Dl green pass.Tamponi a carico dei lavoratori



Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Settembre 2021 08:55
Scritto da Sandro
Giovedì 16 Settembre 2021 08:50
Dl green pass, sanzioni per chi non ce l’ha.
Tamponi a carico dei lavoratori

Green pass obbligatorio da ottobre, probabilmente dalla metà del mese, in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali). Sanzioni per chi entra al lavoro per più giorni consecutivi senza la certificazione verde: una multa, che dovrebbe andare dai 400 ai 1000 euro, e disciplinari, che saranno modulate sulle diverse categorie. Sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo così una preoccupazione sindacale. E tamponi per ottenere la certificazione verde a carico dei lavoratori.
Sono queste alcune delle soluzioni che potrebbero rientrare nel decreto che oggi 16 settembre, alle 10.30, approderà sul tavolo della cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza, in vista del Consiglio dei ministri convocato per le 16.
Tra i due appuntamenti, la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini incontrerà i presidenti delle Regioni.
La soluzione dell’estensione generalizzata dell’obbligo di Green pass è emersa in occasione dell’incontro tra il presidente del Consiglio e i sindacati, che si è svolto a Palazzo Chigi alla vigilia del via libera del provvedimento. Intanto prosegue il lavoro tecnico sul decreto per il «super» Green pass: tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre.
La strategia delineata dal governo, contraria alla richiesta dei sindacati, sarebbe quella di prevedere tamponi a carico dei lavoratori per chi, non vaccinato, si sottoporrà ai test per ottenere il green pass con cui recarsi sul posto di lavoro. Il provvedimento che arriverà in cabina di regia dovrebbe prevedere che i tamponi non gravino né sulle casse dello Stato né tantomeno sulle imprese. Esclusi, naturalmente, quei lavoratori che, per comprovati motivi di salute, non possono vaccinarsi. Draghi e la maggior parte dei ministri, hanno spiegato fonti sindacali, sono convinti che azzerare il costo potrebbe annullare l’incentivo alla vaccinazione costituito dal green pass. Quindi sì ad accordi per il prezzo calmierato come per la scuola, no alla gratuità, anche se non è detto che alla fine il pressing della Lega e dei sindacati per tamponi gratuiti possa determinare un compromesso: un periodo transitorio di gratuità non si può escludere. Deciderà la cabina di regia.
Sui tempi dell’entrata in vigore dell’estensione del green pass per i lavoratori pubblici e privati dal governo il segretario della Cgil Maurizio Landini ha spiegato:
«Hanno parlato genericamente del mese di ottobre ma non hanno indicato date». Tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre.
Per quanto riguarda i controlli, la procedura dovrebbe essere analoga a quella adottata per il personale scolastico (docenti e amministrativi). Il lavoratore raggiunge l’ufficio o la fabbrica. Il responsabile dell’ufficio o quello del reparto, individuato in precedenza, controllerà se ha il certificato verde o meno, ed effettuerà una verifica dell’identità. Chi non ha il Green pass non può entrare e, così come accade già per la scuola, è considerato assente ingiustificato. Trascorsi cinque giorni senza che il lavoratore si sia munito del certificato verde, scatta la sospensione del rapporto di lavoro, con la conseguenza che non è dovuta la retribuzione. Se poi il lavoratore acquisisce il Green pass, torna in servizio.
Il nuovo decreto farebbe scattare l’ennesima estensione della certificazione verde.
Il 6 agosto è stato previsto l’obbligo del green pass per entrare in zona bianca e gialla in ristoranti e piscine al chiuso, musei, teatri, cinema palestre, sale giochi, fiere. Nonché per partecipare a spettacoli dal vivo, concorsi, sagre. Dal primo settembre è scattato per il personale scolastico e per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e in aereo anche nelle tratte nazionali. Ancora un decreto approvato dal Governo il 9 settembre lo ha previsto per scuole (anche per i genitori che entrano negli istituti), università e Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali), in quest’ultimo caso dal 10 ottobre.
Ora l’ennesima estensione dell’obbligo nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
Da metà di ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti.
Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul green pass:
13,9 milioni già lo hanno, mentre quelli senza sono 4,115 milioni.
Sono dati diffusi dal Governo. I lavoratori dipendenti del settore privato con il certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza.
Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il green pass, 115mila no.
Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600mila hanno il lasciapassare e 300mila no.
I dati riguardano anche la popolazione inattiva:
10,8 milioni col green pass e 2,7 milioni senza.
I disoccupati: 1,8 milioni con e 500 mila senza. I pensionati: 12 milioni con e un milione senza.
I ragazzi e le ragazze fra i 12 e i 19 anni: 3 milioni con e 1,5 milioni senza.
D.L. green pass. 10 settembre 2021



Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Settembre 2021 07:15
Scritto da Sandro
Lunedì 13 Settembre 2021 07:11
Decreto legge estensione obbligo green pass, scuola e sanità
10 SETTEMBRE 2021
Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 9 settembre 2021 n.35 ha approvato il decreto legge che riporta nuova Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in ambito scolastico, della formazione superiore e socio sanitario-assistenziale.
Questa la nota riassuntiva pubblicata dal Governo. Elenchiamo le misure approvate.
Scuola:
- norme in vigore fino al 31 dicembre, ovvero cessazione stato di emergenza;
- riguardano l’intero sistema formativo nazionale, ovvero la scuola e i corsi serali, i centri per l’istruzione degli adulti, i servizi educativi per l’infanzia, i sistemi regionali di istruzione e Formazione Tecnica Superiore e degli Istituti Tecnico Superiori e il sistema della formazione superiore;
- previsto certificato verde per ogni persona che accede alle strutture citate;
- certificato verde non previsto per bambini, alunni e studenti;
- previsto anche per i percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori;
- responsabilità dei controlli è del dirigente scolastico, dei datori di lavoro per accessi di servizio o lavoro;
- certificato verde per ogni accesso alle università e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Salute:
- norme in vigore dal 10 ottobre al 31 dicembre;
- vaccini obbligatori per chiunque lavori nelle strutture residenziali, socio-assistenziali e sociosanitarie;
- responsabili delle strutture e datori di lavoro sono i responsabili dei controlli;
- prossimo decreto sulle modalità di verifica dell’adempimento.
La tormentata VICENDA dei Lavoratori del GRUPPO FORTE



Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Settembre 2021 11:24
Scritto da Sandro
Venerdì 10 Settembre 2021 11:15
LA TORMENTATA VICENDA DEI LAVORATORI del GRUPPO FORTE’,
SUPERMERCATI SICILIANI SOC. MERIDI:
ANCORA UNA SITUAZIONE IN BILICO,
LA MOBILITAZIONE PROSEGUE
Nella giornata di oggi, 31 Agosto 2021, alle ore 10:00 si è svolto un incontro fra i seguenti soggetti: Iges s.r.l., avvocato Berti, organizzazioni sindacali e Commissario Straordinario di Meridi, Prof. Manfredi.
L'incontro aveva ad oggetto l'espletamento procedurale ex art. 47 legge fallimentare per il passaggio di n. 52 lavoratori e 12 punti vendita del palermitano e trapanese.
L'Unione Sindacale Italiana, rimane preoccupata per i restanti lavoratori della catena Meridi presenti nella provincia di Catania e le restanti province siciliane per un totale di 100 lavoratori circa che di fatto restano in attesa di conoscere il proprio futuro lavorativo.
L'incontro comunque si è concluso con un nulla di fatto, a causa dell'eccezione sollevata dai sindacati concertativi (cgil cisl uil di categoria) che manifestano l'esigenza di convocare due tavoli separati.
L'USI pur essendo d'accordo per la convocazione di due tavoli separati, osserva che l'eccezione sollevata causa ritardi procedurali disattendendo il mandato dei lavoratori.
Intanto, come annunciano i dipendenti autorganizzatisi con USI, si tornerà a breve al MISE, al Ministero per lo Sviluppo Economico, per manifestare tutto il nostro disappunto nella gestione della crisi a tutela dei lavoratori della Meridi che dopo due manifestazioni e relative promesse, aspettano ancore risposte concrete dal Ministero.
SICILIA 31/8/2021
A cura di Rosario Marco Vizzini Segretario USI Regione Sicilia
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