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VOGLIAMO TUTTO: TUTTA LA VITA DEVE CAMBIARE!
Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Febbraio 2026 09:16 Scritto da Sandro Giovedì 19 Febbraio 2026 09:15
VOGLIAMO TUTTO: TUTTA LA VITA DEVE CAMBIARE!
PIATTAFORMA DELLE DONNE/LAVORATRICI
sciopero delle donne 9 marzo 2026
- Lavoro per tutte le donne - Lavoro per le donne significa anche indipendenza economica dall’uomo, dalla famiglia; per le donne licenziate, nessun sgravio, incentivo alle aziende e obbligo di riassunzione a TI;
- Contro la precarietà: trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari; internalizzazione dei servizi essenziali negli appalti pubblici; nei part time orario non inferiore a 30 ore settimanali;
- Pari salario per pari lavoro;
- abbassamento dell’età pensionabile a 35 anni lavorativi, come riconoscimento del doppio lavoro;
- Salario garantito per tutte le donne disoccupate;
- NO a discriminazioni legate allo stato familiare, maternità, razza, orientamento sessuale, nelle assunzioni, licenziamenti, e nella vita lavorativa;
- Aumento delle pause, riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro;
- Riduzione orario di lavoro a parità di paga contro licenziamenti e per la difesa della salute;
- Condizioni di lavoro e ambienti di lavoro (compreso servizi igienici – vicini alla postazione lavorativa) a tutela della salute, anche riproduttiva, delle donne e della dignità delle lavoratrici;
- In agricoltura parità salariale contrattuale con gli uomini; divieto di pagamento per trasporto/caporale, sanzionando le aziende; No all’uso di prodotti tossici; strutture mediche vicino ai luoghi di lavoro;
- Contro gli abusi e violenze sessuali – delegate nei campi delle lavoratrici;
- Accesso gratuito ai servizi sanitari, aumento di asili e servizi di assistenza anziani e per le persone disabili gratuiti;
- Socializzazione dei servizi domestici essenziali;
- Permessi di soggiorno, documenti, diritto di residenza, cittadinanza, case, NO Cpr/centri lager; uguali diritti lavorativi, salariali e normativi per le immigrate;
- Nessuna persecuzione delle prostitute, diritto di tutte ai servizi sociali, sanitari, al salario garantito;
- Libertà, accesso a misure alternative per le donne/proletarie detenute, come tutela del diritto alla salute alla genitorialità, e come difesa dalle violenze, abusi sessuali in carcere che in particolare immigrate, soggettività lbgtq+.;
- Contro la repressione delle lotte delle lavoratrici, precarie, disoccupate, migranti, studentesse, attiviste sociali e politiche, cancellazione delle leggi del governo Meloni (decreto Caivano, decreto sicurezza 1660, attacco al diritto di sciopero) – NO al Ddl Bongiorno;
- Diritto di aborto libero, gratuito e assistito, in tutte le strutture pubbliche, abolizione dell’obiezione di coscienza; contraccettivi gratuiti - potenziamento della ricerca per contraccettivi sicuri per la salute;
- Allontanamento dai luoghi di lavoro per capi, padroni, ecc. responsabili di molestie, ricatti, violenze sessuali, atteggiamenti razzisti, sessisti - tutela delle lavoratrici denuncianti;
- Divieto perenne di permanenza in casa di uomini violenti, misure di controllo quotidiano;
- Case rifugio, centri antiviolenza, consultori laici - gestiti e controllati dalle donne; chiusura delle sedi pro-vita e simili e divieto di loro attività, propaganda;
- Procedura d’urgenza nelle denunce e nei processi per stupro, femminicidi, stalking, molestie sessuali, con patrocinio gratuito per le donne; accettazione delle parti civili di organizzazioni di donne;
- nessuna repressione, riconoscimento del diritto delle donne all'autodifesa per aver reagito alla violenza maschile.
