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Edili e affini Artiginai. 16.12.2010 - 24.01.2014

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Acc. 24-01-2014

Accordo 24 gennaio 2014 per il rinnovo del c.c.n.l. per i dipendenti delle imprese artigiane e delle piccole e medie

imprese industriali dell'edilizia e affini

 

Epigrafe

Scadenze contrattuali

Parti stipulanti

Testo dell'accordo

Premessa

 

Art. 3 (Periodo di prova)

Art. 15 (Elemento Variabile della Retribuzione - E.v.r.)

Art. 30 (Aspettativa)

Art. 31 (Anzianità professionale edile)

Art. 42 (Accordi locali)

Art. 77 (Classificazione dei lavoratori)

Art. 85 (Aspettative)

Art. 93 (Contratto a termine)

Art. 95 (Somministrazione di lavoro)

Art. 97 (Lavoro a tempo parziale)

Art. 103 (Decorrenza e durata)

Art. 104 (Esclusiva di stampa)

Art. 105 (Lavori usuranti - Lavori pesanti)

 

Aumenti retributivi e minimi di paga base e di stipendio

Protocollo sulla formazione e sicurezza sul lavoro

Protocollo sulla bilateralità

 

Accordo 24 gennaio 2014 per il rinnovo del c.c.n.l. per i dipendenti delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese industriali dell'edilizia e affini

Decorrenza: 1 gennaio 2013; Scadenza: 31 marzo 2016

 

ANAEPA-CONFARTIGIANATO; CNA-COSTRUZIONI; FIAE-CASARTIGIANI; CLAAI.

e

FENEAL-UIL; FILCA-CISL; FILLEA-CGIL.

Premessa Le parti, nel ribadire la gravità della situazione di crisi strutturale che da alcuni anni sta colpendo il comparto delle costruzioni con pesanti e drammatiche ripercussioni sul sistema delle imprese e sulle dinamiche occupazionali che si è tradotta nella chiusura di migliaia di imprese e nella perdita di migliaia di posti di lavoro, consapevoli della responsabilità sociale derivante dal proprio ruolo e nell'ambito dei mandati politici e sindacali assunti, ritengono di sottoscrivere il presente accordo di rinnovo del c.c.n.l., pur in un contesto economico e produttivo non favorevole.

Attraverso il presente rinnovo contrattuale, le parti ritengono infatti necessario - concordando in tal senso - attuare congiuntamente misure ed iniziative per il rilancio del settore anche con riferimento all'elevato costo del lavoro che penalizza la redditività delle imprese e che influenza pesantemente e negativamente i rinnovi contrattuali e per il contrasto al lavoro irregolare.

 

Art. 3 (Periodo di prova)

L'assunzione di lavoro di ogni operaio si intende effettuata con un periodo di prova pari a 35 giorni di lavoro per operai di 4° livello, 30 giorni di lavoro per operai specializzati, 25 giorni di lavoro per operai qualificati e 15 giorni di lavoro per tutti gli altri operai durante il quale è ammesso, da ambo le parti, il diritto alla rescissione del rapporto di lavoro senza preavviso né diritto ad indennità.

L'assunzione degli autisti addetti alla conduzione ed al funzionamento di autobetoniere e di autobetonpompe, se effettuata per la categoria degli operai specializzati, può avvenire con un periodo di prova non superiore a 30 giorni di lavoro, durante il quale è parimenti ammesso, da ambo le parti, il diritto alla rescissione del rapporto di lavoro senza preavviso né diritto ad indennità. La fissazione del periodo di prova per tali operai, indipendentemente dalla categoria di inquadramento, deve essere fatta per iscritto all'atto dell'assunzione.

Sono esenti dal periodo di prova di cui ai commi precedenti gli operai che abbiano già prestato servizio presso la stessa impresa con le stesse mansioni relative alla qualifica del precedente rapporto di lavoro, sempre che quest'ultimo non sia stato risolto da oltre 3 anni.

Il periodo di prova sarà utilmente considerato agli effetti del computo dell'anzianità dell'operaio confermato.

La malattia sospende il periodo di prova e l'operaio sarà ammesso a continuare il periodo di prova medesimo qualora la malattia non abbia durata superiore al periodo di prova stesso.

 

Art. 15 (Elemento Variabile della Retribuzione - E.v.r.)

... (Omissis) ...

Viene confermato che, per la vigenza del presente contratto, le Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori aderenti alle Associazioni nazionali contraenti potranno concordare, con decorrenza non anteriore al 1° luglio 2014, per la circoscrizione di propria competenza, l'Elemento variabile della retribuzione secondo criteri e modalità di cui all'art. 42. L'E.v.r. è fissato dalle parti sociali firmatarie nazionali nella misura del 6% dei minimi in vigore alla data del 1° giugno 2012.

A decorrere dal 1° luglio 2011, a seguito dell'entrata in vigore del nuovo istituto dell'Elemento Variabile della Retribuzione, cessa l'Elemento Economico Territoriale.

L'Elemento variabile della retribuzione sarà concordato in sede territoriale quale premio variabile che tiene conto dell'andamento congiunturale del settore e specificatamente dell'artigianato, e sarà correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente contratto, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

L'indennità territoriale di settore resta ferma nelle cifre in atto in ciascuna circoscrizione territoriale.

Le parti convengono che l'Elemento Variabile della Retribuzione, riconosciuto a livello territoriale in applicazione al presente c.c.n.l., ha le caratteristiche di cui al D.P.C.M. del 22 gennaio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 marzo 2013 ovvero risulta essere una erogazione collegata alla retribuzione di produttività.

Clausola di salvaguardia aziendale

Fermo restando che il 2° livello di contrattazione è e rimane quello territoriale, le parti sottoscrittrici del presente accordo concordano nella possibilità che le imprese, che abbiano un andamento economico negativo rispetto ai parametri concordati dal livello territoriale, possano ridurre gli importi erogati a titolo di E.v.r., secondo le modalità definite a livello territoriale, sulla base delle linee guida che il livello nazionale definirà entro il 30 giugno 2014, tenendo conto, comunque, che la richiesta dovrà essere attivata su iniziativa della singola impresa e che la verifica della sussistenza delle dichiarazioni dell'impresa avvenga esclusivamente presso la sede di una delle Associazioni datoriali firmatarie il presente contratto con le Organizzazioni Sindacali territorialmente competenti, al fine di sottoscrivere un verbale contenete le eventuali quantità erogabili.

 

Art. 30 (Aspettativa)

All'operaio non in prova che ne faccia richiesta, può essere concesso, compatibilmente con le necessità tecnico-organizzative dell'impresa e per una sola volta l'anno, un periodo di aspettativa della durata minima di 4 settimane consecutive, per ragioni di studio o per motivi personali o familiari, senza retribuzione e senza decorrenza dell'anzianità ad alcun effetto.

Nel caso di necessità di uscita e rientro dell'operaio straniero dal territorio nazionale, il periodo di aspettativa può essere concesso in misura frazionata con durata minima per ciascun periodo di due settimane.

E' possibile cumulare, compatibilmente con le necessità tecnico-organizzative dell'azienda, il periodo di aspettativa con le ferie ed i riposi annui.

L'aspettativa deve essere richiesta per iscritto con la specificazione delle motivazioni.

L'impresa è tenuta a portare per iscritto a conoscenza della Cassa edile artigiana il periodo di aspettativa concesso e le relative motivazioni.

Le parti convengono che la concessione di tali aspettative è da considerarsi tra gli eventi considerati validi ai fini dell'osservanza dell'orario di lavoro di cui all'art. 29 della legge 8 agosto 1995, n. 341.

 

Art. 31 (Anzianità professionale edile)

Fatto salvo il diritto dei lavoratori alla prestazione nonché il diritto delle imprese a non sostenere ulteriori costi, si conviene sulla necessità, ferme restando le aliquote di contribuzione totali vigenti sui singoli territori, di istituire, sin da subito, una Commissione bilaterale che, entro il 31 marzo 2014, provveda alla definizione di un nuovo Istituto APE, che dovrà entrare in vigore il 1° ottobre 2014.

La Commissione di cui al comma precedente avrà altresì il compito di definire, sempre nel rispetto delle aliquote di contribuzione totali e fatto salvo il diritto dei lavoratori, delle "linee guida e/o indicazioni" sul risanamento dei Fondi APE in difficoltà delle singole Casse Edili.

 

Art. 42 (Accordi locali)

Alle Organizzazioni regionali e/o territoriali dell'artigianato e della piccola industria e dei lavoratori aderenti alle Organizzazioni nazionali contraenti è demandato di provvedere alla stipula dei contratti collettivi territoriali di 2° livello, secondo quanto stabilito dal sistema contrattuale convenuto dalle parti, ivi compreso il principio di inscindibilità e di pari cogenza tra i due livelli contrattuali.

Il contratto collettivo territoriale ha validità triennale, e in particolare provvede:

a) alla ripartizione, a norma dell'art. 6, 3° comma, dell'orario normale di lavoro che, salvo diverse valutazioni delle parti territoriali, può essere fissato in modo differenziato nel corso dell'anno, al fine di tenere conto delle condizioni locali ivi comprese quelle normative, meteorologiche e climatiche;

b) alla determinazione, con decorrenza non anteriore al 1° luglio 2014, dell'Elemento variabile della retribuzione, secondo i criteri indicati nel presente articolo e da quanto previsto agli artt. 15 e 50;

c) alla determinazione delle indennità relative ai lavori in alta montagna;

d) all'attuazione delle modalità e dei criteri per gli accantonamenti per ferie, gratifica natalizia e riposi compensativi;

e) alla individuazione dei limiti territoriali oltre i quali è applicabile la disciplina della trasferta di cui all'art. 24;

f) alla determinazione del periodo di normale godimento delle ferie ivi compreso in special modo quello richiesto dalla manodopera immigrata;

g) alla determinazione delle indennità di mensa e di trasporto e relative indennità sostitutive;

h) alla determinazione di eventuale indennità per attrezzi di lavoro in proprietà dei lavoratori;

i) alla determinazione di indennità per lavori in galleria;

I) alle eventuali determinazioni in ordine all'attuazione della disciplina del Rappresentante per la sicurezza di cui all'art. 84, anche a modifica di quanto previsto al punto 9 del medesimo articolo;

m) all'eventuale determinazione di una indennità per i lavoratori soggetti a reperibilità utilizzati in imprese vincolate contrattualmente a garantire la manutenzione e/o gestione di impianti;

n) alla eventuale determinazione di una indennità per i lavoratori soggetti a spostamenti periodici;

o) alla eventuale determinazione di una indennità per i lavoratori comandati alla guida di pulmini dell'azienda per gli spostamenti periodici dei lavoratori;

p) alla determinazione di eventuali e diversi coefficienti relativi alla carenza della malattia previsti all'art. 27 del presente c.c.n.l.;

q) alla determinazione dell'aliquota di contribuzione del fondo relativo alla prestazione a favore dei dipendenti apprendisti, per interventi di Cassa integrazione guadagni;

r) alla definizione di ogni altra materia ed istituto non regolamentato a livello nazionale.

L'elemento economico di 2° livello, di cui alla lett. b) sarà concordato in sede regionale o territoriale tenendo conto dell'andamento congiunturale del settore e specificatamente dell'artigianato e sarà correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente contratto, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

A tal fine saranno utilizzati 5 (cinque) indicatori di cui 3 (tre) definiti per tutto il territorio nazionale:

1) numero lavoratori iscritti alla Cassa edile artigiana o di riferimento;

2) monte salari denunciato alla Cassa edile artigiana o di riferimento;

3) ore dichiarate alla Cassa edile artigiana o di riferimento, per le quali la valutazione dell'incidenza delle ore di Cassa integrazione per mancanza di lavoro è demandata alle parti sociali territoriali;

e 2 (due) indicatori scelti a livello territoriale tra quelli sotto elencati, riconducendo, laddove possibile, i parametri alle imprese e lavoratori che rientrano nel campo di applicazione del presente contratto:

- dinamica del numero e dell'importo complessivo dei bandi di gara e degli appalti aggiudicati anche con specifico riferimento al mercato dell'artigianato e della piccola industria;

- dinamica del numero ed importo complessivo delle concessioni edilizie e delle dichiarazioni di avvio dei lavori;

- dinamica del numero dei lavoratori edili iscritti nelle liste di mobilità per mancanza di lavoro ed andamento della Cassa integrazione guadagni sia ordinaria che straordinaria;

- attivazioni dei finanziamenti compresi quelli derivanti da fondi strutturali;

- prodotto interno lordo del settore delle costruzioni a livello territoriale;

- ulteriori indicatori concordati in sede territoriale.

Con decorrenza non anteriore al 1° luglio 2014 le parti sociali territoriali, in sede di rinnovo dei contratti collettivi regionali o territoriali, individueranno i 2 indicatori tra quelli sopra elencati, e verificheranno l'andamento del settore attraverso la valutazione complessiva dei suddetti 5 indicatori.

Provvederanno, poi, al raffronto dei parametri territoriali, che di norma saranno eseguiti su base triennale, e/o secondo quanto concordato in sede territoriale, effettuando la comparazione dell'ultimo triennio di riferimento con quello immediatamente precedente. Ai fini delle verifiche annuali, ogni triennio preso a base per il suddetto raffronto slitterà di un anno.

In linea di principio, ai fini dell'individuazione del triennio, dovrà essere preso quale ultimo anno di riferimento quello che abbia disponibili tutti i dati relativi agli indicatori concordati.

Nell'ambito del raffronto di cui ai commi precedenti, ai fini della determinazione dell'E.v.r., qualora dovesse risultare uno dei suddetti parametri pari o positivo, l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile entro il 20% di quanto definito a livello nazionale; nell'ipotesi in cui dovessero risultare due dei suddetti parametri pari o positivi, l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile tra il 20% ed il 40% di quanto definito a livello nazionale; nel caso di tre indicatori pari o positivi l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile tra il 40% e il 70% di quanto definito a livello nazionale; nell'ipotesi in cui quattro parametri risultassero positivi l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile tra il 70% e il 100% di quanto definito a livello nazionale. Nel caso della totalità degli indicatori positivi, l'E.v.r. sarà riconosciuto nell'interezza di quanto stabilito a livello nazionale.

Ferme restando le regole generali di cui sopra, le parti a livello territoriale stabiliranno l'erogazione dell'E.v.r. in quote mensili al personale in forza.

Le richieste per la stipula del contratto collettivo territoriale di 2° livello devono essere presentate due mesi prima della scadenza del contratto stesso. Durante i due mesi successivi alla data di presentazione delle proposte di rinnovo e per il mese successivo alla scadenza dell'accordo e comunque per un periodo complessivamente pari a tre mesi dalla data di presentazione delle proposte di rinnovo, le parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette. Il contratto collettivo territoriale di 2° livello avrà decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2014.

Alle Organizzazioni regionali o territoriali è, inoltre, demandato di provvedere:

1) alla determinazione della misura complessiva del contributo dovuto alle Casse edili artigiane;

2) all'attuazione della disciplina relativa alle prestazioni delle Casse edili artigiane per i casi di malattia, infortunio sul lavoro e malattia professionale;

3) alla determinazione di cui all'art. 41, relativo alle quote sindacali di competenza territoriale;

4) alla determinazione del contributo per l'anzianità professionale edile;

5) all'attuazione della disciplina della formazione professionale contenuta nell'art. 40;

6) all'istituzione ed al funzionamento, secondo le modalità stabilite dalla disciplina nazionale, dei Comitati paritetici territoriali per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro, previsti dall'art. 39.

Nel caso di controversia interpretativa sull'applicazione del presente articolo o di insuperabile dissenso nel merito delle materie demandate alla negoziazione integrativa territoriale, ciascuna delle parti può chiedere l'intervento delle Associazioni nazionali contraenti le quali si incontreranno, entro 15 giorni dalla richiesta, al fine di definire la controversia interpretativa o di favorire la stipula dell'accordo locale.

Le clausole degli accordi locali difformi rispetto alla regolamentazione nazionale non hanno efficacia.

Visto quanto stabilito nell'accordo 18 dicembre 2009, è confermata la proroga per l'anno 2010 dei contratti collettivi regionali o territoriali vigenti, ferma restando la naturale scadenza di eventuali istituti economici e normativi ivi contenuti aventi carattere temporaneo e pertanto con scadenza prefissata.

