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INSIEME PER FERMARE IL TTIP
Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Aprile 2016 07:58 Scritto da Sandro Mercoledì 20 Aprile 2016 07:56
APPELLO NAZIONALE
ROMA, 7 MAGGIO 2016 – PIAZZA DEL POPOLO
INSIEME PER FERMARE IL TTIP
Unione Europea e USA stanno negoziando da quasi tre anni il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), il cui obiettivo, al di là della riduzione dei già esigui dazi doganali, è soprattutto quello di ridefinire le regole del gioco del commercio e dell’economia mondiale, anche attraverso l’armonizzazione di regolamenti, norme e procedure su beni e servizi prodotti e scambiati nelle due aree.
L’Unione Europea e gli Stati Uniti presentano questo accordo come una questione tecnica, invece si tratta di argomenti che toccano da vicino la quotidianità di tutti: l’alimentazione e la sicurezza alimentare, le prospettive di sviluppo economico e occupazionale, soprattutto delle piccole e medie imprese, il lavoro e i suoi diritti, la salute e i beni comuni, i servizi pubblici, i diritti fondamentali, l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge e la democrazia.
Da ora al prossimo giugno, i negoziati entrano in una fase decisiva. Infatti, nonostante gli incontri negoziali siano ben lungi dall’aver trovato un accordo su molti dei punti in agenda, esiste una forte pressione per produrre una sintesi prima che le elezioni statunitensi entrino nel vivo con il rischio di regalare ai cittadini un esito molto pericoloso: un accordo quadro generico, che permetta ad USA e UE di sbandierare il risultato raggiunto, per poi procedere alla sua applicazione dettagliata attraverso tavoli “tecnici”, che opereranno con ancor più segretezza eopacità di quelle che da tempo denunciamo.
In questo modo inoltre il governo degli Stati Uniti, la Commissione Europea e le multinazionali che spingono il TTIP vorrebbero ottenere il risultato di depotenziare la protesta, che in questi tre anni si è estesa a macchia d’olio su entrambe le sponde dell’Atlantico, mettendo assieme comitati, associazioni di movimento, organizzazioni contadine e sindacali, consumatori, cittadine e cittadini, che hanno rivendicato trasparenza e sfidato la segretezza che ha circondato lo sviluppo del negoziato sul TTIP.
Una campagna che denuncia il delinearsi di un nuovo quadro giuridico pericoloso per i diritti e la democrazia, nel quale i profitti delle lobby finanziarie e delle grandi imprese multinazionali prevarrebbero sui diritti individuali e sociali, sulla tutela dei consumatori, sui beni comuni e sui servizi pubblici, negando nei fatti un modello di sviluppo e di economia attento ai lavoratori, alla qualità e all’ambiente.
Il TTIP minaccia i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare, mette sul mercato sanità, istruzione e servizi pubblici, pone a rischio la qualità del cibo e dell’agricoltura e l’attività di gran parte delle piccole e medie imprese.
Il TTIP è anche un attacco alla democrazia, permettendo alle imprese multinazionali di chiamare in giudizio tramite strumenti di arbitrato estranei alla magistratura ordinaria e ad esse riservati in esclusiva, qualsiasi governo che con le proprie normative pregiudichi i loro profitti, limitando e disincentivando di fatto l’esercizio del diritto a legiferare di parlamenti, governi e amministrazioni locali democraticamente eletti.
In questi tre anni anche in Italia è nata e si è diffusa la campagna Stop TTIP, costruendo - territorio per territorio - informazione, sensibilizzazione e mobilitazione sociale.
Data la fase in cui sta entrando il negoziato TTIP, è arrivato il momento di costruire, tutte e tutti assieme, un grande appuntamento nazionale sabato 7 maggio 2016 a Roma.
Chiediamo a tutte le donne e gli uomini da sempre attivi in difesa dei diritti e dei beni comuni, ai sindaci, ai comitati, alle reti di movimento, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni contadine e consumeristiche, agli ambientalisti e al mondo degli agricoltori e delle piccole imprese e a tutti quanti hanno a cuore la democrazia, di costruire assieme a noi una grande manifestazione nazionale e promuovere iniziative di informazione dei cittadini e di approfondimento sulle conseguenze del TTIP con la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti.
Per fermare il TTIP. Per tutelare i diritti e i beni comuni. Per costruire un altro modello sociale ed economico, per difendere la democrazia.
Tutte e tutti insieme è possibile.
MATTI A COTTIMO
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Marzo 2016 11:37 Scritto da Sandro Venerdì 25 Marzo 2016 11:35
A FAZ DA PAR ME!
Venerdì 25 marzo 2016
c/o Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito)
via della lontra, 40 Rimini
Programma:
ORE 19.00 Mercatino con i produttori locali - vieni a fare la spesa!
