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Comunicati Milano

Stipendio sospeso per chi non si vaccina

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Stipendio sospeso per chi non si vaccina: parola alla Consulta

Annamaria Villafrate | 18 mar 2022

 

Per il Tribunale di Catania la normativa che impone l'obbligo vaccinale e punisce con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione chi non adempie, perché contrasta con gli articoli 2, 3 e 32 comma 2 della Costituzione

  • Sospensione della retribuzione: parola alla Consulta

Il Tribunale di Catania, Sezione Lavoro, con l'ordinanza del 14 marzo 2022 (sotto allegata) rimette alla Corte Costituzionale la questione relativa alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione nei confronti dei soggetti obbligati alla vaccinazione Covid 19, che non adempiono.

La previsione viola potenzialmente gli artt. 2, 3 e 32 comma 2 della Costituzione perché negare anche gli alimenti a chi viene sospeso dal lavoro per mancato l’assolvimento dell'obbligo vaccinale ne lede la dignità e lo pone in una condizione deteriore rispetto a chi tiene condotte rilevanti dal punto di vista disciplinare Obbligo vaccinale:

  • sospensione per due infermiere

Tutto ha inizio quando alcune dipendenti di un'azienda ospedaliera, con la qualifica di collaboratore sanitario - infermiere, vengono sospese dal servizio a causa del mancato adempimento dell'obbligo vaccinale. Con ricorsi in via d'urgenza e separatamente, le dipendenti chiedono il riconoscimento dell'assegno alimentare perché la sospensione dal servizio è stata accompagnata dalla sospensione della retribuzione. Le stesse hanno allegato di versare in stato di indigenza, di non poter fra fronte, senza retribuzione, ai bisogni primari della famiglia, di avere in corso mutui e finanziamenti e di trovarsi nell'impossibilità di esercitare la professione in altra modalità stante la sospensione dai rispettivi ordini.

  • Negare l'assegno alimentare viola la Costituzione

Le ricorrenti fanno altresì presente che gli iniziali ordini di sospensione sono stati prorogati fino al 15 giugno 2022 e che l'azienda, a cui hanno fatto domanda, a mezzo pec, non ha riconosciuto loro neppure l'assegno alimentare e che negare un simile supporto in caso di sospensione dal lavoro è discriminatorio rispetto a chi viene sottoposto a procedimento disciplinare. In questi casi, infatti, al dipendente spetta quanto meno metà dello stipendio e gli assegni per i familiari a carico.

Discriminazione evidente, soprattutto se si considera che il legislatore ha specificato che il mancato adempimento dell'obbligo vaccinale non costituisce illecito disciplinare.

Le ricorrenti rilevano che tale diversità di trattamento avviene in palese violazione dell'art. 36 e 2 della Costituzione in quanto l'assegno alimentare, privo di natura retributiva, ha lo scopo di garantire al lavoratore il sostentamento minimo.

  • Mancato riconoscimento dell'assegno alimentare alla Consulta

Il Tribunale di Catania, Sezione lavoro, adito dalle ricorrenti riunisce i procedimenti e precisa che le questioni sollevate non possono essere trattate senza prima risolvere il dubbio di legittimità costituzionale relativo all'art. 4, comma 5, D.L 1 aprile 2021 n. 44, convertito con modificazioni nella legge n. 76/2021, nella parte in cui, nel prevedere che "per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato" esclude l'erogazione dell'assegno alimentare in caso di sospensione cautelare o disciplinare.

Premessa cui segue la ricostruzione normativa relativa alla questione in oggetto e in relazione alla quale il Tribunale di Catania rileva che "La dizione legislativa, nel fare riferimento alla retribuzione ed a qualsiasi altro compenso, comunque denominato, sembra esprimere un contenuto chiaro ed inequivoco, non suscettibile di diversa interpretazione."