Dichiarazione a verbale

Qualora gli assetti contrattuali di 1° e 2° livello e le relative materie, dovessero trovare generale regolamentazione legislativa o nuova regolamentazione interconfederale, la presente disciplina sarà coordinata dalle parti nazionali con un apposito accordo, da stipularsi tempestivamente e comunque non oltre tre mesi dall'avvenuta nuova regolamentazione legislativa o interconfederale.

Art. 77 (Classificazione dei lavoratori)

... (Omissis) ...

Abilitazione per operatori macchine complesse

Ai lavoratori che operano utilizzando macchine complesse nel settore delle fondazioni e dei consolidamenti, si applicano le disposizioni contenute nell'accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2013 in attuazione dell'art. 73 del D.Lgs. n. 81/2008 (Testo Unico per la sicurezza).

Le parti confermano che al FORMEDIL nazionale è stata demandata la progettazione dei percorsi formativi specifici e delle procedure per il rilascio di attestati di abilitazione o patentino.

Le parti concordano di aggiornare l'attuale sistema di classificazione dei lavoratori anche in relazione alle nuove figure professionali e/o ai nuovi profili introdotti nel settore.

 

Art. 85 (Aspettative)

Ai lavoratori che ne facciano richiesta per giustificati motivi possono essere accordati brevi permessi ed aspettative, con facoltà per l'impresa di non corrispondere la retribuzione per il tempo di assenza dal lavoro.

Esclusivamente in prosecuzione del periodo di ferie, per motivi di carattere eccezionale, ai lavoratori stranieri possono essere concesse aspettative non retribuite nella misura massima di una settimana l'anno. Tali aspettative debbono essere richieste per iscritto dal lavoratore ed essere portate a conoscenza della Cassa edile da parte dell'impresa artigiana. Le parti convengono che la concessione di tali aspettative è da considerarsi tra gli eventi considerati validi ai fini dell'osservanza dell'orario di lavoro di cui all'art. 29 della legge 8 agosto 1995, n. 341.

 

Art. 93 (Contratto a termine)

In relazione a quanto disposto dal decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, e s.m.i., il lavoro a tempo determinato è consentito a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attività del datore di lavoro.

Resta ferma la possibilità di attivare un contratto a tempo determinato senza causale, nell'ipotesi di primo rapporto a tempo determinato di durata non superiore a dodici mesi.

Il ricorso al contratto a tempo determinato è vietato nelle seguenti ipotesi:

1) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;

2) presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e s.m.i., che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato, salvo che tale contratto sia concluso per provvedere a sostituzione di lavoratori assenti, ovvero sia concluso ai sensi dell'art. 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, ovvero abbia una durata iniziale non superiore a 3 mesi;

3) presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato;

4) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 28 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche.

Fermo restando quanto previsto dall'art. 10, comma 7 del citato decreto legislativo n. 368/2001, così come modificato dal D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, il ricorso ai contratti a termine per le ulteriori causali non può superare, mediamente nell'anno, cumulativamente con i contratti di somministrazione a tempo determinato di cui all'art. 94, il 30% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato dell'impresa.

Resta ferma in ogni caso la possibilità di utilizzare almeno sette rapporti di lavoro con contratto a termine e/o di somministrazione a tempo determinato, comunque non eccedenti la misura di un terzo del numero di lavoratori a tempo indeterminato dell'impresa.

Le frazioni eventualmente risultanti da tali conteggi verranno arrotondate all'unità superiore.

La media è computata con riferimento alla media annua dei lavoratori in forza nell'anno solare precedente.

Fermo restando quanto previsto al secondo comma del presente articolo, per le imprese senza personale dipendente e per quelle che occupano fin a 3 (tre) dipendenti, è consentito attivare, comunque, un rapporto di lavoro a tempo determinato.

Visto l'avviso comune del 10 aprile 2008 sottoscritto in attuazione dell'art. 5, comma 4-bis, del citato decreto legislativo n. 368/2001 e s.m.i., le parti concordano che l'ulteriore successivo contratto a termine in deroga al limite dei 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, di cui al medesimo comma, potrà avere durata massima pari a 8 mesi, a condizione che venga rispettata la procedura ivi prescritta.

In occasione della sessione semestrale di concertazione e informazione, l'Organizzazione regionale e/o territoriale aderente alle Organizzazioni artigiane e della piccola industria stipulanti fornirà alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori territoriali, o alle R.S.U. laddove esistenti, informazioni in merito all'utilizzo sul territorio dei contratti di lavoro a termine.

La stessa informazione alle Organizzazioni nazionali o territoriali dei lavoratori sarà fornita dalle imprese in occasione degli incontri previsti dall'ultimo comma, lett. A) del sistema di concertazione e informazione del vigente c.c.n.

 

Art. 95 (Somministrazione di lavoro)

In relazione a quanto disposto dal decreto legislativo n. 276/2003, e s.m.i. che mantengono in vigore le clausole contrattuali dell'edilizia in materia di lavoro temporaneo, le parti confermano i contenuti degli accordi 18 febbraio 2002 e 2 ottobre 2003, le cui pattuizioni sono automaticamente applicabili per i lavoratori in somministrazione.

La somministrazione a tempo determinato è consentita per gli operai nelle seguenti ipotesi:

1) punte di attività connesse ad esigenze di mercato derivanti dall'acquisizione di nuovi lavori;

2) esecuzione di un'opera e di lavorazioni definite e predeterminate nel tempo che non possano essere attuate ricorrendo al normale livello occupazionale;

3) impiego di professionalità diverse o che rivestano carattere di eccezionalità rispetto a quelle normalmente occupate, in relazione alla specializzazione dell'impresa;

4) impiego di professionalità carenti sul mercato del lavoro locale;

5) sostituzione di lavoratori assenti, comprese le ipotesi di assenza per periodi di ferie non programmati, per lavoratori in aspettativa, congedo o temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate o che partecipino a corsi di formazione;

6) per fronteggiare punte di più intensa attività riguardanti servizi o uffici, indotte da eventi specifici e definiti.

Per gli impiegati dell'edilizia la somministrazione a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.

Il ricorso alla somministrazione è vietato:

a) per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;

b) presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli artt. 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell'orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce in contratto di somministrazione;

c) da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 28 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche;

d) per l'esecuzione di lavori che espongono ad agenti cancerogeni di cui al Titolo IX del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche;

e) per lavori con radiazioni ionizzanti che esigono la designazione di zone controllate o sorvegliate, quali definite dalla vigente normativa in materia di protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti;

f) per costruzioni di pozzi a profondità superiori a 10 metri;

g) per lavori subacquei con respiratori;

h) per lavori in cassoni ad aria compressa;

i) per lavori comportanti l'impiego di esplosivi.

Nei casi di cui alle lettere da d) a i), la somministrazione di lavoro sarà consentita soltanto nei confronti delle agenzie che siano state specificamente abilitate, a norma di legge, allo svolgimento delle attività sopra indicate.

Il ricorso alla somministrazione a tempo determinato, nelle ipotesi di cui ai punti 1), 2), 3) e 4), per gli operai non può superare, mediamente nell'anno, cumulativamente con i contratti a termine di cui all'art. 93, il 30% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo indeterminato dell'impresa.

Fermo restando quanto previsto dall'art. 10, commi 7 e 8 del decreto legislativo n. 368 del 6 settembre 2001, tale percentuale è comprensiva anche dei contratti di somministrazione a tempo determinato per gli impiegati.

Resta ferma in ogni caso la possibilità di utilizzare almeno sette rapporti di somministrazione a tempo determinato e/o di contratti a termine, comunque non eccedenti la misura di un terzo del numero di lavoratori a tempo indeterminato dell'impresa.

Le frazioni eventualmente risultanti da tali conteggi verranno arrotondate all'unità superiore.

La media è computata con riferimento alla media annua dei lavoratori in forza nell'anno solare precedente.

Per le imprese senza personale dipendente e per quelle che occupano fin a 3 (tre) dipendenti, è consentito attivare, comunque, un rapporto di somministrazione a tempo determinato.

Dichiarazione a verbale

Le parti confermano che agli operai occupati con lo strumento della somministrazione nelle imprese edili sia applicata la contrattazione collettiva in vigore per le imprese medesime, compresi gli obblighi di contribuzione ed accantonamento nei confronti della Cassa edile e degli altri Organismi paritetici di settore.

 

Art. 97 (Lavoro a tempo parziale)

... (Omissis) ...

Le parti convengono che le 912 ore stabilite dall'accordo interpretativo del 9 marzo 2010 come numero di ore lavorabili per la stipula di un contratto part-time, sono da considerarsi in via convenzionale e non limitativa.

 

Art. 103 (Decorrenza e durata)

Salvo diverse decorrenze espressamente indicate, il presente contratto si applica dal 1° gennaio 2013 al 31 marzo 2016 ai rapporti di lavoro in corso alla data del 24 gennaio 2014 o instaurati successivamente.

Qualora non sia disdetto da una delle parti, con lettera raccomandata A/R almeno 3 mesi prima della scadenza, si intenderà rinnovato per 3 anni e così di seguito.

 

Art. 104 (Esclusiva di stampa)

Le parti concordano che sulla base del presente verbale di accordo provvederanno alla stesura del testo definitivo del contratto collettivo nazionale che sarà edito a cura delle parti medesime che ne hanno la esclusiva a tutti gli effetti.

Tale testo definitivo sarà disponibile non prima di 2 mesi dalla data di stipula dell'accordo di rinnovo al fine di procedere alle necessarie armonizzazioni dei singoli articoli.

Pertanto le parti medesime impegnano le imprese ed i lavoratori a fare riferimento nel frattempo esclusivamente al presente verbale di accordo che sarà trasmesso a cura delle parti stesse a tutte le proprie strutture locali evitando di utilizzare eventuali testi non predisposti e diffusi dalle parti sottoscritte.

Il verbale di accordo e il testo definitivo del contratto collettivo nazionale di lavoro saranno depositati presso il Ministero del lavoro ed il CNEL.

 

Art. 105 (Lavori usuranti - Lavori pesanti)

... (Omissis) ...

Il contributo dello 0,10%, calcolato sugli elementi previsti al punto 3 dell'art. 25 del presente c.c.n.l., continuerà ad essere applicato, salvo diversa determinazione della Commissione, costituita ai sensi del presente articolo, che dovrà intervenire entro il 30 settembre 2014.

Le parti concordano che tale contributo, a decorrere dal 1° ottobre 2014, potrà rientrare nell'ambito dei costi di gestione previsti da ogni Cassa edile, senza ciò causare aumenti di costi a carico delle imprese.

Aumenti retributivi e minimi di paga base e di stipendio Per gli operai con qualifica del 3° livello è stabilito un incremento complessivo del trattamento retributivo pari a euro 110,00 di cui euro 33,00 a decorrere dal 1° gennaio 2014, euro 33,00 a decorrere dal 1° gennaio 2015, ed euro 44,00 a decorrere dal 1° dicembre 2015.

Le tabelle dei valori mensili dei minimi di paga base degli operai e degli stipendi minimi mensili per gli impiegati sono quindi modificate come segue:

 

 

Livelli

Aumenti

Parametri

 

Totale

01/01/14

01/01/15

01/12/15

 

€ 173,46

€ 52,04

€ 52,04

€ 69,38

205

€ 152,31

€ 45,69

€ 45,69

€ 60,92

180

€ 126,92

€ 38,08

€ 38,08

€ 50,77

150

€ 117,62

€ 35,28

€ 35,28

€ 47,05

139

€ 110,00

€ 33,00

€ 33,00

€ 44,00

130

€ 97,31

€ 29,19

€ 29,19

€ 38,92

115

€ 84,62

€ 25,38

€ 25,38

€ 33,85

100

 

 

Eventuali aumenti della retribuzione, corrisposti dalle imprese a titolo di acconto sui futuri miglioramenti contrattuali o in previsione del presente c.c.n.l., saranno assorbiti fino a concorrenza degli incrementi retributivi previsti dal presente contratto e cesseranno di essere corrisposti dal 1° gennaio 2014.

Le parti concordano che nella vigenza contrattuale attiveranno una Commissione tecnica per verificare la scala parametrale.

Dichiarazione comune

Le parti si danno atto che, con la sottoscrizione del rinnovo contrattuale, si è data continuità al processo di armonizzazione dei minimi tabellari previsti dagli altri c.c.n.l. sottoscritti nel settore.

Nel caso in cui atti legislativi e/o accordi tra parti sociali prevedano soluzioni diverse da quelle previste dal presente c.c.n.l., le parti firmatarie armonizzeranno, sulla base del principio di salvaguardare condizioni economiche omogenee tra le imprese, quanto previsto dal presente contratto con le soluzioni generali maturate per il lavoro dipendente.

Al fine di armonizzare il costo del lavoro gravante sulle imprese edili che applicano il presente contratto, le parti concordano di incontrarsi entro il 30 giugno 2015 al fine di verificare se sussistono, a tale data, condizioni economiche meno onerose di quelle derivanti dall'applicazione del presente c.c.n.l. in conseguenza della contrattazione collettiva di settore gestita dalle OO.SS. firmatarie il presente contratto. In caso affermativo, con accordo tra le parti firmatarie, si procederà all'armonizzazione economica, anche intervenendo attraverso recuperi nell'ultima tranche.

Protocollo sulla formazione e sicurezza sul lavoro Lo svolgimento di un'adeguata attività di formazione concorre in modo rilevante alla diminuzione dei fattori di rischio lavorativo connessi alle peculiari caratteristiche dell'attività produttiva nel settore delle costruzioni.

La formazione alla sicurezza deve pertanto essere potenziata e uniformata su tutto il territorio nazionale, anche attraverso la stretta collaborazione ed il coordinamento tra gli Enti scuola ed i Comitati Paritetici Territoriali (CPT).

A tal fine le parti impegnano le rispettive competenti Associazioni territoriali a promuovere la ricerca di accordi fra tutte le parti sociali del proprio territorio, per la definizione di Enti bilaterali unitari rappresentativi di tutto il sistema imprenditoriale, possibilmente su scala regionale.

In mancanza di un accordo intervenuto entro 6 (sei) mesi dalla firma della presente intesa, le parti impegnano le rispettive Associazioni territoriali competenti a provvedere alla costituzione delle Scuole professionali edili e/o dei Comitati paritetici per la salute e sicurezza territoriali o regionali sul territorio di loro competenza ove sono presenti le Casse edili artigiane, o dove non si siano create le condizioni per la partecipazione a pieno titolo agli organismi paritetici di settore delle parti firmatarie del presente accordo.

Le parti impegnano le competenti Associazioni territoriali a ricercare soluzioni unitarie all'interno del sistema nazionale che fa riferimento a CNCPT e FORMEDIL utilizzando le specifiche competenze di indirizzo e di supporto.

Il CPT è l'Ente paritetico deputato a svolgere funzione di supporto e consulenza alle imprese ed ai lavoratori, nell'interesse di entrambi, sulla sicurezza degli ambienti di lavoro ed esercita, nelle imprese che applicano il presente contratto o aderiscono ad una delle organizzazioni firmatarie del presente contratto o partecipano ad una Cassa edile partecipata dall'organizzazione firmataria cui aderiscono, le seguenti attività:

1) effettua visite di consulenza tecnica e assistenza, tramite tecnici professionalmente qualificati, per favorire la corretta attuazione delle norme di sicurezza nei cantieri edili;

2) svolge le attività previste dal D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., nonché le attività di formazione ed informazione degli addetti per specifiche responsabilità e specifici rischi, secondo i rilievi assunti nelle visite tecniche in cantiere;

3) assiste imprese e lavoratori ad implementare tecnologie e buone prassi nelle procedure organizzative in attuazione del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.;

4) informa e aggiorna dirigenti e preposti in materia di sicurezza all'interno dei cantieri.

Al fine e per l'esercizio delle attività di cui al comma precedente, le imprese iscritte alle Casse edili sono tenute a versare un contributo, stabilito dagli accordi stipulati in sede territoriale dalle organizzazioni firmatarie del presente contratto; la quantificazione del contributo deve tenere conto del numero di imprese presenti sul territorio e del numero delle visite nei cantieri, programmabili annualmente nell'ambito territoriale.