- Contro la riforma reazionaria, moderno oscurantista della scuola del governo Meloni, contro la militarizzazione delle scuole, contro la scuola al servizio della concezione ideologica “Dio, patria, famiglia”, educazione sessuale nelle scuole gestita liberamente e direttamente dalle studentesse;
- Abolizione nella pubblicità, nei mass media, nei testi scolastici, ecc. di ogni contenuto offensivo, sessista discriminatorio, fascista, razzista, contro le donne; repressione degli atti machisti e dei luoghi di loro ritrovi.
- Per il sostegno alle donne e alla resistenza palestinese, contro la complicità del governo Meloni con il nazisionista Netanyahu e il “Board pace” di Trump, rottura di tutte le relazioni militari, economiche, culturali tra Italia e Israele.
MFPR
WA 3408429376
E meglio di NO!
Ultimo aggiornamento Martedì 27 Gennaio 2026 15:02 Scritto da Sandro Martedì 27 Gennaio 2026 14:53
"PREFERIREI DI NO"
per il "no" referendario alla "riforma della giustizia" Gelli-Berlusconi
9 del 27 gennaio 2026
*Votiamo "no" al referendum del 22-23 marzo 2026
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo (anno XXVII)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail:
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, sito: https://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Sommario di questo numero:
1. Il 27 gennaio, "Giorno della memoria", si realizzino ovunque iniziative di studio, di riflessione, di testimonianza e d'impegno
2. Alcuni testi di Primo Levi
3. Nel Giorno della memoria. Un incontro a Viterbo
4. Giuseppe Battarino: Le parole giuste per dire NO
1. REPETITA IUVANT. IL 27 GENNAIO, "GIORNO DELLA MEMORIA", SI REALIZZINO OVUNQUE INIZIATIVE DI STUDIO, DI RIFLESSIONE, DI TESTIMONIANZA E D'IMPEGNO
Il 27 gennaio, "Giorno della memoria", si realizzino ovunque iniziative di studio, di riflessione, di testimonianza e d'impegno.
*
Testo della Legge 20 luglio 2000, n. 211: "Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti"
Art. 1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonche' coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto e' accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinche' simili eventi non possano mai piu' accadere.
*
Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
Il razzismo e' un crimine contro l'umanita'.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Siamo una sola umanita' in un unico mondo vivente casa comune dell'umanita' intera.
Opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni, opporsi al razzismo e a tutte le persecuzioni, opporsi al maschilismo e a tutte le oppressioni.
Salvare le vite e' il primo dovere.
2. MAESTRI. ALCUNI TESTI DI PRIMO LEVI
[Riproponiamo ancora una volta i seguenti testi]
Primo Levi: Shema'
[Da Primo Levi, Ad ora incerta (ma e' anche l'epigrafe che apre Se questo e' un uomo), ora in Idem, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. II, p. 525]
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo e' un uomo,
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si' o per un no.
Considerate se questa e' una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza piu' forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo e' stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi:
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
10 gennaio 1946
Primo Levi: Alzarsi
[Da Primo Levi, Ad ora incerta (ma e' anche l'epigrafe che apre La tregua), ora in Idem, Opere, Einaudi, Torino 1997, vol. II, p. 526]
Sognavamo nelle notti feroci
Sogni densi e violenti
Sognati con anima e corpo:
Tornare; mangiare; raccontare.
Finche' suonava breve sommesso
Il comando dell'alba:
"Wstawac":
E si spezzava in petto il cuore.
Ora abbiamo ritrovato la casa,
Il nostro ventre e' sazio,
Abbiamo finito di raccontare.
E' tempo. Presto udremo ancora
Il comando straniero:
"Wstawac".
il nostro aderire come sindacato
Congresso USI 2 e 3 maggio 2025 Udine
Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Gennaio 2026 15:39 Scritto da Sandro Giovedì 22 Gennaio 2026 15:30
Udine, 04.05.2025
Verbale XVII° Congresso Nazionale U.S.I. del 2 e 3 maggio 2025
venerdì 02/05/2025, ore 12.30. Accreditamento
Sono presenti compagni delle sezioni di Udine, Milano, Roma, Venezia, Frosinone e Palermo.
Sono assenti i compagni delle sezioni di Genova, Cuneo, Torino, Monza Brianza e Savona.