Poiché però la questione di costituzionalità può essere ammessa anche quando sollevata in sede cautelare, come nel caso di specie, il giudicante la rimette alla Corte Costituzionale in quanto:

il rispetto della persona, sancito dall'art. 2 della Costituzione, fa concludere che non possano essere adottate misure intransigenti che possano giungere a ledere la dignità della stessa, precludendo qualsiasi forma di sostentamento;

persino nei confronti di chi ha commesso delitti gravi la Corte Costituzionale ha affermato che chi sconta la propria pena in modalità alternativa al carcere non può essere privato di misure base come la pensione sociale, quella per gli invalidi civili, la disoccupazione e l'assegno sociale;

il mancato l’assolvimento dell'obbligo vaccinale non integra un illecito penale o rilevante dal punto di vista disciplinare;

al lavoratore sospeso per violazione dell'obbligo vaccinale è precluso l'accesso a quegli istituti previsti invece nei diversi casi in cui perda il lavoro;

la sospensione dall'albo o ordine di appartenenza preclude di poter svolgere la loro professione altrove per un periodo che, nel caso di specie, è particolarmente lungo, visto che permane fino al 15 giugno 2022.

  • Violazione degli articoli 2, 3 e 32 comma 2 Costituzione

Il Tribunale rileva che l'obbligo vaccinale, introdotto per tutelare la salute pubblica, è stato irrigidito eccessivamente, tanto che ad un certo punto ha dato origine a uno squilibrio tra i diversi valori costituzionali in campo, primo tra tutti la dignità della persona e a seguire il diritto al lavoro, come mezzo di realizzazione e strumento per assicurare al lavoratore e alla sua famiglia una vita dignitosa.

Evidenzia inoltre che la legge che ha imposto l'obbligo vaccinale, anche se con nobili intenzioni, ha finito per realizzare una "forzata induzione" ad adempiere, mettendo il lavoratore di fronte a una scelta: vaccinarsi o subire condizioni di indigenza.

Tematica che pone anch'essa dubbi di costituzionalità rispetto all'art. 2 della Costituzione, il quale sancisce che qualsiasi trattamento, anche obbligatorio, non può risultare lesivo delle dignità della persona. Concetto che trova conferma, tra l'altro, in diverse disposizioni di legge.

La previsione della sospensione dal lavoro e dalla retribuzione nei confronti di chi non adempie l'obbligo vaccinale, pone quindi, per il Tribunale di Catania, dubbi di costituzionalità in relazione alla violazione dell'art. 32, comma 2, dell'art. 3 e dell'art. 2 della Costituzione, che legittimano la remissione alla Corte Costituzionale con conseguente sospensione del giudizio in corso.

 

R.S.U. IL NOSTRO PROGRAMMA ELETTORALE.

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IL NOSTRO PROGRAMMA ELETTORALE

 

NO ALLA SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE.

Continuiamo a non condividere la scelta della vendita tutti gli immobili di pregio (da Largo Treves, a via San Tomaso, a via Porpora sino al grattacielo di via Pirelli 39) ripiegando su palazzi di scarso valore commerciale, come sede di lavoro per molti dipendenti comunali, situati nelle estreme periferie di Bovisa (Educazione, Area Tecnica, Appalti) e di Corvetto (Servizi sociali, Urbanistica, Mobilità, arredo Urbano, Verde). Sedi decentrate scomode, (in via Durando manca persino la metrò), per i cittadini milanesi e i dipendenti comunali che debbano raggiungerle. Senza contare che la vendita di immobili in posizione strategica e centrale, che costituiscono il patrimonio immobiliare del Comune di Milano, comporta effetti negativi sul bilancio nel medio periodo, e dunque, sulla solvibilità di Palazzo Marino, con diminuzione della garanzia del pagamento dei nostri stipendi. Operazioni finanziarie e immobiliari che legano ancora di più le mani del bilancio comunale, già gravato da pesanti interessi per la costruzione della Metrò 4, alle banche con effetti deleteri per i servizi pubblici, come la situazione dei Servizi all'Infanzia e dei Servizi Sociali mostrano con evidente drammaticità.

