Modus operandi di Pulvirenti.

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Vizzini (segretario USI) a Catanista su Meridi e non solo: “Modus operandi di Pulvirenti è chiaro”

Pubblicato: 19:30 - 9 Aprile, 2020

IL SUNTO DELLA SITUAZIONE MERIDI – “Noi nel 2019 avevamo già lanciato i primi allarmi perché avevamo delle avvisaglie che qualcosa non stesse funzionando all’interno di Meridi. Abbiamo trovato una situazione di notevole disagio per i lavoratori, ma non solo: anche un’organizzazione sindacale che faceva acqua da tutte le parti, stipendi non pagati, contributi non versati all’INPS, TFR non accantonato e altro. Insomma, una situazione disastrosa. Avevamo chiesto sin da subito a Pulvirenti di attivare gli ammortizzatori sociali: lui ha fatto con noi degli accordi che chiaramente non ha mantenuto, circa tre accordi di rientro dei crediti dei lavoratori. Siamo arrivati a novembre e lui ci ha chiamati dicendoci che non poteva più rispettare gli accordi perché avrebbe presentato un concordato preventivo. Nel momento in cui presenti un concordato preventivo, tutto ciò che riguarda quel mese, ovvero il mese di novembre, viene congelato e quindi demandato al tribunale. Ci siamo subito accorti che è stata una mossa furbesca. Lui ha continuato a prendere tempo perché due-tre giorni prima dell’udienza ha fatto una riunione fantoccia con tutti i creditori per sondare un po’ il terreno e capire se il concordato fosse fattibile. Da quella riunione a Torre del Grifo la gente è uscita sconfitta, però è da notare una cosa: tanti creditori volevano accordarsi, ma non alle sue condizioni. Lui aveva fatto una proposta irricevibile, chiaramente per far saltare il concordato preventivo. E’ chiaro che se i creditori non approvano il piano non esiste il concordato. Quindi quella volta lui prese solo tempo.”

MODUS OPERANDI – “Se ci sono parallelismi tra le richieste di concordato? Il parallelismo è dato dal fatto che il modus operandi di Pulvirenti è quello di presentare il concordato preventivo, e sfido chiunque a smentirmi visti i dati e le situazioni visto i lavoratori non prendono un quattrino pur continuando a lavorare, per prendere tempo. Questa è l’idea che ci siamo fatti.”

FUTURO DIPENDENTI FORTE’ – “In questo momento per i lavoratori c’è una cassa integrazione attivata, ma non reale perché non sono arrivati i soldi, contrariamente a tutte le pubblicità che vengono fatte sulle TV adesso. I lavoratori sono senza salario, anche quelli che stanno in cassa integrazione a zero ore, cioè sono a casa senza essere retribuiti. Stiamo aspettando la fornitura che avverrà nei prossimi giorni da parte di Todis in virtù dell’accordo che hanno chiuso con i commissari giudiziali e speriamo in una ripartenza. Siamo fiduciosi, però siamo adesso in balìa degli eventi. Non appena passerà questa situazione precaria dovuta al Covid-19 ritorneremo sul campo ed eventualmente a protestare in piazza.”

Da "CATANISTA"