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Comunicati Udine

Accordo aziendale di II° Livello

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UDINE 12 GIU 2019, 17:38

Udine. Accordo aziendale di II° Livello tra USI e Sisecam Flat Glass Italy s.r.l.

"E’ un grande traguardo per i lavoratori dell’impianto dell’aussa corno, considerati gli importi bassi dei minimi tabellari imposti dal contratto nazionale che obbligano il datore di lavoro alla loro applicazione"
SISECAM

Comunicato sindacale (per informazione e diffusione, artt. , 14 e 25 L. 300 1970, art. 21 Costituzione)


In data 28/05/2019 è stato siglato fra questa O.S, Usi Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, un accordo aziendale di II° Livello con la Sisecam Flat Glass Italy s.r.l., azienda turca leader nella produzione di vetro piano e seconde lavorazioni, avente ad oggetto un premio di partecipazione e una indennità di disagio per le lavorazioni a caldo nonché per particolari lavorazioni che richiedono una attenzione e un impegno maggiore per gli operatori.

Tale accordo, in totale deroga al CCNL chimico-vetro, risulta essere il migliore degli ultimi 40 anni in Italia di cui sia ha contezza e arriva alla fine di una serrata trattativa con la Direzione aziendale che, dopo un primo momento di diffidenza, ha lavorato insieme alla RSA-USI per raggiungere tale risultato.

E’ un grande traguardo per i lavoratori dell’impianto dell’aussa corno, considerati gli importi bassi dei minimi tabellari imposti dal contratto nazionale che obbligano il datore di lavoro alla loro applicazione.

Dopo una partenza in salita, ricordando tre proclamazioni di sciopero, di cui uno sospeso un’ora prima del suo inizio, la trattativa ha sviluppato tematiche non solo economiche ma anche sul piano della sicurezza. La direzione aziendale, in collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, continuerà il suo impegno per migliorare le condizioni di sicurezza all’interno dell’impianto.

L’accordo è stato già trasmesso all’agenzia delle entrate per la tassazione agevolata così come indicato dalla norma in materia di defiscalizzazione.

L’ USI, insieme ai propri iscritti e sostenitori, si ritiene soddisfatta del risultato ottenuto e auspica un continuo dialogo con l’azienda all’insegna dello spirito di collaborazione fondamentale per le relazioni industriali e per il mantenimento dei posti di lavoro.

Udine 10/06/2019

Per l’USI Udine
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e il sindacato autogestito Usi Metalmeccanici, Industria e Costruzioni
trasmette il componente RSA di Usi della Sisecam Flat Glass Italy srl - Rosario Vizzini

 

 

USI - Rimini. Marinai di salvataggio

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UNIONE SINDACALE ITALIANA

Marinai di salvataggio

Giovedi 20 Settembre una altra donna è morta in spiaggia (al bagno 33 di Rimini). Siamo profondamente dispiaciuti sia  personalmente che professionalmente. Non sappiamo al momento se sia successo in acqua o in spiaggia ma  non fa differenza alla conclusione che se c'era servizio di salvamento l'intervento di tentativo di rianimazione sarebbe forse potuto essere stato in tempi utili.  Certo non c'è obbligo di servizio in stabilimenti aperti per elioterapia ma rimane uno smacco di sistema del  soccorso pubblico e della nostra comunità della accoglienza e convivenza.

Il turismo balneare in “bassa Stagione” che non rende uguali di fronte alla morte e alla vita

Da anni ci battiamo perchè la balneazione e le spiagge aperte siano coperti da servizio di salvamento.  Lo abbiamo fatto per cercare di garantire il servizio gli anni passati da metà Settembre in avanti in caso di impianti aperti e balneazione . Questo anno ci troviamo a farlo addirittura dal 9 di Settembre.

Siamo chiamati quali cittadini di una comunità a segnalare e affrontare i problemi, non a nasconderli Ogni anno lo facciamo presente che non si possono abbandonare situazioni di balneazione e presenza in spiaggia con bagni aperti senza nessun controllo e senza che nessuna autorità si senta responsabile e prenda provvedimenti di qualche tipo.

In  ben oltre mezza Italia la stagione balneare coperta da servizio di salvamento è arrivata a Domenica 16 Settembre quando non il 30 Settembre (vedi * nota di elenco a piè  di pagina).

Invece in provincia di Rimini no!

La causa? Promesse non mantenute dall'inverno dal Comune di tenere aperto fino all'inizio delle scuole a Settembre (il 16 Settembre) e di riservarsi poi di prolungare oltre, con una ordinanza di flessibilità stagionale  in caso di condizioni favorevoli (quali poi vediamo si sono verificate) .