 

SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

USI si è ricostituita nel Comune di Milano nel dicembre 2020, nel momento più buio della pandemia, per rivendicare la tutela e la sicurezza dei lavotori. Continueremo a chiedere, anche dopo la fine dello stato di emergenza, la tutela delle fragilità e il diritto allo smartworking per genitori con figli piccoli e per i colleghi che curano parenti non autosufficienti. Non smetteremo di segnalare i pericoli delle classi affollate, e di alcuni servizi della Polizia Locale, così come l'assenza dei certificati di idoneità elettrica e antincendio in numerose scuole e nidi. Chiediamo di pensare al più presto anche alla manutenzione degli uffici in via Larga, e dei tanti edifici che ospitano le sedi dei Municipi, oltre alle tante scuole d'Infanzia, che spesso si allagano ogni anno alle prime piogge. Al fine di tutelare la salute dei lavoratori e la sicurezza delle postazioni di lavoro, chiediamo inoltre che il Comune garantisca ai 5000 lavoratori in smartworking, a cui è stato negato qualsiasi rimborso per elettricità e connessioni wi-fi, buoni pasto e uso di pc e cellulari aziendali, quantomeno sedie ergonomiche e scrivanie pieghevoli anche accedendo ai fondi del Decreto Ristori.

 

ASSUNZIONI SUBITO!

Il Comune di Milano ha perso in 5 anni oltre 1600 lavoratori passando dai 15.500 del 2015 ai 13.900 del dicembre 2021, una perdita secca del 10%. Chiediamo a gran voce che, oltre che nella polizia locale anche nelle scuole dell’infanzia, in anagrafe, nei municipi e in tutti settori carenti, vengano effettuate assunzioni di nuovo personale, per offrire alla cittadinanza un servizio pubblico all’altezza delle legittime aspettative, soprattutto nelle sofferenti periferie prive di spazi municipali. Siamo contrari e ci opporremo in qualunque modo ad ulteriori privatizzazioni.

 

SMART WORKING O LAVORO A DOMICILIO?

Non è più accettabile che lo smart working, ormai entrato di diritto fra i modi ordinari di svolgimento della prestazione lavorativa, sia ancora svolto in maniera emergenziale, come allo scoppio della pandemia, e quindi avvalendosi esclusivamente di mezzi propri soggetti ad usura (computer fissi o portatili), con evidenti problemi di privacy (telefoni personali deviati), senza il riconoscimento di un rimborso per le spese di luce e connessione, senza il riconoscimento del buono pasto. Chiediamo pc portatili, cellulari di servizio e buoni pasto per chi svolge da casa parte della sua attività lavorativa.

 

CONTRO IL CODICE DISCIPLINARE LIBERTICIDA

Denunciamo come liberticida il nuovo codice disciplinare che punisce l'uso personale e fuori dell'orario di lavoro dei social network per esprimere liberamente il proprio pensiero. Chiediamo il ritiro degli articoli del Codice Disciplinare che, limitando i principi della Libertà di espressione e di associazione, violano la Costituzione della Repubblica e lo Statuto dei Lavoratori, prevedendo sanzioni disciplinari e il controllo delle opinioni. Il giusto divieto di insultare e offendere, anche via non deve mai impedire quella libertà di critica civile che credevamo essere un patrimonio comune ormai acquisito dal 25.4.1945 e non un diritto ancora in discussione, specie nella Città Medaglia d'oro della Resistenza.

Prevedere sanzioni per chi invece di lavorare usa gli strumenti del Comune per fare altro è giusto, impedire di esprimere la propria opinione 24/24h con mezzi propri è una previsione propria di regimi totalitari che nulla hanno a che fare con la storia, la cultura e le tradizioni di libertà di Milano.

 

FONDO PERSEO NEO-ASSUNTI: NO ALLO SCIPPO DEL T.F.R.