Sono presenti le delegazioni estere della CNT Francese e di Solidaires
Intervengono portando il loro saluto Potere al Popolo, le Donne in Nero
Prima dell’inizio dei lavori Furio Honsel, consigliere regionale della Regione Friuli-Venezia Giulia ed ex sindaco di Udine, ha voluto esprimere il proprio personale saluto e l’augurio di un lavoro proficuo.
Ore 14:30 Inizio dei lavori
Il Segretario Generale uscente dell’Organizzazione Sandro Bruzzese ha dato inizio ai lavori proponendo che la verbalizzazione degli stessi fosse affidata a Severo Lutrario e a Emanuela Spataro. Ha quindi chiamato al tavolo della presidenza Renato Greco, già Vicesegretario Generale uscente.
Lo stesso Segretario Generale uscente ha quindi brevemente relazionato sullo stato di salute delle varie realtà sindacali territoriali nazionali e locali evidenziandone gli aspetti positivi e quelli negativi. Ha ancora una volta ricordato la necessità di padroneggiare i percorsi istituzionali utilizzabili nella difesa dei lavoratori, discriminando nelle norme vigenti la quota parte delle stesse che sono comunque utili a questo scopo.
Ha quindi chiamato al tavolo i rappresentanti delle delegazioni estere presenti.
Hanno portato il loro saluto ed i loro contributi i delegati della CNT France e Solidaires i cui interventi sono riportati in allegato al presente verbale.
La presidenza ha quindi invitato al tavolo i rappresentanti di Potere al Popolo e delle Donne in Nero, il cui contributo è riportato in allegato al presente verbale.
Aprendo la discussione generale il Segretario Generale uscente ha rivendicato all’organizzazione la definizione di sindacato rivoluzionario autorganizzato, autogestionario, basato sul modello delle Camere del Lavoro per la difesa e l’autodifesa di ciascun lavoratore e dei suoi diritti sulla base delle sue condizioni ed a prescindere della sua appartenenza ad una categoria o ad un suo orientamento politico. Le camere del lavoro sono chiamate a difendere la classe oppressa in quanto tale, non in quanto politicamente orientata. Per questo l’USI non è anarcosindacalista nel significato che ha finito per assumere questo termine.
A questo proposito è intervenuto Renato Grego ricordando come fino alla spaccatura dell’Usi convivevano nell’organizzazione sia anarco sindacalisti che rivoluzionari. Ad Udine non è mai stato chiesto conto ai lavoratori delle loro appartenenze politiche e tanto meno l’essere anarchici è mai stato un requisito. Ha quindi rivendicato come non ci spaventi essere piccoli ma che dobbiamo ricordare di essere i figli di quell’organizzazione in cui convivevano socialisti rivoluzionari e anarchici, i cui congressi stabilivano volta per volta la linea. Anzi, oggi nelle aziende abbiamo il dovere di spiegare sempre chi siamo, raccontare della nostra storia fin dalle origini. Ci sono valori libertari che arrivano dalle leghe contadine che abbiamo coltivato anche in tempi più recenti e che sono tutt’ora il fondamento e la ragione del nostro fare sindacato.
È intervenuto quindi Severo Lutrario di Frosinone ricostruendo le ragioni economiche che ormai da decenni hanno visto nella società capitalista globale l’imporsi delle più retrive e feroci politiche neo-liberiste con la costante redistribuzione della ricchezza dal lavoro al capitale, politiche che rendono sempre più difficoltosa la costruzione del consenso negli strati della popolazione impoveriti, fatto che fa divenire sempre meno funzionale agli interessi del capitale la stessa democrazia borghese e il cosiddetto stato di diritto, aprendo la strada alle forme di democrazia autoritaria e alla riaffermazione della guerra come -pressoché unico - strumento di soluzione dei conflitti. Comprendere il quadro globale è una necessità fondamentale per un sindacato libertario e rivoluzionario. Sulla questione è quindi intervenuto Sandro Bruzzese ricordando come la guerra sia e resti comunque uno strumento funzionale alla generazione del profitto per il capitale.