Tuttavia, una volta che le previsioni erano favorevoli una settimana prima del 9 Settembre il comune (Insieme a Rimini anche Riccione, Misano e Cattolica) si è tirato indietro assecondando la scelta di non contraddire gli interessi al risparmio dei concessionari di spiaggia, ignorando così gli interessi di utenti e  turisti di Settembre che sono interessi niente meno che di salvaguardia della propria vita in mare e aree degli impianti balneari. Ci siamo cosi trovati dal 9 di Settembre fino probabilmente alla prossima settimana (dovrebbe durare fino  23) con temperature estive e presenza di decine di migliaia di turisti  in acqua e in spiaggia.

Questo è permesso da un "formula tutta di casa nostra" quello della “elioterapia” che nella pratica significa per i concessionari bagnini di potere essere autorizzati a  rimanere aperti senza dovere provvedere a sorvegliare con con personale per soccorso e rianimazione il mare antistante e la loro area di  stabilimento.

Naturalmente gli ignari bagnanti stranieri non sanno nulla, nessuno li ha avvertiti che il loro pacchetto turistico è “Without rescue service” e che in caso di incidente qualcuno deve fare il numero 1530 per chiedere soccorsi che arriveranno non in tempi utili a eventuali necessità di rianimazione.

I Comuni stessi d'altra parte non danno il buon esempio nelle spiagge libere che rimangono completamente senza presidi.

Abbiamo brutte storie  però abbiamo la Università del turismo!

Pagano le fasce più deboli, quelli che vengono a Settembre attratti dal bel tempo e dai costi un poco più favorevoli. A parte Bellaria e Cesenatico e Cervia (che hanno continuato il servizio lodevolmente di propria iniziativa) tra Viserba e Cattolica decine di migliaia di bagnanti scendono in acqua ogni ora senza sapere che in una spiaggia attrezzata e attiva non è attivo il servizio di salvamento. Nessuna publifono annuncia la trappola. Eppure viene pagata una tassa di soggiorno, i turisti lasciano soldi un poco ovunque ma l'interesse sul Demanio comune del Comune non segue a quanto pare interessi della città nel suo insieme. Non c'è governo, presa in carico del problema. Ma allora perché viene lasciata libertà di gestire ai concessionari tale delicato servizio salvavita? La soluzione sarebbe la gestione diretta dei comuni insieme a 118 e autorità competenti di salvaguardia della vita in mare cosi come avviene in buona parte del mondo. Finanziati dalle tasse comunali prese anche alle attività di ristorazione e pernottamento oltre che da quelle degli affittuari di attrezzature balneari.

Ma in montagna in bassa stagione con le piste di neve aperte il soccorso alpino o quello delle piste è soppresso?

In questo periodo di assenza dei marinai di salvataggio (mancanza di sorveglianza, mancanza di possibilità di intervento, inesistente possibilità di pronto soccorso e rianimazione se non da presenze occasionali di professionisti), può drammaticamente succedere di tutto.

La sorveglianza in mare e aree balneari non è un contenzioso economico (come molti astutamente vogliono fare relegare) tra concessionari balneari e marinai di salvataggio appassionati del proprio lavoro, ma rimanda come responsabilità a tutta la collettività, ne è anche la allegoria di una convivenza civile della comunità.

Ci aspettiamo (da anni) che finiscano i rimpalli di responsabilità e ci si appassioni alle soluzioni. Qualche segnale a volte c'è trasversale a tutte le categorie e autorità (marinai di salvataggio, concessionari, esercenti di attività, autorità comunali e marittime e confidiamo di potere essere non il fanale di coda ma l'avanguardia sulla sicurezza in mare .

I lavoratori della sicurezza in mare che rilevano problemi di salvamento andrebbero stimolati, aiutati, promossi non ostacolati, zittiti intimoriti da pressioni occupazionali.

In conclusione due punti ci sembrano determinanti una soluzione

1)Non deve essere concessa la apertura degli stabilimenti con la motivazione della elioterapia senza sorveglianza in mare . Dove c'è balneazione e impianti balneari aperti ci deve essere sorveglianza.

2) Il servizio di salvamento deve essere internalizzato nella gestione dei Comuni e ausl di riferimento avvalendosi di tutte le risorse territoriali economiche professionali di gestione sanitaria delle emergenze.

UsiconsRimini

UNIONE SINDACALE ITALIANA Marinai di salvataggio

 

 

Elezioni RSU a Caltanissetta!

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Carissime Colleghe, carissimi Colleghi, Amiche e Amici, Compagne e Compagni

L’usi rompe il silenzio, visto che oramai siamo vicini alle elezioni del rinnovo della RSU 2018, elezioni che si terranno il 17, 18 e 19 APRILE nel nostro ente (Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta) si sente il bisogno di FARE SINDACATO VERO.

