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Comunicati Milano

Procedura di raffreddamento. Romeo Gestioni

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Milano li, 16.03.2022

Ill.mo Prefetto di Milano

Dottor Renato Saccone

C.so Monforte 31

20121 Milano

Prot. 61/22 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Spett.le

Comm. Garanzia legge dell’attuazione legge sullo

sciopero nei servizi pubblici essenziali

Prot. 62/22 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spettabile

ROMEO GESTIONI S.p.A.

Via Giovanni Porzio IS E/4     
80143 NAPOLI (NA)

Prot. 63/22   PEC:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Spettabile

Romeo Gestioni S.P.A.

C.so Vittorio Emanuele II, n° 15

20122 Milano

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Sede

 

Spettabile

A.T.M. S.p.A

Foro Buonaparte, 6

20121 MILANO (MI)

Prot. 64/22 PEC: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Oggetto: procedura di raffreddamento dei conflitti.

La scrivente segreteria provinciale di Milano e la rispettiva RSA dell’USI – C.T. & S. c/o l’appalto dei servizi di pulizia e sanificazione c/o la Metropolitana Milanese Rossa Linea UNO, in nome dei lavoratori dipendenti della ROMEO GESTIONI S.p.A., chiede l’attivazione della procedura di raffreddamento prevista dall’art. 2, comma 2° della L. 146/90, così come modificato dalla L. 83/2000, relativamente ai servizi di pulizia e sanificazione, c/o l’appalto della MM 1 in Milano.

Motivi della controversia

1.      Indennità Lavaggio tuta.
A seguito delle conciliazione ex art.  410; 411; e 412 cpc, in sede sindacale nel periodo tra luglio e settembre 2020 la Società Romeo Gestione SPA riconosceva ai lavoratori un cifra forfettaria quantificabile a  una retribuzione mensilmente di € 20,00 (venti/00) e

contestualmente si impegnava verbalmente a riconoscere la stessa quota per il periodo successivo anche nell’alveo di evitare altro contenzioso della stessa materia.

Di contro alcuni lavoratori preferirono adire in sede giudiziale e la cifra definita dal giudice doveva essere retribuita regolarmente e mensilmente in busta paga. Nell’ultimo periodo la società unilateralmente ha deciso di non versare la quota del lavaggio tuta che nell’una e nell’atro caso.

2.      I lavoratori chiedono che la Romeo Gestione SPA provveda alla consegna del cedolino paga per tutti quei lavoratori che ne facciano richiesta. Ricordiamo alla Società che è stato fatto un ricorso c/o il tribunle di Milano con esito positivo, mai ottemperato dalla Società. Anche in sede di appello è stato confermato dal giudice del lavoro del Tribunale di Milano l’obligo di Romeo alla consegna del cedolino in fomrato cartaceo.

3.      Il sindacato ha più volte richiesto l’elenco degli associati per una verifica dei propri associati non trovando nessuna disponibilità da parte della società che ha evaso senza spiegazione alcuna, la richiesta dello scrivente sindacato.

 

Contestiamo

a. Il mancato pagamento dell’indennità lavaggio tuta.

b. La mancata consegna della busta paga in cartaceo per i lavoratori che ne facciano richiesta.

c. Il rifiuto dellazienda all’invio dell’elenco degli associati alla scrivente O.S.

L’Unione Sindacale Italiana in sigla (U.S.I. – C.T. & S.)  si impegna a comunicare a tutti i soggetti in indirizzo le modalità dell’eventuale astensione al lavoro al termine della procedura di raffreddamento se non si dovesse trovare la giusta ricomposizione alla richiesta dei lavoratori e del sindacato.

 

Nell’attesa

Distinti saluti

Le RSA P. la segreteria

Galli Piera

USI – C.T. & S.

Bruzzese Sandro

 

 

Truffa all'Inps. Aspettativa sindacale non retribuita.

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Truffa all'Inps, dodici sindacalisti Cisl indagati

Per l'accusa esponenti del sindacato assunti formalmente da società compiacenti sfruttavano la legge sull’aspettativa sindacale non retribuita, maturando i contributi senza i versamenti.

La Cisl: "Piena fiducia nella Magistratura"

di Sara Grattoggi

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Il nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Milano ha eseguito un sequestro preventivo da oltre 600mila euro, in un'indagine condotta dal sostituto procuratore Paolo Storari, a carico di "alcune sigle sindacali" lombarde della Cisl per una presunta truffa ai danni dell'Inps "attraverso l'indebita fruizione di 'aspettativa sindacale non retribuita'".