È intervenuta Serenetta Monti che relazionando sulla situazione romana ha illustrato come la situazione determinatasi dopo le vicende passate sia stata sostanzialmente superata, fatto attestato dalla recente apertura della nuova sede, e come l’azione sindacale si stia allargando anche con l’interlocuzione con altri soggetti sindacali, come la CUB Sanità e con vertenze che potenzialmente potrebbero a breve assumere una valenza generale in relazione ai servizi affidati in appalto nelle aziende sanitarie. Ha quindi sollecitato che il congresso, analogamente a quanto avvenuto nel XVI° Congresso di Palermo, si esprima contro la guerra.
Sandro Bruzzese, accolta la sollecitazione ha invitato il compagno Gianmaria Venturi ed uno dei delegati della CNT Francese presenti a predisporre una specifica mozione da sottoporre al congresso nella giornata di sabato.
Rosario Vizzini di Palermo ha illustrato la situazione siciliana, soffermandosi in particolare sulla condizione degli ex lavoratori socialmente utili non stabilizzati, ma anche sulla questione della casa il cui affitto viene negato agli stessi lavoratori in possesso di un contratto di lavoro privato. Anche a partire da queste tematiche ha quindi proposto la costituzione di una commissione di lavoro che approfondisca la possibilità della costituzione di una specifica associazione di promozione sociale, ma che sia chiamata anche ad approfondire la questione dei “patti confederali”, della rappresentanza e della rappresentatività.
Gianmaria Venturi di Roma ha ricordato come l’USI sia un sindacato conflittuale, di classe, antifascista ma anche altro. È un sindacalismo federale, che propone l’azione diretta ovvero senza la mediazione parlamentare e il rapporto con i partiti politici. Ha rivendicato quindi come l’USI non abbia funzionari e sia antimilitarista. Ha quindi rilevato come sia assolutamente necessario riprendere, migliorare e integrare la rete dei rapporti internazionali, in specie nell’attuale fase storica.
Renato Grego ha relazionato in ordine alla causa per attività antisindacale contro la Caffaro persa per una sentenza abnorme del giudice del lavoro. Dopo l’esame della vicenda ed un confronto chiarificatore è apparso evidente come non vi siano stati errori nella promozione e nella conduzione legale della vicenda e che l’ingiustificata sentenza negativa sia totalmente da ascrivere al comportamento inqualificabile del magistrato. La sentenza sarebbe stata con ogni probabilità riformata negli eventuali successivi gradi di giudizio, ma i compagni di Udine hanno voluto tenere fede all’impegno a suo tempo assunto con i lavoratori dello stabilimento di fare proprie e rispettare le decisioni dei lavoratori che si sono dichiarati contrari all’appello, anche se nel caso specifico l’azione non era dei lavoratori ma dell’organizzazione sindacale in quanto tale.
Comunque è stata condivisa la necessità della costituzione di un archivio nazionale che raccolga la documentazione sindacale delle vertenze, delle lotte, degli accordi sottoscritti e delle cause giuslavoristiche intentate dalle diverse sezioni e tutti sono impegnati a contribuire fattivamente e puntualmente a detta raccolta. Al termine dell’intervento di Renato Greco la seduta viene sospesa e rinviata alla mattina del 3 maggio 2025.
Sabato 3 maggio 2025
Ripresa lavori ore 10.15
Aprendo la seduta Sandro Bruzzese ringrazia il consigliere comunale Andrea di Lenardo per la presenza e lo invita al tavolo.
Il consigliere di Lenardo ringrazia i presenti per l’invito e sottolinea il momento storico che presenta uno scenario apocalittico per sfruttamento e diritti negati rendendo ancora più importante la presenza di un sindacato libero come l’USI. Sottolinea quindi l’importanza della parola d’ordine del “lavorare meno” con retribuzioni adeguate per una vita dignitosa.
Renato Grego nell’esprimere apprezzamento per l’intervento del Consigliere chiede allo stesso come il Comune di Udine potrebbe intervenire per l’istituzione del Salario Minimo assicurando la disponibilità dell’USI per la lotta a favore di questa causa. A detta richiesta il consigliere si dichiara consapevole del fatto che i Comuni siano dei veri e propri serbatoi di lavori sottopagati ed assicura che terrà conto della disponibilità espressa dal sindacato tenendolo informato.