Il contributo di cui al comma precedente, individuato a livello territoriale, sarà destinato alle finalità proprie del CPT territorialmente competente, tenendo conto che alle attività di consulenza e assistenza alle imprese all'interno dei cantieri, non potrà essere dedicata una percentuale inferiore alla misura che sarà definita dalle parti sociali nazionali, entro 3 mesi dalla data di sottoscrizione del presente accordo.

Il contributo al CNCPT, dovuto dai CPT aderenti, partecipati dalle parti firmatarie del presente c.c.n.l. è stabilito dalle parti nazionali suddette.

Per una maggior efficienza ed efficacia degli Enti paritetici, ferma restando la rilevanza delle specifiche funzioni attualmente attribuite a ciascuno di tali Enti, le parti demandano al prossimo rinnovo del c.c.n.l. l'analisi e la costruzione di modelli bilaterali che possano semplificare, razionalizzare e rendere più efficienti i sistemi oggi esistenti. Nelle more, le parti territoriali potranno valutare, nell'ambito degli accordi in essere e dei relativi Enti bilaterali di categoria, la ricerca di tutte le sinergie possibili sul piano organizzativo ed operativo.

Le parti nazionali predisporranno, con il supporto degli Enti paritetici nazionali, uno schema-tipo di Statuto, al quale le Associazioni territoriali sono impegnate ad adeguarsi.

Tale disposizione potrà essere applicata anche nelle realtà in cui, ai sensi dell'art. 83 del suddetto c.c.n.l., già sussistono Enti paritetici territoriali unificati (Scuole edili o Enti bilaterali per la formazione e Comitato paritetico territoriale).

Le attività di consulenza in materia di sicurezza nei cantieri sono esercitate, su espressa richiesta delle imprese, dai tecnici individuati dal CPT, secondo un programma cronologico di richiesta delle visite, seguendo i criteri stabiliti dagli accordi territoriali, fatti salvi i casi di intervento urgente individuati e segnalati al CPT dai propri tecnici.

Al fine di dare continuità alla suddetta attività nell'ambito del singolo cantiere, l'Ente paritetico territoriale provvederà, laddove compatibile con le proprie esigenze tecnico-organizzative, ad indirizzarvi il medesimo tecnico e/o la stessa squadra di tecnici intervenuti nella prima visita.

Gli interventi formativi, informativi e l'addestramento specifico in materia di sicurezza e salute dei lavoratori edili e quelli dei loro rappresentanti sono effettuati dall'impresa in collaborazione con il CPT o l'ente unificato, nel territorio in cui si svolge l'attività del datore di lavoro, prevalentemente durante l'orario di lavoro e non possono comportare oneri economici a carico dei lavoratori, ai sensi del comma 12, dell'art. 37 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro, anche presso l'Ente scuola, in collaborazione con il CPT, un'adeguata e specifica formazione. L'informazione e l'aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro all'interno del cantiere sono svolte dal CPT. I contenuti della formazione di cui al presente comma sono quelli richiamati dall'art. 37, comma 7 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

Le organizzazioni firmatarie il presente c.c.n.l. provvederanno, con il supporto degli Enti paritetici nazionali alla redazione dei piani e dei progetti formativi per le figure professionali contrattuali con titoli abilitanti, ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

Le attività di formazione per il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza aziendale e/o territoriale, saranno di norma svolte presso gli Enti paritetici previsti dal presente protocollo; le modalità, la durata minima dei corsi nonché tutte le altre materie inerenti, sono stabilite in ottemperanza a leggi ed accordi.

E' affidata ai CPT la formazione specifica di cantiere per la gestione delle situazioni di rischio rilevate durante le visite in cantiere effettuate dal CPT stesso nella normale attività di assistenza alle imprese ed ai lavoratori.

Il CPT e l'Ente scuola sono tenuti, in via preliminare, ad utilizzare reciprocamente le risorse professionali interne esistenti, ai fini dell'erogazione della formazione in materia di sicurezza.

Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attività di formazione in materia di sicurezza sono registrate nel libretto personale di formazione professionale approvato dalle parti sociali nazionali su proposta del FORMEDIL nazionale.

Al fine di omogeneizzare l'attività dei CPT territoriali in ambito regionale e per meglio coordinare attività e progetti comuni, con rotazione di norma annuale ogni CPT effettuerà, senza alcun onere aggiuntivo, il coordinamento regionale dei CPT afferenti la regione di appartenenza.

Tali coordinamenti, ferma restando l'autonomia dei singoli Enti paritetici e nel rispetto delle linee-guida stabilite al livello nazionale, dovranno attivare un processo di armonizzazione dell'attività degli Enti territoriali stessi in ambito regionale, e coordinarsi con i CPT di altra derivazione contrattuale.

Protocollo sulla bilateralità Legittimazione contrattuale

L'applicazione su tutto il territorio nazionale dei c.c.n.l. sottoscritti dalle organizzazioni del settore maggiormente rappresentative sul piano nazionale, compreso, quindi, anche quello per i dipendenti delle imprese artigiane edili e delle medie e piccole imprese industriali ed affini, è alla base di un corretto andamento delle relazioni sindacali tra Associazioni datoriali ed Associazioni sindacali dei lavoratori, nonché del riconoscimento degli Enti da parte delle istituzioni pubbliche.

In questo ambito, le norme contrattuali e la legislazione vigente, demandano agli organismi paritetici/enti bilaterali la gestione di importanti funzioni nei confronti di imprese e lavoratori del comparto.

Conseguentemente, tutti gli Enti paritetici previsti dalla contrattazione nazionale e territoriale dell'edilizia delle parti sottoscrittrici il presente protocollo sono costituiti ed hanno possibilità di operare in quanto strumenti di attuazione della contrattazione sopra citata.

La loro legittimazione, rispetto a funzioni di natura pubblicistica, non può prescindere da tale presupposto.

Ne consegue che gli Enti bilaterali/Organismi paritetici sono legittimati allo svolgimento di tali funzioni solo nella misura in cui riconoscano ed attuino, in tutte le loro parti, i contratti di lavoro sottoscritti dalle parti sociali sopra indicate, e siano partecipati, in misura paritetica e secondo criteri di rappresentatività e pari dignità, dai soggetti che tali contratti determinano.

Razionalizzazione degli Enti territoriali

L'attuale momento congiunturale del comparto pone l'esigenza di procedere ad una attenta verifica della gestione funzionale ed economica di tutti gli Enti territoriali che gestiscono parti contrattuali e accordi, per conto sia delle imprese rappresentate dalle Organizzazioni artigiane, sia dei lavoratori, su tutto il territorio nazionale.

Rispetto alle esigenze di razionalizzare l'attuale struttura degli Enti territoriali, le parti sociali individuano, come livello tendenziale ottimale, quello regionale, o, in alternativa, di estendere l'operatività degli Enti esistenti in aree limitrofe anche interregionali, fatte salve consolidate ed efficienti esperienze territoriali. Resta inteso che il campo di applicazione del secondo livello di contrattazione, deve coincidere, di norma, con quello del nuovo Ente bilaterale e sarà definito dalle PP.SS. interessate.

Ferma restando la necessità di mantenere separate le gestioni finalizzate alla realizzazione dei diversi obiettivi per i quali tali Enti sono stati costituiti (mutualità, formazione, promozione della salute e sicurezza) si ritiene necessario perseguire la concentrazione in un unico Ente delle funzioni inerenti la formazione e sicurezza.

Sussiste la necessità di definire parametri dimensionali e di efficienza minimi sulla base dei quali valutare o promuovere ipotesi di accorpamento delle strutture esistenti.

Tali parametri, in quanto riferiti a situazioni ed impegni contrattuali specifici, saranno definiti congiuntamente dalle parti sociali.

Rispetto alla questione dell'efficienza, le parti sociali ritengono irrinunciabile l'applicazione da parte di tutte le Casse edili e su tutto il territorio nazionale, del c.c.n.l. sottoscritto dalle Associazioni artigiane e da FENEAL, FILCA e FILLEA nonché dei relativi contratti collettivi territoriali di secondo livello, ritenendo che essa vada perseguita anche attraverso una sana gestione delle strutture sulla base della trasparenza nei risultati.

Le parti inoltre concordano e ribadiscono che, a questo punto, vanno definiti impegni precisi in ordine all'attuazione di quanto previsto dall'accordo del '98 in materia di condivisione della gestione degli Enti bilaterali e che, in questa fase, sia imprescindibile rendere concreti i principi di inclusività e rappresentatività di tutte le parti, per consentire che gli Enti bilaterali riformati siano strumenti di reale attuazione di tutti i sistemi contrattuali, rappresentando, in prospettiva, tutto il mondo del lavoro dipendente del comparto edile.

Le parti sociali sono conseguentemente impegnate a promuovere e favorire i processi sopra richiamati e convengono nella impellente esigenza di una revisione dello Statuto tipo.

Rappresentatività ed Enti bilaterali

Al fine di assicurare in maniera uniforme l'applicazione del presente c.c.n.l. sull'intero territorio nazionale, le Associazioni artigiane e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie, si impegnano a realizzare per i territori in cui le Casse edili non abbiano adottato le disposizioni contenute nell'accordo del 19 settembre 2002 sugli Statuti tipo, ovvero laddove non venga garantita l'adeguata e proporzionale partecipazione delle rappresentanze delle OO.AA. con nomina diretta negli organismi direttivi dei sistemi bilaterali territoriali e ove non vengano riconosciute le relative quote di adesione contrattuale, opportune iniziative volte al riconoscimento della piena e completa rappresentatività.

Nel caso di mancata realizzazione di tali obiettivi entro 6 (sei) mesi dalla stipula del presente contratto, le parti firmatarie attueranno le scelte più idonee alla soluzione del problema anche attraverso la realizzazione di Enti bilaterali di nuova costituzione, attuando specifiche soluzioni contrattuali concordate tra i livelli territoriali interessati ed il livello nazionale.

Entrambe le soluzioni saranno finalizzate alla salvaguardia ed al riconoscimento dell'autonomia contrattuale del comparto artigiano.

Le parti riconfermano che la contrattazione del comparto artigiano si basa su due livelli contrattuali aventi pari cogenza: uno nazionale ed uno regionale (fatte salve le realtà provinciali attualmente vigenti).

Tutti gli Enti bilaterali saranno lo strumento fondamentale e indispensabile per l'applicazione degli impegni derivanti dalla contrattazione collettiva nazionale e territoriale che, in base ed in ottemperanza ad un congruo piano di fattibilità, consenta di garantire, al costituendo Organismo bilaterale, una gestione economica efficace, efficiente e coerente con i compiti ad essa affidati, rappresentando, in prospettiva, tutto il mondo del lavoro del comparto edile artigiano.

Per l'applicazione di quanto sopra concordato, entro il mese di gennaio 2014 sarà costituita una Commissione nazionale paritetica per il monitoraggio dell'applicazione del presente paragrafo sull'intero territorio nazionale.

Sistema bilaterale delle costruzioni

Il Sistema bilaterale dell'artigianato si riconosce nel Sistema nazionale degli Enti paritetici nazionali partecipati da tutte le rappresentanze del settore ed afferma la necessità della sua gestione unitaria.

Le attuali commissioni nazionali, CNCE, FORMEDIL e CNCPT, andranno riorganizzate in base a principi di rappresentanza, efficienza ed efficacia, giungendo alla costituzione di un unico ente nazionale (denominato SBC) che svolga le funzioni attualmente previste dalle richiamate commissioni nazionali, mantenendo intatte le specifiche missioni contrattuali.

Detto Ente sarà finanziato con un contributo specifico stabilito dalle parti nella misura dello 0,05% della massa salari sino al 30 settembre 2014; a decorrere dal 1° ottobre 2014 tale contributo sarà elevato allo 0,06%.

Statuti

Nell'ambito di tale processo, le parti sociali ritengono essenziale dare concreta attuazione agli obblighi contrattuali già in precedenza definiti ed in particolare, di giungere, in tempi rapidi, alla definizione di modelli statutari condivisi, oltre che per le Casse edili anche per le Scuole, i CPT e gli Enti unificati.

Si ribadisce che CNCE, FORMEDIL e CNCPT sono organismi nazionali, intesi come strumenti tecnici di coordinamento, indirizzo e di attuazione delle volontà delle parti sociali.

In questo senso, si ritiene opportuna e necessaria la definizione di nuove regole statutarie, che garantiscano il rispetto dei principi di pariteticità e rappresentatività delle PP.SS. firmatarie i c.c.n.l.

Bilanci

Occorre riprendere e definire linee guida condivise per la redazione dei bilanci degli Enti.

SBC si accollerà l'onere della verifica e certificazione dei bilanci senza ulteriori oneri per gli Enti territoriali che ne faranno esplicita richiesta.

Si evidenzia che gli obblighi di certificazione contabile, di recente ribaditi, oltre ad essere, in questa fase, eccessivamente onerosi oltre che, in qualche caso, in netto conflitto di interessi, non forniscono sempre reali garanzie di una corretta gestione economica, essendo basati su verifiche prevalentemente formali e generali sull'andamento dell'ente.

Coordinamenti regionali o interregionali

Si rende pressante l'esigenza di promuovere una maggiore collaborazione tra i diversi Enti che operano a livello territoriale in attuazione di ciascun contratto.

Tale obiettivo va sicuramente perseguito per gli Enti dedicati alla formazione e sicurezza, senza con ciò escludere forme stabili di collaborazione, ovvero di aggregazione, anche tra Casse edili, da realizzarsi a livello regionale tra i vari Enti che operano sui territori; ciò al fine di avere comportamenti omogenei rispetto alla pubblica amministrazione, alle imprese aderenti ed ai lavoratori.

Si rende necessario, a tal proposito, un coordinamento tra gli Enti di diversa derivazione contrattuale che attuino più contratti.

Coordinamento della contrattazione nazionale in materia di bilateralità

Ferma restando l'autonomia contrattuale, le parti sociali ritengono improrogabile e necessario un coordinamento delle norme inserite nei diversi contratti, relative alla bilateralità ed in tal senso si conviene che il soggetto deputato a ciò sia il Comitato per la bilateralità.

Le parti ritengono inoltre che per adattare e rimodulare le modalità operative ed organizzative del Comitato della bilateralità alle nuove esigenze, ne occorra rivedere e disciplinare l'impianto.

Tanto più che, vista l'esperienza di questi ultimi anni, si rende necessario definire una procedura di condivisione preliminare, tra tutte le parti del Comparto edile, delle regole che informano questa parte della contrattazione, al fine di addivenire, sui singoli tavoli contrattuali, a testi omogenei e condivisi.

 

 


 

Verb. acc. 16 dicembre 2010

Verbale di accordo per il rinnovo del C.C.N.L. per i dipendenti delle imprese artigiane edili e affini

Decorrenza: 1° dicembre 2010

Scadenza: 31 dicembre 2012

Parti stipulanti

Roma, 16 dicembre 2010

tra

ANAEPA/Confartigianato; CNA Costruzioni; FIAE-Casartigiani; Dipartimento edile CLAAI

e

FENEAL-UIL; FILCA-CISL; FILLEA-CGIL

si è convenuto quanto segue per l'attuazione ed integrazione del C.C.N.L. 23 luglio 2008 per gli addetti delle imprese artigiane e delle piccole e medie imprese edili ed affini.

Art. 15

(Elemento variabile della retribuzione (E.v.r.)

(Omissis)

Le Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori, aderenti alle Associazioni nazionali contraenti, potranno concordare, con decorrenza non anteriore al 1° luglio 2011, per la circoscrizione di propria competenza, l'Elemento variabile della retribuzione fino alla misura massima del 6% dei minimi in vigore alla data del 1° gennaio 2010, secondo criteri e modalità di cui all'art. 42.

Pertanto, a decorrere dal 1° luglio 2011, cessa l'Elemento economico territoriale ed entra in vigore il nuovo istituto dell'Elemento variabile della retribuzione.

L'Elemento variabile della retribuzione sarà concordato in sede territoriale quale premio variabile che tiene conto dell'andamento congiunturale del settore e specificatamente dell'artigianato, e sarà correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente contratto, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

L'indennità territoriale di settore resta ferma nelle cifre in atto in ciascuna circoscrizione territoriale.

