Richiesta ritiro vs. atto e nostra azione a difesa e tutela

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UNIONE SINDACALE ITALIANA – fondata nel 1912

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Roma, 24 GENNAIO 2016

pagina 1 totale URGENTE via fax

Ai dirigenti di Roma Capitale – Dott. Pasquale Libero Pelusi n.q. di

Direttore del Dipartimento Politiche Ambientali

fax 06 67109309 67105409 77205724

E Dott. Alessandro Massimo Voglino – Direttore di Direzione Promozione Tutela Ambientale e Benessere degli animali – Roma Capitale

fax 06 67109309 67105409 77205724

p.c. Al Commissario Straordinario di Roma Capitale Dott. F.P. Tronca

fax 06 67103960/4123

p.c. Al Gabinetto del Commissario Straordinario di Roma Capitale Dott. F.P. Tronca

c.a. Dott.ssa Rossella Matarazzo

fax 06 67103960 – 67104123 - 67103590

 

OGGETTO: Intervento di sindacato USI e di Associazione utenti e consumatori USICONS, a vs. comunicazione del 22 Gennaio 2016 prot. QL 3150, a firma dirigenti del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale Dott. Pelusi e Dott. Voglino.

Richiesta ritiro vs. atto e sospensione effetti, atto di diffida e preavviso iniziative legali e di tutela, in caso di condotta ulteriore penalizzante, dannosa per 99 lavoratrici e lavoratori e per tutela e benessere effettivo animali (Canili comunali di Muratella e di Vitinia ex rifugio del poverello), innanzi alla competente M.O.

Avviso di intervento ai sensi L. 241/90(artt. 5,7,9), per la tutela di interessi collettivi diffusi, in merito alla procedura amministrativa di predisposizione di bando di gara europeo e degli atti conseguenti e collegati, per la gestione dei canili comunali, tutela benessere animali e tutela condizioni rispetto CCNL di settore e zonali, D.C.C. 135/2000 e259/2005 per lavoratori e lavoratrici già impiegati nei canili comunali.

Le associazioni e organizzazione sindacali USI – Unione Sindacale Italiana e USICONS, difesa utenti e consumatori servizi pubblici, legalmente costituite e operanti sul territorio nazionale e locale, in relazione all’oggetto, intervengono per segnalare che la nota QL 3150 del 22 gennaio 2016, nel caso sia data applicazione, a firma dei dirigenti Dott. Pelusi e  Dott. Voglino, non corrisponde in concreto alla piena, efficace, efficiente, razionale tutela del benessere degli animali ospitati presso i canili comunali di Muratella e di Vitinia, tramite la “deportazione” degli animali in canili privati ancorchè in convenzione, a far data dal 25 gennaio 2016, né alla piena tutela degli interessi e delle condizioni di lavoro, di continuità lavorativa, salariale dei lavoratori e delle lavoratrici in numero di 99, dipendenti dell’Avcpp Onlus, (così come dei 10 dipendenti già utilizzati presso il canile ex Cinodromo, dipendenti della Onlus L’Impronta), tutelati da apposite disposizioni del CCNL di riferimento del settore e della zona del territorio cittadino, oltre che delle disposizioni di cui alle D.C.C. 135/2000E 25972005, in materia di appalti, affidamenti e convenzioni di qualsiasi natura di Roma Capitale, già Comune di Roma.

Disposizioni che non possono essere né aggirate né inevase, come risulta da quanto scritto nella nota Prot. QL 3150/2016 del 22 GENNAIO, non rispettando beni e interessi di qualificazione giuridica rilevante, anche di tutela e portata costituzionale.

Dalla nota citata, che non è una Determinazione dirigenziale ma una semplice comunicazione, risulta un parere fornito dall’ANAC, che non è stato corredato della forma scritta ma solo citato per relationem, a giustificazione della correttezza dell’agire dei dirigenti del Dipartimento. Si interviene, per sottolineare che, non si è a conoscenza delle informazioni e notizie, fornite all’Anac, sui termini della questione, poiché se le notizie e le informazioni fornite fossero inesatte, incomplete, parziali o non munite dei doverosi approfondimenti e situazioni in termini concreti, puntuali ed esatti, tale “parere” verbale dell’Anac, sarebbe stato fuorviato al solo scopo di ottenere una pretesa di “giustificazione” dell’operato dei dirigenti comunali citati e autori della nota, che se fosse materialmente messa in atto, produrrebbe oggettivamente  effetti penalizzanti e dannosi al bene e interesse meritevole di tutela, nel caso specifico di garantire il benessere degli animali stessi (contravvenendo anche al Regolamento comunale di settore, tutt’ora in vigore), oltre al danno per la continuità lavorativa  e alla regolare prestazione di servizi, fiora erogata positivamente ed efficacemente dai dipendenti (attualmente 99) in servizio presso  le sedi di Muratella e di Vitinia, da quasi 12 anni.

Infatti, se tale trasferimento (alias “deportazione”) degli animali ospitati e accuditi, secondo protocolli e modalità di trattamento e tutela codificate, dai canili comunali che verrebbero temporaneamente dismessi nella loro funzione originaria e con servizio pubblico di competenza dell’Ente Locale, con spostamento verso canili privati (ancorchè in convenzione), verrebbero meno, le tutele di natura sanitaria, di vigilanza sulla correttezza delle procedure di concerto con il servizio veterinario e sanitario tra Comune e AA.SS.LL (svolto dai dipendenti di Avcpp Onlus tramite i vari uffici e attività), di verifica di regolari condizioni di salute degli animali affidati all’Ente Locale. I canili privati, come è noto, non hanno mai svolto né avrebbero possibilità di svolgere, per carenza di strutture, risorse e mezzi oltre che di esperienza pratica, tali attività di vigilanza e tutela sanitaria, con l’effetto di ridurre notevolmente la serie di funzioni, attività e procedure regolari, di effettiva realizzazione dell’interesse e bene da tutelare, del “benessere degli animali”.