Diversi interventi si susseguono sull’argomento rilevando come ad esempio si verifichino casi di lavoratori anziani sottoposti a vero e proprio mobbing per indurli al licenziamento in modo da poterli sostituire con lavoratori più giovani, con paghe più basse e meno tutele. Serenetta Monti ha fatto presente come a Roma vi sia l’“Osservatorio Comunale del Lavoro” un organismo di controllo e revoca relativamente alla disapplicazione delle norme sugli appalti. Rosario Vizzini ha rivelato che in Sicilia CGIL, CISL, UIL abbiano detto ai Vigilantes che non possono scioperare ed è stato importante far capire loro che il loro giuramento all’atto dell’assunzione non c’entra con i diritti del lavoratore e che c’è un’enorme differenza fra incaricato di pubblico servizio e incaricato di servizio pubblico essenziale. Severo Lutrario ricorda che il Comune in quanto stazione appaltante ha il diritto di stabilire il contratto che deve applicare l’appaltatore che sarà obbligato a rispettarne comunque i minimi a prescindere dal contratto che applica. Mentre sulle guardie giurate chiarisce che esiste una normativa diversa tra quelle armate e le non armate. Quella armata non svolge solo un’attività di semplice attesa e nei suoi confronti deve essere applicata la normale normativa che si applica a tutti gli altri lavoratori. Sottolinea comunque che con l’entrata delle cooperative, si è innescata una concorrenza sleale e le condizioni di lavoro sono peggiorate.
Salvo Ceraulo di Venezia compie un excursus della storia sindacale italiana. Ribadisce e sottolinea il concetto dell’autogestione come principio statutario e rivoluzionario con riferimento alle realtà lavorative italiane e anche europee. (l’intervento scritto è allegato).
Massimo Rocco della Caffaro sottolinea come tutti gli interventi che sono stati fatti siano coerenti con la nostra Costituzione che parla di libertà e dignità del lavoratore, soprattutto l’articolo 36. Riflette quindi sull’uso distorto dei soldi dello Stato che si impegna in acquisto di armi dimenticando gli ultimi. Parla della sua esperienza in CGIL e poi in quella USI con particolare riferimento alla causa ancora in essere del “Cambio Tuta”. Riflette su come i controlli Asl, medici competenti, Vigili del Fuoco vengano concordati anche 40 gg prima permettendo alle aziende di organizzarsi a ridosso degli stessi. In questo modo, considera, non si garantisce la vera tutela dei lavoratori e la loro libertà. Lamenta come venga ignorata la questione del benessere psicofisico
In proposito interviene Serenetta Monti sottolineando l’importanza della conoscenza degli strumenti a tutela del lavoratore e dello strumento della Valutazione del Rischio da Stress Lavoro Correlato. Mentre ricorda come vi siano gli opportuni strumenti nel caso il giudizio del medico competente sia “discutibile”.
Sandro Bruzzese interviene brevemente per ribadire l’importanza della solidarietà tra le sedi e la solidarietà concreta che è stata comunque garantita nel passato quando chi aveva meno è stato sostenuto da chi aveva di più. Questo non toglie, ha quindi sottolineato, che le sedi debbano funzionare e bisogna lavorare perché funzionino. In relazione al periodico dell’organizzazione sindacale Gianmaria Venturi ha relazionato in ordine alle difficoltà riscontrate per il deposito della testata e la sua conseguente diffusione. Ha quindi assicurato che comunque si procederà senza ulteriori indugi con gli adempimenti del caso. Ha ricordato come siano stati già realizzati due numeri di prova cartacei non registrati in tribunale. Ha chiarito che, non volendo che il giornale fosse proprietà di una singola persona ma del Sindacato quale associazione non riconosciuta, in Tribunale sono necessari più documenti: occorre precisare chi sia il segretario generale pro tempore dell’USI ed allegare la relativa documentazione, chi sarà il Direttore responsabile nonché depositare lo Statuto dell’Usi in originale con bollo notarile. Ha quindi sottolineato come il progetto del periodico sia importante per il progetto di crescita dell’USI, per formare compagne e compagni, per diffondere le lotte e le battaglie da noi vinte. Ha quindi fatto presente come il giornale rappresenti per i compagni un impegno in più che va a gravare su iscritti senza alcun distacco lavorativo, nessuno dei quali è un giornalista o ha avuto esperienze in merito. In relazione alla chat attivata ne ha rilevato il ruolo positivo ma ha sottolineato la necessità di concentrare le energie al fine di dare vita ad una redazione solida. Ha ancora riferito come si stia lavorando a due versioni della rivista: quella online con articoli più strutturati, approfonditi e argomentati (si sono già acquistati domini per evitare concorrenti) e quella cartacea: con articoli brevi, accattivanti e di più facile fruizione. Conclude ribadendo la necessità che USI Roma sul progetto sia supportata da altre compagne e compagni.
