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l'USI ricorda Vincenzo Mangiapane

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Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Novembre 2014 09:14 Scritto da Sandro Giovedì 20 Novembre 2014 16:34

 

“FORUM PROVINCIALE

ACQUA e BENI COMUNI di

CALTANISSETTA”

Forum  Provinciale  Acqua  e  Beni  Comuni  di  Caltanissetta

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OGGETTO: Comunicato  Stampa

CALTANISSETTA

Giovedì 20 Novembre 2014

 

Il “Forum Provinciale dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni di Caltanissetta”, ricorda Vincenzo Mangiapane detto “Cinuzzu” morto a 62 anni in solitudine a Mussomeli, finito in carcere alla tenera età di due anni, affetto da Paralisi Infantile, che gli permetteva di stare in piedi ma non di camminare, insieme alla propria madre Angela Torquato ed alla nonna materna, colpevoli per aver LOTTATO sessant'anni fa a Mussomeli per il diritto all’ACQUA PUBBLICA.

 

Da una parte il Comune dall’altra l’Ente Acquedotti Siciliani, che fra di essi si erano accordati sottoscrivendo un documento, l'EAS si impegnò a realizzare una nuova condotta in cambio di un canone di 3.000 lire per le utenze private e di 500 lire per chi utilizzava l'acqua dalle pubbliche fontane.

La popolazione mussomelese giunse davanti al Comune per protestare il pagamento delle bollette dell’acqua notificate, dopo che essa mancava da tanti giorni.

Il sindaco Giuseppe Sorce si impegnò a risolvere il tutto, pagamento e crisi idrica, invitando i Mussomelesi a ritornare l’indomani al comune. E così l’indomani, giorno16 febbraio del 1954, la gente ritornò con la speranza di avere da parte del Sindaco notizie confortanti, l’impegno preso fu disatteso e di conseguenza spontaneamente esplosero i tumulti, i carabinieri spararono i lacrimogeni, la folla presa dal panico scappando calpestò tre donne ed un giovane manovale uccidendoli, nel contempo al Governo era stato eletto Mario Scelba deciso a reprimere ogni protesta anche con l’uso della forza. Il fatto ebbe clamore nazionale.

Nelle settimane successive i carabinieri durante una retata arrestarono a Mussomeli 44 persone con l'accusa di essere i presunti sobillatori, e tra queste appunto la giovane Angela Torquato ed il suo bambino Cinuzzo, di due anni.

Ricordiamo in questa occasione anche la grande Letizia Colaianni che in quegli anni faceva parte del Comitato di Solidarietà, che portò in carcere un paio di scarpe al piccolo CINUZZU, dopo che una detenuta aveva scritto a lei della necessità.

Adesso CINUZZU riposa in pace lontano da questa Società POLITICO-PADRONAL-BANCARIA

che priva al POPOLO ONESTO di godere del diritto all’ACQUA PUBBLICA, voluto a furor di popolo col 96,13% con il referendum dell’11 giugno del 2011, per ribadire mantenere l’acqua fuori dal mercato e che nessuno debba fare profitti sulla gestione.

Ma tanti Sindaci Siciliani, della Regione Siciliana, di ROMA e della Comunità Bancaria Europea, passati ed attuali hanno detto e dicono NO a questo diritto primario.

Gli ARROGANTI dell’ACQUA, hanno vinto ancora.

Per il Forum  Provinciale  Acqua  e  Beni  Comuni  di  Caltanissetta

Il referente provinciale

Lorenzo PETIX (3283682259)

(Segretario Regionale dell’Unione Sindacale Italiana)

 

Solidarietà a Alfon.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Novembre 2014 13:07 Scritto da Sandro Giovedì 20 Novembre 2014 12:56

ASOCIACIÓN SINDICAL DE TRABAJADORES

EN LIBRERÍAS, PAPELERÍAS Y EDITORIALES

DE  LA DIPUTACIÓN DE ÁTICA (ATENAS - GRECIA)

Lontou 6, Exarjia, 10681, Atenas
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SOLIDARIDAD con ALFON

CONCENTRAC?ÓN DE PROTESTA ante la embajada española
(Dion.Areopagitou 21, Atenas)
Viernes 21 de noviembre a las 18.00

 

La Asociación Sindical de Trabajadores en librerías, papelerías y editoriales de la Diputación de Ática (Atenas-Grecia) quiere manifestar su protesta por la persecución de Alfonso Fernández Ortega, ciudadano residente del popular barrio de Vallecas, en Madrid, que fue detenido cuando salía de su casa el 14/11/2012. Ese día había sido convocada una huelga general europea. Alfón fue detenido cuando se dirigía a un piquete en su barrio. Su participación en la huelga tenía que ver con reivindicaciones como: no más paro, no más medidas antiobreras, no más recortes de los bienes y servicios sociales, no más privatizaciones en sanidad, educación, etc.