Negli ultimi anni ed ancor oggi l’attività sindacale dell’USI riempie pienamente l’esistenza dei propri militanti che animo e corpo difendono diverse realtà lavorative, dislocate nel territorio della nostra isola, ove le condizioni lavorative sono realmente da terzo mondo, con salari decurtati spesso del 50% ed oltre, ove le Lavoratrici e i Lavoratori prima di avanzare vertenza ci pensano decine di volte, perché minacciate/i e non tutelate/i dalle ultime norme che regolano il mondo del lavoro, JOBS ACT varati dagli ultimi governo Filo-Padronali ed Anti-Operaisti.

Ci preme ringraziare tutti quelli che ci dimostrano ogni giorno tantissimo affetto e stima.....tutti quelli che ci hanno inviato auguri e messaggi di sostegno e di solidarietà inerentemente all'attività sindacale che svolgiAMO (vedi anche le battaglie inerenti al caro-acqua e per la sua ripubblicizzazione) non vista di buon occhio da chi la verità dà tanto fastidio.

FARE ATTIVITÀ SINDACALE NELL’USI, DOVE NON GODIAMO DI DISTACCHI SINDACALI, È PESANTE MA NON IMPOSSIBILE.

ChiediAMO il sostegno a Voi Colleghe, Colleghi, Amiche, Amici, Compagne e Compagni, chiediAMO il sostegno anche a chi non la pensa come noi, perché abbiAMO a cuore anche le tue condizioni lavorative e trattamenti.

L’USI preannuncia una CAMPAGNA di LOTTA e di CONTRASTO verso questo ente che sta facendo acqua da tutte le parti (vedi STRADE, EDIFICI e SERVIZI di nostra pertinenza).

L’USI si IMPEGNA REALMENTE a riprendere la campagna in favore del Buono Pasto ed auspica la partecipazione di Voi Tutte/i.

L’USI si IMPEGNA REALMENTE in favore della riattivazione del godimento dell’INDENNITÀ DI DISAGIO in favore dei Colleghi Cantonieri a cui l’allora Ing. Capo Tomasella, appena insediato la  tolse, come se fosse una optional, mantenendola giustamente nel contempo ai Capi-Cantonieri.

Sta dell’incredibile che le condizione lavorative dei Colleghi Cantonieri non sono considerate disagiate, che svolgono la loro attività sotto il sole, col vento, con i fanghi, subendo attacchi dagli insetti fastidiosi che attratti dai loro sudori s’avvicinano a loro per succhiare i loro sali e sudori o per pungerli, senza aria condizionata, senza termosifoni, ecc… ed ecc…, scusate dimenticavo e senza cessi, che per fare i propri bisogni si arrangiano

 

E  POI, E  POI, E POI …………….,  VEDREMO.

SE LA LISTA  USI AVRA’ SUCCESSO DIPENDE da TUTTI  NOIIIIIIIIII.

 

Candidati USI 2018

DIFRANCESCO

Calogero

Sutera 21.09.1954

FALCONE

Michele Giuseppe

San Cataldo 16.04.1973

PETIX

Lorenzo Rosario

Caltanissetta 27.10.1957

RIZZA

Francesca

Caltanissetta 05.09.1965

 

Si possono dare due preferenze, VOTATECIIIIIIIII

 

   

8 MARZO 2018,

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8  MARZO  2018 Sciopero Generale

e Festa della Donna

NESSUNA DONNA PUÒ ESSERE PROPRIETÀ O

OSTAGGIO DI UN UOMO,

DI UNO STATO, NÈ TANTOMENTO

DI UNA RELIGIONE

"Queste righe sono dedicate a voi AMICHE donne che credete nei valori inviolabili della vita, principalmente nel rispetto del proprio simile, senza sé e senza ma. Per chi crede che c’è ancora tanto da cambiare, che le conquiste fatte non siano ancora sufficienti, li dedico soprattutto a chi NON ci crede, a quelle donne che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare.

A quelle donne che hanno conquistato con le unghie e con i denti molti diritti civili che hanno permesso di passare da una condizione di eterne "minorenni" sotto "tutela" a una forma di autodeterminazione sempre più definita, e che hanno conquistato diverse libertà, oggi minacciate dal padronato, come la tutela delle "lavoratrici madri".

E mentre altri parlano di diritto alla vita, di "valori morali", oggi necessita invocare il diritto della DONNA, e non solo, di decidere la propria sessualità.

L’UMANITA’ INTERA ha grandi debiti con le donne e con quelle che ci hanno preceduto, perché procreatrice del GENERE UMANO, dobbiamo tutelare il materno corpo delle donne.