ORE 20.00 Cena a cura di Tabula Rasa
ORE 21.00 Presentazione e proiezione del documentario MATTI A COTTIMO*
Saranno presenti gli autori
A seguire chiaccherata con l'Ass.ne GattoRosso GattoNero e USI (Unione Sindacale Italiana) contro i soprusi del potere sanitario e psichiatrico e per la difesa dei diritti, della diversità, dell’autonomia e dell'autogestione.
INGRESSO LIBERO
Per tutta la serata saranno presenti i banchetti dei produttori locali che aderiscono al manifesto di "A FAZ DA PAR ME" per la costruzione di un mercato di prodotti biologici autocertificati. Vieni a fare la spesa! Ogni ultimo venerdì del mese troverai tanti prodotti genuini, banchetti dell’artigianato e dell’usato, la cena vegan e iniziative con momenti di riflessione e di intrattenimento.
IL DOCUMENTARIO VERRÀ PROIETTATO ANCHE:
GIOVEDI 24 @ SPAZIO LIBERTARIO SOLE&BALENO Cesena
SABATO 26 @ C.S.A. SPARTACO Ravenna
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*MATTI A Cottimo. Strategie di sopravvivenza
Nel 2011 abbiamo cominciato ad incontrarci: matti solitari e dispersi, diagnosticati tali dalla psichiatria oppure senza diagnosi apparente. Persone ritenute normali che si riconoscono un disagio della mente e folli che cercano soltanto un po' di normalità.
Chi sono i matti? Cosa fanno i matti? Come sopravvivono?
Ho visto cose che voi sani non potete neppure immaginare.
Ho visto matti in fase maniacale svuotare intere cantine in poche ore e depressi rannicchiarsi nel letto incapaci persino di mangiare. Ho visto il delirio diffondersi nelle strade. Ho visto gente che nonostante le voci nella testa, le paranoie, la tristezza, le visioni, le allucinazioni, i deliri, è ancora in grado di scrivere poesia, di recitare, di costruire, di vendere, di coltivare la terra.
Ho visto fiumi di folli che scendono per le strade della città, che dichiarano apertamente la loro diversità senza vergogna, che ne fanno un valore aggiunto. Che lottano ogni giorno per sopravvivere. Come tutti noi ogni giorno lottiamo per sopravvivere.
MATTI a Cottimo è un portale che organizza e mette in vetrina le competenze di persone accomunate da diverse forme di “vicinanza” all'ambiente psichiatrico.
Persone accomunate da un forte senso di esclusione dal sistema produttivo e dal mercato del lavoro, persone che hanno bisogno di vivere senza dover necessariamente nascondere il proprio disagio.
Matti a cottimo sostiene il diritto al lavoro ma anche il diritto a delirare.
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/481670998687826/
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“Fai da te” nell’autogoverno del disagio
Contro i soprusi del potere sanitario e psichiatrico per la difesa dei diritti, della diversità, dell’autonomia e della autogestione. Lottare, organizzare rivendicare spazi e risorse proprie . Alcuni esempi di battaglie su cui confrontarsi per preparare una assemblea pubblica deliberante.
Costituzione di “Case del rifugiato” (sull’esempio del Stenbockhotell di Goteborg o della Casa del rifugiato di Berlino) autogestite da associazioni in difesa dei diritti dei cittadini e pazienti ex- pazienti psichiatrici in cui potere passare periodi di emergenza evitando il rischio di interventi psichiatrici obbligatori.
Ottenere in forma associata e direttamente le opportunità e risorse economiche necessarie per la autonomia abitativa e lavorativa. Basta con quelle finte cooperative, di terzo settore che assorbono risorse pubbliche senza creare autonomia ma dipendenza e controllo quando non addirittura dei lagher (vedi residenza anziani Parma). La valutazione delle “associazioni utenti” deve essere vincolante.
Preparare la lotta per la “Assegnazione indiretta” che in realtà significa l’esatto contrario ovvero che le persone invalide gravi che a casa hanno bisogno di assistenza debbano essere libere di accedere alle risorse per avere aiuto da chi vogliono e non da chi decide la politica di gestione dei servizi sociali. Dove è stata conquistata in seguito a battaglie anche legali questa opportunità dà una diminuzione di spesa di risorsa pubblica e la persona assistita può scegliere chi avere vicino .
“Osservatorio e coordinamento” delle varie realtà interessate per tutelare la “salvaguardia dei diritti” alla cura della persona esso è necessario partendo dal monitoraggio del territorio in cui siamo.
Ci piace pensare che venga inaugurata questa volontà, questa scommessa per cui valga “Non la pena” ma il godimento a vivere.
