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Palermo e Catania USI-C.T. & S.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Ottobre 2019 09:46 Scritto da Sandro Lunedì 21 Ottobre 2019 09:34

CONTINUA LA PROTESTA DEI LAVORATORI

INDETTO DALL'USI - C.T. & S.

A PALERMO CATANIA E PROVINCE


La Meridi S.r.l., società che opera nel settore della grande distribuzione organizzata con i discount a marchio Fortè, di proprietà di Antonino Pulvirenti, emette il seguente comunicato di risposta relativamente allo sciopero indetto dal sindacato USI. Manifestazione a cui non hanno aderito CGIL CISL e UIL:

Lo scopo del Sindacato è uno solo: far chiudere l‘azienda e far perdere così centinaia e centinaia di posti di lavoro. La scrivente società ha mantenuto l‘impegno della scadenza concordata con il Sindacato per il pagamento del 50% dello stipendio e allora non potendo approfittare del non avvenuto inadempimento aziendale si inventano altri inesistenti motivazioni al sol fine di creare scompiglio all‘interno dell‘azienda e soprattutto all‘esterno. Nonostante due incontri con la proprietà (ad agosto e a settembre) in cui si è dichiarata la volontà aziendale di andare avanti, nonostante due verbali di incontro con i quali i rappresentanti sindacali nulla hanno domandato di approfondimenti per tale punto, si dichiara l‘assenza del piano industriale…

Nessun (si ribadisce nessuno) trasferimento è stato fatto dalla scrivente società nelle ultime settimane se non a seguito di chiusure di qualche punto vendita (ci dica il sindacato se il trasferimento da punti vendita chiusi a punti vendita attivi non costituisce valida ragione tecnico produttiva ed organizzativa). Il ri–trasferimento del Sig. Mercurio è stato bloccato dalla volontà del lavoratore di adire il Tribunale del Lavoro di Palermo e la cui prima udienza è prevista per il giorno 13 febbraio 2020. Non si comprende che interlocuzione sindacale deve esserci con chi si rivolge (legittimamente ) al Giudice… attendiamo che questi decida su chi ha ragione! La scrivente non ha mai ricevuto formale richiesta del Sig. Leonardo Gaurino di essere ri–trasferito, così come la decisione di non proseguire il rapporto di lavoro con il lavoratore Daniele Virzì non risulta neanche impugnata dal suddetto lavoratore. Non si comprende a quali lettere di contestazioni come strumento di repressione il sindacato faccia riferimento: la scrivente ha sempre osservato la legge 300/70 e il contratto laddove prevede la facoltà del datore di contestare eventuali mancanze del lavoratore sul posto di lavoro… solo questo e solo questo la Meridi s.r.l. ha sempre fatto. Le affermazioni del sindacato sono mera fantasia.

Le buste paga saranno consegnate ai lavoratori non appena questi riceveranno la retribuzione, per come è stato sempre fatto. C‘era un accordo con l‘O.S. di comunicare gli importi delle retribuzioni e questo accordo è stato rispettato dalla Meridi s.r.l. E‘ falso che sia stato disatteso l‘accordo sottoscritto. I lavoratori sono stati regolarmente pagati secondo quanto previsto dall‘accordo sottoscritto con l‘U.S.I. e successivamente con le 00.SS. firmatarie di CCNL. Alla fine di questa disamina sia permesso di fare alcun considerazioni. Non si fa uno sciopero di tre giorni (e normalmente non si fa uno sciopero) per i motivi (alcuni inesistenti) elencati nella nota di cui all‘oggetto. Soprattutto non si fa uno sciopero quando è in essere un‘interlocuzione con l‘azienda che a questo punto è evidente che non si vuole avere: lo dimostra il fatto che si è inviata la nota durante la notte fra il 17 e il 18 ottobre 2019.

Più volte la Meridi s.r.l. ha manifestato la propria volontà di continuare l‘attività, garantendo l‘occupazione di tutti coloro che Vi lavorano. Un tale atto, peraltro sconfessato anche da alcun iscritti (cfr iscritti punto vendita di Comiso i quali hanno dichiarato che non partecipano allo sciopero perché la società ha rispettato l‘accordo sui pagamenti) mette ancora una volta all‘evidenza dei mass media tale situazione con inevitabili ripercussioni già altre volte manifestate e che si volevano evitare per non compromettere l’equilibrio dell‘operatività dell‘azienda. Purtroppo, nonostante gli appelli della società, il sindacato ha preferito pretestuosamente e violentemente far vedere a tutti quanto conta, proclamando uno sciopero di tre giorni, nonostante il rispetto degli accordi, e a questo punto con il sol fine di creare ulteriori disagi e problemi, che costringeranno la scrivente società a non rimanere inerme anche per l‘interesse degli stessi lavoratori”.