Dichiarazione comune

Le parti sociali nazionali concordano che gli importi in atto dell'Elemento economico territoriale saranno conglobati a decorrere dal 1° luglio 2011 nell'indennità territoriale di settore.

Art. 50

(Elemento variabile della retribuzione (E.v.r.)

Agli impiegati è corrisposto mensilmente un Elemento variabile della retribuzione così come previsto ai commi 4, 5 e 6 dell'art. 15.

Il premio di produzione resta fermo nelle cifre in atto in ciascuna circoscrizione territoriale.

Dichiarazione comune

Le parti sociali nazionali concordano che gli importi in atto dell'Elemento economico territoriale saranno conglobati a decorrere dal 1° luglio 2011 nel premio di produzione.

Art. 42

(Accordi locali)

Alle Organizzazioni regionali e/o territoriali dell'artigianato e della piccola industria e dei lavoratori aderenti alle Organizzazioni nazionali contraenti è demandato di provvedere alla stipula dei contratti collettivi territoriali di 2° livello, secondo quanto stabilito dal sistema contrattuale convenuto dalle parti, ivi compreso il principio di inscindibilità e di pari cogenza tra i due livelli contrattuali.

Il contratto collettivo territoriale ha validità triennale, e in particolare provvede:

a) alla ripartizione, a norma dell'art. 6, 3° comma, dell'orario normale di lavoro che, salvo diverse valutazioni delle parti territoriali, può essere fissato in modo differenziato nel corso dell'anno, al fine di tenere conto delle condizioni locali ivi comprese quelle normative, meteorologiche e climatiche;

b) alla determinazione, con decorrenza non anteriore al 1° luglio 2011, dell'Elemento variabile della retribuzione, secondo i criteri indicati nel presente articolo e da quanto previsto agli artt. 15 e 50;

c) alla determinazione delle indennità relative ai lavori in alta montagna;

d) all'attuazione delle modalità e dei criteri per gli accantonamenti per ferie, gratifica natalizia e riposi compensativi;

e) alla individuazione dei limiti territoriali oltre i quali è applicabile la disciplina della trasferta di cui all'art. 24;

f) alla determinazione del periodo di normale godimento delle ferie ivi compreso in special modo quello richiesto dalla manodopera immigrata;

g) alla determinazione delle indennità di mensa e di trasporto e relative indennità sostitutive;

h) alla determinazione di eventuale indennità per attrezzi di lavoro in proprietà dei lavoratori;

i) alla determinazione di indennità per lavori in galleria;

l) alle eventuali determinazioni in ordine all'attuazione della disciplina del Rappresentante per la sicurezza di cui all'art. 84, anche a modifica di quanto previsto al punto 9 del medesimo articolo;

m) all'eventuale determinazione di una indennità per i lavoratori soggetti a reperibilità utilizzati in imprese vincolate contrattualmente a garantire la manutenzione e/o gestione di impianti;

n) alla eventuale determinazione di una indennità per i lavoratori soggetti a spostamenti periodici;

o) alla eventuale determinazione di una indennità per i lavoratori comandati alla guida di pulmini dell'azienda per gli spostamenti periodici dei lavoratori;

p) alla determinazione di eventuali e diversi coefficienti relativi alla carenza della malattia previsti all'art. 27 del presente C.C.N.L.;

q) alla determinazione dell'aliquota di contribuzione del fondo relativo alla prestazione a favore dei dipendenti apprendisti, per interventi di Cassa integrazione guadagni;

r) alla definizione di ogni altra materia ed istituto non regolamentato a livello nazionale.

L'elemento economico di 2° livello, di cui alla lett. b) sarà concordato in sede regionale o territoriale tenendo conto dell'andamento congiunturale del settore e specificatamente dell'artigianato e sarà correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente contratto, ivi compreso il trattamento di fine rapporto.

A tal fine saranno utilizzati 5 (cinque) indicatori di cui 3 (tre) definiti per tutto il territorio nazionale:

1) numero lavoratori iscritti alla Cassa edile artigiana o di riferimento;

2) monte salari denunciato alla Cassa edile artigiana o di riferimento;

3) ore dichiarate alla Cassa edile artigiana o di riferimento, per le quali la valutazione dell'incidenza delle ore di Cassa integrazione per mancanza di lavoro è demandata alle parti sociali territoriali;

e 2 (due) indicatori scelti a livello territoriale tra quelli sotto elencati:

- dinamica del numero e dell'importo complessivo dei bandi di gara e degli appalti aggiudicati anche con specifico riferimento al mercato dell'artigianato e della piccola industria;

- dinamica del numero ed importo complessivo delle concessioni edilizie e delle dichiarazioni di avvio dei lavori;

- dinamica del numero dei lavoratori edili iscritti nelle liste di mobilità per mancanza di lavoro ed andamento della Cassa integrazione guadagni sia ordinaria che straordinaria;

- attivazioni dei finanziamenti compresi quelli derivanti da fondi strutturali;

- prodotto interno lordo del settore delle costruzioni a livello territoriale;

- ulteriore indicatore concordato in sede territoriale.

Con decorrenza non anteriore al 1° luglio 2011 le parti sociali territoriali, aderenti alle Associazioni nazionali contraenti, devono fissare, a livello territoriale e per le circoscrizioni di propria competenza, entro la misura massima fissata dalle Associazioni nazionali contraenti, la percentuale di E.v.r. che avrà validità triennale.

Le parti sociali territoriali, in sede di rinnovo dei contratti collettivi regionali o territoriali, individueranno i 2 indicatori tra quelli sopra elencati, e verificheranno l'andamento del settore attraverso la valutazione complessiva dei suddetti 5 indicatori.

Provvederanno poi, al raffronto dei parametri territoriali, su base triennale effettuando la comparazione dell'ultimo triennio di riferimento con quello immediatamente precedente. Ai fini delle verifiche annuali, ogni triennio preso a base per il suddetto raffronto slitterà di un anno.

Ai fini dell'individuazione del triennio dovrà essere preso quale ultimo anno di riferimento quello che abbia disponibili tutti i dati relativi agli indicatori concordati.

Nell'ambito del raffronto di cui ai commi precedenti, ai fini della determinazione dell'E.v.r., qualora dovesse risultare uno dei suddetti parametri pari o positivo, l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile entro il 20% di quanto definito a livello territoriale; nell'ipotesi di cui dovessero risultare due dei suddetti parametri pari o positivi, l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile tra il 20% ed il 40% di quanto definito a livello territoriale; nel caso di tre indicatori pari o positivi l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile tra il 40% e il 70% di quanto definito a livello territoriale; nell'ipotesi in cui quattro parametri risultassero positivi l'E.v.r. sarà riconosciuto nella misura variabile tra il 70% e il 100% dei quanto definito a livello territoriale. Nel caso della totalità degli indicatori positivi l'E.v.r. sarà riconosciuto nell'interezza di quanto stabilito a livello territoriale.

Ferme restando le regole generali di cui sopra, le parti a livello territoriale stabiliranno l'erogazione dell'E.v.r. in quote mensili al personale in forza.

Le richieste per la stipula del contratto collettivo territoriale di 2° livello devono essere presentate due mesi prima della scadenza del contratto stesso. Durante i due mesi successivi alla data di presentazione delle proposte di rinnovo e per il mese successivo alla scadenza dell'accordo e comunque per un periodo complessivamente pari a tre mesi dalla data di presentazione delle proposte di rinnovo, le parti non assumeranno iniziative unilaterali né procederanno ad azioni dirette. Il contratto collettivo territoriale di 2° livello avrà decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2011.

Alle Organizzazioni regionali o territoriali è, inoltre, demandato di provvedere:

1) alla determinazione della misura complessiva del contributo dovuto alle Casse edili artigiane;

2) all'attuazione della disciplina relativa alle prestazioni delle Casse edili artigiane per i casi di malattia, infortunio sul lavoro e malattia professionale;

3) alla determinazione di cui all'art. 41, relativo alle quote sindacali di competenza territoriale;

4) alla determinazione del contributo per l'anzianità professionale edile;

5) all'attuazione della disciplina della formazione professionale contenuta nell'art. 40;

6) all'istituzione ed al funzionamento, secondo le modalità stabilite dalla disciplina nazionale, dei Comitati paritetici territoriali per la prevenzione infortuni, l'igiene e l'ambiente di lavoro, previsti dall'art. 39.

Nel caso di controversia interpretativa sull'applicazione del presente articolo o di insuperabile dissenso nel merito delle materie demandate alla negoziazione integrativa territoriale, ciascuna delle parti può chiedere l'intervento delle Associazioni nazionali contraenti le quali si incontreranno, entro 15 giorni dalla richiesta, al fine di definire la controversia interpretativa o di favorire la stipula dell'accordo locale.

Le clausole degli accordi locali difformi rispetto alla regolamentazione nazionale non hanno efficacia.

Visto quanto stabilito nell'accordo 18 dicembre 2009, è confermata la proroga per l'anno 2010 dei contratti collettivi regionali o territoriali vigenti, ferma restando la naturale scadenza di eventuali istituti economici e normativi ivi contenuti aventi carattere temporaneo e pertanto con scadenza prefissata.

Dichiarazione a verbale

Qualora gli assetti contrattuali di 1° e 2° livello e le relative materie, dovessero trovare generale regolamentazione legislativa o nuova regolamentazione interconfederale, la presente disciplina sarà coordinata dalle parti nazionali con un apposito accordo, da stipularsi tempestivamente e comunque non oltre tre mesi dall'avvenuta nuova regolamentazione legislativa o interconfederale.

Ferie

All'art. 18 e all'art. 62 del C.C.N.L. vigente è aggiunto il seguente comma:

"Anche al fine di favorire il rientro alle proprie residenze dei lavoratori migranti, salvo quanto previsto dalle parti sociali territoriali ai sensi dell'art. 42 del vigente C.C.N.L. e compatibilmente con le necessità tecnico-organizzative dell'azienda, gli stessi possono chiedere al datore di lavoro di usufruire di due delle quattro settimane di ferie spettanti nell'arco di 12 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione, fermo restando l'obbligo di concordare con l'azienda, entro il 30 aprile di ogni anno, il periodo di godimento delle stesse.

Resta fermo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di orario di lavoro sulla fruizione di due settimane consecutive di ferie nell'anno di maturazione delle stesse.".

 

Diritto allo studio

Il 1° e il 2° comma dell'art. 86 del C.C.N.L. vigente sono modificati come segue:

"Al fine di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori edili, le imprese concederanno, nei casi e alle condizioni di cui ai commi successivi, permessi retribuiti ai lavoratori non in prova che intendono frequentare corsi di studio compresi nell'ordinamento scolastico e universitario, con riguardo alle facoltà di architettura, economia e commercio, giurisprudenza ed ingegneria o altre facoltà che prevedano corsi di studio attinenti attività ricomprese nell'ambito di applicazione del presente contratto collettivo nazionale di lavoro e che siano svolti presso istituti o università pubblici o legalmente riconosciuti.

I corsi di cui al comma precedente non potranno avere una durata inferiore a 150 ore di insegnamento effettivo.".

Contratto di lavoro a tempo parziale

All'art. 97 del vigente C.C.N.L. dopo il 9° comma è aggiunto il seguente 10° comma:

"I contratti a tempo parziale, stipulati successivamente la data di decorrenza del presente accordo, in misura eccedente le percentuali indicate ai commi precedenti e/o non ottemperando alle procedure ivi previste, si considerano a tempo pieno sin dal momento della loro stipulazione con i corrispondenti obblighi retributivi e contributivi, il cui inadempimento impedisce il rilascio all'impresa del DURC di regolarità.".

La suddetta norma, specificatamente in materia di rilascio del DURC, avrà efficacia dal momento in cui la CNCE, recependo gli accordi contrattuali, emanderà le istruzioni operative a tutte le Casse edili artigiane, alle Edilcasse e alle Casse edili partecipanti al sistema della CNCE.

(Omissis)

Dichiarazioni a verbale

Le parti dichiarano che in data 9 marzo 2010, hanno sottoscritto un'intesa per l'"interpretazione ed applicazione del comma 9 dell'art. 97 del C.C.N.L. per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane e PMI dell'edilizia e affini del 23 luglio 2008 (lavoro a tempo parziale)" di cui si riporta il comma 5:

"Le parti firmatarie l'accordo del 23 luglio 2008, convengono che il comma 9 sopra indicato, va interpretato nella possibilità, per le imprese che occupano da 0 a 3 dipendenti, di assumere un solo dipendente un contratto part-time, definendo convenzionalmente in 912 ore annuali il tetto massimo usufruibile.".

Si concorda inoltre che, al fine di un costante monitoraggio sulla materia, a livello territoriale le parti verificheranno l'effettiva applicazione del nuovo comma 10, con particolare riferimento alla comunicazione preventiva attuabile esclusivamente attraverso le Associazioni artigiane di categoria firmatarie il C.C.N.L.

Art. 105

(Modalità attuative)

Le parti concordano che la Commissione di cui all'art. 105 del C.C.N.L. per le imprese edili del comparto artigianato e PMI, sarà istituita entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo.

Oltre i compiti già indicati nel richiamato articolo contrattuale, la Commissione dovrà inoltre effettuare un monitoraggio, anche utilizzando le banche dati della CNCE, sull'incidenza del numero di lavoratori rientranti nella tipologia "lavori usuranti e pesanti", specificatamente nel comparto artigianato e piccole imprese che ha a riferimento il presente contratto.

I lavori della Commissione dovranno terminare entro e non oltre il 30 giugno 2011 al fine di fornire elementi di valutazione alle parti firmatarie anche con riferimento al contributo dello 0,10% previsto per il finanziamento del Fondo mutualistico per i lavori usuranti e pesanti.

Tale contributo, previsto al comma 3 dell'art. 105 del C.C.N.L. 23 luglio 2008, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2011.

Nelle more della predisposizione dello studio affidato alla Commissione indicata nei commi precedenti nonché per le finalità condivise e previste al successivo "Protocollo sul PREVEDI", il 50% del predetto contributo sarà versato al PREVEDI, a favore dei lavoratori ivi iscritti.

Le parti pertanto stabiliscono che, a decorrere dal 1° gennaio 2011 e fino al 30 settembre 2012, il predetto contributo dello 0,05% sarà versato quale contributo straordinario al "Fondo di previdenza complementare PREVEDI".

Il contributo raccolto dalla Cassa edile artigiana o Edilcassa fino al mese di settembre 2011 sarà versato dalla stessa al Fondo PREVEDI nel mese di dicembre 2011 e quello raccolto dal 1° ottobre 2011 al 30 settembre 2012, sarà versato entro il mese di dicembre 2012.

Le parti stabiliscono altresì che, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2011, il rimanente 50% del contributo di cui al citato comma 3 dell'art. 105 del C.C.N.L. 23 luglio 2008, ovvero lo 0,05%, sarà versato dalle imprese nell'apposito "Fondo lavori usuranti e pesanti", con specifica distinzione della fonte contrattuale d'applicazione, da costituirsi presso ogni Cassa edile artigiana, Edilcassa nonché nelle Casse edili di altra emanazione contrattuale aderente al sistema CNCE.

Al 30 settembre 2012 cessa definitivamente l'obbligo di versare il contributo straordinario al "Fondo di previdenza complementare PREVEDI", e pertanto a decorrere dal 1° ottobre 2012, viene ripristinato nella misura dello 0,10% il contributo per i lavori usuranti e pesanti.

Le parti demandano al livello territoriale la definizione delle modalità operative per l'applicazione di quanto definito.