Cambiare la mostruosità giuridica su la trasmissione obbligatoria del cognome paterno, la perdurante violabilità del corpo femminile nella pratica sociale di molti uomini, oggi più che mai siamo contro ogni tipo di pratica della vendita del corpo femminile e non solo, siamo per lo STATO AUTORGANIZZATO e LAVORATORE.

Pensiamo poi ai problemi sul lavoro e, dunque, ai datori che temono le assenze, i congedi per maternità, le malattie di figli e congiunti vari, cosicché le donne spesso scelgono un impiego a tempo parziale, penalizzando la propria carriera.

Un altro problema, è quello delle violenze, specie in famiglia, dei FEMMINICIDI.

Inoltre, la società fa passare pubblicità sessiste o che incitano allo stupro; pornografie e immagini che banalizzano le violenze alle donne.

Necessita ricordare che le donne sono di sesso femminile prima ancora di essere mogli, madri e sorelle.

a te amica DONNA che credi o non credi nella lotta,

a te amica DONNA che credi che tanto ancora c’è da cambiare,

a te amica DONNA che credi nelle conquiste che altre donne hanno fatto e che ancora non sono sufficienti,

a te amica DONNA che ti sei arresa,

a te amica DONNA convinta di poterti accontentare,

a te amica DONNA che pensi che il "femminismo" sia l’estremo opposto del "maschilismo".

CON LA SPERANZA CHE LA

MIMOSA

NON FIORISCA UN GIORNO SOLO

AUGURI  AMICA  DONNA

UNICO VERO  FUTURO  DELL'UMANITA'

Unione Sindacale Italiana – Sicilia

Via Re DItalia n.10 Caltanissetta

3283682259 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

SAN GIORGIO DI NOGARO. USI - SCIOPERO

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Sciopero alla vetreria: momenti di tensione con Digos e carabinieri

USI - SCIOPERO

Via al presidio di 24 ore delle maestranze.

Il sindacato: manca sicurezza.

La solidarietà del sindaco

05 Febbraio, 2018

SAN GIORGIO DI NOGARO.

Momenti di tensione, ieri mattina, tra le maestranze della Vetreria Sisecam (ex Sangalli) di San Giorgio di Nogaro per l’arrivo delle forze dell’ordine, Digos e Carabinieri, durante lo sciopero indetto dall’Unione sindacale italiana per il mancato corrispettivo dei premi di produzione e per “le carenze nell’applicazione delle norme sulla sicurezza”.

Stop all’attività produttiva e all’ingresso dei mezzi pesanti nello stabilimento dell’Aussa Corno.



La presenza delle forte dell’ordine durante la manifestazione ha lasciato perplessi i lavoratori che non ritenevano necessario un simile dispiegamento (sei mezzi e diversi uomini) «per una protesta pacifica per i propri diritti». E c’è chi ha collegato il fatto alla visita in Italia del presidente Erdogan (Sisecam è un gruppo turco).

Il presidio dei 150 lavoratori, iniziato alle 22 di domenica, si concluderà oggi alle 6, dopo che nella giornata di ieri la direzione Sisecam è stato a lungo a colloquio con il segretario nazionale Usi Renato Grego, per sbloccare la situazione.

Nulla è stato raggiunto: ci si rivedrà il 10 febbraio per un ulteriore confronto.

Si stanno valutando ulteriori azioni di protesta per i prossimi giorni.



A portare solidarietà ai lavoratori anche il sindaco Pietro Del Frate, che si è recato a parlare con le maestranze per capire le motivazioni dello sciopero.

L’Usi in un comunicato afferma che a seguito di molteplici e infruttuosi incontri con la direzione aziendale, «dopo aver indetto lo sciopero con stop a tutte le attività produttive, intende continuare un percorso di lotta in difesa dei diritti dei lavoratori in risposta al totale disinteresse da parte dell’azienda ai problemi inerenti la crescita sociale, personale ed economica dei lavoratori stessi.

La Sisecam Flat Glass Italy– si afferma– aveva promesso di erogare il premio di produttività 2017 entro gennaio 2018.

Ancora ad oggi la direzione non ha nemmeno comunicato i parametri di valutazione e calcolo di questo premio.

 

Ma vi è di più.

Ad ottobre, dopo varie segnalazioni da parte di questo sindacato inerenti le falle che ci sono in materia di sicurezza all’interno dello stabilimento, un lavoratore ha subito un infortunio.

A seguito di ciò L’Usi ha presentato un esposto alla Procura di Udine. Il sospetto è che la Sisecam in una sorta di ritorsione a seguito delle denunce, ha volutamente prolungato le trattative per la determinazione del premio di produttività».

Il Picchetto dei Lavoratori davanti alla portineria.


   

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