Non si ferma la nostra campagna di informazione, soprattutto per i neo-assunti, sul Fondo Perseo, al fine di evitare che lo strumento automatico di adesione, tramite il silenzio-assenso, impedisca la formazione di una volontà consapevole all’adesione.  Aderire ad un fondo di investimento in banca, comporta la profilazione del cliente, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo previsto dalla MiFID,  la direttiva comunitaria volta a disciplinare i servizi di investimento nei 30 Stati membri. Se per aderire in banca ad un qualsiasi fondo di investimento è necessaria la compilazione del questionario MiFID, che è un insieme di domande sulle diverse conoscenze ed esperienze del mondo finanziario, nonché sulla situazione economica e sulle aspettative del cliente dall’investimento, perché le stesse precauzioni non sono prese per l’adesione del lavoratore, che potrebbe essere completamente digiuno dai principi cardine degli investimenti economici? Il Fondo Perseo, inoltre, non è rivalutato ai tassi di inflazione, per cui, l’adesione allo stesso equivale a rinunciare alla rivalutazione della liquidazione ai tassi di inflazione al termine dell'attività lavorativa, con la perdita di gran parte del capitale versato. Denunciamo infine che è urgente promuovere una mobilitazione per l’abrogazione della legge Fornero e per un sistema di previdenza pubblico che garantisca a tutti i lavoratori una pensione per lo meno dignitosa: i tagli da macellaio che hanno infierito sul sistema, insieme a tanti regali a varie categorie pagati coi contributi dei lavoratori, e il crollo del PIL a seguito della pandemia, minacciano di creare un esercito di pensionati indigenti.

 

SETTORE EDUCAZIONE

Continuiamo a contrastare le decisioni che in questi anni hanno portato al peggioramento nell’organizzazione dei Servizi all’Infanzia, gravando pesantemente sul carico di lavoro degli educatori e di conseguenza sul diritto delle famiglie di usufruire di un servizio soddisfacente, non solo a livello pedagogico, ma anche in termini di organizzazione del lavoro. La disorganizzazione del servizio già in atto si è ulteriormente evidenziata durante questo periodo di pandemia, laddove il dilagare dei contagi ha messo in risalto non solo la mancanza personale per sostenere le richieste di pre e post Scuola, e di Servizi Integrativi, ma anche un protocollo Covid inadeguato, non all’altezza della tutela della salute dei lavoratori e delle lavoratrici e dei bambini. Gli educatori lavorano spesso da soli senza compresenza in sezioni “pollaio” con 25 bambini per 3 ore (metà della giornata lavorativa) e nel caso di assenza del/della collega per tutta la giornata lavorativa. Non ci sono sostituzioni di personale (assenze-malattie-permessi educatori) così che le sezioni chiudono in anticipo gravando sull’organizzazione delle famiglie. Tutto questo è insostenibile e impatta sulla sicurezza degli educatori e dei bambini oltre che sulle finalità educativo-pedagogiche dei Servizi all’Infanzia. Al fine di riorganizzazione orari e turni di lavoro degli educatori e al fine di realizzare una maggiore compresenza chiediamo subito: indizione di nuovi concorsi e selezioni interne passaggio nido-infanzia per l’assunzione di personale educativo, operando una revisione dei titoli di studio per l’accesso ai concorsi (oggi è richiesta la laurea che è lo stesso titolo di studio previsto per insegnare alla scuola primaria di primo grado, con conseguenze facilmente immaginabili visto le diverse condizioni contrattuali...). Chiediamo che sia data la possibilità di accedere ai concorsi infanzia anche ai candidati in possesso di diploma socio-psico-pedagogico e laurea triennale in scienze dell'Educazione.  L’obiettivo a cui tendiamo tutti è offrire alle Famiglie dei servizi Educativi all’altezza di una Città Metropolitana come Milano.

 

GREEN PASS E OBBLIGO VACCINALE

U.S.I. è schierata, fin dallo scorso settembre, contro il green pass, strumento introdotto con un decreto legge che ha leso il diritto al lavoro e alla liberta, minando i principi fondanti della Costituzione Italiana. Continueremo a sostenere i lavoratori e le lavoratrici sospesi/e chiedendo il trasferimento temporaneo ad altra mansione laddove possibile,  piuttosto che il blocco dello stipendio.

 

MASCHERINE FFP2 E TAMPONI

Per tutti i lavoratori e le lavoratrici chiediamo la distribuzione di mascherine FFP2 e l’esecuzione di tamponi anti-covid 19, unico reale strumento di prevenzione del contagio sui luoghi di lavoro.