Protocollo sul PREVEDI

In relazione ai dati forniti dal Fondo PREVEDI da cui emerge una situazione di particolare gravità a causa:

- del non elevato numero di lavoratori iscritti rispetto ad una potenzialità del settore;

- dallo scenario prospettato dallo stesso Fondo in termini tendenziali di progressivo ulteriore decremento del numero degli iscritti nei prossimi anni tale da ipotizzare la discesa al di sotto della soglia minima di 20.000 posizioni associate (e contribuenti) sulla cui base la COVIP ha concesso l'autorizzazione all'avvio del Fondo PREVEDI;

- della situazione che desta forte preoccupazione anche in termini di sostenibilità amministrativa e gestionale del Fondo stesso e nella consapevolezza che solo fondi contrattuali strutturati possono posizionarsi sul mercato in maniera efficace per garantire una valida prospettiva pensionistica ai lavoratori iscritti;

le parti concordano sulla necessità di:

1) favorire ed agevolare l'incremento del numero dei lavoratori aderenti nel settore e a tal fine adottare le seguenti misure:

a) attivazione dell'esplicita delega di adesione volontaria per prelevare la quota contributiva del lavoratore che aderisce, direttamente dalle maggiorazioni accantonate a suo conto presso la Cassa edile. La stessa provvederà a fornire al lavoratore la necessaria certificazione utile ai fini fiscali;

b) rendere praticabile l'adesione al Fondo anche senza il versamento del t.f.r.;

c) sottoscrizione nazionale di un Protocollo utile a garantire certezza e puntualità delle procedure delle Casse edili sui versamenti a PREVEDI;

d) incaricare le Casse edili, coordinate da CNCE, di promuovere azioni mirate ad incrementare le adesioni al Fondo;

2) avviare un percorso per unificare in un solo Fondo le adesioni dei lavoratori dipendenti della filiera delle costruzioni con uno studio di fattibilità tecnico-giuridico per l'ipotesi di fusione-integrazione-accorpamento del Fondo PREVEDI con altri fondi di previdenza complementare. A tal fine viene costituita una Commissione paritetica con il compito di prospettare alle parti sociali nazionali, possibili soluzioni entro 12 mesi dalla firma del presente accordo;

3) mantenere costante il monitoraggio di tutti i dati provenienti dal Fondo.

Avviso comune

Contribuzione e integrazione degli ammortizzatori sociali nel settore edile

La crisi economica sta avendo forti ripercussioni sugli assetti occupazionali: gli ammortizzatori sociali destinati al settore non riescono a sopperire nel tempo alla ormai costante mancanza di cantierizzazioni. E' incontrovertibile che nell'edilizia il fattore uomo sia la risorsa principale e che, pertanto, risulti indispensabile il mantenimento nel circuito di settore di tali risorse, anche nell'ottica di una valorizzazione delle imprese qualificate e di una necessaria normazione di accesso delle imprese al settore.

Le parti sociali del settore stanno operando contrattualmente a tale fine ma occorre individuare un quadro generale, nazionale e territoriale con cui delineare un vero e proprio intervento organico a sostegno dei lavoratori temporaneamente disoccupati o che fruiscano degli ammortizzatori sociali di C.i.g.o. e C.i.g.s.

Nel quadro di tale intervento generale, le parti ritengono necessario potenziare le politiche attive del lavoro e gli ammortizzatori sociali a disposizione del settore estendendone la durata, la copertura e l'accesso, così come richiesto con gli Stati generali del 14 maggio 2009.

Il sistema bilaterale edile, interamente finanziato dalle imprese di costruzioni e dai loro lavoratori, potrebbe supportare i momenti di crisi occupazionale, attraverso un sostegno economico che favorisca la partecipazione dei lavoratori a processi di formazione e riconversione professionale degli operai, scoraggiando il lavoro irregolare ed incentivando l'occupazione.

Le parti sociali del settore sono interessate ad introdurre una indennità integrativa di disoccupazione per gli operai licenziati per riduzione di personale o per fine o mancanza di lavoro nel rispetto dei requisiti di cui all'art. 29 della legge n. 341/1995.

Tale ipotesi è vincolata ad un accordo tra le parti sociali da stipularsi in sede ministeriale, con cui venga modificata l'attuale aliquota contributiva della C.i.g.o. attraverso un apposito decreto.

Attualmente le imprese edili artigiane versano per gli operai un'aliquota del 5,20% a fronte dell'1,90%-2,20% degli altri settori, beneficiando di una durata della Cassa integrazione guadagni ordinaria decisamente più breve rispetto alle imprese dell'industria edile.

Ad accrescere ulteriormente la disparità a sfavore delle imprese artigiane, grava l'impossibilità della proroga della C.i.g.o., in quanto alle imprese dell'artigianato è concessa solo in presenza di riduzione di orario, a differenza dell'industria per la quale le proroghe sono ammesse anche in assenza di una pur parziale ripresa dell'attività lavorativa.

Ciò ha comportato, secondo gli ultimi dati, un accumulo delle risorse del relativo Fondo presso l'INPS pari a circa 2 mila milioni di euro.

A fronte di questa riduzione, stimata nell'ordine di due punti in modo da poter equamente distribuire a favore delle imprese e dei lavoratori le risorse così derivanti, le parti costituiranno presso le Casse edili artigiane territoriali un apposito Fondo finalizzato all'integrazione salariale dei lavoratori disoccupati e in C.i.g., finanziato con il contributo della riduzione dell'aliquota.

I requisiti di accesso, la durata e l'ammontare dell'erogazione del Fondo saranno concordati tra le parti sulla base delle risorse reperite. Essi seguiranno i criteri dell'universalità, della premialità per i lavoratori che parteciperanno alla formazione, e della premialità per le aziende che, in regola con i versamenti contributivi, assumano i lavoratori formati o disoccupati.

Le parti nazionali, al fine di ovviare agli eventuali casi di gravi crisi occupazionali che si dovessero verificare nelle singole realtà, stabiliranno le percentuali nonché la periodicità con le quali, ciascuna Cassa edile artigiana territoriale, verserà in un Fondo a carattere nazionale, gestito dalla CNCE i contributi pervenuti nei fondi territoriali.

Accordo sul sistema delle Casse edili artigiane ed Edilcasse

Tra

l'ANAEPA Confartigianato, CNA Costruzioni, FIAE Casartigiani e CLAAI

e

la FENEAL-UIL, la FILCA-CISL, la FILLEA-CGIL

Premesso che le parti:

- riconfermano la contrattazione nazionale e territoriale come sorgente dei diritti dei lavoratori e delle imprese;

- riconoscono le Casse edili artigiane e le Edilcasse quale strumento per l'attuazione dei contratti e accordi collettivi stipulati tra le Federazioni nazionali dei lavoratori e le Organizzazioni nazionali degli imprenditori firmatarie il presente accordo, nonché tra le rispettive Organizzazioni territoriali;

- hanno ricercato condizioni per addivenire ad un sistema unico degli Enti bilaterali di settore, che riconoscesse l'applicazione del presente C.C.N.L. in tutte le sue parti, senza peraltro pervenire ancora alla definizione di accordi in tal senso;

- continueranno a ricercare la condizione per un sistema unitario di Enti bilaterali di settore, riconoscendo gli stessi quali strumenti di attuazione dei contratti ed accordi collettivi stipulati tra le parti sottoscrittrici l'avviso comune del 16 dicembre 2003;

Preso atto che:

- l'evoluzione normativa e pattizia che affida alle Casse edili ruolo e funzioni che rendono l'iscrizione a tali strumenti indispensabile per l'operatività delle imprese sia nel settore pubblico sia in quello privato;

- alle Casse edili è data una rilevanza fondamentale non solo per la gestione del contratto, ma anche per il governo del mercato di settore;

- in diverse realtà territoriali, ove le Associazioni artigiane hanno una significativa rappresentanza, il sistema delle Casse edili artigiane e delle Edilcasse non è operante;

- gli obiettivi convenuti con la richiesta di attivazione del tavolo della bilateralità e con l'avviso comune di settore, vanno confermati e perseguiti in tempi celeri;

- ove non si pervenga alla sottoscrizione di un accordo-quadro nazionale sulla disciplina unitaria degli Enti bilaterali entro e non oltre il 31 dicembre 2010;

Le parti concordano:

- di garantire la sottoscrizione della contrattazione integrativa territoriale;

- di garantire la piena attuazione del C.C.N.L. attivando le necessarie iniziative, ove possibile, per procedere alla costituzione degli Enti bilaterali previsti dal vigente C.C.N.L.;

- laddove si riscontrino le possibilità operative, anche al fine della non proliferazione di nuovi enti, di pervenire ad accordi per estendere l'operatività delle Casse edili artigiane e delle Edilcasse, ad operare in aree limitrofe.

Art. 84

(Rappresentante per la sicurezza)

Protocollo R.L.S.T.

Art. 1

(Ambito di attività)

Per tutte le imprese nelle quali non sia stato eletto o designato il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di cui all'art. 47, comma 2 del D.Lgs. n. 81/2008, le parti convengono che le medesime attribuzioni sono esercitate dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza individuato nell'ambito territoriale (R.L.S.T.).

Art. 2

(Designazione, elezione e nomina)

Il R.L.S.T. è designato congiuntamente dalle Organizzazioni sindacali territoriali dei lavoratori. Tale designazione sarà ratificata in apposite riunioni dedicate esclusivamente alla funzione elettiva. Successivamente le OO.SS. territoriali invieranno il nominativo del lavoratore tramite comunicazione scritta alle Associazioni artigiane edili territoriali, al Comitato paritetico territoriale ed all'impresa dalla quale proviene il lavoratore.

Art. 3

(Attribuzioni)

Secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008 il R.L.S.T., attenendosi alle modalità fissate nel presente accordo, esercita, nelle aziende o unità produttive ubicate nella zona di sua competenza, le seguenti attribuzioni:

a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le attività delle imprese;

b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, all'individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell'impresa ovvero nell'unità produttiva;

c) è consultato sulla designazione degli addetti al servizio di prevenzione, all'attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, all'evacuazione dei lavoratori e del medico competente;

d) è consultato dal Comitato paritetico territoriale e dall'Ente scuola in merito all'organizzazione della formazione;

e) riceve in visione, in occasione degli accessi ai luoghi di lavoro, le informazioni e la documentazione inerente la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti le sostanze ed i preparati pericolosi, le macchine, gli impianti, l'organizzazione e gli ambienti di lavoro, gli infortuni e le malattie professionali;

f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;

g) promuovere l'elaborazione, l'individuazione e l'attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori;

h) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti;

i) partecipa alla riunione periodica di cui all'art. 35 del D.Lgs. n. 81/2008;

j) fa proposte in merito all'attività di prevenzione;

k) avverte il responsabile dell'azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;

l) previo avvertimento di cui alla lett. k), può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro ed i mezzi impiegati per attuarle non sono idonei a garantire la sicurezza durante il lavoro.

Il R.L.S.T. riceve una formazione adeguata come previsto dal successivo art. 7 e, comunque, non inferiore a quella prevista al comma 7 dell'art. 48 del D.Lgs. n. 81/2008.

Il Rappresentante territoriale per la sicurezza ha accesso, per l'espletamento della sua funzione, al documento di cui all'art. 17, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 81/2008, nonché quanto previsto al comma 1, punto r) dell'art. 18 del D.Lgs. n. 81/2008.

Entrambi i documenti possono essere consultati esclusivamente in azienda.

Per la durata dell'incarico, durante l'esercizio delle sue funzioni, il R.L.S.T. non può compiere attività di proselitismo, così come non può promuovere assemblee sindacali o proporre rivendicazioni di natura sindacale ed è incompatibile con le funzioni sindacali operative.

Art. 4

(Accesso ai luoghi di lavoro)

Per quanto riguarda le visite presso le aziende viene predisposto:

a) il R.L.S.T. preannuncia e concorda con l'impresa, anche tramite le Associazioni artigiane, la visita che ha programmato di effettuare in cantiere; il R.L.S.T. segnala al Comitato paritetico territorialmente competente l'elenco delle visite programmate. Il diritto di accesso ai cantieri sarà esercitato nel rispetto delle specifiche esigenze organizzative e/o produttive dell'azienda;

b) il R.L.S.T. è munito di apposita tessera di riconoscimento da esibirsi prima dell'accesso al cantiere;

c) al R.L.S.T. viene consegnata in visione copia della documentazione aziendale di cui al D.Lgs. n. 81/2008 allo scopo di acquisire informazioni in merito a quanto attiene alla sicurezza ed all'ambiente di lavoro;

d) il R.L.S.T. è tenuto alla massima riservatezza in merito a quanto acquisito in sede di visita, che potrà essere utilizzato esclusivamente in relazione alle funzioni che la legge gli attribuisce in materia di sicurezza, fermo restando il rispetto del segreto industriale;

e) delle visite aziendali e degli altri interventi di consultazione viene redatto verbale, in copia inviato all'azienda nonché al CPT competente, da archiviare presso la sede degli R.L.S.T. Nel verbale vengono riportate le indicazioni e le raccomandazioni in tema di sicurezza avanzate dal R.L.S.T.;

f) le visite del R.L.S.T. oltre che sulla base del programma di lavoro possono avvenire su richiesta aziendale, anche per il tramite e con l'assistenza delle Associazioni artigiane.

L'impresa, nel rispetto delle modalità della lett. a) del precedente comma, si impegna a garantire l'accesso al cantiere e la presenza del proprio responsabile del servizio di prevenzione e protezione (R.S.P.P.) o di un addetto da questi incaricato.

Art. 5

(Controversie)

Ogni divergenza sorta tra il R.L.S.T. e l'impresa sull'applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione previsti dalle normative vigenti, che non sia componibile tra le parti stesse è verbalizzata e, prima di qualsiasi ulteriore azione, deve essere sottoposta al Comitato paritetico territoriale competente come previsto dal comma 2 dell'art. 51 del D.Lgs. n. 81/2008.

Art. 6

(Numero dei R.L.S.T.)

Le parti sociali con accordi a livello territoriale, regolano il numero, le modalità ed i costi per il finanziamento delle attività, anche con riferimento alla formazione dei R.L.S.T. I costi mutualizzati a carico delle imprese comprendono e sostituiscono il versamento di cui all'art. 52 del D.Lgs. n. 81/2008 ove effettivamente operanti gli R.L.S.T.

Art. 7

(Formazione)

Successivamente all'incarico, il R.L.S.T. frequenta un corso di formazione di 120 ore in materia di sicurezza e di salute, sia di natura teorica che pratica da effettuarsi entro 2 mesi dalla data di designazione e 8 ore di aggiornamento annuale.

Il corso di formazione dovrà tener conto in particolar modo delle funzioni che il R.L.S.T. dovrà svolgere in relazione alle dimensioni ed alla tipologia delle imprese ed aver riguardo alle modalità di esercizio del suo incarico, determinate dal presente accordo, e da quanto previsto dalle norme di legge e contrattuali.

L'erogazione della formazione ai R.L.S.T. è affidata al Comitato paritetico territoriale, che opererà di concerto con l'Ente scuola anche per la definizione delle modalità organizzative dell'attività formativa.

Istituzione della borsa del lavoro dell'artigianato delle costruzioni

La borsa lavoro, unitamente alle misure adottate a seguito degli avvisi comuni: DURC, congruità e del documento degli Stati Generali del 14 maggio 2009, è uno strumento individuato dalle parti per la valorizzazione piena dei lavoratori nel processo produttivo dell'edilizia, anche attraverso la formazione, nonché per contrastare il lavoro nero, il lavoro sommerso, il caporalato e l'intermediazione passiva della manodopera gestita dalla criminalità organizzata.

Le parti sociali, concordano di riconoscere al FORMEDIL nazionale un ruolo fondamentale e attivo nella gestione e implementazione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Le parti predispongono un sistema che possa effettivamente rispondere alle esigenze del mercato e del settore su tutto il territorio nazionale.

Le parti affidano al FORMEDIL nazionale, nel quadro del suo progetto di riconversione, la progettazione di un sistema efficace che tenga conto delle peculiarità del settore e che sia volto alla realizzazione di specifiche finalità quali:

1) ottimizzare la circolazione delle informazioni tra lavoratori disoccupati o inoccupati e imprese del settore sulle opportunità lavorative e sulle offerte formative, con lo scopo di favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro, mediante l'istituzione della banca del lavoro informatizzata presso ciascuna Scuola edile e/o Ente paritetico equivalente, collegata alla borsa lavoro, a cui affluiscano i curricula dei lavoratori e le offerte lavorative delle imprese edili;

2) fornire assistenza alle imprese in relazione ai bisogni formativi e occupazionali;

3) favorire l'orientamento della richiesta-offerta di lavoro dei suddetti lavoratori;

4) predisporre l'attivazione degli standard minimi e le misure atte a certificare i crediti formativi;

5) incentivare gli accordi ministeriali per l'ingresso dei lavoratori stranieri attraverso la formazione all'estero per l'inserimento e il collocamento nel settore.