Le riflessioni che hanno portato a queste conclusioni sono le seguenti:
Gestire uomini e risorse nell’interesse e per il bene di tutti. Questa è ovunque la proclamata “missione” di chi governa, sia esso chiesa, stato, esercito, ma anche partito, servizi psichiatrici, servizi di gestione del monopolio acqua o di quelli della “assistenza domiciliare”. E’ un modo che (come ci ricordava Foucault) caratterizza anche le relazioni tra le persone nelle famiglie o nella vita civile; al suo estremo essere servi o padroni ma anche parlare il linguaggio corrente certamente non è empatico e solidale.
In realtà il potere non può che fare sempre prima di tutto i propri interessi di bilancio e questo lo riscontriamo anche rapportandoci con i servizi sanitari e sociali. Accomuna tutti i governanti spesso un portamento sicuro e giudicante, una “natura” (meglio dire “snatura”) antica quella delle relazioni tra pastore e gregge ( periodicamente tosato e non di rado macellato socialmente o nelle guerre).
Quindi le battaglie che si fanno non possono che essere tese alla autonomia e non alla “finta partecipazione attiva” tesa solo a convalidare la gestione dei cittadini come gregge
Certo i cambiamenti e piccole rivoluzioni ci sono state perché c’erano persone vive che hanno lottato anche dentro ai manicomi per la loro demolizione. Eppure nonostante battaglie, storiche e chiusure di strutture manicomiali e paramanicomiali la stessa logica si espande sotto altre vesti e ci troviamo a subire quotidianamente il controllo sociale di chi governa. L ’unica conclusione che se ne può trarre è che il problema è il potere (come ci ricorda anche Giorgio Antonucci).
La società in cui viviamo è spesso più simile a un produttivo allevamento di uomini che non a un patto sociale democratico per la messa in comune di opportunità e benessere per tutti gli uguali.
Cosa è possibile fare in tutto questo, al di là che abbiamo già (si spera) convenuto essere tutti simili a meteoriti cascate in un mondo di prepotenza in cui non ci riconosciamo? Come concretizzare con piacere la fragile relazione tra pari?
Come difendersi dal subire individualmente? Condividendo problemi e successi del “noi”! E’ una necessità e rivoluzione quotidiana che non aspetta i “soli dell’avvenire”. La autonomia e libertà di gestire la propria vita crea benessere e salute, significa essere indipendenti e liberi nelle relazioni. Questo vale per i problemi relazionali come per quelli fisici e motori.
Il “Fai da te nell’autogoverno del disagio ” deve potere avere energia. Non si tratta di creare (un irrealizzabile) nuovo potere che si specializzi e risolva per conto di altri. E’ indispensabile sapere riconoscere e curare un seppur fragile ma endorfinico legame chimico; “la molecola tra elementi di individui liberi “. Quando funziona, perché risolve e dà piacere può espandersi come materia di successo per la autonomia e la emancipazione. I nostri ricordi si possono mescolare con arte liberatoria.
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PAROLA D'ORDINE: ORGANIZZIAMOCI
Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Marzo 2016 15:45 Scritto da Sandro Lunedì 21 Marzo 2016 15:36
COMUNICATO USI n. 5 - sabato 19 marzo 2016
Lorenzo Petix (Segretario Regionale USI)
LAVORATRICI e LAVORATORI
Dopo la sceneggiata politichese di ieri, tenutasi durante l'assemblea del personale da parte dell'assessore regionale micciché, appare chiaro finalmente il loro DISEGNO PADRONALE, hanno gettato la maschera, LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI ABBANDONATI AL LORO NEFASTO DESTINO.
LA POLITICA è RIUSCITA A DISARMARE I SEGRETARI REGIONALI di CGIL, CISL, UIL, CSA E ….... (e chi più ne metta) , se armati erano, e se le avevano erano armi caricate a salve.
NOOOOOO!!!!!
La LOTTA è sempre perdente se la si delega ai sindacalisti di professione, essa dev'essere fatta solo dalle Lavoratrici e dai Lavoratori.
PRENDI COSCENZA organizziamoci sotto la bandiera dell'Unione Sindacale Italiana, antico sindacaco fatto solo da LAVORATORI, che non possono tradire se stessi...
PAROLA D'ORDINE: ORGANIZZIAMOCI
AMARA TERRA NOSTRA.
L'AUTOGESTIONE DELLE LOTTE PER L'AUTOGESTIONE DEL LAVORO
Non si possono ottenere vantaggi e riconoscimenti di diritti per gentil concessione del potere borghese!
Lavoratori è suonata la sveglia, è ora di riprendere la lotta in prima persona .
Basta calci in bocca e nel di dietro!
CREDERE SOLO ALLA LOTTA ORGANIZZATA
DA NOI LAVORATORI e LAVORATRICI!
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