Ikea da un milione di euro

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Giugno 2021 13:39 Scritto da Sandro Martedì 15 Giugno 2021 11:47

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Francia, multa ad Ikea da un milione di euro per spionaggio dipendenti

15.06.2021

La filiale francese di Ikea e uno dei suoi ex presidenti sono stati condannati oggi a un milione di euro di multa e a pene detentive con la condizionale per aver fatto spiare diverse centinaia di dipendenti fra il 2009 e il 2012.

 

 

da Rai News ikea francia logo insegna (gettyimages)

Il tribunale di Versailles li ha riconosciuti colpevoli di "ricettazione di dati personali in modo fraudolento", condannandoli però a pene meno pesanti di quelle richieste dall'accusa, escludendo in particolare l'imputazione più grave, la "sorveglianza di massa".

In quel caso, gli imputati avrebbero rischiato fino a dieci anni di reclusione.

L'unico dei dirigenti ad aver ammesso lo spionaggio, Jean-Francois Paris, ha confessato ai giudici francesi che oltre 500.000 euro all'anno erano destinati da Ikea a queste indagini "parallele".

La filiale francese di Ikea impiega più di 10.000 persone in 34 negozi sparsi per tutto il paese.

I sindacati hanno accusato Ikea France di aver raccolto dati personali con mezzi fraudolenti, in particolare attraverso file della polizia ottenuti illegalmente (pagando!) e di aver divulgato illecitamente informazioni personali.

Gli avvocati di Ikea Francia hanno negato che l'azienda avesse una strategia di ``spionaggio "generalizzato''.

"Ora tremeranno anche altre aziende"

Un avvocato dei sindacati, Solene Debarre, ha espresso la speranza che il verdetto del Tribunale di Versailles possa ``far "tremare anche altre aziende".

"Un milione di euro non è molto per Ikea, ma è un simbolo", ha dichiarato l'avvocato Debarre, riferendosi alla multa comminata al gigante svedese dell'arredamento.

Abel Amara, u**n ex dipendente dell'Ikea che ha contribuito a denunciare il misfatto**, ha definito la sentenza un grande passo in difesa del cittadino.

"Mi rende felice il fatto che ci sia giustizia in Francia!, ha dichiarato Amara, subito dopo la sentenza.

L'azienda, che ha confermato di aver collaborato alle indagini, ha rischiato una multa fino a 3 milioni e 750.000 euro (4,5 milioni di dollari).

Il procuratore Pamela Tabardel aveva chiesto alla Corte di emettere ``una sentenza esemplare e dare "un messaggio forte a tutte le aziende''.

L'avvocato di Ikea Francia, Emmanuel Daoud, ha detto che la società non ha ancora deciso se fare appello.

Ikea ha fatto piazza pulita

Nell'emettere la tutto sommato mite sentenza, la Corte ha preso in considerazione il piano d'azione (e di pulizia) che Ikea ha messo in atto dopo la rivelazione dei fatti, a partire dal 2012.

L'azienda, infatti, ha licenziato quattro dirigenti e cambiato la politica interna, subito dopo che la Procura francese ha aperto l'indagine penale.

Porsche e Bmw "discutibili" per i dipendenti

In una situazione particolare, Ikea France è stata accusata di utilizzare informazioni non autorizzate su un dipendente che aveva chiesto l'indennità di disoccupazione, ma era proprietario di una Porsche...

In un altro presunto caso di "ricerca" illegale, la filiale francese avrebbe indagato sulla fedina penale di un dipendente per determinare come fosse in grado di possedere una BMW, pur con un basso reddito...

Ikea rischia ora di affrontare potenziali cause civili separate, presentate dai sindacati e da 74 dipendenti.

In quel caso, gli imputati avrebbero rischiato fino a dieci anni di reclusione.

L'unico dei dirigenti ad aver ammesso lo spionaggio, Jean-Francois Paris, ha confessato ai giudici francesi che oltre 500.000 euro all'anno erano destinati da Ikea a queste indagini "parallele".

La filiale francese di Ikea impiega più di 10.000 persone in 34 negozi sparsi per tutto il paese.

I sindacati hanno accusato Ikea France di aver raccolto dati personali con mezzi fraudolenti, in particolare attraverso file della polizia ottenuti illegalmente (pagando!) e di aver divulgato illecitamente informazioni personali.

Gli avvocati di Ikea Francia hanno negato che l'azienda avesse una strategia di ``spionaggio "generalizzato''.

"Ora tremeranno anche altre aziende"

Un avvocato dei sindacati, Solene Debarre, ha espresso la speranza che il verdetto del Tribunale di Versailles possa ``far "tremare anche altre aziende".

"Un milione di euro non è molto per Ikea, ma è un simbolo", ha dichiarato l'avvocato Debarre, riferendosi alla multa comminata al gigante svedese dell'arredamento.

Abel Amara, u**n ex dipendente dell'Ikea che ha contribuito a denunciare il misfatto**, ha definito la sentenza un grande passo in difesa del cittadino.

"Mi rende felice il fatto che ci sia giustizia in Francia!, ha dichiarato Amara, subito dopo la sentenza.

L'azienda, che ha confermato di aver collaborato alle indagini, ha rischiato una multa fino a 3 milioni e 750.000 euro (4,5 milioni di dollari).

Il procuratore Pamela Tabardel aveva chiesto alla Corte di emettere ``una sentenza esemplare e dare "un messaggio forte a tutte le aziende''.

L'avvocato di Ikea Francia, Emmanuel Daoud, ha detto che la società non ha ancora deciso se fare appello.

Ikea ha fatto piazza pulita

Nell'emettere la tutto sommato mite sentenza, la Corte ha preso in considerazione il piano d'azione (e di pulizia) che Ikea ha messo in atto dopo la rivelazione dei fatti, a partire dal 2012.

L'azienda, infatti, ha licenziato quattro dirigenti e cambiato la politica interna, subito dopo che la Procura francese ha aperto l'indagine penale.

Porsche e Bmw "discutibili" per i dipendenti

In una situazione particolare, Ikea France è stata accusata di utilizzare informazioni non autorizzate su un dipendente che aveva chiesto l'indennità di disoccupazione, ma era proprietario di una Porsche...

In un altro presunto caso di "ricerca" illegale, la filiale francese avrebbe indagato sulla fedina penale di un dipendente per determinare come fosse in grado di possedere una BMW, pur con un basso reddito...

Ikea rischia ora di affrontare potenziali cause civili separate, presentate dai sindacati e da 74 dipendenti.