Il FORMEDIL in tutte le sue articolazioni dovrà inoltre prevedere un sistema che, fermo restando le autorizzazioni previste da parte della pubblica amministrazione e sulla base delle finalità sopra descritte, preveda:

a) l'assunzione, da parte delle Scuole edili e/o Ente paritetico equivalente, di un ruolo attivo all'interno del progetto volto a favorire lo sviluppo dell'occupazione e l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro, attraverso il sistema di autorizzazione presso la competente p.a.;

b) la possibilità, per le imprese in regola con la contribuzione contrattuale alla Cassa edile artigiana o Edilcassa, di consultare direttamente i curricula dei lavoratori in cerca di occupazione e di pubblicare al contempo le proprie offerte di lavoro presso gli sportelli costituiti nelle Scuole edili e/o Ente paritetico equivalente;

c) la possibilità per le persone in cerca di lavoro di consultare gratuitamente le offerte di lavoro delle imprese aderenti alla Cassa edile artigiana o Edilcassa in modo da poter prospettare le proprie candidature.

L'entrata in vigore del sistema borsa lavoro nelle costruzioni è prevista alla scadenza del primo anno di vigenza del presente accordo. A tal fine, entro 6 mesi dalla stipula del presente accordo, il FORMEDIL nazionale presenterà alle parti sociali nazionali il progetto operativo per l'approvazione dello stesso.

La sperimentazione della borsa lavoro sarà avviata dal FORMEDIL nazionale, in accordo con le parti sociali, entro 6 mesi dalla presentazione del progetto, nei territori ove è prevista la maggiore dinamicità degli investimenti e del mercato del lavoro.

La sperimentazione sarà effettuata sulla base dei seguenti criteri e modalità, ferma restando la necessità che sia definita a livello ministeriale una norma che preveda l'invio telematico della comunicazione obbligatoria da parte dei datori di lavoro entro 5 giorni successivi al licenziamento anche alla Cassa edile artigiana o Edilcassa territorialmente competente:

- la Scuola edile e/o Ente paritetico equivalente nei casi di crisi aziendale, mancanza temporanea di commesse, fine fase lavoro, licenziamenti, riceve l'elenco dei lavoratori che saranno interessati dai provvedimenti;

- tali elenchi saranno visionati dalla Scuola edile e/o Ente paritetico equivalente al fine di valutare, sulla base delle professionalità esistenti, possibili percorsi di qualificazione e riqualificazione da attivare, anche in relazione agli accordi territoriali locali che prevedono ammortizzatori in deroga e le relative risorse; nonché ai programmi di formazione attivabili attraverso i fondi di formazione interprofessionali o europei;

- la Scuola edile o Ente paritetico equivalente effettuerà una ricognizione individuale delle competenze possedute dai lavoratori e dei necessari piani formativi di qualificazione-riqualificazione acquisendo la disponibilità del lavoratore alla partecipazione alla formazione;

- la Scuola edile o Ente paritetico equivalente in una apposita banca dati, condivisa con la Cassa edile artigiana o Edilcassa territoriale ed un server nazionale, inserirà i nominativi di cui al punto precedente con la relativa qualifica, mansione, anzianità di settore e dichiarazione di disponibilità dei lavoratori a frequentare i corsi di qualificazione e riqualificazione professionale;

- tale banca dati deve essere predisposta in modo da permettere il convenzionamento con il Centro dell'impiego competente al fine di dare una evidenza pubblica al profilo professionale ed alla condizione del lavoratore nel rispetto delle norme sulla privacy, ed in supporto alla sua attività di collocamento.

Alla Scuola edile o Ente paritetico è demandato il compito di monitorare i fabbisogni occupazionali delle imprese a livello locale, al fine di determinare le necessità di ordine formativo sul territorio.

Presso ciascuna Scuola edile o Ente paritetico equivalente, con finalità formative, sarà costituito uno specifico sportello con il compito di effettuare la ricognizione individuale del bilancio delle competenze, rilevare aspettative e fabbisogni al fine di sviluppare assieme al lavoratore un piano di sviluppo professionale sulla base delle linee-guida che saranno elaborate dal FORMEDIL nazionale ed approvate dalle parti sociali firmatarie del presente accordo.

Gli accordi di cui all'art. 42 del vigente C.C.N.L. potranno prevedere che alle imprese che assumano i lavoratori iscritti negli elenchi di cui al presente articolo, possano essere riconosciute agevolazioni contributive presso la Cassa edile artigiana o Edilcassa.

Di ciascuna azione formativa di cui al presente articolo sarà effettuata specifica registrazione sul libretto formativo approvato dalle parti sociali su proposta del FORMEDIL nazionale.

Decorrenza e durata

Il presente accordo, salvo le diverse decorrenze espressamente indicate, si applica dal 1° dicembre 2010 ai rapporti di lavoro in corso alla data del 16 dicembre 2010 o instaurati successivamente e prolunga il C.C.N.L. 23 luglio 2008 nella sua applicazione fino al 31 dicembre 2012.

Le parti si danno atto che la sottoscrizione del presente accordo integrativo ed attuativo del C.C.N.L. 23 luglio 2008, in applicazione agli accordi nazionali stipulati tra tutte le parti sociali del settore costruzione, dà continuità al processo di armonizzazione dei minimi tabellari previsti dagli altri cc.cc.nn.l. sottoscritti nel settore.

Aumenti retributivi e minimi di paga base e di stipendio

Per gli operai con qualifica del 3° livello è stabilito un incremento complessivo del trattamento retributivo pari a euro 34,29 a decorrere dal 1° giugno 2012.

Le tabelle dei valori mensili dei minimi di paga base degli operai e degli stipendi minimi mensili per gli impiegati, di cui all'accordo del 23 luglio 2008, sono quindi modificate come segue:

Livelli

Retribuzione all'1/1/2010

Aumenti

Parametri

Euro

01/01/2011

01/06/2012

 

 

Euro

Euro

 

1.524,34

69,38

54,08

205

1.333,18

60,92

47,48

180

1.110,77

50,77

39,57

150

1.028,89

47,05

36,67

139

962,23

44,00

34,29

130

850,49

38,92

30,34

115

743,46

33,85

26,38

100

 

Libretto di Autodifesa. Cooperative.

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LIBRETTO DI AUTODIFESA
E CONTRO INFORMAZIONE
PER I/LE LAVORATRICI
DELLE COOPERATIVE

BASTA PRECARIETA’
BASTA SFRUTTAMENTO


Redatto da: Centro Sociale Vittoria e lavoratori delle Cooperative

LIBRETTO DI AUTODIFESA E CONTROINFORMAZIONE PER I/LE
LAVORATORI/ICI DELLE COOPERATIV
E

Questo libretto di autodifesa e controinformazione ha preso forma durante una serie di incontri tra un gruppo di lavoratori e lavoratrici delle cooperative di Milano e dintorni e i compagni e le compagne del Centro Sociale Vittoria. La necessità di incontrarsi è nata dalla condivisione di lotte dei lavoratori di alcune cooperative (Traco TNT, Ortomercato, Nova Press e altre a Nova Milanese ...): abbiamo organizzato insieme picchetti notturni per bloccare il flusso delle merci ed impedire i licenziamenti, abbiamo fatto dei volantinaggi all'ingresso e sostenuto delle vertenze, e a volte abbiamo ottenuto delle piccole vittorie.

L'esigenza di confrontarci rispetto alle pratiche di lotta e di aggregazione, nasce dalla consapevolezza che l'unica risposta possibile alla disgregazione e alla solitudine che viviamo oggi come lavoratori è quella di essere uniti, al di là delle differenze contrattuali e territoriali.

Ma come riuscire a rompere questo isolamento?

Un primo passo è stata la creazione al Centro Sociale Vittoria di un ambito di confronto sulle tematiche del lavoro, dando così origine ad uno strumento per poter conoscere i nostri diritti, garantiti dai contratti esistenti, e per poterli rivendicare collettivamente. Ma soprattutto ci siamo posti come obiettivo il superamento della mera rivendicazione, per poter costruire un momento di discussione e di lotta dal basso fra i lavoratori, per comprendere e analizzare le reali origini dello sfruttamento che subiamo ogni giorno. La ristrutturazione del sistema capitalistico di questi ultimi anni si fonda su un concetto molto chiaro: a fronte di una rinuncia dei lavoratori di difendersi e lottare in prima persona, delegando la propria capacità decisionale ai sindacati confederali, che scelgono una politica concertativa (ovvero di continuo compromesso a sfavore dei lavoratori), vi è un attacco sempre più arrogante del padronato improntato alla cancellazione dei diritti per azzerare il costo del lavoro e aumentare i profitti. La precarizzazione della vita, dal lavoro ai diritti fondamentali, è l'arma nelle mani del capitale, sostenuto dai vari governi, di centro destra e centro sinistra, per controllare la classe lavoratrice.

La prima fase è stata la dismissione delle grandi fabbriche industriali che spostando gli investimenti verso il settore dei servizi e della grande distribuzione introduce nuovi modelli organizzativi dell'impresa che si traducono in aumento di flessibilità, in crescente scomposizione del mercato del lavoro e nell'individualizzazione del contratto di lavoro attraverso l'introduzione di svariati contratti diversi.

Il lavoro assume spesso caratteri quasi schiavistici: non c'è nessun limite di orario, diritti come ferie, maternità, e malattia sono inesistenti, lavoro in nero e minacce dilagano, non c'è alcuna sicurezza per la salute e nessuna garanzia.

La pratica dell'esternalizzazione dei servizi attraverso appalti e subappalti, sempre più utilizzata, si rivela come il mezzo per limitare l'assunzione di personale "garantito" ed utilizzare manodopera a basso costo, ricattabile, precaria, sempre disponibile alle esigenze del padrone.

Queste dinamiche di precarietà vengono subite in primo luogo dagli immigrati: la legislazione attuale li rende i più ricattabili e vulnerabili di fronte al padrone.

Le leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini, attraverso il controllo dei flussi, la subordinazione del permesso di soggiorno e del suo rinnovo al posto di lavoro, e con la negazione dei diritti di cittadinanza, costringono i lavoratori stranieri ad accettare qualsiasi condizione lavorativa.

In questo panorama le cooperative rappresentano l'esempio più lampante di tale stato di precarietà e sfruttamento.

I contratti si moltiplicano e ognuno di noi si trova solo di fronte al padrone, la salute sul posto di lavoro non è mai tutelata e spesso ci ritroviamo a dover lavorare senza scarpe antinfortunistiche, né guanti, né alcuna protezione.

In molti casi lavoriamo in situazioni di completa illegalità e sottopagati: in nero, per 14-20 ore, e in alcuni casi i lavoratori stranieri devono persino lasciare i documenti all'ingresso e possono riprenderli solo alla fine dell'estenuante turno.

Fra trasferimenti, cambi d'appalto e di cooperative il nostro posto è sempre più a rischio e spesso perdiamo contributi, ferie, liquidazione maturate. Non solo.

La difficoltà di arrivare a fine mese, il costo della vita sempre più alto, la speculazione sul bisogno della casa, che allontana la possibilità di poter pagare l'affitto, la sanità pubblica che con i ticket diventa un bene di lusso, il tempo di non lavoro rubato (viaggi casa-lavoro, orario di lavoro spezzettato, ecc.), il controllo sociale sempre più oppressivo, rendono la nostra vita ogni giorno più difficile e precaria.

Per questo crediamo che la nostra battaglia non sia volta unicamente alla rivendicazione di diritti garantiti, ma che il fine ultimo sia cambiare fino in fondo un sistema che si basa sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulle disuguaglianze.

Vogliamo riprenderci la nostra vita e i nostri bisogni, vogliamo essere i protagonisti delle decisioni politiche che ci riguardano, vogliamo il pane ma anche le rose.

Ma per poter costruire una società più giusta crediamo che sia necessaria la volontà di tutti.
L'unica via possibile è quella di creare dei percorsi di autorganizzazione di tutti lavoratori che nascano anche da vertenzialità sul posto di lavoro per ritrovare una ricomposizione ed un'unità di classe che ci ridia forza e identità collettiva.

Nelle pagine seguenti troverete le norme che garantiscono i nostri diritti, e i doveri a cui il padrone deve sottostare per la nostra sicurezza e salute. Ma purtroppo conoscere le leggi non basta.
Spesso il diritto sta dalla parte dei padroni, e soprattutto oggi molte situazioni che per noi rappresentano sfruttamento e mancanza di diritti, per la legge sono riconosciute come legittime.

Invitiamo tutti voi che riceverete questo libretto a diffonderlo ai vostri colleghi di lavoro e discuterne insieme. E vi invitiamo altresì a incontrarci ogni martedì al Centro sociale Vittoria dalle 18.30, per cercare di costruire insieme un piccolo ma combattivo punto di riferimento per una classe lavoratrice sempre meno garantita, per costruire obiettivi unificanti, per poter non essere più soli, ma uniti e quindi più forti.

I/LE LAVORATORI/ICI DELLE COOPERATIVE CONTROINFORMAZIONE E NORME DI AUTODIFESA

La legge che disciplina il lavoro dei soci di tutte le cooperative che hanno quale finalità (il cosiddetto scopo mutualistico) la prestazione delle attività lavorative da parte degli stessi soci, è la n. 142 del 2001, modificata ora dalla legge Biagi (D.lgs. 276/2003)
Lo scopo mutualistico può essere rappresentato da maggiori opportunità di lavoro, da migliori condizioni di mercato e, in generale, da una valorizzazione della propria attività lavorativa.

In realtà si è perso lo spirito originario della forma cooperativa che oggi ha tutt'altro scopo: assumere e far lavorare a costi sempre più bassi, risparmiando su salari e diritti.

Il rapporto di lavoro tra socio e cooperativa è di due tipi: il primo di tipo associativo, il secondo di tipo subordinato oppure parasubordinato o autonomo disciplinato dalle norme di legge, dei contratti collettivi riferiti a ciascun tipo e dal regolamento interno della cooperativa.

RAPPORTO ASSOCIATIVO

Il rapporto di tipo associativo nasce con l'adesione del socio alla cooperativa. La lettera di ammissione, o la successiva delibera dell'assemblea di ammissione, deve essere consegnata dalla cooperativa al socio ammesso. Il socio ha doveri e diritti specifici.
Tra i doveri, quello fondamentale, è il versamento della quota sociale annuale che viene trattenuta direttamente in busta paga (con rateizzazione mensile) e che dovrà essere restituita al termine del rapporto.

Tra i diritti, invece, ricordiamo che il socio concorre alla gestione dell'impresa partecipando alla formazione degli organi sociali.
Infatti, ogni tre anni viene eletto il Consiglio di Amministrazione ed ogni socio può essere eletto e comunque partecipare (con il proprio voto) a far eleggere altri soci. La cooperativa deve sempre comunicare (con lettera raccomandata o con affissione in bacheca) ad ogni singolo socio la data precisa dello svolgimento delle assemblee relative all'andamento dell'attività sociale e, in particolare, quelle - con cadenza annuale - di approvazione del bilancio per permettere a tutti di partecipare e di esprimere la propria opinione ed il proprio voto.

Ogni singolo socio può delegare (con delega scritta) un altro a partecipare e a votare alle assemblee.

E' consigliabile comunque esercitare il proprio diritto direttamente senza delegare altri soci.

Sappiamo che in realtà si ha poco potere decisionale all'interno delle assemblee degli organi sociali, perché spesso le decisioni e l'ordine del giorno è già deciso da chi amministra la cooperativa. Però in un contesto di lotta o di vertenza questo può essere utilizzato come ulteriore strumento per contrastare i padroni o, quantomeno, per comprenderne con precisione le le intenzioni (soprattutto in caso di volontà di chiusura dell'attività, di cambi di appalto,...).

RAPPORTO DI LAVORO

Quando il socio, dopo la formale ammissione, presta la propria attività per la cooperativa instaura un vero e proprio rapporto di lavoro che può essere prestato in forma subordinata o autonoma (anche con il contratto di associazione in partecipazione) o in qualsiasi altra forma, compresi i rapporti di collaborazione coordinata non occasionale (in particolare, con i contratti a progetto).