 

INCREMENTO BUONO PASTO

La pandemia impone una profonda riflessione sul buono pasto così come è erogato oggi. L’importo riconosciuto agli esercizi convenzionati con il Comune di Milano (€ 6,57 + iva 10%) appare sempre più inadeguato, soprattutto in centro, a remunerare l’esercente a fronte delle spese sostenute per garantire un primo, un secondo, un contorno, bibita analcolica e caffè; tanto più che, a seguito della pandemia innumerevoli ristoranti hanno tolto la convenzione o hanno addirittura chiuso per fallimento, lasciando intere zone sguarnite di locali  convenzionati dove effettuare la pausa pranzo, e i dipendenti privati del loro diritto al ticket riconosciuto dal contratto. Noi chiediamo la concessione di buoni pasto digitali, così come avviene in altri enti, spendibili in qualunque ristorante o nei negozi di generi alimentari. L'impennata dei prezzi energetici inoltre, rischia di privare i dipendenti, come già sta succedendo per diversi esercizi convenzionati, di un pranzo completo infierendo sul già scarso salario a fronte dei costi della città più cara d'Italia: Milano.

 

FORMAZIONE DEI DIPENDENTI E PASSAGGI DI CATEGORIA PER CONCORSO INTERNO

Chiediamo una formazione continua e qualificata di tutti i dipendenti sui software utilizzati per il lavoro, che viene invece troppo spesso lasciati all’apprendimento da autodidatta o a video-lezioni pre-registrate che concedono troppo poco spazio a una necessaria relazione con il docente. Tale rapporto deve invece avvenire sia fisicamente che tramite applicativi per le video-conferenze, ma sempre “in tempo reale” per essere efficace, lasciando lo spazio al confronto, alle domande e alle esercitazioni. Chiediamo altresì che, anche per gli sportellisti, che più di tutti gli altri ne hanno bisogno, sia resa effettiva la partecipazione ai corsi di lingua, e non venga sempre negata per motivi di servizio! Chiediamo inoltre che, per ricoprire i vuoti di organico, nelle nuove assunzioni ,vengano previste quota di riserva di posti per l’accesso alle categorie superiori per il personale interno, nel rispetto delle previsioni normative.

 

EQUA DISTRIBUZIONE DEI PREMI

Oggi una minoranza di circa 6000 dipendenti, molti dei quali meritevoli ma spesso premiati in quanto 'nominati' dai dirigenti, godono di più del 70% della cifra complessiva del Salario Accessorio, che ammonta a più di 78 mln. Di euro.  Per sole posizioni organizzative e alte professionalità (che già godono di stipendi dal doppio al sestuplo dei pari categoria e che nel 2011, prima della elezione del sindaco Pisapia, erano 235 mentre oggi sono più di 700) il fondo prevede quasi 10 milioni di euro, più del 15% dell'intero ammontare. Nonostante gli enormi risparmi accumulati dall'Amministrazione in questo periodo di pandemia, 4,4 milioni di euro annui in soli buoni pasto non erogati, la parte comune, quella che viene suddivisa equamente tra tutti i lavoratori, somma a un misero 15%...Chiediamo pertanto una equa ripartizione dei 90 mln di Salario Accessorio.

 

POLIZIA LOCALE

L'aumento dell'età media dei colleghi di Polizia Locale impatta sulla qualità del servizio e del lavoro con effetti deleteri sulla salute e la sicurezza dei lavoratori. Chiediamo una formazione adeguata alle nuove sfide della metropoli e l’inserimento di giovani nei comandi di zona e nei nuclei stradali, in modo tale da garantire quella efficacia necessaria sia nei servizi ordinari che nei turni notturni. Il servizio rimozioni, così come tanti altri servizi utili alla cittadinanza sono stati ridimensionati, quando invece dovrebbero essere potenziati per garantire decoro e sicurezza.

 

MI li 18.03.2022

Il Direttivo U.S.I.- Comune di Milano

 

Elezioni RSU 5,6,7 Aprile 2022. Comune MI

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Elezioni della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) del Comune di Milano 5,6,7 Aprile 2022.

Gentili colleghe e colleghi, iscritte/i e sostenitrici/ori di U.S.I.

Vi ringraziamo, innanzitutto per averci sostenuto e aver permesso con le vostre firme di partecipare alle Elezioni presentandoci con la nostra lista di candidate/i.

Nei giorni 5, 6 e 7 aprile 2022 si terranno presso il Comune di Milano le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria (R.S.U.).