La policía intentó relacionarle con una mochila llena de cócteles molotov y acusarlo de tenencia de explosivos. Por lo que se ve, en España, como en Grecia, este es un método habitual de la policía para organizar montajes contra manifestantes. En la mochila que se usó como prueba acusatoria no se encontraron huellas dactilares de Alfón. A pesar de todo eso, en su día pasó a prisión preventiva.

Gracias a la solidaridad internacional y las protestas coordinadas que se realizaron en toda España y en otros países, el 28/12/2012 se rompió el silencio mediático y Alfón salió de la cárcel, después de 56 días (el 9/1/2013), y se le remitió a juicio, bajo la acusación de tenencia de explosivos. En caso de ser declarado culpable, afrontaría una pena de cárcel de cinco años y medio.

La represión en España ha aumentado terriblemente, alcanzando cuotas impensables de ataques a las libertades. Miles de personas han sido multadas (muchas veces en base a pruebas que resultan de testimonios policiales y de cámaras de vigilancia). Más de mil personas han pasado ya, o van a pasar en los próximos meses, por juicio. Centenares son las personas que se ven amenazadas con multas o penas de cárcel por su participación en luchas laborales, políticas o sindicales. Especialmente tras las grandes huelgas de los años 2010-2012 y las movilizaciones del 15M, el Estado criminaliza toda forma de lucha social con especial énfasis. Decenas de nuevas "prohibiciones" han sido añadidas al aparato jurídico que sirve para reprimir las huelgas y las manifestaciones.

La realidad de terror que viven las luchas sociales y laborales en España no es algo desconocido para nosotros. El ataque a los derechos y las libertades es un denominador común de los patrones y los gobernantes de todos los países del planeta cuando los trabajadores y los reprimidos optan por levantarse y protestar.

La Plataforma por la Libertad de Alfón ha organizado varias movilizaciones de protesta tanto en Vallecas y Madrid como en el resto del Estado español. El juicio de Alfón programado para el 18/9/2014 fue suspendido porque no se presentaron a testificar los tres policías testigos de la acusación. Algo que nos recuerda también los métodos de la policía griega. El juicio se aplazó inicialmente para el 6/11/2014 y más tarde se retrasó hasta el 25/11/2014. Las protestas y los actos de solidaridad con Alfón continúan.

Nuestro sindicato apoya la protesta ante la embajada española en Atenas, que convoca la Iniciativa de Solidaridad con Alfón para el viernes 21/11 a las 18.00.

Hacemos un llamamiento a otros colectivos sindicales y sociales a que emitan comunicados de apoyo a la protesta y a que acudan a la concentración ante la embajada española.

- Detengan ya la persecución de Alfonso Fernández Ortega.

- El montaje contra Alfón es insostenible. El gobierno español y la policía española son los responsables del acoso y persecución del joven manifestante.
- Solidaridad con Alfón y con los movimientos sociales que resisten en España.

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Enviad mensajes de protesta a la embajada española ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , FAX: 210-9213090).

Remitid los comunicados de apoyo de colectivos sindicales y sociales a la Plataforma por la Libertad de Alfón

( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

 

   

13.11.14. IVRI. Verbale di Mancato Accordo.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Novembre 2014 15:51 Scritto da Sandro Lunedì 17 Novembre 2014 10:28

Ministero del Lavoro

E delle Politiche Sociali

Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro e delle Relazioni Industriali –

div. VII

Via Fornovo, 8 - 00192 Roma

Tel. 06 46834921. Fax. 06 46834023.

e-mail: Div.7T Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

VERBALE DI MANCATO ACCORDO

I1 giorno 13 Novembre 2014, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla presenza della Dr.ssa Virginia Sarni, si sono incontrate, formalmente convocate, le Parti Sociali interessate alla situazione occupazionale di I.V.R.I SERVIZI INTEGRATI S.P.A. Unipersonale, per l’esperimento dell'esame congiunto previsto dal DPR 218/2000, nell'ambito della fase amministrativa della procedura di licenziamenti collettivi ex art. 4 e 24 della legge 223/1991.