Le regole relative al lavoro dei soci vengono definite da un Regolamento Interno che le cooperative hanno l'obbligo di redigere e di depositare presso la Direzione Provinciale del lavoro (DPL) territorialmente competente. La DPL, presso cui è depositato il Regolamento, può controllare, anche dietro richiesta dei soci lavoratori, la correttezza dei rapporti instaurati con i soci lavoratori e l'effettiva rispondenza di tali rapporti rispetto al regolamento ed alla contrattazione collettiva.

Ogni socio lavoratore, all'atto dell'assunzione ha il diritto di richiedere il Regolamento della cooperativa che lo assume e quest'ultima è obbligata a consegnarlo.

Il Regolamento Interno deve contenere obbligatoriamente:

1.    il richiamo ai contratti collettivi applicabili ai soci dipendenti, in relazione al settore produttivo della cooperativa (per esempio, trasporti, commercio, pulizie,...);
2.    le modalità di svolgimento del lavoro (per esempio orario, ferie e le altre materie rimesse alle determinazioni del datore) e, per ogni mansione, il corrispondente tipo di rapporto di lavoro (subordinato o autonomo);
3.    l'attribuzione all'assemblea dei soci del potere di deliberare il piano di crisi.

Dal rapporto di lavoro derivano diritti e doveri legati allo specifico contratto di lavoro stipulato con la cooperativa:

LAVORO SUBORDINATO

All'atto dell'assunzione con contratto di lavoro subordinato, la cooperativa deve fare firmare e poi consegnare al socio lavoratore la lettera di assunzione.

La lettera di assunzione deve contenere obbligatoriamente:
1.    il CCNL di riferimento come riportato nel Regolamento interno summenzionato;
2.    il livello di assunzione e la relativa retribuzione lorda (comprensiva quindi dei contributi INPS e INAIL e delle tasse);
3.    le mansioni che dovranno essere svolte;
4.    il luogo di svolgimento della propria prestazione lavorativa;
5.    l'orario di lavoro complessivo e, in particolare, deve essere specificato se sarà a tempo pieno o apart time (in questo caso devono essere specificate con precisione il numero totale delle ore da svolgere, quantomeno in ragione della settimana);
6.    il valore della quota sociale e di quella di iscrizione.

E' importante sapere che la propria retribuzione non potrà essere inferiore rispetto ai minimi contrattuali stabiliti dai CCNL del settore (o delle categorie affini) applicati in base a ciò che stabilisce il Regolamento Interno della cooperativa. Ciò non solo per la retribuzione corrispondente ad ogni livello, ma anche per il trattamento "complessivo": comprese le voci per lo straordinario, per il lavoro prestato durante i giorni di festività, nelle ore notturne o la domenica, e le retribuzioni differite (13ma e 14ma mensilità).

ATTENZIONE: per chi è assunto da cooperative che applicano il CCNL trasporti e che sono sorte prima del 27/06/2002, gli istituti contrattuali (13ma e 14ma mensilità) verranno versate secondo il principio della gradualità (cioè in percentuale per ogni anno con decorrenza 2003 sino al raggiungimento del 100%).

Mentre per chi è assunto da cooperative che applicano altri contratti collettivi (p.e. pulizie, commercio, ecc.), o da cooperative che applicano il CCNL dei trasporti e sono nate dopo il 27/07/2002, gli istituti contrattuali saranno versati al 100% della misura prevista dagli stessi contratti collettivi di settore.

Il socio lavoratore ha diritto al versamento dei contributi pensionistici ed assistenziali (per la copertura della malattia e del periodo di infortunio) in misura piena e può richiedere ed aver diritto a tutte le misure di sostegno al reddito, tra cui gli assegni familiari per i propri figli e le altre persone a carico.

Al socio lavoratore dovranno essere applicate le regole previste dal contratto collettivo e dalla legge in materia di malattia, maternità e ferie.

Al rapporto di lavoro di un socio lavoratore subordinato si applica interamente lo Statuto dei Lavoratori che disciplina i diritti sindacali dei singoli lavoratori (compreso il diritto di sciopero) e l'esercizio dell'attività sindacale dei sindacati (p.e. l'indizione di assemblee sindacali), ad esclusione dell'art. 18 (cioè l'articolo che prevede la reintegrazione in caso di licenziamento riconosciuto come illegittimo). Infatti, in caso di cessazione del rapporto associativo (quindi di perdita della qualità di socio a seguito di esclusione o dimissioni) cessa anche il rapporto di lavoro: il socio escluso senza giusta causa o giustificato motivo non può chiedere di essere reintegrato nel posto di lavoro, ma potrà solo ottenere dal Giudice un risarcimento del danno calcolato in base alla propria retribuzione.

Per giusta causa di licenziamento si intende un evento che non consenta la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto: per esempio, il furto in azienda, la ripetuta disobbedienza, il danneggiamento volontario di macchinari, la prolungata assenza ingiustificata, ecc... Nel caso di licenziamento per giusta causa non è necessario il rispetto del termine di preavviso previsto dal contratto collettivo di riferimento. Al periodo di preavviso lavorato, dovuto in caso di licenziamento o di dimissioni del socio lavoratore, si può rinunciare con il pagamento della relativa indennità: in caso di licenziamento, la cooperativa dovrà pagarla al lavoratore, in caso di dimissioni sarà la cooperativa che potrà trattenerlo (di solito sull'importo dovuto con l'ultima busta paga). Il giustificato motivo può essere soggettivo se è determinato da comportamenti del lavoratore che violano gravemente gli obblighi contrattuali (per esempio, nel caso di scarso rendimento del lavoratore) e oggettivo se è determinato, invece, da ragioni riconducibili all'attività produttiva della cooperativa, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa (per esempio, l'ipotesi di riduzione dell'attività esercitata). In questa ipotesi, spetta il preavviso.

ATTENZIONE: il licenziamento e l'esclusione devono essere sempre scritti. In caso di licenziamento o di esclusione dal rapporto sociale si hanno 60 giorni per promuovere la causa di impugnazione dei provvedimenti di recesso avanti il Tribunale.

Per i comportamenti meno gravi si applica, invece, la disciplina che lo Statuto dei Lavoratori prevede per il procedimento disciplinare e per l'eventuale sanzione (ammonizione scritta, multa sino ad un massimo di 4 ore e/o sospensione dal lavoro e dalla retribuzione sino ad un massimo 10 giorni).

Il socio lavoratore dovrà quindi ricevere una contestazione scritta del proprio comportamento ritenuto negligente (previsto da un elenco contenuto nel Regolamento Interno e comunque nel CCNL di settore) con l'avviso scritto di poter fornire le proprie giustificazioni entro 5 giorni dalla contestazione stessa.
Il socio potrà difendersi con lettera scritta o essere sentito oralmente con l'assistenza di un proprio rappresentante sindacale.

ATTENZIONE: è possibile che, nel corso degli anni, nel medesimo appalto (per esempio, alla TNT o alla SDA) subentrino altre cooperative rispetto a quella originaria di cui si è soci. In questi casi è frequente che vi sia solo un formale cambio di nome della cooperativa quando in realtà la gestione (presidente, responsabili, capi.) rimane la stessa. In questi casi, un consiglio è quello di non firmare mai le lettere di dimissioni che eventualmente le vecchie cooperative intendano presentarvi, bensì di organizzarsi sindacalmente per evitare rinunce (a retribuzioni che vi devono, al tfr, ai contributi, ecc...) e per essere tutelati anche nei confronti della cooperativa subentrante.

SALUTE E SICUREZZA SUL POSTO DI LAVORO

Al rapporto di lavoro del socio lavoratore si applicano tutte le leggi in materia di igiene e sicurezza del lavoro (disciplinate dal D.Lgs. 626/2004). Questi i principi generali: Il datore di lavoro è tenuto ad adottare tutte le misure che sono necessarie a tutelare l'integrità fisica del lavoratore (p.e. fornire scarpe antinfortunistiche, caschi di protezione, ecc..) e a nominare un medico competente per il primo soccorso.

Il datore di lavoro è obbligato, all'atto dell'assunzione, ad informare ogni lavoratore dei rischi connessi alla produzione e alla specifica mansione da  svolgere,  ai  pericoli connessi all'eventuale uso di sostanze nocive o cancerogene, alle misure di prevenzione adottate, alle procedure di pronto soccorso.

Il socio ha diritto quindi a conoscere il testo delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e le istruzioni relative all'utilizzo delle attrezzature e dei macchinari (nonché di eventuali modifiche successive) che dovrà impiegare nello svolgimento delle proprie mansioni.

Ogni socio ha altresì diritto ad una formazione adeguata (addestramento all'utilizzo corretto delle macchine, conoscenza sui rischi per operare in sicurezza) in relazione alle mansioni ed ai compiti da svolgere. Questa deve essere garantita a tutti i lavoratori in orario di lavoro e a totale carico del datore di lavoro, senza costi per il lavoratore. In ogni azienda i lavoratori hanno diritto di eleggere un proprio rappresentante (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) per verificare, per conto di tutti, lo stato di attuazione delle misure di sicurezza e di prevenzione realizzate dal datore di lavoro.

LAVORO AUTONOMO

E' raro che un socio di una cooperativa venga chiamato a prestare la propria attività lavorativa in forma diversa da quella subordinata.

Ultimamente, però, alcune cooperative utilizzano il contratto di associazione in partecipazione con il quale attribuiscono ad un lavoratore (detto "associato"), a fronte della propria prestazione di lavoro, una partecipazione agli utili dell'impresa. I lavoratori associati non sono lavoratori subordinati e, come tali, non possono essere sottoposti, in via di principio, al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro che, però, può emanare, nei loro confronti, semplici direttive di carattere generale e coordinarne l'attività di lavoro.

L'associazione in partecipazione è spesso utilizzata per risparmiare sugli oneri contributivi e sulle tutele per i licenziamenti illegittimi.

Per la retribuzione dei soci lavoratori in forma autonoma, comunque, in assenza di contratti o accordi collettivi specifici, si deve fare riferimento ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo da professionisti (per esempio, commercialisti, ecc.).

I lavoratori autonomi non hanno diritto a: => malattia e ferie godute retribuite => compenso per infortunio sul lavoro => alla 13ma e 14ma mensilità => al Trattamento di Fine Rapporto (TFR)

Si applicano anche a questi le disposizioni dello Statuto dei Lavoratori relative a: libertà di esprimere le proprie opinioni, divieto di indagine sulle opinioni dei lavoratori, diritto di associazione e attività sindacale, divieto di atti discriminatori nei loro confronti se iscritti al sindacato.

Anche ai soci che prestano la propria attività lavorativa in forma autonoma si applicano comunque le disposizioni in materia di sicurezza e igiene sul lavoro viste in precedenza.

LAVORO PARASUBORDINATO

Ad un socio lavoratore che non venga assunto con contratto di lavoro subordinato potrà essere fatto sottoscrivere dalla cooperativa cui aderisce un contratto di lavoro a progetto (che sostituisce la precedente collaborazione coordinata e continuativa ed è disciplinato dalla legge Biagi). Anche questa, come la precedente, è un'ipotesi molto rara.

Il contratto di lavoro a progetto è caratterizzato dal fatto di:
-    essere riconducibile a uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso;
-    essere gestito autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato da raggiungere, nel rispetto del coordinamento con l'organizzazione del committente e indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa.

In teoria, quindi, il lavoratore a progetto dovrebbe poter decidere autonomamente quando recarsi al lavoro, dovrebbe utilizzare mezzi e utensili propri (e non forniti dalla cooperativa o dal committente) e non dovrebbe ricevere ordini e direttive né essere sottoposto al potere disciplinare dei rappresentanti della cooperativa.

Di frequente però il contratto a progetto viene utilizzato al posto di un'assunzione quale lavoratore subordinato perché più precaria (è comunque un contratto a termine e non si applicano le tutele contro i licenziamenti) e meno onerosa per il padrone (per esempio non è previsto il tfr né l'indennità di malattia, i contributi vengono versati in misura inferiore, ecc.).

ATTENZIONE: Il lavoratore, con una vertenza, potrà chiedere ove sussistano i presupposti della subordinazione che il proprio rapporto di lavoro sia qualificato come subordinato a tempo indeterminato.

Il contratto di lavoro a progetto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare, a fini della prova, i seguenti elementi:

=> durata della prestazione di lavoro: può essere determinata (cioè indicare specificamente la data finale) o determinabile in quanto il rapporto dura finché non sia stato realizzato il progetto, il programma o la fase di lavoro;
=> individuazione e descrizione del contenuto caratterizzante del progetto o programma di lavoro, o fase di esso;
=> retribuzione e criteri per la sua determinazione, tempi e modalità di pagamento del lavoro, disciplina di eventuali rimborsi spese sostenute dal lavoratore;
=> forme di coordinamento tra il singolo lavoratore a progetto e il suo committente sull'esecuzione (anche per ciò che riguarda gli orari di lavoro) della prestazione lavorativa.

Il contratto termina quando il progetto, il programma o la fase vengono realizzati. Il recesso anticipato può avvenire per giusta causa o in base alle modalità previste dalle parti nel contratto individuale.

Il compenso del socio lavoratore a progetto deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro eseguito e deve tenere conto dei compensi normalmente corrisposti per analoghe prestazioni di lavoro autonomo nel luogo di esecuzione del contratto. La malattia e l'infortunio del lavoratore comportano solo la sospensione del rapporto che comunque cessa alla scadenza indicata nel contratto o alla fine del progetto, programma o fase di lavoro.

Il committente può comunque recedere se la sospensione del rapporto si protrae per un periodo superiore a un sesto della durata stabilita nel contratto (quando determinata) ovvero superiore a 30 giorni per i contratti di durata determinabile.

La gravidanza comporta la sospensione del rapporto e la proroga dello stesso per 180 giorni.

Anche ai soci che prestano la propria attività lavorativa in forma parasubordinata si applicano comunque le disposizioni in materia di sicurezza e igiene sul lavoro viste in precedenza.

Quelle che abbiamo descritto sono le norme che dovrebbero disciplinare le diverse tipologie di contratto (subordinato, autonomo, a progetto, associazione in partecipazione,...) applicabili ad un socio lavoratore.

E' comunque da dire che il contratto più diffuso è pur sempre quello di natura subordinata. Proponiamo, quindi, un riassunto per punti di quanto detto sul contratto di assunzione a tempo indeterminato:
-    la cooperativa deve sempre consegnare la domanda di ammissione a socio e la lettera di assunzione;
-    la lettera di assunzione deve contenere: il CCNL applicato al rapporto; il livello assegnato e la retribuzione lorda; le mansioni da svolgere; il luogo di svolgimento del lavoro; l'orario di lavoro settimanale; l'entità della quota di iscrizione e/o di adesione;
-    ricordati di chiedere sempre copia del Regolamento Interno;
-    partecipa sempre alle assemblee quando vieni convocato, senza delegare nessuno dei tuoi colleghi;
-    non firmare mai nulla in bianco, leggi sempre bene quello che ti propongono di sottoscrivere. In particolare non firmare mai dimissioni in occasione di eventuali cambi di appalto;
-    non firmare mai la busta paga se non ti viene dato correttamente quanto segnato;
-    in caso di licenziamento o di esclusione da rapporto sociale ricordati che devi impugnare l'atto di recesso entro 60 giorni dal ricevimento o dalla consegna della lettera.

CONCLUSIONI

Nelle pagine che precedono abbiamo cercato di descrivere le norme di legge e dei contratti collettivi che disciplinano, in tutti i suoi aspetti, il rapporto di lavoro di un socio lavoratore di una cooperativa.

Ma siamo coscienti che, sebbene sia fondamentale una corretta informazione su quelli che sono i propri diritti minimi, ciò non sia sufficiente per migliorare la propria condizione di lavoro.

Nella realtà le relative norme di tutela non vengono rispettate, i pochi diritti previsti vengono quotidianamente calpestati e comunque non sono sufficienti a garantirci una vita dignitosa.

E' per questi motivi che riteniamo la lotta e l'autorganizzazione tra lavoratori, accomunati da condizioni simili (anche se formalmente alle dipendenze di diverse cooperative), risposte possibili e praticabili per cercare di riappropriarci di ciò che ci viene sottratto in termini di diritti, salario e sicurezza.