Fabio Melluzzi, RSA di Risorse per Roma, è intervenuto sottolineando l’importanza di avere un referente per ogni struttura per mettere in comune e valorizzare le varie lotte anche locali sui territori.
Renato Grego ha sottolineato come sia importante avere nella redazione persone che siano in sintonia fino in fondo con i principi del sindacato e non che cerchino palcoscenici. La seduta viene sospesa alle ore 12:30
Ripresa lavori ore 15.30
Alla ripresa dei lavori Sandro Bruzzese compie una riflessione sulla situazione del sindacato alternativo. Ravvisa grosse difficoltà in Italia e in Francia, migliore gli appare la situazione in Spagna, stabile in Portogallo. Rileva come il sindacato USI paghi lo scotto di quattro scissioni che ne hanno limitato le dimensioni, ma considera importante proseguire la lotta sindacale ricordando come il datore di lavoro sia una controparte e non un amico e che occorre custodire quanto conquistato e il valore dello sciopero.
Ivan Volpi di Udine ribadisce che non bisogna aver paura di essere un sindacato “piccolo”, anzi questa cosa deve essere da stimolo per coinvolgere altre persone ricostruendo un tessuto che si è slabbrato negli anni facendo tessere, cercando visibilità, creando anche eventi e ragionando/supportando i lavoratori su temi comuni: sfruttamento, sicurezza e salari minimi.
Luca Rendola di Milano riferisce come nella sua realtà i colleghi giovani vedano il sindacato come una cosa staccata da loro, un “ente” a cui rivolgersi solo per ricevere favori. Il primo compito a suo parere sarebbe quello di sradicare questa idea chiarendo che il sindacato non debba essere qualcosa di lontano, di staccato dai lavoratori. Severo Lutrario a proposito della consistenza numerica di un’organizzazione sindacale rileva come ad esempio l’USB avrebbe le dimensioni per agire efficacemente sul piano nazionale ma in realtà se ne guarda bene rimanendosene in una comfort-zone di radicalità a parole che non intende affatto incidere efficacemente nella realtà. La radicalità appare né più né meno come pretesto per garantire ad un ceto sindacale, che non conosce ricambi sin dalle proprie origini, lo stipendio da funzionari che si assicura.
Aprendo la discussione sul successivo punto all’ordine del giorno Sandro Bruzzese lamenta la crisi della Coordinazione Rosso/Nera. Severo Lutrario e Gianmaria Venturi ravvisano la necessità di riprendere questi rapporti e Gianmaria Venturi auspica una interlocuzione con l’USI CIT per ricostruire con loro e con altri aventi radici libertarie e Rosso/Nere un rapporto perché le sfide che abbiamo davanti necessitano di terreni comuni di azione.
Sandro Bruzzese ringrazia CNT francese per aver partecipato a questo congresso. Sottolinea che in Italia con i sindacati conflittuali siamo abbastanza d’accordo sulle questioni internazionali ma su quelle nazionali invece non c’è molto contatto. In proposito rileva come l’USI abbia matrici libertarie, mentre gli altri verticistiche (vedi USB, ad esempio).
Un delegato della CNT francese riferisce che si è tenuta una riunione a Sainte-Etienne della Coordinazione Rosso/Nera a cui hanno partecipato CNT Francia, CGT Spagna. e SAC.