Sono presenti:

- per la I.V.R.I. Servizi Integrati S.p.a. Uni personale. Luca Pizzigoni assistilo dall'aw. Luigi Gabriele;

- per la USI - CT&S. Sandro Bruzzese. Antonio Di Cello. Salvatore Montisanti assistiti dall'avv. Ersilia De Nisco;

PREMESSO CHE

  • la I.V.R.I. Servizi Integrati S.p.a Unipersonale (d'ora in poi Società) con sede legale in Milano e sedi secondarie operative su tutto il territorio nazionale, facente pane del gruppo societario IVRI. come sopra rappresentata, dichiara di essere inquadrata ai fini Inps nel settore Terziario, di operare nel campo dei "Servizi di portierato, guardiania e affini " occupando a tal uopo un organico complessivo di n. 247 dipendenti ai quali applica la "Sezione Servizi Fiduciari" del CCNL per i dipendenti di istituti o imprese di vigilanza e Servizi Fiduciari e Multiservizi:
  • con lettera del 04 Agosto 2014 (Prot.i n.i 32/0020765-66 MA003.A001 del 24.10.201431) la Società ha avvialo una procedura di licenziamento collettivo ai sensi degli art. 4 e 24 della legge 223 1991, dichiarando in esubero l'intero personale in forza e pari a n. 247 dipendenti, di cui n. 186 collocati presso la sede di Milano, n.2 presso l'unità locale ( u.l.) di Monza Brianza, n. 5 presso l'u.l. di Bergamo, n. 1 presso l'u.l. di Bologna, n.2 presso l'u.l. di Chieti, n. 6 presso l'u.l. di Genova, n. 3 presso l'u.l. di Lodi,  n. 2 presso L’u.l, di Padova, n.3 presso l'u.l. di Pavia, n. 1. presso l'u.l. di Pescara, n.1 presso l'u.l. di Piacenza, n. 6 presso l'u.l. di Roma, n. 4 presso l'u.l. di Salerno, n. 20 presso l'u.l. di Torino, n. 4 presso l'u.l. di Varese e n.1 presso l'u.l. di Parma. Nell'ambito della ed. fase sindacale della procedura di cui sopra, le Pati Sociali coinvolte non hanno raggiunto alcuna intesa nei termini previsti dalla legge, ragion per cui la Società con comunicazioni trasmesse a mezzo racc. ar del 15.10.2014 (Prot.i n.i 32 0020767-8-9- MA003.A00I del 24.10.2014) ha richiesto all'intestata Amministrazione un incontro utile all'esame congiunto di cui in epigrafe e pertanto questo Ministero, con note del 07.11.2014 (Prot.i n.i 32 00021745-6-7 MA003.A0O1 ) ha convocalo le Parti Sociali interessate dapprima alla riunione indetta per il giorno 12.11.2014. poi a seguito di specifica istanza. rinviata all'odierna riunione;
  • nel corso del presente incontro, la Società ha illustrato le motivazioni poste alla base della pendente procedura di licenziamento collettivo riconducendole in buona sostanza alla decisione di cessare tutte le attività . Tale decisione, afferma la Società, è il risultato di una serie di operazioni pregresse di politica aziendale attuale allo scopo di contrastare il forte calo di redditività del settore di riferimento manifestatosi già nel 2009. Tra queste l’operazione di fusione per incorporazione di un ramo d’azienda di altra società, affine per tipologia di servizi erogati, avvenuta nel 2010, nonché l’accordo di armonizzazione contrattuale siglato in sede sindacale nel 2013  a cui si aggiungono le operazioni di riduzione dei costi di gestione e logistica in generale attuate anche nell’anno in corso. A completare lo scenario di riferimento, la Società afferma che, sulle singole unità locali come sulla sede principale, non si ravvisa la concreta possibilità di acquisizione a breve di nuove commesse remunerate secondo criteri tali da far pensare possibile il risanamento dell’impresa stessa:

Tutto ciò Premesso

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, preso atto dell’impossibilità di raggiungere un accordo, dichiara esperita e conclusa con esito negativo la procedura di cui agli artt. 4 e 24 della legge 223/91.

Roma 13.11.2014

Letto, confermato e sottoscritto.

IVRI Servizi integrati SpA Unipersonale

La O.S.

   

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