Da tale consapevolezza nasce lo sforzo di scrivere questo libretto di autodifesa che, ripetiamo, ha come finalità principale l'essere strumento per far crescere, nei singoli posti di lavoro, la coscienza dei propri diritti e, conseguentemente, vertenze e lotte per ritrovare un'unità che ci ridia forza e identità collettiva.

Pensiamo che ognuno di noi debba diffonderlo e discuterlo con i colleghi per far sì che ogni lavoratore sia motore di vertenze nei confronti dei propri padroni - siano questi le cooperative in cui siamo assunti o le società committenti presso cui lavoriamo.

BASTA PRECARIETÀ!  BASTA SFRUTTAMENTO!

I lavoratori delle cooperative hanno sempre rappresentato l'esempio più lampante di quella precarietà del lavoro di cui tutti adesso parlano.
=> Lavoriamo a ritmi massacranti senza orario, con salari bassi ed in condizioni di sicurezza inesistenti. => Non si capisce mai quale sia il nostro datore di lavoro, se la cooperativa o l'azienda committente (come la TNT, l'UPS o la SDA).
=> Ci sono frequenti cambi di appalto e di cooperative. => Non riceviamo mai copia del regolamento o del contratto di lavoro, rimanendo così all'oscuro sulle condizioni cui dobbiamo lavorare e vittime di continui abusi.
=> Molti di noi sono stranieri e, quindi, costretti ad accettare queste condizioni di estremo sfruttamento per non rischiare di perdere il permesso di soggiorno.

Ma è ora di dire basta e di provare a reagire per rivendicare i nostri diritti quotidianamente negati!

Riteniamo la lotta e l'autorganizzazione tra lavoratori, accomunati da condizioni simili (anche se alle dipendenze di diverse cooperative), risposte possibili per cercare di riappropriarci di ciò che ci viene sottratto in termini di diritti, salario e sicurezza.
Anche per questi motivi, stiamo scrivendo un libretto di autodifesa e di informazione / controinformazione che ci permetta di conoscere i nostri diritti, di tutelarci contro gli abusi e che sia strumento di lotta contro lo sfruttamento.

Tutti i martedì dalle 18.00 alle 20.00 presso il Centro Sociale Autogestito Vittoria di Via Friuli angolo Via Muratori

Il documento è stato redatto dai compagni e dalle compagne del Centro Sociale Vittoria in Milano.

 

 

Pubblici Esercizi. CCNL 06.07.01. ConfEsercenti

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C.C.N.L. 06-07-2001
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da pubblici esercizi (CONFESERCENTI)

Epigrafe

Scadenze contrattuali

Verbale di stipula

Premessa al C.C.N.L.

Protocollo in materia di formazione professionale e relazioni istituzionali

TITOLO I

VALIDITÀ E SFERA DI APPLICAZIONE

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

TITOLO II

RELAZIONI SINDACALI

Articolo 4

Livello territoriale

Articolo 5

Livello aziendale

Articolo 6

Capo II

PARI OPPORTUNITÀ, UTILIZZO DEGLI IMPIANTI, POLITICA ATTIVA DEL LAVORO

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Capo III

SECONDO LIVELLO DI CONTRATTAZIONE

Articolo 10

Premio di risultato

Articolo 11

Materie della contrattazione

Articolo 12

Clausole di uscita

Articolo 13

Retribuzione onnicomprensiva

Articolo 14

Archivio dei contratti

Articolo 15

Capo IV

ENTI BILATERALI

Premessa

Ente bilaterale nazionale unitario del settore turismo

Articolo 16

Sostegno al reddito

Articolo 17

Enti bilaterali territoriali del settore turismo

Articolo 18

Centri di servizio

Articolo 19

Finanziamento

Articolo 20

Conciliazione delle controversie

Articolo 21

Capo V

COMMISSIONI PARITETICHE, CONCILIAZIONE, ARBITRATO

Articolo 22

Compiti della commissione paritetica nazionale

Articolo 23

Commissioni paritetiche territoriali

Articolo 24

Procedure per la composizione delle controversie collettive

Articolo 25

Procedure per la conciliazione delle vertenze individuali

Articolo 26

Collegio arbitrale

Articolo 27

Procedure di conciliazione ed arbitrato relative alle sanzioni disciplinari

Articolo 28

Procedure di conciliazione ed arbitrato relative ai licenziamenti individuali

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Funzionamento delle commissioni paritetiche

Articolo 32

Articolo 33

Capo VI

ATTIVITÀ SINDACALE

Articolo 34

Dirigenti sindacali

Articolo 35

Permessi sindacali

Articolo 36

Articolo 37

Articolo 38

Diritto di affissione

Articolo 39

Assemblea

Articolo 40

Referendum

Articolo 41

Norme generali

Articolo 42

Norma transitoria

Articolo 43

Contributi associativi

Articolo 44

TITOLO III

CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Articolo 45

Articolo 46

Articolo 47

Passaggi di qualifica

Articolo 48

Mansioni promiscue

Articolo 49

TITOLO IV

MERCATO DEL LAVORO

Premessa

Capo I

APPRENDISTATO

Premessa

Assunzione dell'apprendista

Articolo 50

Articolo 51

Durata e qualifiche dell'apprendistato

Articolo 52

Articolo 53

Periodo di prova

Articolo 54

Articolo 55

Orario di lavoro

Articolo 56

Articolo 57

Obblighi del datore di lavoro

Articolo 58

Obblighi dell'apprendista

Articolo 59

Articolo 60

Conclusione del rapporto

Articolo 61

Retribuzione degli apprendisti

Articolo 62

Articolo 63

Capo II

CONTRATTI DI FORMAZIONE E LAVORO

Articolo 64

Capo III

CONTRATTO A TEMPO PARZIALE

Articolo 65

Articolo 66

Articolo 67

Articolo 68

Articolo 69

Capo IV

CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 70

Articolo 71

Articolo 72

Articolo 73

Capo V

LAVORO EXTRA E DI SURROGA

Articolo 74

Capo VI

LAVORO TEMPORANEO E CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

Premessa

Casi di ammissibilità

Articolo 75

Individuazione qualifiche

Articolo 76

Percentuale di lavoratori assumibili

Articolo 77

Informazione

Articolo 78

Formazione

Articolo 79

Campo di applicazione

Articolo 80

Capo VII

LAVORATORI STUDENTI

Articolo 81

Capo VIII

CONTRATTO DI INSERIMENTO

Articolo 82

Capo IX

LAVORO RIPARTITO

Articolo 83

Capo X

ESCLUSIONE DALLE QUOTE DI RISERVA

Articolo 84

TITOLO V

RAPPORTO DI LAVORO

Articolo 85

Capo II

PERIODO DI PROVA

Articolo 86

Articolo 87

Capo III

DONNE E MINORI

Articolo 88

Articolo 89

Capo IV

ORARIO DI LAVORO

Articolo 90

Riduzione dell'orario

Articolo 91

Ripartizione dell'orario di lavoro giornaliero

Articolo 92

Distribuzione dell'orario settimanale

Articolo 93

Articolo 94

Flessibilità

Articolo 95

Diverse regolamentazioni dell'orario annuo complessivo

Articolo 96

Orario di lavoro dei minori

Articolo 97

Recuperi

Articolo 98

Intervallo per la consumazione dei pasti

Articolo 99

Lavoro notturno

Articolo 100

Lavoratori notturni

Articolo 101

Lavoro straordinario

Articolo 102

Articolo 103

Articolo 104

Capo V

RIPOSO SETTIMANALE

Articolo 105

Lavoro domenicale

Articolo 106

Capo VI

FESTIVITÀ

Articolo 107

Articolo 108

Capo VII

FERIE

Articolo 109

Articolo 110

Articolo 111

Articolo 112

Capo VIII

PERMESSI E CONGEDI

Articolo 113

Congedo per motivi familiari

Articolo 114

Permessi per elezioni

Articolo 115

Permessi per lavoratori studenti - diritto allo studio

Articolo 116

Capo IX

NORME DI COMPORTAMENTO

Articolo 117

Sanzioni disciplinari

Articolo 118

Assenze non giustificate

Articolo 119

Divieto di accettazione delle mance

Articolo 120

Consegne e rotture

Articolo 121

Articolo 122

Articolo 123

Corredo - abiti di servizio

Articolo 124

Capo X

NORME SPECIFICHE PER L'AREA QUADRI

Articolo 125

Assistenza sanitaria integrativa

Articolo 126

Indennità di funzione

Articolo 127

Formazione ed aggiornamento

Articolo 128

Responsabilità civile

Articolo 129

TITOLO VI

TRATTAMENTO ECONOMICO

Articolo 130

Articolo 131

Determinazione della retribuzione giornaliera

Articolo 132

Determinazione della retribuzione oraria

Articolo 133

Capo II

PAGA BASE NAZIONALE

Articolo 134

Capo III

CONTINGENZA

Articolo 135

Capo IV

CORRESPONSIONE DELLA RETRIBUZIONE

Articolo 136

Capo V

ASSORBIMENTI

Articolo 137

Capo VI

SCATTI DI ANZIANITÀ

Articolo 138

Articolo 139

Capo VII

MENSILITÀ SUPPLEMENTARI

Articolo 140

Quattordicesima mensilità

Articolo 141

Capo VIII

PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Articolo 142

TITOLO VII

SOSPENSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

Articolo 143

Articolo 144

Articolo 145

Articolo 146

Articolo 147

Capo II

INFORTUNIO

Articolo 148

Articolo 149

Capo III

CONSERVAZIONE DEL POSTO

Articolo 150

Articolo 151

Articolo 152

Lavoratori affetti da tubercolosi

Articolo 153

Capo IV

GRAVIDANZA E PUERPERIO

Articolo 154

Articolo 155

Articolo 156

Articolo 157

Capo V

CHIAMATA ALLE ARMI

Articolo 158

Richiamo alle armi

Articolo 159

TITOLO VIII

RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

Articolo 160

Capo II

PREAVVISO

Articolo 161

Indennità sostitutiva del preavviso

Articolo 162

Capo III

DIMISSIONI

Articolo 163

Articolo 164

Giusta causa

Articolo 165

Matrimonio

Articolo 166

Capo IV

LICENZIAMENTI INDIVIDUALI PER GIUSTA CAUSA O GIUSTIFICATO MOTIVO

Articolo 167

Articolo 168

Licenziamento discriminatorio

Articolo 169

Matrimonio

Articolo 170

Capo V

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 171

Articolo 172

Articolo 173

Capo VI

RESTITUZIONE DOCUMENTI DI LAVORO

Articolo 174

TITOLO IX

VIGENZA CONTRATTUALE

Articolo 175

Procedure per il rinnovo del C.C.N.L.

Articolo 176

Indennità di vacanza contrattuale - norma transitoria

Articolo 177

TITOLO X

AZIENDE ALBERGHIERE

Rinvio

TITOLO XI

COMPLESSI TURISTICO - RICETTIVI DELL'ARIA APERTA

Rinvio

TITOLO XII

PUBBLICI ESERCIZI

Articolo 258

Articolo 259

Capo II

APPRENDISTATO

Articolo 260

Articolo 261

Capo III

CONTRATTI A TERMINE E AZIENDE DI STAGIONE

Articolo 262

Articolo 263

Articolo 264

Articolo 265

Articolo 266

Articolo 267

Articolo 268

Articolo 269

Capo IV

ORARIO DI LAVORO

Articolo 270

Ripartizione orario di lavoro giornaliero

Articolo 271

Lavoro notturno

Articolo 272

Lavoratori notturni

Articolo 273

Lavoro straordinario

Articolo 274

Festività

Articolo 275

Articolo 276

Ferie

Articolo 277

Permessi e congedi

Articolo 278

Capo V

TRATTAMENTI SALARIALI INTEGRATIVI

Articolo 279

Capo VI

PAGA BASE PUBBLICI ESERCIZI DI TERZA E QUARTA CATEGORIA

Articolo 280

Capo VII

TRATTAMENTO ECONOMICO DEI PERCENTUALISTI

Articolo 281

Percentuale di servizio

Articolo 282

Articolo 283

Articolo 284

Articolo 285

Articolo 286

Articolo 287

Articolo 288

Articolo 289

Articolo 290

Articolo 291

Articolo 292

Articolo 293

Mensilità supplementari

Articolo 294

Liquidazione trattamenti normativi ai percentualisti

Articolo 295

Articolo 296

Capo VIII

SCATTI DI ANZIANITÀ

Articolo 297

Capo IX

MALATTIA ED INFORTUNIO

Articolo 298

Infortunio

Articolo 299

Capo X

PULIZIA DEI LOCALI

Articolo 300

Capo XI

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Articolo 301

Capo XII

NORME PER I LOCALI NOTTURNI

Articolo 302

Articolo 303

Articolo 304

Articolo 305

Articolo 306

Capo XIII

NORME PER RISTORANTI E BUFFETS DI STAZIONE

Articolo 307

Articolo 308

Capo XIV

NORME PER LA RISTORAZIONE COLLETTIVA (MENSE AZIENDALI)

Protocollo appalti

Articolo 309

Cambi di gestione

Articolo 310

Articolo 311

Articolo 312

Articolo 313

Articolo 314

Articolo 315

Articolo 316

Articolo 317

Articolo 318

Trattamenti salariali integrativi

Articolo 319

Scatti di anzianità - norma transitoria

Articolo 320

Indennità supplementare

Articolo 321

Clausola di inscindibilità

Articolo 322

Indennità speciale

Articolo 323

Orario di lavoro

Articolo 324

Sciopero nelle mense ospedaliere

Articolo 325

Confronto settoriale

Articolo 326

Capo XV

REFEZIONE

Articolo 327

Capo XVI

FUNZIONAMENTO DELLE COMMISSIONI PARITETICHE

Articolo 328

Capo XVII

ACCORDI SETTORIALI

Articolo 329

TITOLO XIII

STABILIMENTI BALNEARI

Rinvio

TITOLO XIV

ALBERGHI DIURNI

Rinvio

TITOLO XV

IMPRESE DI VIAGGI E TURISMO

Rinvio

Allegati

Dichiarazione ex articolo 78, comma 6

Allegato B

Contratti di formazione e lavoro

Articolo 1

Progetto di formazione e lavoro

Articolo 2

Trattamento economico e normativo

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

B/2- Fac-simile progetto formazione e lavoro

Testo

B/3 - Progetto formazione e lavoro di tipo B

Testo

Allegato C

Indennità di contingenza

C/1 - Tabella generale

C/2 -Tabella aziende minori - (alberghi e complessi turistico ricettivi dell'aria aperta)

C/3 - Tabella aziende minori - (pubblici esercizi e stabilimenti balneari di III e IV categoria)

C/4 - Tabella aziende minori - (imprese di viaggio e turismo)

Allegato D

Lavoro straordinario

Testo

Allegato E

Vitto e alloggio

E/1 - Convenzione per la fornitura del vitto e alloggio per le aziende alberghiere

E/2 - Convenzione per la somministrazione del vitto per i pubblici esercizi.

Allegato F

Mercato del lavoro

Legge 28 febbraio 1987, n. 56 - Norme sull'organizzazione del mercato del lavoro.

Allegato G

Lavoratori stagionali

Lettera INAIL

Lettera INPS 27 aprile n. 7569

Altri provvedimenti

Allegato H

Statuto dei lavoratori

Legge 20 maggio 1970, n. 300 - Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento.

Allegato I

Disciplina dei licenziamenti individuali

Provvedimenti

Allegato L

Parità uomo - donna

Legge 9 dicembre 1977, n. 903 - Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro.

Allegato M

Trattamento di fine rapporto

Legge 29 maggio 1982, n. 297 - Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica.

Allegato N

Premio di anzianità aziende alberghiere

Allegato O

Accordo interconfederale per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie stipulato il 27 luglio 1994

Allegato P

Ipotesi di accordo interconfederale applicativo del D. Lgs. n. 626 del 1994

Premessa

Prima parte - Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Seconda parte - Organismi paritetici

 

C.C.N.L. 6 luglio 2001

Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti da pubblici esercizi (CONFESERCENTI)

Decorrenza: 1 luglio 1998

Scadenza: 31 dicembre 2001

Scadenza parte economica: 31 dicembre 2001

Il contratto Integrale può essere chiesto alle segreterie dell'USI

   

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