Il congresso a tale proposito delibera di incaricare per il prossimo incontro della Coordinazione Rosso/Nera Ivan Volpi, Luca Antonio Rendola, Gianmaria Venturi e Severo Lutrario.
Sempre il delegato della CNT France ha riferito che la sua organizzazione porterà proposta di confluire nella CIT al prossimo congresso, il XXXVII°, che si terrà dal 22 al 25 gennaio 2026 a Sainte-Etienne.
In proposito Sandro Bruzzese rileva come sia difficile che ci possa essere compatibilità dell’USI con la CIT essendo quest’ultima parte della vecchia AIT che espulse dall’internazionale proprio la CNT Francese, espulsione che determinò l’uscita per protesta dell’USI stessa. Auspica comunque la creazione di un nuovo coordinamento internazionale che possa divenire una casa comune liberamente condivisa da tutti.
Renato Grego da parte sua ha ripercorso la storia dell’AIT e delle espulsioni avvenute nel passato che motivano la non disponibilità dell’USI ad aderire alla CIT.
Gianmaria Venturi da lettura del documento del congresso relativo alla guerra (testo allegato) che viene approvato all’unanimità.
Rosario Vizzini presenta al Congresso la proposta di pubblicare un libro sulla scorta del libro di Marta Fana “Non è lavoro ma sfruttamento” con Rosario e altri compagni come intervistatori. La proposta è approvata all’unanimità.
Sandro Bruzzese propone la costituzione di una Commissione per approfondire le norme e i patti relativi alla rappresentanza e la costituzione di una associazione APS. La proposta è approvata all’unanimità e membri della commissione sono indicati in Serenetta Monti, Severo Lutrario, Rosario Vizzini;
Infine Sandro Bruzzese propone la conferma dell’organigramma presentato al congresso di Palermo con l’integrazione del seguente nuovo organigramma per le cariche nazionali:
SEGRETARIO GENERALE: Renato Grego
SEGRETERIA GENERALE CONGIUNTA: Gianmaria Venturi, Severo Lutrario, Ivan Volpi;
SEGRETERIO NAZIONALE INDUSTRIA: Renato Grego,
VICESEGRETARIO NAZIONALE INDUSTRIA: Gabriele Rigo;
SEGRETARI NAZIONALE USI CT&S: Serenetta Monti e Rosario Vizzini;
VICESEGRETARIO NAZIONALE USI CT&S: Severo Lutrario;
COORDINAZIONE INTERNAZIONALE: Luca Antonio Rendola, Gianmaria Venturi, Ivan Volpi;
ESECUTIVO NAZIONALE: Sandro Bruzzese, Emanuele Bruzzese, Renato Grego, Rosario Vizzini, Gabriele Rigo, Massimo Rocco, Nicola Ongaro, Mauro Molinari, Ivan Volpi, Nino Impastato, Serenetta Monti, Gianmaria Venturi, Rosa Guida, Nunzia Coniglio, Luca Antonio Rendola, Fabio Melluzzi, Sebastiano Palamara, Severo Lutrario, tutte le segreterie provinciali;
COMITATO NAZIONALE DEI DELEGATI (CND): ne fanno parte le segreterie nazionali e provinciali e la redazione del giornale
La proposta è approvata all’unanimità.
Ai Segretari provinciali o territoriali, previa informativa al Segretario generale, secondo le leggi vigenti del Codice Civile, sono riconosciuti i poteri ordinari di aprire un conto corrente a nome e per conto del Sindacato. L’ambito di competenza è quello territoriale di riferimento. Ai medesimi Segretari è attribuita la facoltà di chiusura dello stesso conto quando dovessero venire a mancare i presupposti all’attività della struttura. Al Segretario Generale è concessa la verifica del buon funzionamento dell’attività politica e contabile delle segreterie Provinciali e Territoriali. In caso di anomalie il Segretario generale dovrà informare le strutture dell’USI ed eventualmente procedere in sintonia.
Il congresso è dichiarato chiuso alle ore 19:30 di sabato 3 maggio 2025.
verbalizzante
Emanuela Spataro
Presidente
Renato Grego
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