Alle 21.00 esatte, davanti alla lapide posta in memoria di Alexis sul luogo dove è stato assassinato, era riuscita ad essere presente comunque un migliaio di persone e si è fatto un minuto di silenzio in sua memoria. Al termine del silenzio, più e più voci hanno incominciato ad alzarsi in grida di rabbia e slogan contro questo sistema assassino, ricevendo come immediata risposta l’ennesimo brutale attacco delle forze dell’”ordine”, le quali hanno letteralmente allontanato, con gas lacrimogeni, tutti i presenti, increduli, dal luogo della commemorazione. Ma ancora una volta la determinazione dei partecipanti al raccoglimento, non è sopraffatta dal vile atteggiamento di questa “dittatura democratica”. Nonostante il terrorismo e l’acre aria carica di sostanze chimiche e fumi di ogni genere, la folla ha resistito e ha continuato a gridare slogan all’indirizzo della polizia. I manifestanti si sono ricongiunti sul luogo della commemorazione, e si sono verificati scontri, con lanci di bottiglie molotov e sassi, con l’intenzione di scacciare coloro che ci avevano scacciati. E’ stato deciso di lasciare il luogo per dirigersi verso il politecnico, che si trova a poca distanza, per svolgere un’assemblea e decidere d’occupare l’edificio.
L’aria era sempre più irrespirabile a causa delle sostanze chimiche anche all’interno delle caffetterie e delle case sembrava un incubo. La “battaglia” per le strade e la piazza di Exarchia, comunque, è continuata per altre 2 ore, sotto una fittissima nube di gas lacrimogeni, lanciati in ogni strada e vicolo. Fino alle prime ore della mattina del giorno precedente, il 7 Dicembre. Gli occupanti il politecnico sono rimasti stretti dalla morsa asfissiante di polizia e fascisti che presidiavano all’esterno.
Al termine della giornata il bilancio è di 98 in stato di fermo, 44 dei quali si sono tradotti in arresti, moltissime persone ferite durante e dopo la manifestazione, soprattutto ragazze e anche persone di mezza età. L’ospedale più vicino al centro, Evangelismos, dalle prime ora del pomeriggio aveva già iniziato a riempirsi con persone provenienti dalla protesta con ferite di diversa natura.
Ciò che è accaduto ad Atene anche nei giorni appena passati voluto dal governo: (arresti contro “terroristi”, forze dell’ordine che occupano diverse parti della Grecia), giustifica pienamente il carattere dello scontro in atto, che questi hanno scatenato contro ogni rivendicazione. Un dispotismo imposto ad ogni livello, comunicativo, ideologico e operativo-militare.
La lotta contro la violenza dello stato, per la libertà e la liberazione sociale, deve coordinarsi a tutti i livelli e coinvolgere ogni strato sociale.
Salonicco
Esattamente come le misure senza precedenti che sono state adottate per Atene, anche a Salonicco è stato imposto una sorta di coprifuoco per tutto il centro della città, dove tutto, strade e mezzi di trasporto, sono stati chiusi e sospesi per l’intera giornata. Nella mattinata più di 500 ragazzi si sono concentrati in un sit-in fuori dagli uffici della Regione della Tracia e Macedonia, per poi dirigersi con un corteo spontaneo verso il centro della città. Nella manifestazione svoltasi nel pomeriggio, hanno presto parte più di 3000 persone, è stata attaccata una guardiola della polizia simbolo del potere, fuori da un ministero, una squadra della televisione (di parte), due espropri in 2 supermercati del centro simboli del consumismo e del lusso.
Anche qui i poliziotti hanno sconfinato in area universitaria, trasgredendo l’asilo che la protegge, per compiere arresti e violenze, ma, nonostante la loro superiorità numerica, sono stati scacciato dall’asilo grazie alle immediate azioni portate avanti dagli studenti che vi si trovavano all’interno.
Ioannina
Circa 2000 persone si sono concentrate per manifestare, quando la polizia ha attuato una violente e inaspettata repressione, provocando la dispersione dei manifestanti, che si è poi ricompattata di nuovo. Ci sono stati scontri, mentre slogan si alzavano potenti dalla gente in protesta. 45 presone sono state portate in centrale in stato di fermo e 5 arrestati.
Agrinio
200 manifestanti, hanno marciato in direzione della stazione di polizia. Alcuni di loro si sono poi concentrati in un sit-in mentre alcuni altri si sono scontrati coi poliziotti e gli scontri sono continuati per qualche ora. Prima dell’inizio della demo, così come è accaduto ad Atene, i poliziotti avevano attaccato con estrema violenza la folla i manifestanti senza motivazioni, usando gas lacrimogeni, granate disperdi-folla, picchiando e arrestando. Gli studenti e altre persone in solidarietà hanno occupato il municipio chiedendo l’immediato rilascio degli arrestati.
Volos
Manifestazione di 1000-1300 persone, attaccata fin dal principio con grande violenza da parte della polizia, con ingente uso di gas lacrimogeni e asfissianti. I manifestanti sono comunque rimasti compatti e hanno continuato il corteo, negli scontri sono state danneggiate le vetrine di alcune banche. Si è poi verificata una sorta di guerriglia per le strade di tutta la città e scontri uomo a uomo, dal quale è emerso la brutalità polizia. Un totale di 11 (qualcuno dice 13) persone sono state fermate e portate in centrale, ma poi rilasciate. Molte persone ferite compreso 3 poliziotti portati in ospedale. Al termine della manifestazione un gas lacrimogeno ha colpito la testa di una ragazza di 12 anni a pochi centimetri dall’occhio.