Secondo l'accusa "numerosi sindacalisti, pur lavorando in via esclusiva presso le associazioni sindacali, sarebbero stati formalmente assunti da società compiacenti senza avervi mai lavorato" e ciò solo per permettere "ai sindacati di appartenenza di fruire dello sgravio contributivo".

In particolare, le sigle coinvolte nell'indagine sono:

la Cisl Milano Metropoli;

la Filca Cisl Milano Metropoli;

la Fim-Cisl Milano Metropoli;

la Fim Territorio dei Laghi di Varese;

l'Unione Sindacale Territoriale Cisl Bergamo;

la  Femca Cisl dei Laghi Como Varese;

la Femca Cisl Lombardia con sede a Sesto San Giovanni.

Sequestri sono stati effettuati anche presso:

la  Felsa Cisl Lombardia;

la  Fisascat Cisl, la Femca Cisl Milano Metropoli;

la  Femca Cisl Monza Brianza Lecco, con sede a Monza.

Per il giudice delle indagini preliminari Anna Calabi, "rimane da spiegare perché le imprese private si siano prestate ad assecondare questo meccanismo, per loro tutto in perdita (in quanto il lavoratore viene pagato per almeno 6 mesi senza fare alcunché)".

Per il gip, inoltre, "i lavoratori non sono apparsi consapevoli della frode perpetrata e di conseguenza non è emerso un profilo di dolo a loro carico. Essi sembrano essere stati meri strumenti del meccanismo truffaldino - si legge nell'ordinanza - non ne sono i beneficiari e si limitano ad esercitare un'attività lavorativa e a venire ovviamente retribuiti per questo. A nulla rileva per loro che la busta paga arrivi non tanto dal sindacato ma da un'impresa privata (ovviamente in accordo con il sindacato)".

Tra i 12 sindacalisti Cisl figurano anche il dirigente della Cisl Milano Renato Zambelli, già responsabile Expo, Gilberto Magone, ex segretario generale aggiunto della Cisl Milano, Alberto Pluda, segretario generale della Cisl di Brescia, Massimo Zuffi, segretario generale della Femca Cisl Milano Metropoli. Sarebbero loro, secondo l'accusa, ad aver organizzato la presunta truffa all'Inps, facendo assumere fittiziamente da aziende compiacenti alcuni sindacalisti.

Il comunicato della Cisl
"Apprendiamo oggi dagli organi di stampa del sequestro cautelativo di somme afferenti ai conti correnti di alcune strutture sindacali della Cisl nella nostra Regione da parte della magistratura, nel cui operato rinnoviamo la nostra piena fiducia". Così il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci. "Appena conosceremo nel dettaglio circostanze e motivazioni del sequestro - prosegue - adotteremo le azioni atte a garantire la doverosa tutela alle federazioni e alle confederazioni territoriali della Cisl".

 

Sub appalti. infiltrazioni delle cosche.

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Milano 11 febbraio 2022-

Gli "operai distaccati dalle imprese di primo livello sui cantieri ferroviari", ossia spostati per lavorare dalle società riconducibili alla 'ndrangheta in quelle che prendevano gli appalti da Rfi (parte offesa), "sovente senza alcuna competenza professionale e previa falsificazione della documentazione attestante le necessarie abilitazioni, vengono fatti lavorare in condizioni di sfruttamento".

Lo scrive il gip di Milano nell'ordinanza che ha portato oggi a 15 arresti per le infiltrazioni delle cosche nei lavori sulla rete ferroviaria.

Tra gli indagati nell'inchiesta milanese che oggi ha portato a 15 arresti, per ingiltrazioni della "ndrangheta" sykke rete ferroviaria, figura anche Mari antonietta Ventura, presidente del Gruppo Ventura, che si occupa di construzioni ferroviarie, e che era stata candidata da centro sinistra e Cinque Stelle alla presidenza della Regione Calabria, ma poi la scorsa estate si era ritirata dalla corsa.

A quanto si è saputo, Ventura, a capo della società coinvolta nell'inchiesta assieme al Gruppo Rossi, è indagata per l'ipotesi di associazione per delinguere, ma a suo carico il gip non ha riconosciuto la misura cautelare che era stata richiesta dal pm. Tra gli indagati ci sono anche Alessandro e Edoardo Rossi, rispettivamente direttore e presidente di Gcf del Gruppo Rossi.

La Dda, a quanto si è appreso, aveva chiesto in otale 35 arresti, tra cui quello di Ventura, ma il giudice ne ha occolti 15.


© AA NSA'Ndrangheta, indagata imprenditrice
   

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