito mortale, la percentuale del Nord-Ovest sale al 57,6%, mentre il Sud, con il 15,2% dei decessi, supera Nord-Est (13,1%), Centro (12,3%) e Isole (1,8%).
La regione più colpita è la Lombardia, con oltre un terzo dei casi denunciati (36,2%) e il 43,8% dei decessi.
In ospedali, rsa e Asl oltre l’80% delle infezioni denunciate.
Nella gestione assicurativa dell’Industria e servizi si concentra quasi la totalità delle denunce (circa il 99%), mentre i casi segnalati in Agricoltura, nella Navigazione e nella gestione per Conto dello Stato sono circa 650.
Rispetto al tipo di attività produttiva, il 71,6% delle infezioni denunciate e il 23,4% dei casi mortali è stato registrato nel settore della Sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili), che, insieme al settore degli organismi pubblici preposti alla sanità (Asl) porta all’80,6% la percentuale dei contagi e al 33,7% quella dei decessi avvenuti in ambito sanitario.
Seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (addetti alla lavorazione di prodotti chimici, farmaceutici, alimentari) e le attività dei servizi di alloggio e ristorazione.
I sanitari in prima linea i più colpiti dal virus.
- La categoria professionale dei tecnici della salute si conferma la più colpita dal Covid-19, con il 40,0% dei contagi denunciati, oltre l’83% dei quali tra gli infermieri.
- A seguire gli operatori socio-sanitari (21,0%), i medici (10,3%), gli operatori socio-assistenziali (8,9%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,7%).
- Dall’analisi dei decessi emerge, infine, che circa il 35% dei casi mortali riguarda il personale sanitario e socio-assistenziale.
Nel dettaglio, il 9,9% dei decessi codificati riguarda i tecnici della salute (il 62% sono infermieri), seguiti da medici (8,5%), operatori socio-sanitari (6,6%), operatori socio-assistenziali e personale non qualificato (3,8% per entrambe le categorie).
12 AGOSTO 1944 A SANT’ANNA DI STAZZEMA
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Agosto 2020 09:55 Scritto da Sandro Lunedì 17 Agosto 2020 09:52
PER NON DIMENTICARE LA STRAGE E IL CRIMINE DI 76 ANNI FA, 12 AGOSTO 1944 A SANT’ANNA DI STAZZEMA:
COMBATTERE SEMPRE E CONTRASTARE IN OGNI LUOGO, LA BARBARIE NAZIFASCISTA. PER RICORDARE OMERO ANGELI,
uno dei “nostri partigiani”, che intervenne in quelle zone dopo l’eccidio.
Da Usi nazionale 12/8/2020.
L’Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912, ricorda uno dei crimini nazifascisti più atroci verificatisi durante l’occupazione tedesca in Italia, che ebbe il suo culmine con l’eccidio del 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema e zone limitrofe (operazione iniziata all'alba del 12 agosto 1944 a Mulina e concluso nel tardo pomeriggio a Valdicastello Carducci e Capezzano Monte). Perché di crimine e di atto terroristico vero e proprio, si trattò, commesso commesso dai soldati nazisti della 16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal generale ( Gruppenführer) Max Simon, e dagli austriaci. Non di una rappresaglia, che è un crimine comunque, operato in quegli anni come risposta ad un’azione degli insorti, di ribelli, di oppositori ad un’occupazione militare e non solo, ma un ATTO TERRORISTICO VERO E PROPRIO, COMMESSO con PREMEDITAZIOE, per annientare la volontà della popolazione civile, sottomettendola grazie al “terrore”. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona (tra cui la Gino Lombardi, formazione partigiana che operò a lungo tra le Alpi Apuane poi per dissidi interni, divenuta la X bis Brigata Garibaldi).
Le stesse indagini della magistratura militare italiana confermarono questa ipotesi, iniziate causalmente nel 1994 con il ritrovamento in uno scantinato della procura militare, mentre si cercavano documenti relativi a Priebke, di un armadio contenente 695 fascicoli «archiviati provvisoriamente», riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini di Salò. Tra questi viene trovata anche della documentazione relativa al massacro di Sant'Anna di Stazzema, per il quale sarà riaperta l'inchiesta che porterà a individuare alcuni dei responsabili con condanne definitive nel 2007.
Nel complesso quadro militare e bellico, la popolazione di Sant’Anna e dei borghi limitrofi, crebbe a dismisura, per l’arrivo di molti sfollati che cercavano di scampare ai bombardamenti anglo americani da un lato, dalle azioni dei tedeschi dall’altro, che erano sempre in cerca di forza lavoro con rastrellamenti per l’utilizzo nelle opere di fortificazione della linea difensiva che dal Tirreno doveva arrivare all’Adriatico e che necessitava, per espressi ordini di Hitler, di avere per un raggio di circa 10 Km dalla cosiddetta “linea gotica”, un territorio sgombro da qualsiasi insediamenti abitato da civili. A questo scenario, non è irrilevante l’azione delle diversificate formazioni partigiane, che con sabotaggi, attentati e interventi colpivano le posizioni occupate dai tedeschi e dai fascisti, i quali rispondevano con pesantissime e sanguinose rappresagli contro la popolazione civile, su indicazione di Kesserling. La zona di Sant’Anna di Stazzema e quelle vicine, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 1944, era stata qualificata dallo stesso comando tedesco come “zona bianca”, cioè località adibite per accogliere sfollati provenienti da altre zone, che si stima in quel periodo fossero circa mille persone. Gli stessi partigiani avevano lasciato l’operatività in quella zona, senza effettuare azioni contro tedeschi e nazifascisti, proprio per evitare azioni di rappresaglia alla popolazione che si stava raccogliendo nei pressi di Sant’Anna.