Eraclio
Grande partecipazione alla manifestazione della mattina, dove la maggior parte dei manifestanti hanno aderito alla spezzone anarchico del corteo. Durante la marcia sono state danneggiate banche e le loro vetrine, le telecamere esterne e un bancomat è andato distrutto. Nel pomeriggio circa 500 persone hanno preso parte alla manifestazione, la polizia era presente in numero spropositato.
Patrasso
Nella mattinata si è svolta una dimostrazione organizzata dai “disobbedienti”, dove hanno partecipato circa 500 persone. Al termine una manifestazione di 4000 persone, organizzata dalle organizzazioni studentesche, ha caratterizzato la giornata. Nel pomeriggio un’altra manifestazione spontanea con circa 400 persone ha marciato per il centro della città.
Zacinto
In mattinata una manifestazione di circa 250 persone, numero del tutto inaspettato per l’isola, con attacchi contro la stazione di polizia, violenze da parte dei poliziotti, fermi e feriti. Nel pomeriggio si un’altra manifestazione, altri scontri con la polizia, lanci di pietre e bottiglie molotov e 2 arresti.
Igoumenitsa
400 persone hanno partecipato alla manifestazione, con studenti, ragazzi, genitori ed insegnati.
Larissa
500 persone hanno manifestato, scontrandosi con le forze dell’ordine, sono state danneggiate banche e qualche macchina della polizia. Anche durante la manifestazione della mattina i manifestanti si sono difesi, lanciando pietre e si sono serviti dei tribunali come rifugio.
Lesbo
500 persone hanno partecipato alla manifestazione svoltasi attraverso tutte le strade del centro della città e dei quartieri circostanti. Percorrendo tutto il lungomare sono stati danneggiati i bankomat e le vetrine delle banche, per poi terminare la manifestazione nella piazza centrale.
Serres
Spontanea dimostrazione di circa 100 ragazzi verso la stazione di polizia. Più tardi c’è stato un raduno con altoparlanti e distribuzione di testi sotto gli occhi della polizia.
Ptolemaida
In tarda serata, ragazzi con in mano candele si sono diretti verso la stazione di polizia, dove hanno trovato ad aspettarli le forze antisommossa con tutti i loro equipaggiamenti di violenza e terrore.
Arta
Dinamica dimostrazione di giovani e ragazzi per il centro della città, che ha terminato con un sit-in fuori della stazione di polizia.
Comotini
Un’attiva dimostrazione di studenti e ragazzi, con circa 300 persone, ha percorso le strade del centro per terminare presso la facoltà di Giurisprudenza, che è sotto occupazione.
Xanzi
Dimostrazione dinamica di 500 persone, con attacchi alla polizia e alle volanti che si trovavano per la strada.
Corfù
Manifestazione mattutina con molti ragazzi e altra demo il pomeriggio con un’ampia partecipazione di studenti e altre persone, entrambe in direzione della stazione di polizia. Al termine sit-in all’esterno della stazione stessa.
Chanià
Grande dimostrazione mattutina di ragazzi e insegnanti verso la prefettura locale, con diversi feriti, 8 fermi e 3 arresti. Altre 2 persone sono state portate in stato di fermo presso la centrale, durante la manifestazione del pomeriggio.
Cefalonia
Dimostrazione spontanea di più di 150 persone verso la stazione di polizia. Grida si slogan anti-fascisti, anti-repressione e in solidarietà con tutti i prigionieri politici.
Lo stesso giorno si sono viste altre manifestazioni con attacchi simbolici contro le stazioni di polizia nelle seguenti città: Nafplio, Kozanni, Kavalla, Karditsa, Drama, Tripoli, Katerini, Edessa, Florina, Rethimno e Amaliada.
Azioni di solidarietà dagli altri paesi
Svizzera
Azione di solidarietà a Ginevra, dove pittura è stata lanciata contro il consolato Greco.
Gran Bretagna
Raduno in solidarietà e manifestazione studentesca a Londra, che è terminata fuori dall’ambasciata
Grecia.
Cipro
Concentramento e manifestazione Domenica 5 Dicembre in Piazza della Libertà presso Nicosia.
Stati Uniti
San Francisco: Corteo in solidarietà alla compagna americana gravemente ferita alla manifestazione del 25 Novembre ad Atene e messaggio di solidarietà a tutti i combattenti in Grecia.
Comunicato di solidarietà da parte di collettivi combattenti.
Nuova Zelanda
Dichiarazione di solidarietà a tutte le vittime della repressione politica e i prigionieri compagni greci.
Germania
Weimar: Manifestazione in solidarietà presso il mercatino natalizio della città, con slogan, testi e petardi. I poliziotti hanno caricato i dimostranti e ci sono stati 4 stati di fermo.
Francia
Contro-informazione da parte di un gruppo CNT nella città di Roche sur Yon nella Francia ovest, per la situazione greca.
Messico
Cancun: Interventi nella dimostrazione contro il congresso del COP-16 per il cambiamento climatico. Qui il video.
Italia e Argentina
Graffiti in solidarietà con la Grecia su muri a Roma e anche a Buenos-Aires.
Ci sono state altre azioni di solidarietà in Marocco, Bulgaria, Cambogia e altri paesi..
La costante, internazionale e auto-organizzata Lotta per la Libertà non può essere repressa.
La nostra rabbia sta crescendo.
Solidarietà a tutti gli arrestati in questi giorni.
Solidarietà a tutti i prigionieri politici.