Incontro svoltosi a Marsiglia nella giornata del 23 Gennaio 2010 c/o la sede del SUD F.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail


Incontro svoltosi a Marsiglia nella giornata

del 23 Gennaio 2010 c/o la sede del SUD F.

 

Partecipazione di SUD (Francia); del Comitè Syndical Voie Democratique Maroc; del CTUWS (Egitto); della Organisation Democratique du Travaille (Marocco); del Sindicat Autonome des Impots Fonciers Egypt (Egitto); della USI-AIT (Italia); della CGT-E (Spagna); della CNT-F (Francia). A causa dell'azione repressiva del governo d'Algeri i compagni algerini non sono potuti essere presenti.


La rappresentanza egiziana racconta dello sviluppo delle lotte sindacali in Egitto, un Paese dove sino al 2007 esisteva solo un sindacato governativo ed una assenza totale di diritti e possibilità quali lo sciopero e la fondazione di sindacati indipendenti. Col venir meno di tali divieti si forma un nuovo sindacalismo indipendente, di base, che inizia una serie di agitazioni che si caratterizzano per la fuoriuscita massiccia dal sindacato ufficiale (circa 50.000 lavoratori) e l'avvio di lotte che portano seco rivendicazioni sociali, come il diritto alla sanità e rivendicazioni salariali e le dimissioni di tutti i dirigenti sindacali di regime;
inoltre viene criticato il ruolo monopolistico del sindacato governativo (cui rimane l'obbligo d'iscrizione per i lavoratori e le lavoratrici...), mentre per gli aderenti alla nuova O.S. l'adesione e volontaria (I lavoratori dovranno pagare due adesioni).

Vengono fondati Comitati di Lotta su base locale che afferiscono ad un Comitato Centrale con ruolo di coordinazione e, per la prima volta, si assiste ad una forte partecipazione femminile tra i manifestanti e scioperanti. Iniziano così una serie di sit-in al Ministero delle Finanze, alla sede del governo e del sindacato governativo, con partecipazioni massicce di 7.000 manifestanti che lo presidiano per due giorni.
La determinazione e la compattezza dei manifestazioni e dei loro rappresentanti inducono il Governo egiziano ad accetta una trattativa; il sindacato indipendente organizza “votazioni” secondo i principi della democrazia diretta. Viene scelta dai partecipanti alla manifestazione con voto vincolante la delegazione e i punti della trattativa.
Giornali e televisioni non possono tacere l'evento, il comitato di lotta l'utilizza la loro presenza per ottenere la maggior risonanza possibile alle rivendicazioni di interesse generale.
Ora il sindacato indipendente (in realtà è chiamato la casa dei sindacati e raccoglie più d'una organizzazione indipendente), è riconosciuto ed ha depositato il proprio statuto, anch'esso votato, con i principi della democrazia diretta.
La risposta del Governo Egiziano, oltre a vari tentativi repressivi, in questo ultimo periodo stà tentando di creare un finto sindacato indipendente con cui dividere i lavoratori e le lavoratrici e sottrarre forza ad una esperienza fino a poco tempo fa insperata.
I compagni e le compagne egiziane, hanno dichiarato che non necessitano di aiuto economico ma di sostegno politico il più ampio possibile oltre i confini dell'egitto ed hanno dato la propria adesione al Coordinamento Euromaghreb, di cui l'USI è partecipe.
In tal modo si giunge alla conclusione che, con questo nuovo e felice ingresso delle organizzazioni CTUWS e SAIFE egiziane, non ci si possa più limiare all'area del Magreb, ma si debba ampliare il quadro complessivo del progetto che d'ora in poi sarà il Coordinamento Solidarietà Mediterranea e cercherà di intervenire sul contesto mediterraneo.
La successiva analisi generale ci porta a valutare che in tutto il mondo, senza differenza tra Nord o Sud, è in atto un vero e proprio attacco ai lavoratori e alle lavoratrici, alle loro vite e ai loro diritti, con governi, democratici o meno, che colpiscono e negano i diritti acquisiti con leggi liberticide o con l'uso repressivo e violento della polizia.
Di fronte a questa situazione le organizzazioni sindacali presenti decidono di sviluppare un documento condiviso che denunci la repressione in Marocco ed Algeria. Dopo iniziali difficoltà si giunge, nel pomeriggio, ad una sintesi che porta a stilare il documento unitario. Questo verrà diffuso sui territori nazionali dalle organizzazioni sindacali presenti e si valuta possibile un uso dello stesso come strumento di pressione contro i governi repressivi. In tal senso si prospettano possibili azioni coordinate di solidarietà per i lavoratori dell'area mediterranea e si è quindi proceduto, al fine di razionalizzare gli sforzi, ad individuare 3 campi d'intervento che siano cardine dell'azione della Coordinamento Solidarietà Mediterranea: diritti del lavoro, diritti sociali, repressione.