 

Sciopero generale. 27 SETTEMBRE 2019

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Settembre 2019 13:36 Scritto da Sandro Mercoledì 25 Settembre 2019 12:58

27 SETTEMBRE 2019 SCIOPERO NAZIONALE

A SOSTEGNO DELLE INIZIATIVE INTERNAZIONALI

DI GIOVANI, STUDENTESSE-STUDENTI

A DIFESA DELL’AMBIENTE

(con manifestazioni locali)

ROMA ORE 9 PIAZZA DELLA REPUBBLICA

· per garantire ai giovani un futuro migliore

·         per lavoro e modello di produzione, scambio e servizi, ecocompatibile ed ecosostenibile, per la ripartizione del lavoro, della ricchezza sociale prodotta, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario;

·         per un’istruzione pubblica, senza differenziazioni e selvagge selezioni di classe;

·         per un salario intercategoriale mensile non inferiore a 1300 euro netti;

·         per la piena ed efficace applicazione delle norme su salute e sicurezza sul lavoro e negli ambienti di lavoro, nei territori;

·         per la ri-pubblicizzazione di servizi pubblici ed attività esternalizzate;

·         per adeguati finanziamenti e il rilancio dell’istruzione, della ricerca, della formazione, della sanità e del sistema previdenziale e di protezione sociale.

 

per interventi reali sull’ambiente;

per il diritto all’abitare;

per una energia pulita,

per l'acqua pubblica e “beni comuni liberi e utilizzabili da tutti".

PER UN ALTRO FUTURO

CONTINUIAMO LA LOTTA

POUR UN AUTRE FUTUR,

CONTINUONS LE COMBAT

Usi Unione Sindacale Italiana Confederazione sindacale nazionale fondata nel 1912

Segreteria collegiale Udine/Milano/Roma/Caserta

aderente alla Coordinazione Rosso e Nera/Red & Black Coordination

e

alla Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e Lotta (RSISL) 

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sito nazionale ufficiale:

www.unionesindacaleitaliana.eu

www.usiait.it

   

Invito alla mobilitazione per il clima

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Settembre 2019 08:00 Scritto da Sandro Mercoledì 11 Settembre 2019 07:53

Invito alla mobilitazione globale

Invito alla mobilitazionedal 20 al 27 settembre 2019

da Rete Sindacale  Internazionale di Solidarietà e di Lotta  RSISL

www.laboursolidarity.org

(in Italia, la confederazione Usi ha proclamato sciopero di sostegno e  copertura per il 27/9/2019)

 

Il  pianeta  terra  e’ ormai  entrato in una  fase di emergenza climatica.

La Rete Sindacale  Internazionale di Solidarietà e di Lotta  considera l'emergenza climatica in  corso come  la conseguenza diretta di un modello di produzione e di consumo sfrenati e insostenibili, che mette  in  pericolo  la  nostra  sopravvivenza  con  effetti  devastanti  sulle  popolazioni  più vulnerabili e più povere del mondo. Non rispondere a tutto ciò con la rapidità e la fermezza necessarie porterà alla morte di milioni di persone e di specie indispensabili alla vita sulla terra.

Partiamo  da  una  constatazione  ad  oggi  indiscutibile:  il  cambiamento  climatico  non  è  un problema originario «in sé». E' direttamente legato al sistema di produzione, distribuzione e consumo, ossia al capitalismo, un sistema basato sulla crescita del profitto per generare altro profitto, a beneficio esclusivo di una minoranza.

E' nello stesso tempo la causa ed il problema e, di conseguenza, non esiste una “transizione giusta” all'interno del sistema capitalistico.

Inoltre, il disastro ambientale viene subito in modo ineguale, a seconda della classe sociale, il sesso,  le  origini  o  le  risorse.  Noi  sosteniamo  che  la  transizione  deve  affrontare  questa gerarchizzazione e difendere e identificare in particolar modo le popolazioni più vulnerabili.

Con la firma del trattato commerciale tra l'Unione Europea e il Mercosur, l'UE va contro gli obiettivi  ambientali  che  afferma  di  difendere:  favorendo  il  disboscamento  dell'Amazzonia, mettendo  in  discussione  i  circuiti  commerciali  locali,  rappresentando  una  minaccia  per  i piccoli  produttori,  firmando  un  trattato  fatto  apposta  per  le  multinazionali  europee  e  le imprese agroalimentari che non esitano a distruggere il pianeta con la complicità dei governi di  estrema  destra  come  quello  di  Bolsonaro.  Minimizzano  e  coprono  la  distruzione dell'Amazzonia,  mettendo  in  pericolo  la  sopravvivenza  e  il  modo  di  vita  delle  comunità indigene, vere proprietarie di quei territori.

Le  grandi  multinazionali  e  il  governo  degli  Stati  Uniti  mettono  a  loro  volta  in  pericolo l'Amazzonia. Insieme alla Cina sono i più grandi inquinatori del mondo e i principali difensori dell'industria petrolifera.

Ecco perché le organizzazioni che aderiscono alla Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta invitano alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici a sostegno delle azioni di disobbedienza  civile  e  delle  mobilitazioni  (scioperi,  manifestazioni)  che  si  svolgeranno  a livello mondiale nella settimana dal  20  al  27  settembre,  a fianco  dei giovani e  delle  altre organizzazioni sociali, per esigere, attraverso la lotta sindacale, la ripartizione del lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, la fine dell'utilizzo dei combustibili fossili.

Noi rivendichiamo il cambiamento di un modello di produzione per produrre beni necessari alla società, coscienti del fatto che la lotta per la difesa del pianeta è, e deve restare, la lotte della classe lavoratrice contro il capitalismo.

 

   

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