Inoltre, verrebbero eliminate, le funzioni e le attività, finora svolte e coordinate presso il canile comunale di Muratella dal personale dipendente, di informazioni alla cittadinanza, di regolari ed efficaci procedure per le attività di adozione degli animali, nonché le misure di igiene e profilassi, di ausilio al personale sanitario veterinario, sia per le emergenze che per le regolari e normali procedure di controllo dello stato di salute degli animali ospitati, nonché di quelli di proprietà o custodia di privati cittadini, che si rivolgono alle strutture dei canili comunali e non certo a quelle di strutture private.

Si tratterebbe di fatti che, in applicazione della nota QL 3150/2016, concreterebbero i reati di interruzione di pubblico servizio, omissione e ritardo in atti di ufficio, distrazione di fondi pubblici (rimborso pro capite giornaliero dai fondi per i servizi dei canili comunali, anche se in affidamento nelle more di regolari ed efficaci bandi di gara di appalto, secondo il D. Lgs. 163/2006 e ss.mm.ii. e delle disposizioni comunitarie, a soggetti privati, come se fosse un esercizio di attività commerciale o di contabilità in economia senza il rispetto della tutela di beni, interessi di rilevanza pubblica e sociale), con una procedura di dismissione di un servizio di tale portata, assimilabile a quelli di natura socio- assistenziale-educativa, DI NATURA SOCIALE E DEI SERVIZI ALLA PERSONA.

Vi è di più. Il fatto che finora non sia stato fatto e predisposto, dai medesimi dirigenti e dai loro predecessori, un regolare BANDO DI GARA DI APPALTO, che tuteli anche i diritti e le aspettative di coloro che vi lavorano, con inserimento di clausole che siano rispettose delle LINEE GUIDA ANAC IN MATERIA DI TERZO SETTORE, COOP SOCIALI, nonché con espresso richiamo alle tutele inserite e applicabili nei CCNL del settore e della zona (CCNL Cooperative sociali), per i cambi di gestione/appalto, per la continuità lavorativa e occupazionale, nonché per la predisposizione per la parte di copertura economica, delle tabelle ministeriali del COMPLESSIVO COSTO DEL LAVORO PUBBLICATE DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE P.S. (aprile 2013), quale RIFERIMENTO OGGETTIVO E MATERIALE SULLA CUI BASE NON POSSONO FARSI BANDI CON BASE DI GARA INFERIORE, costituisce un elemento di inopportunità, carenza di legittimità e di non ottemperanza ai principi ispiratori di ogni regolare, legittimo, efficace, razionale, efficiente, procedura amministrativa, contabile di ogni atto amministrativo per le Pubbliche Amministrazioni.

Atti e procedure che, se omesse o non applicate correttamente, oltre a inficiare ab origine la procedura della regolarità del bando di gara di appalto, costituirebbero il presupposto per altre figure di reato, tra cui quella dell’art. 353 c.p., senza contare che nell’Amministrazione capitolina, le attuali inchieste e pessimi precedenti, contrari alle c.d. “buone prassi”, stanno ancora evidenziando, interessi privati in atti di ufficio e altri reati penali della P. Amm.ne, anche di tipo associativo e l’alea di tale ipotesi è fattore che va valutato, in via preliminare e preventiva, per la verifica se gli effetti di tale nota protocollo QL 3150/2016, possa costituirne una condizione penalizzante, dannosa se non addirittura di natura criminosa.

Pertanto, proprio per attivare dovute e doverose verifiche anche in “autotutela”, si richiede il ritiro dell’atto QL 3150/2016 del Dipartimento e la sua immediata sospensione degli effetti, con la sua sostituzione con atti e provvedimenti di natura conservativa e di corretta tutela dei beni e interessi di benessere degli animali, nonché delle prerogative dei dipendenti e operatori-operatrici finora utilizzati in questi servizi e attività.

La presente, è da considerarsi a tutti gli effetti, quale diffida e preavviso di azioni innanzi agli organismi competenti per materia e per territorio, della M.O., con la finalità di garantire la piena tutela dei beni ed interessi, di prerogative sopra descritte, nonché di far ripristinare certezza, trasparenza, legalità, efficienza ed efficacia.

Si preannuncia che comunque, ai sensi della L. 241/90 artt. 5,7.9, si interverrà nel metodo, nel merito delle procedure amministrative relative al bando di gara per il servizio e le attività in questione.

Si resta comunque disponibili per eventuali colloqui, qualora entro il termine di giorni dieci dalla data del presente atto, si ravvedesse la necessità e opportunità di approfondimento, salva la priorità di ritiro o sospensione dell’atto del Dipartimento QL 3150 del 22/1/2016.

Tanto era dovuto, a tutti gli effetti sindacali, contrattuali e di legge. Distinti saluti

I recapiti per le comunicazioni: 

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USI – Unione Sindacale Italiana Rsa Rls c/o Avcpp Onlus

segreteria prov.

Roberto Martelli

Per Associazione difesa e tutela utenti e consumatori servizi pubblici

Il Presidente e responsabile

p.t. Prof. Giuseppe Martelli