A maggior ragione, l’azione terroristica e stragista compiuta dall’alba al tardo pomeriggio del 12 agosto 1944, ha la sua caratteristica e qualificazione riconosciuta pure dalle tardive indagini della procura militare italiana, escludendo che fosse indicata come un’azione, criminosa anch’essa, di rappresaglia nei confronti di civili durante un conflitto bellico (e ricordiamolo, in Italia una guerra di liberazione nazionale vera e propria, non una “guerra civile”, come certi storici revisionisti vorrebbero accreditare). Alle sette de mattino il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di mezza giornata vennero uccisi centinaia di civili, di cui solo 350 poterono essere in seguito identificati; tra le vittime 65 erano bambini minori di 10 anni di età. Dai documenti tedeschi peraltro non è facile ricostruire con precisione gli eventi: in data 12 agosto 1944, il comando della 14ª Armata tedesca comunicò l'effettuazione con pieno successo di un'"operazione contro le bande" da parte di reparti della 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS nella "zona 183", dove si trova il territorio del comune di S. Anna di Stazzema; l'ufficio informazioni del comando tedesco affermò che nell'operazione 270 "banditi" erano stati uccisi, 68 presi prigionieri e 208 "uomini sospetti" assegnati al lavoro coatto. Una successiva comunicazione dello stesso ufficio in data 13 agosto 1944, precisò che "altri 353 civili sospettati di connivenza con le bande" erano stati catturati, di cui 209 trasferiti nel campo di raccolta di Lucca.
I nazisti rastrellarono i civili, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano, colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni (23 luglio-12 agosto 1944). Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante la sorella maggiore Cesira (Medaglia d’Oro al Merito Civile) miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone.
Dopo oltre 13 anni di inchieste e con processo presso la Procura militare di La Spezia prima e con la sentenza dell'8 novembre 2007, con cui furono confermate dalla Corte di Cassazione, gli ergastoli all'ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler. La Cassazione rigetta le tesi difensive e conferma che l'eccidio è stato un atto terroristico premeditato. Non così la magistratura tedesca, che a Stoccarda nel 2012, archiviò il procedimento. Secondo i giudici tedeschi, non sarebbe stato possibile accertare se la strage sia stata effettivamente un atto premeditato contro la popolazione civile, in quanto (sempre secondo la Procura di Stoccarda) è possibile che gli obiettivi dell'azione militare siano stati solo la lotta antipartigiana e il rastrellamento di uomini da deportare ai lavori forzati in Germania e che non è stato possibile indicare il …numero esatto delle vittime. Tale decisione, che è in contrasto con le risultanze processuali della magistratura italiana, ha suscitato incredulità e sdegno fra i sopravvissuti alla strage e prese di posizione contrarie da parte di vari esponenti politici in Italia.
RIMANE LA VALUTAZIONE STORICO POLITICA DI QUESTRA STRAGE E DI ECCIDIO DI CIVILI, che ci fa ribadire che VA CONTRASTATA E COMBATTUTA SEMPRE, LA BARBARIE NAZIFASCISTA e la sua sub-cultura di violenza, sopraffazione e di dominio, sotto qualsiasi forma si presenti o in qualsiasi modalità, anche formalmente legale, si nasconda. La memoria storica e il ricordo, hanno un valore rilevante, se come per le stragi di stato o quelle di stampo criminale e mafioso, servono come esempio per le generazioni future e come stimolo a contrastarle sempre, per un futuro migliore e una società basata sui diritti, sulla libertà, sulla solidarietà e la giustizia sociale.
Usi, nel ricordare anche questa strage del 12 agosto 1944, dedica questo comunicato per ricordare la figura di Omero Angeli, scomparso nell’estate di anni fa e utente della Casa di Riposo comunale di Roma 1, associato a Usi e all’Usicons, che fu tra i partigiani attivi nelle formazioni che lottarono e combatterono in quelle zone per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo (ndr che ci raccontò quegli episodi di vita da partigiano combattente per la libertà, in occasione di una iniziativa pubblica fatta a Piazza Caterina Cicetti a Roma di presentazione del libro “Le borgate del fascismo”di Luciano Villani) e che trovò nel nostro sindacato, una valida sponda per proseguire dopo la fine del conflitto bellico, la lotta per l’emancipazione delle classi lavoratrici dallo sfruttamento e dall’oppressione.
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