Com’é noto, la RSU è un organismo elettivo attraverso il quale le lavoratrici ei lavoratori tutti partecipano significativamente all’attività contrattuale e di relazioni sindacali con l’Amministrazione.

U.S.I. ha fatto due richieste importanti alla Commissione RSU, con il nostro delegato alla commissione elettorale Luca Rendola:

  • la conferma della legittimità di voto di tutti i colleghi che si trovano nella condizione di sospensione causa “obbligo vaccinale”, in quanto a tutti gli effetti aventi diritto al voto e aventi un rapporto di lavoro in essere, così come quello dei 1100 colleghi in condizioni di fragilità, congedo e 104.
  • ·Aumento e distribuzione delle Sezioni Elettorali RSU 2022, rispetto al 2018, perché possano coprire i diversi Municipi della nostra città e permettere a tutti i dipendenti, specie alle 4100 educatrici delle più di 200 sedi sparse su tutto il territorio, di recarsi facilmente alle urne senza dover percorrere lunghi tragitti durante turno di lavoro.

Vi ricordiamo che possono votare, in orario di servizio timbrando servizio esterno F3 tutti i lavoratori dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato in forza nell’amministrazione alla data delle votazioni, ivi compresi quelli provenienti da altre amministrazioni che vi prestano servizio in posizione di comando o fuori ruolo.

L’orario di apertura seggi sarà dalle 9,00 alle 16,00.

I dipendenti aventi diritto al voto potranno recarsi a votare durante l’orario di servizio utilizzando il tempo strettamente necessario, avendo cura di effettuare le opportune rotazioni al fine di assicurare il normale svolgimento delle attività lavorative.

Coloro che prestano servizio in sedi che non hanno al proprio interno il seggio elettorale devono recarsi a votare, previa comunicazione al responsabile dell’Unità di appartenenza, utilizzando il “servizio esterno” che dovrà essere rilevato, per chi utilizza il badge, con la timbratura F3 uscita e F3 entrata.

Il certificato elettorale sarà allegato al cedolino di marzo 2022 (disponibile su intranet a partire dal 24 marzo) di tutti i dipendenti aventi diritto al voto.

Il certificato dovrà essere consegnato al seggio al momento della operazione di voto.
Si raccomanda pertanto di stamparlo e conservarlo con cura, in caso di eventuali difficoltà contattateci e vi aiuteremo a recuperarlo e stamparlo.

Il certificato elettorale é costituito da due parti:

la prima parte viene trattenuta dal Presidente di Seggio per la necessaria verifica dell’operazione di voto svolta da ciascun dipendente da comunicare alla Commissione Elettorale e all’Amministrazione.

La seconda parte, vidimata da uno dei componenti del seggio, sarà restituita al dipendente quale attestazione di voto.

Si ricorda che per votare é necessario recarsi al seggio con il certificato elettorale e un documento in corso di validità.

L’elezione é a suffragio universale ed a voto segreto, con il metodo proporzionale tra liste concorrenti.

Il voto va espresso per la lista prescelta con la possibilità di esprimere fino a 2 preferenze all’interno della stessa, scrivendo il cognome o i cognomi dei candidati preferiti.

Si ricorda che é possibile esprimere il proprio voto una sola volta presso una delle Sezioni Elettorali indicate al punto 3.

Le elezioni sono valide quando ha votato almeno la metà più uno dei 13.900 aventi diritto al voto (elettorato attivo).

 

RECLUTAMENTO SCRUTATRICI E SCRUTATORI

U.S.I, inoltre ha il mandato di reclutare un numero di dipendenti a tempo determinato e indeterminato che vogliano svolgere la funzione di scrutatrici/ori per le giornate di votazione, spoglio e scrutinio. La settimana dal 4 all’8 aprile verrà retribuita come settimana lavorativa (orario di lavoro 9/16) ed è possibile scegliere la sede elettorale più vicina alla propria abitazione.

Per ogni giornata lavorativa si potrà usufruire del badge per i pasti nei locali convenzionati prossimi ai seggi

Potete mettervi in contatto con

Luca Antonio Rendola

Delegato rappresentante commissione elettorale R.S.U.

   

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